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venerdì 7 agosto 2026

MATRIMONIO. I TEMPI DEL CONCILIO VATICANO II / 26. UNA CARO. nn. 67-69.

 


26. I tempi del Concilio Vaticano II

67. Sulla via aperta da Casti connubi, il Concilio Vaticano II presenta il matrimonio innanzitutto come un’opera di Dio che consiste in una comunione d’amore e di vita che i due coniugi condividono, comunione che non è orientata solo alla procreazione, ma anche al bene integrale di entrambi. Il matrimonio viene definito come «intima comunione di vita e di amore coniugale»[74]. Nel matrimonio, l’uomo e la donna, che per l’alleanza coniugale «“non sono più due, ma una sola carne” (Mt 19,6), prestandosi un mutuo aiuto e servizio con l’intima unione delle persone e delle attività, sperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la conseguono. Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità»[75].

VICENDEVOLE FEDELTÀ. PIO XI / 25. UNA CARO. nn. 64-66.

 



25. Pio XI

64. Papa Pio XI offre uno sviluppo maggiore della dottrina sull’unità matrimoniale nell’Enciclica Casti connubii. Egli sottolinea il valore della «vicendevole fedeltà dei coniugi nell’adempimento del contratto matrimoniale; sicché quanto compete per questo contratto sancito secondo la legge divina al solo coniuge, né a lui sia negato, né permesso ad una terza persona». E conclude: «Questa fede pertanto richiede in primo luogo l’unità assoluta del matrimonio, che il Creatore stesso adombrò nel matrimonio dei primi genitori, volendo che esso non fosse se non fra un uomo solo e una sola donna»[70]. 

LEONE XIII E LA DIGNITÀ DELLA DONNA / 24. UNA CARO. nn. 61-63.



Leone XIII

61. A proposito del tema della monogamia, nell’insegnamento di Leone XIII ritorna l’argomentazione centrale circa il fatto che i coniugi costituiscono “una sola carne”: «Ciò vediamo dichiarato e solennemente ratificato dal Vangelo con la divina autorità di Gesù Cristo, il quale proclamò ai Giudei ed agli Apostoli che il matrimonio, per la sua stessa istituzione, deve essere solamente tra due, ossia tra un uomo e una donna; che dei due si forma come una sola carne»[66].

62. Nella sua riflessione, la difesa della monogamia costituisce ugualmente una difesa della dignità delle donne, che non può essere negata o disonorata nemmeno per il desiderio della procreazione. L’unità del matrimonio implica dunque una scelta libera della donna, che ha il diritto di esigere una reciprocità esclusiva: «Nulla vi era di più miserando della moglie, abbassata a tanta viltà che quasi veniva considerata soltanto come uno strumento destinato a soddisfare alla libidine od a procreare figli. Né arrossì per il fatto che quelle che erano da collocare per mogli fossero comprate e vendute a somiglianza delle cose corporali, essendo stata data talvolta facoltà al padre o al marito di condannare la moglie all’estremo supplizio»[67].

MATRIMONIO: INTERVENTI MAGISTERIALI / 23. UNA CARO. nn. 59-60.



 Interventi magisteriali

Primi interventi

59. Fino a Leone XIII, gli interventi riferiti alla monogamia sono stati pochi ed essenziali. È da menzionare un intervento breve ma importante di Innocenzo III nell’anno 1201, nel quale si riferisce ai pagani che «dividono l’affetto coniugale con più donne nello stesso tempo», e con riferimento alla Genesi afferma che è contrario alla fede cristiana, «dato che dal principio una sola costola fu trasformata in una sola donna»[61]. Di seguito, si rifà alla Scrittura (cf. Ef 5,31; Gen 2,24; Mt 19,5) per sottolineare che si dice che «saranno due in una carne sola» (duo in carne una) e che l’uomo si unirà “alla moglie”, non “alle mogli”. Da ultimo, interpreta la proibizione dell’adulterio (cf. Mt 19,9; Mc 10,11) come riferita al matrimonio monogamico[62].

UOMO-DONNA NELLLO SPIRITO SANTO / 22. UNA CARO. nn. 56-58.

 



56. Un’altra bella testimonianza si trova nelle parole che seguono, del filosofo e teologo russo Pavel Evdokimov: «L’unità consustanziale del matrimonio costituisce l’unità di due persone che si collocano in Dio […]. Quindi la struttura trinitaria iniziale è: uomo-donna nello Spirito Santo. La realizzazione effettiva della loro unità nel matrimonio (dove il marito, secondo Paolo, è immagine di Cristo e la moglie è immagine della chiesa) diventa equivalente coniugale dell’unità Cristo-Spirito»[56].

57. Infine, merita di essere citato un passaggio illuminato del teologo John Meyendorff: «Un cristiano è chiamato – già in questo mondo – a sperimentare una vita nuova, a diventare cittadino del Regno, e può farlo nel matrimonio […]. È una singolare unione di due esseri innamorati, due esseri che possono trascendere la propria umanità ed essere così uniti non solo “l’uno con l’altro”, ma anche “in Cristo”»[57].

DIO COME FONTE DEL MATRIMONIO / 21. UNA CARO. nn. 53-55.

 


53. Anche Karl Rahner pensa l’unità matrimoniale come espressione dell’amore tra Cristo e la Chiesa, ma non come se Cristo e la Chiesa fossero uguali uno di fronte all’altra, dato che l’amore con cui Cristo ama la Chiesa ha la sua origine nella «volontà misericordiosa di Dio di comunicarsi»[51]. Da questa volontà, come causa, scaturisce il primo effetto che è l’unità Cristo-Chiesa. Alla fine l’amore, come si esprime nella vita degli sposi, approda alla sua origine in Dio stesso[52]. È utile soffermarci su due testi di Rahner sufficientemente eloquenti. Il primo: «Nell’amore realmente personale, vi è implicito qualcosa di incondizionato che rimanda al di là e al di sopra della causalità dell’incontro degli amanti: essi, quando amano realmente, crescono continuamente al di sopra di sé stessi, approdano ad un flusso che non ha più il suo punto d’arrivo nel finito e nel determinabile. Ciò che giace in una lontananza infinita, che viene tacitamente evocato in un tale amore, alla fin fine lo si può chiamare con un solo nome: Dio»[53]. E il secondo testo: «Il matrimonio e il legame tra Dio e l’umanità in Cristo non solo possono venir confrontati tra loro da noi, ma piuttosto essi sono oggettivamente in un rapporto reciproco tale che il matrimonio rappresenta oggettivamente questo amore che Dio ha in Cristo per la Chiesa, la relazione e il comportamento di Cristo con la Chiesa prefigura la relazione e il comportamento che vige nel matrimonio, e in questo trova il suo completamento, cosicché comprende in sé il matrimonio come un momento di sé»[54]. 

giovedì 6 agosto 2026

LE COMUNITÀ CRISTIANE NON CATTOLICHE HANNO VALORE? VEDIAMOLO / 6 agosto 2026.



 Al momento della “protesta” di Lutero nel 1519 il comportamento di molti del clero, in particolare vescovi e cardinali, non era per nulla esemplare. L’olandese Adriano VI, Papa per un solo anno (1522-1523), nel condannare Lutero riconosceva che un motivo della “protesta” stava proprio negli abusi della Curia romana. Ma la Chiesa si riformò e continuò, e molti santi le permisero di rialzarsi, fedele al Vangelo e capace di rispondere ai bisogni delle persone in quei tempi detti “moderni”.

Invece cosa successe con il movimento protestante che voleva riformare la Chiesa dall’esterno? Di fronte ad iniziative positive come la diffusione più ampia della conoscenza della Sacra Scrittura tradotta nella lingua parlata dal popolo (si deve a Lutero una traduzione in tedesco della Bibbia, anche se già secoli prima c'erano traduzioni nelle lingue comuni come il francese…) e la correzione di abusi, sorsero altri abusi. Ma soprattutto il ritorno alla fede pura che tutti volevano, alla fedeltà totale alla Scrittura e all’Evangelo si urtò ad uno scoglio maggiore: ognuno si mise a pensare per conto proprio senza nessuno per  dire se quei ragionamenti fossero buoni o sbagliati. Per questo motivo Gesù, che è Dio ed è sapiente, ha cura dei piccoli e dei semplici, dei poveri e degli analfabeti, ci ha dato un punto di riferimento: la roccia, Pietro, che nel cammino della Chiesa, discerne ciò che è buono e lo promuove, fa mettere da parte ciò che non è buono tra le varie iniziative, la riflessione e la preghiera del popolo e dei santi, e quella più ragionata dei teologi,    

Nel caso dei protestanti, se qualcuno entra in disaccordo con il leader del momento, e il leader non riesce a convincere che la sua posizione è la più giusta, questa posizione sua non gode di nessuna autorità, e non ha nessun aiuto divino per sostenerla. A meno di imporla con la forza pubblica, come fece Lutero con contadini che secondo lui volevano essere troppo liberi nel loro interpretare il Vangelo! Voleva la libera interpretazione della Scrittura ma non permise ad alcuni di esercitare questa libertà fino in fondo, probabilmente perché dava troppo fastidio al principe locale da cui dipendevano quei contadini e che era anche un protettore di Lutero! 

Ma il principio era lanciato: "fin qui tutti hanno sbagliato. Invoco lo Spirito Santo e lui mi illumina". Così che dopo Lutero e la Chiesa luterana venne Calvino e la Chiesa calvinista, e così via.

mercoledì 5 agosto 2026

LA PREGHIERA MERITA DI ESSERE RISCOPERTA NELLA SUA VERITÀ / S.C. 5. La preghiera della Chiesa. Catechesi del Papa.

 


Papa Leone, dopo una breve interruzione, ha ripreso le catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II  e dopo il Mistero Eucaristico tratta della preghiera della Chiesa che accompagna l'Eucaristia che rimane al centro, santificando il tempo e nutrendo i credenti con la ricchezza della Scrittura, degli scritti dei santi e degli inni della tradizione orante della Chiesa. 

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE


Basilica di San Pietro

Mercoledì, 5 agosto 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 5. La preghiera della Chiesa

Fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

in questa catechesi riprendiamo la riflessione sulla Costituzione conciliare sulla liturgia Sacrosanctum Concilium (SC). Oggi ci soffermiamo sulla dimensione ecclesiale della preghiera liturgica.

IL MATRIMONIO, UNA REALTÀ CHE SUPERA GLI SPOSI / 20. UNA CARO, nn. 49-52

 



Lo sviluppo della visione teologale nei tempi recenti

49. Hans Urs von Balthasar assegna un’importanza particolare al consenso matrimoniale che crea quell’unità nuova che trascende i due individui: «Il convenire delle due persone così spossessate di sé è possibile solo in un terzo elemento, quello che […] è quel fattore oggettivo che si compone delle loro due libertà: il loro voto, la loro solenne promessa, in cui ciascuno dà l’assenso definitivo alla libertà dell’altro e al suo mistero e si consegna a questo mistero. È realtà che si deve chiamare oggettiva solo perché è più del giustapporsi delle loro due soggettività […] la loro volontà fattasi una (d’appartenersi l’un l’altro), che si pone al di sopra di loro e in mezzo a loro, perché nessuno dei due può rivendicare a sé l’unità che è sorta»[47].

martedì 4 agosto 2026

UOMO E DONNA: UNA DIVINA INVENZIONE / 19. UNA CARO. nn. 46-48.



46. Nell’unione matrimoniale von Hildebrand evidenzia due atteggiamenti irrinunciabili. Il primo è la “discretio”, cioè uno spazio di intimità personale che preserva l’identità e la libertà di ciascuno, ma che può essere condiviso con una decisione del tutto libera, e in questo caso conduce a un approfondimento del legame. Il secondo atteggiamento è la “riverenza” per l’altro, che manifesta, in particolare nell’unione sessuale, il fatto che si ama una persona, sacra e inviolabile, non un oggetto qualsiasi. Il dinamismo interno del vincolo matrimoniale – il “noi”, secondo le categorie di von Hildebrand – spinge i coniugi a manifestare sempre di più la loro intima comunione personale.

47. Questa visione è condivisa anche da Alice von Hildebrand, nata Jourdain, moglie di Dietrich. In particolare, ella sostiene che la realizzazione piena dell’umanità si può raggiungere solo nell’unione tra uomo e donna, la “divina invenzione”: «non solo Lui [Dio] ha fatto l’uomo composto di anima e corpo – una realtà spirituale e una materiale – ma, oltre a ciò, per coronare questa complessità, “maschio e femmina li ha creati”. Chiaramente, la pienezza della natura umana si trova nell’unione perfetta tra uomo e donna»[42]. Pertanto, l’amore sponsale tra uomo e donna è ritenuto dalla filosofa e teologa belga come l’apice della vocazione umana, la suprema espressione dell’immagine divina quale chiamata al dono di sé nell’amore, dove la tenerezza dell’affetto tra i due riveste un ruolo fondamentale, voluto dallo stesso Creatore: «Il cuore è il centro della persona»[43], avverte la von Hildebrand, di fronte a certe tentazioni di anteporre il fare dell’attivismo alla ricettività dell’amore, inteso proprio in senso affettivo. Ella, poi, aggiunge che «dove la tenerezza regna, la concupiscenza si allontana»[44].

IL CURATO D'ARS SANTO DELLA PENITENZA O DELL'AMORE? / S. Giovanni Maria Vianney, 4 agosto 2026.

 

"Mi hai indicato la strada verso Ars 
e io ti indicherò la strada verso il cielo"
(luogo detto "dell'incontro" quando nel 1818,
il curato arrivò a piedi ad Ars
e chiese la sua strada ad un pastorello)

Geremia dice che Dio castiga poi benedice. Come mai? Perché ama. Se deve castigare, purificare, nessuno lo può comprare, intimidire. Ma è sensibile ad ogni segno di pentimento, e comunque non rimane in collera per sempre perché è "Dio e non uomo", secondo l’espressione stupenda della Bibbia.

Dio ci vuole liberi. L’uomo ha tendenza a ridurre il suo rapporto con Dio a pratiche esterne, al minimo sindacale, oppure addirittura ad imprigionarsi in scrupoli, nevrosi. È il caso dei farisei nel Vangelo che ritengono essenziale lavarsi le mani prima di mangiare. Gesù nella sua risposta sposta l’attenzione sui cibi puri ed impuri osservati ancor oggi da ebrei ortodossi e musulmani: ciò che rende impuro l’uomo non è un cibo che entra nella bocca ma ciò che l'uomo esprime con la bocca volontariamente: giudizio, orgoglio, disprezzo, menzogna, ecc.

Quindi Gesù prende posizione in modo generale. Conta il cuore, il suo orientamento. Le tradizioni che lo esprimono sono un linguaggio, talvolta necessario per educare o unire più persone nella preghiera, dare punti di riferimento, ma non devono mai diventare l’essenziale. Al bambino insegno a fare il segno di croce e gli dico “fallo bene”, ma fin dal primo giorno gli dico che ciò che conta per Dio è il cuore. 

Gesù esprime un giudizio fortissimo contro quei farisei che si sono scandalizzati della sua presa di posizione: vede in loro solo esteriorità e non l’azione dello Spirito Santo. “Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata”.

Il curato d’Ars (1786 - 1859) è stato un parroco molto attivo, senza inventare nessuna formula pastorale nuova, ed è stato terribilmente concreto nella sua mortificazione fisica, nella sua obbedienza alla Chiesa. Ma soprattutto è il suo amore per Dio e per le anime che ne hanno fatto quel santo e quel punto di riferimento eccezionale fino ad oggi. Digiuna ma non parla di digiuni, di sacrifici, parla di amore di Dio, di amore per Dio e per il prossimo. Meditiamo alcune sue parole: 

 « Se comprendessimo bene cosa significa essere figli di Dio, non potremmo fare il male... essere figli di Dio: oh, che grande dignità!»

« La misericordia di Dio è come un torrente in piena. Trascina i cuori al suo passaggio. »

« Non è il peccatore che torna a Dio per chiedergli perdono, ma è Dio che corre dietro al peccatore e lo riconduce a sé. »

« Diamo dunque questa gioia a questo buon Padre: torniamo a Lui... e saremo felici. »

« Il buon Dio è sempre disposto ad accoglierci. La sua pazienza ci attende! »

« C’è chi attribuisce al Padre Eterno un cuore duro. Oh, come si sbagliano! Il Padre Eterno, per disarmare la sua giustizia, ha dato al Figlio un cuore infinitamente buono: non si può dare ciò che non si possiede... »

« C’è chi dice: “Ho fatto troppo male, il buon Dio non può perdonarmi”. È una grave bestemmia. Significa porre un limite alla misericordia di Dio, che invece non ne ha alcuno: è infinita. »

« Le nostre colpe sono granelli di sabbia al cospetto della grande montagna della misericordia di Dio. »


Dal libro del profeta Geremìa Ger 30,1-2.12-15.18-22

lunedì 3 agosto 2026

GEREMIA LOTTA CONTRO IL FALSO PROFETA / Lunedì XVIII sett. T.O., pari. 2026.

 

Il profeta Geremia.

Gesù è nato per rendere testimonianza alla verità, ci dice Giovanni 18,37. Gesù è Via Verità e Vita. Verità e amore sono quindi legati indissolubilmente. Mai la verità senza amore, ma chi dice che conta l’amore e non tanto la verità oggettiva non è animato da amore autentico. Uno dei problemi maggiori del nostro tempo oggi è proprio l’attacco frontale alla verità in nome della soggettività di ciascuno, delle sue emozioni, delle sue percezioni, del suo punto di vista, della libertà di pensiero, ecc. La rovina dell’umanità inizia con una bugia del serpente e, da parte di Adamo ed Eva, la ricerca di stare bene a scapito della verità. Comprendiamo perché fin dall’inizio Mosè mette in guardia contro i falsi profeti. La sanzione nella lettura di oggi è terribile. Il falso profeta che insiste per annunciare in nome di Dio una parola falsa ma gradita alla gente sarà punito con la morte. Nel capitolo 13 del Deuteronomio c'è un lungo sviluppo sui falsi profeti, in cui si prospetta anche il caso in cui il falso profeta possa annunciare segni che si realizzano. I credenti devono comprendere che la loro fede può essere messa alla prova e non devono cedere alle lusinghe di coloro che li invitano a servire altri dèi, altri culti. Questa possibilità esiste sempre. Ce lo ricorda l’Apocalisse parlando della seconda bestia (Ap. 13,13-14  ss). Anche i demoni possono fare prodigi : “Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente” (Ap. 16,13-14). Ci sono moltissimi altri passi della Bibbia che mettono in guardia contro i falsi profeti.

Il castigo con la morte non solo è durissimo ma può portare a condannare persone innocenti. Per questo Deuteronomio 13 esige che prima bisogna fare un’indagine prudente e completa. La verità può essere complessa. Purtroppo sia sul piano cristiano che nella vita comune vediamo molte persone che si erigono a specialisti e giudici senza aver né fatto un’indagine seria, né avere la competenza per giudicare degli argomenti che trattano. E così, oltre alla disinformazione che è un peccato contro la verità, esiste anche molta “malinformazione” per superficialità, per “reazione di pancia”, perché condizionati da pregiudizio.

Questo non toglie che la verità sia riconoscibile. Difenderla e annunciarla in pienezza è un compito essenziale per la Chiesa e i suoi ministri. Anche oggi, molti abusano della religione e della stessa Parola di Dio per diffondere false dottrine e far smarrire le persone semplici. Per lottare contro questo serve la buona testimonianza, che si veda che Dio vive con te, che la tua vita è animata da lui. Ma è necessaria anche la "parresia" il coraggio della verità. Bisogna chiederla nella preghiera: “Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola". (Atti 4,29-31). La parresia poi va esercitata: Atti degli Apostoli 13, 46;  26, 26; 28, 31;  San Paolo scrive: “Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza” (2 Corinzi 3, 12); “del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere” (Efesini 6, 20).


Dal libro del profeta Geremìa  Ger 28,1-17

sabato 1 agosto 2026

PRIERE POUR ACCUEILLIR LE PAPE EN FRANCE. / 2026

 



(du Site de l'Église de Paris)

LE STIMMATE. FRANCESCO E LA CROCE / 03. Il vero Francesco. 01 - 08 - 2026.



Il rapporto di Francesco con la croce giunge fino alle stimmate, segno di Cristo vivente e identificazione sempre più piena con lui. Cosa vedere in tutto questo? 

Francesco soffre perché l’umanità non ricambia l’amore di Dio. Questa delusione comprende chiaramente lui stesso. Egli dirà: “se il più grande criminale d’Italia avesse ricevuto la metà delle grazie che ho ricevuto io, sarebbe santo il doppio di me”. Ma lui desidera corrispondere all’amore di Dio. Invece, nell’umanità in generale, tra i cristiani e il clero, ma soprattutto tra i suoi stessi frati, molti non cercano una conversione piena, sincera. Questo è una ferita molto profonda. Il Signore gli aveva detto: “Va, Francesco, ripara la mia chiesa che come vedi cade in rovina”. Da tempo ha capito che questa rovina è la lontananza dal Vangelo. I suoi frati dovevano essere luce, sale e lievito per la società e la Chiesa ed egli soffre per ogni deviazione. In particolare il voler primeggiare, acquistare potere nell’Ordine e nella Chiesa contraddice direttamente il carisma dei Frati Minori. Questo lo porterà a dare le dimissioni da responsabile dell’Ordine per vivere e dare l’esempio della minorità nell’obbedienza fino alla fine. Nel suo Testamento scrive: “E fermamente voglio obbedire al ministro generale di questa fraternità e a quel guardiano che gli piacerà di assegnarmi. E così voglio essere prigioniero nelle sue mani, che io non possa andare o fare oltre l'obbedienza e la sua volontà, perché egli è mio signore”.

venerdì 31 luglio 2026

COME DIO TRATTA CAINO? / Essere cristiano riconoscibile 31 luglio 2026.

 


E Caino uccise Abele. Oggi per qualcuno sarebbe un eroe, per altri un criminale da chiudere in carcere e buttare le chiavi. Ma per Dio? È il primo omicida nella Bibbia e quindi quel racconto è il paradigma di ogni omicida/omicidio che vuole delineare i rapporti tra l’uomo e Dio e i rapporti tra gli uomini. 

Leggiamo il testo:  

Genesi 4

1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore". 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

giovedì 30 luglio 2026

COME ESSERE CRISTIANO RICONOSCIBILE A MARANO? / L'ispirazione che ci viene dalla Terra Santa. 30 -07 - 2026.

 

La parrocchia di Gaza 
colpita dalla guerra.

“In questa terra dove i confini identitari sono così fortemente marcati, il nostro essere cristiani deve diventare testimonianza di un modo particolare di vivere anche dentro la contesa e deve trovare espressione visibile e riconoscibile in ciò che diciamo e facciamo” Cardinale Pizzaballa - Tornarono a Gerusalemme con grande gioia. 25 aprile 2026.

Il Cardinale Pizzaballa si chiede: “come essere cristiani nella situazione attuale di conflitto?” 

Il suo testo merita di essere letto e meditato. È esemplare per la gravità del conflitto in Terra Santa, per la personalità dell’autore, per i riferimenti biblici nel testo. Ma già queste due frasi ci permettono una riflessione sulla nostra situazione. Come essere cristiani oggi nella nostra Italia, a Marano, nella diocesi di Napoli? Infatti da noi i conflitti e il sentimento di insicurezza stanno crescendo (le statistiche dicono che la violenza vera sta diminuendo da decenni, ma la sensibilità è cresciuta e quello che sente un popolo intero, ciò che predica la politica, ecc. diventa un fatto sociale reale. E d’altra parte la violenza gratuita, imprevedibile, l’aggressività personale assunta come diritto sono fenomeni in aumento). 

mercoledì 29 luglio 2026

FRANCESCO E LA CROCE: LA SECONDA FASE / 02. Il vero Francesco. 29 - 07 - 2026.

 


Nel post precedente abbiamo visto una prima fase della vita di san Francesco con la croce. Neanche in quella fase è stato tutto semplice: ha dovuto subire la rottura col padre e il fratello Angelo, e fisicamente anche dalla madre. Rottura con gli amici di un tempo, con il coraggio di ritornare sui suoi passi e mendicare presso un gruppo di loro che fanno festa, un'elemosina per ricostruire san Damiano. Avere un talento di giullare lo aiuta molto ma soprattutto gli dà forza l’umiliazione di Cristo. Deve subire lo sguardo di condanna della gente per bene e gli insulti dei loro bambini, anche perché appena avuto un primo gruppo di seguaci sceglie di chiamarli frati minori. Ci ricordiamo che la città che doveva essere un “Comune” era divisa in Maiores e Minores. Fratres minores poteva venire misticamente dal Vangelo come mi diceva un confratello, ma aveva un eco sociale non indifferente che colpiva tutti: “nam qui minor est inter omnes vos, hic maior est” “Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande" (Luca 9,48). Scegliendo di chiamarsi “Minor” Francesco tradiva il suo ceto sociale! Ma Francesco ha visto il suo prendere la croce dietro a Gesù e diventare discepolo del Vangelo sine glossa come una liberazione dalle sue contraddizioni. Assieme alla promessa del Signore nel sogno, l’entusiasmo e le energie della giovinezza gli rendono tutto più dolce e facile. E dopo un primo periodo di solitudine arrivano anche i primi compagni che Francesco ricorda come un dono essenziale e una grande gioia: “Quando il Signore mi dette dei fratelli…”.

Il film di Zeffirelli finisce con la conferma della sua forma di vita da parte di Papa Innocenzo III. In pratica comincia veramente in quel momento la vita di san Francesco, o per lo meno la sua vita come fondatore di una comunità, di un ordine che diventerà man mano triplice (frati, clarisse, terz’ordine). 

martedì 28 luglio 2026

NON SI È MAI SCORAGGIATO? FRANCESCO E LA CROCE / 01. Il vero Francesco. 28 - 07 - 2026.

 



Non si è mai scoraggiato? Qual è il rapporto di san Francesco con la croce?

La scena con il Papa del film Fratello Sole e sorella Luna di Zeffirelli è stata girata nel magnifico Duomo di Monreale, la diocesi dei Frati Minori Rinnovati di cui facevo parte. Un giorno il Vicario Generale fece questa battuta: “ho visto dipingere il fango sui piedi degli attori, ma voi è vero fango!”. Con quel ricordo voglio evocare un fatto: molti hanno di s. Francesco un’immagine incompleta, sentimentale, bucolica, alla “Fratello Sole e sorella Luna” con santa Chiara sua fidanzatina, ecc. Riguardo a santa Chiara leggere nelle fonti francescane il suo vero rapporto con Francesco. Per inciso aveva 11 anni meno di lui … 

domenica 26 luglio 2026

PERCHÉ VI AFFANNATE? NON AVETE TROVATO IL TESORO? / XVII Dom T.O.,A, 2026.

 



Salomone non chiede nulla per sé ma solo ciò che lo aiuterà a compiere la sua missione di giovane re. Questo piace al Signore che glielo concede con grandissima generosità. Gesù confermerà questa generosità di Dio: “Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura”. (Giovanni 3, 34). Ma subito il testo di 1 Re aggiunge: “Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita". (Re 3,13-14). Perché la Chiesa non ce lo fa ascoltare, ha paura che veniamo a Dio in modo troppo interessato? È vero che bisogna venire a Dio con intenzione pura come Salomone e perseverare in essa. Salomone ossia l’autore del libro della Sapienza riprende questo episodio dicendo: “Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto; non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l`oro al suo confronto è un pò di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l`argento. L`amai più della salute e della bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana. Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile. Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è madre”. (Sapienza 7,7-12). È importante l’ultimo versetto: Dio è generosissimo ma i suoi doni separati dalla sapienza di Dio si ritorcono contro l’uomo. Mentre la Sapienza è madre della prosperità: “Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.” (Luca 12,31).

Ma cosa è il Regno di Dio? Se chiedo a qualcuno forse non sa descriverlo. Cosa me ne dice il Vangelo? È un tesoro! È nascosto per cui si deve cercare. È talmente prezioso che vale infinitamente più di tutto ciò che possiedi! A questo punto si impongono domande: hai trovato questo tesoro? è vero oppure no? Se è vero ci credi? Se ci credi sei disposto a vendere tutto per procurarti questo Regno? Se no, perché?

Possiamo fermarci qui. Non scappare. Devi dare una risposta vitale per te.

San Paolo di fronte agli “alti e bassi della vita” ci consola e rafforza con una sua preziosa e potente esperienza: “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno”


Dal primo libro dei Re  1Re 3,5.7-12

sabato 25 luglio 2026

LA DELINQUENZA È UN VERO PROBLEMA. GESÙ NON SI GIRA DALL'ALTRA PARTE / 25 - 05 - 2026.

 


Con l’enorme clamore suscitato dalla tragica vicenda del gioielliere e dei suoi rapinatori è emersa una verità riguardo ai cristiani anche praticanti che ci obbliga a riflettere molto seriamente: quando vengono toccati punti sensibili e importanti per il mondo, come i soldi, la proprietà, la salute, la giustizia, la sicurezza, la presenza di stranieri nel nostro paese, delle altre religioni, ecc. quasi tutti reagiscono di pancia senza far riferimento a Gesù Cristo né fermarsi a riflettere. 

Ora dovrebbe essere la caratteristica del cristiano di tutto riferire a Gesù e al suo Vangelo, di insegnare ai suoi figli a fare lo stesso, trasmettendo così la fede come ha promesso al loro battesimo. Ci sono due aspetti in questo. La maggior parte dei battezzati che frequentano le nostre parrocchie sono molto più informati su tanti argomenti mondani che hanno pure approfondito che sul pensiero del loro Signore e Salvatore come se la Salvezza fosse una cosa secondaria oppure  una bella favola e il Vangelo un ideale romantico ma irrealizzabile che per la gente comune non aiuta a vivere la vita quotidiana. Ricordo una catechista (non di questa parrocchia) che mi diceva: “possono essere cristiani solo i bambini e i vecchi. Dall’adolescenza all’età matura non si può essere cristiani!” E insegnava il Cristianesimo alle nuove generazioni nella sua parrocchia! È la stessa cosa quando, a tavola, in famiglia, un genitore dice: “io sto col gioielliere. Ha fatto bene ad agire così!” Insegna ai suoi figli che quando qualcuno ti crea troppo fastidio è giusto uccidere. E la parola dei genitori, la parola in famiglia è estremamente importante per un figlio. Può significare vita o morte per lui. 

venerdì 24 luglio 2026

QUANTI ANTI PAPI CI SONO NEL MONDO? / Sorridiamo un po'. 24 luglio 2026.

 

"Papa" Pietro III portato 
a spalle sulla sedia gestatoria.

Volete sorridere un po'? Sapete quanti sono gli antipapi attualmente, cioè persone che si ritengono essere il Papa della vera Chiesa Cattolica? Almeno 4 secondo il post del 2025 di cui metto il link (In attesa di conoscere il nuovo Papa nel mondo ci sono 4 antipapi viventi ). Leggete questo post. Dico solo che uno è successore del precedente eletto papa da solo 6 seguaci, di cui lui stesso! Si parla di un antipapa africano che raccoglie invece alcuni milioni di seguaci. Queste sette in Africa sono molto numerose ma normalmente, anche se prendono alcuni riti e vesti cattolici perché ritenuti molto significativi e belli, mescolandoli con elementi delle religioni tradizionali africane, si considerano chiese libere di tipo evangelico e non hanno bisogno di eleggere un papa.

giovedì 23 luglio 2026

È BIBLICO FESTEGGIARE L'ONOMASTICO ? / 23 luglio 2026

 


 "Ma festeggiare l’onomastico ha un fondamento biblico? Dove sta nella Bibbia? Non è forse una tradizione culturale senza valore sul piano cristiano?" Approfitto della domanda di un amico sul post di ieri per pubblicare la mia risposta.

Evidentemente non sta direttamente nella Bibbia. Come molte cose, come la morte di san Paolo o degli altri apostoli tranne san Giacomo. Ma nessuno dubita che siano tutti morti e in paradiso. Ce lo dice il buon senso, e la Tradizione (con la T) della Chiesa ci consegna vari particolari.

Ma ritorniamo all’onomastico. Dare a un bambino il nome di un santo è giusto? Che senso ha sul piano cristiano? Nel Nuovo Testamento sono chiamati santi tutti i membri delle comunità cristiane, perché santificati dal Battesimo attraverso la professione di fede. Anche nel caso del battesimo di un neonato che non può esprimere la sua fede, è la Chiesa stessa tutta, unita ai suoi genitori e i padrini, che gli presta la sua fede indefettibile. Dovremmo ricordarlo molto di più. La sorgente della santità, il solo santo, è il Signore Gesù come proclamiamo a Messa nel Gloria a Dio, e come lo afferma la Bibbia in tanti passi: Cf. Lc 1,35; Mc 1,24; Lc 4,34; Gv 6,69 (ho hagios tou Theou); At 3,14; 4,27.30; Eb 7,26; 1Gv 2,20; Ap 3,7.

mercoledì 22 luglio 2026

QUAL È L'IMPORTANZA DEL NOME? / Santa Maria Maddalena, 22 - 07 - 2026.


Maria!

Papa Francesco ha elevato la memoria di santa Maria Maddalena, “apostola degli apostoli”, la prima ad aver visto il Signore risorto. Perché invece io non vedo, non incontro il Signore? 

Una prima risposta ci viene dal Cantico dei Cantici : “ho cercato l’amore dell’anima mia”. Se cerchi l’amore infinito, se cerchi Dio lo troverai. La sposa del Cantico ripete due volte “l'ho cercato, ma non l'ho trovato”. Ma non desiste. Si alza, gira la città… Va oltre le guardie, va al largo e lo trova. Insisti, esci dai sentieri battuti, e lo troverai.

La 2 Corinzi ci dona un’altra risposta: Cristo risorto non si riconosce alla maniera umana, ma solo nello Spirito Santo, e quindi in modo diverso da come lo aspettavi. Anch'io quando cercavo la fede entravo nelle chiese e pregavo che mi apparisse un angelo, una luce celeste. Non è successo nulla di questo. Il Signore mi è venuto incontro attraverso la sua Parola, attraverso lo stare due o più riuniti nel suo nome e gli avvenimenti della mia storia. 

Il Vangelo ce lo conferma: innanzitutto Maria Maddalena insiste nel restare presso la tomba vuota. E Gesù le viene incontro ma lei non lo riconosce fin quando lo guarda in maniera umana ma solo quando Gesù le parla, chiamandola per nome, “Maria !”, dimostrando di conoscerla. "Maria" è il nome dell'amata. La voce è quella dell'amato.

In questo c'è un mistero enorme. Dio mi conosce e mi ama, mi chiama per nome, entra in relazione con me attraverso la sua Parola e il mio nome, la mia essenza. 

Quando fa alleanza con lui, Dio cambia il nome di Abram in Abraham (אַבְרָהָ֔ם ). Noi diciamo Abramo in italiano ma non è tanto giusto. Anche a Sarai viene aggiunto la Hé facendola diventare Sarah (שָׂרָ֖ה) perché la Hé fa parte del Nome di Dio (Genesi 17). Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Spesso il nome indica la grazia che è concessa al bambino e la sua missione, la vera essenza e il potere di una persona. Il nome stesso Gesù che significa “Egli (Dio) salva” viene indicato dall’angelo.

Non so quanto nelle preparazioni al battesimo dei bambini vengono spiegati i riti preparatori che sono i riti del catecumenato e che il bambino dovrà fare un catecumenato vero dopo il battesimo!? All'inizio si chiede: “Che nome date al vostro bambino?” Può sembrare superfluo perché il suo nome è già registrato all’anagrafe con tanto di codice fiscale. Invece è un rito del catecumenato. Quando un adulto dopo aver frequentato la comunità cristiana decide di essere battezzato “dà il nome” perché sia iscritto nel registro dei catecumeni e quindi “nel libro della vita dell’Agnello” (Apocalisse 13, 8; 17, 8; 20, 12; 20, 15; 21, 27) e sarà il suo nome di figlio di Dio. Il tuo nome di battesimo è molto importante. Qualche ragazzo/ragazza nella parrocchia, nato con un nome islamico ha scelto un nome cristiano per il suo battesimo. 

Ma c'è ancora un altro nome, il nostro vero nome che sarà svelato in paradiso: “Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi lo riceve". (Apocalisse 2, 17)


Dal Cantico dei Cantici  Ct 3,1-4a 

martedì 21 luglio 2026

INCOERENZE NELLA CONSACRAZIONE DEI VESCOVI A ÉCONE / 20 LUGLIO 2026.

 


Nella consacrazione di 4 nuovi vescovi della FSSPX non è mancato solo il mandato del Papa come ho scritto in un post. Anche se era essenziale. Infatti secondo il rito seguito dai lefebvriani - come anche in quello  attuale - senza il mandato del Papa tutto si deve fermare. 

Ma ci sono state altre incongruenze vistose. Innanzitutto la promessa di fedeltà e obbedienza a Papa Leone e ai suoi successori pronunciata dai nuovi vescovi, sapendo platealmente che stavano disobbedendo al Papa e avrebbero continuato a farlo. Come si fa a non comprendere la gravità della menzogna che stai dicendo e anche il suo aspetto ridicolo?

Ma c'è stato di più.

lunedì 20 luglio 2026

LA MADONNA DEL CARMINE E LO SCAPOLARE / Festa della Madonna del Carmelo 16 - 07 - 2026.

 

Festa della Madonna del Carmine

Giorni fa abbiamo celebrato con grande gioia la Madonna del Carmelo e volevo fare sul Blog una riflessione sull’importanza della Vergine Maria nella nostra vita ma ci sono state altre urgenze fino ad oggi. Volevo parlare di Lei anche perché avevo criticato poco prima la richiesta del Dogma di “Maria Mediatrice di tutte le grazie”. Alcuni pensano che io non dia importanza alla "Panaghia" alla Tutta Santa. 

Di recente la richiesta di questo Dogma è stata rifiutata da Papa Francesco e Papa Leone l’ha confermato. Alcuni circoli mariani insistono perché la Chiesa lo definisca. Un argomento usato è che questa definizione porterebbe pace al mondo intero. Come se una devozione, una proclamazione di Dogma, una particolare preghiera potesse risolvere tutti i problemi, dalla crisi nella Chiesa alle guerre! Solo la conversione sincera, profonda di ciascuno di noi, il fare non la mia, ma la volontà di Dio, porta beneficio all’umanità. 

sabato 18 luglio 2026

I SERVI NON DEVONO FARE PROPRIO NULLA? PARABOLA DELLA ZIZZANIA / XVI Dom del T.O.,A, 2026.

 


Nella parabola del buon grano e della zizzania ogni elemento della parabola trova un corrispondente nella spiegazione che ne dona il Signore, tranne uno: i servitori. Non sono menzionati in quella spiegazione. Nella parabola vorrebbero strappare la zizzania e il padrone glielo vieta. Devono lasciar correre e aspettare il giudizio finale. Saranno gli angeli a separare in modo sicuro la zizzania dal buon grano. Allora i servi non devono fare proprio niente? Ciò che devono fare è indicato nelle due parabole successive: crescere come il granello di senape che diventa utile agli uccelli che vi fanno il nido. Devono essere il lievito che fa lievitare tutta la pasta - cioè TUTTA LA SOCIETÀ! Gesù sottolinea la potenza che agisce nei figli del Regno.

Cosa devi fare dunque? Convèrtiti invece di puntare il dito e di sognare una Chiesa di puri. “Alcuni vogliono una Chiesa così pura che se tale fosse, i primi ad esserne esclusi sarebbero loro” diceva qualcuno. Ci sono sempre stati tentativi di "Chiesa pura" durante la Storia, capaci di sedurre molte persone anche vescovi, come nel caso dell’eresia donatista al tempo di sant’Agostino. Però la Storia ha sempre dimostrato che questi tentativi finivano miseramente. In politica la tentazione della razza pura, dell'autarchia, del governo dei migliori, ecc... è ancora più presente e seducente. Quanti salvatori di turno, quanti uomini della provvidenza, che hanno diviso i loro popoli: chi vota per me è buono, gli altri sono i cattivi! Danno sfogo alla collera e ai sogni di potenza delle masse ma sdoganano anche la violenza. Sappiamo come è andata a finire ogni volta che ci si è affidati a qualche Duce. Purtroppo anche oggi è presente questa tentazione. In questi ultimi decenni abbiamo visto nuove proposte radicalissime anche questi movimenti, così radicali a parole, appena arrivati al potere si sono spesso convertiti rapidamente alla politica tradizionale e ... ai suoi vizi. Ma trovano sempre chi li segue. In questi giorni la condanna definitiva del gioielliere ligure fa prendere coscienza della generale scristianizzazione dell'Italia per il numero di reazioni che non tengono minimamente in conto la Parola di Dio e i suoi Comandamenti.

Gesù che se ne intendeva di Dio Padre, di cuore dell’uomo, di società e di politica, propone un percorso diametralmente opposto. Non significa però che sia un percorso confuso, senza identità, senza slancio, meno radicale. È lui il vero assoluto. È lui l'unico salvatore.

Dobbiamo prendere coscienza che la nostra società e il mondo intero vivono una situazione che non è una crisi passeggera. Non basta fare una novena e sperare che tutto si aggiusti. Ma non si tratta neppure di essere persone rassegnate e demotivate, ripiegate su sé stesse o sul proprio gruppo, e di vivere quanti la pensano diversamente come nemici, persino “non degni di essere chiamati uomini” come mi scriveva qualcuno oggi. Bisogna fare innanzitutto un bagno di realismo su noi stessi, di riconoscere le illusioni passate e quelle che ci abitano ancora, le pulsioni che ci portano ad agire e reagire portandoci lontani da Dio. Dobbiamo prendere coscienza della nostra fragilità e debolezza. Ma bisogna anche riconoscere il tesoro che gratuitamente abbiamo ricevuto con la grazia del Battesimo e definire una nostra posizione che ci qualifichi chiaramente come comunità cristiana, scaturita dalla Buona Notizia di Gesù e dalla Speranza nella quale ci vantiamo. Si tratta di metterci davanti al Signore e alla sua Parola e chiedergli: “Signore non ci abbandoni e sicuramente vuoi che agiamo contro tutti questi mali. Cosa vuoi che facciamo per testimoniare il tuo Vangelo, per fermentare la pasta, per aiutare il buon grano a crescere e maturare?” Troppe volte reagiamo con risposte superficiali, prefabbricate - spesso restano solo parole - oppure aspettiamo che altri ci diano le risposte. Invece il Signore ci invita a camminare, a discernere nello Spirito, ciascuno e come comunità, qual è la sua volontà su di noi per oggi, a salvezza nostra e per il bene degli altri. 


Dal libro della Sapienza  Sap 12,13.16-19

venerdì 17 luglio 2026

L'ANTICO TESTAMENTO NELL'ESPRESSIONE "OCCHIO PER OCCHIO" CONDANNA PROPRIO IL ROGGERO / Cominciamo a pensare cristiano 03. 17 luglio 2026.

 

Scena dell'uccisione
 del ladro a Milano

Per integrare quanto scritto ieri sul caso Roggero, in questo post sottolineo l’insegnamento della Bibbia, metto un link su un articolo molto preciso sul piano giuridico e di applicazione della pena, ringrazio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, indico infine un articolo del 4 maggio 2026 che riporta la notizia della condanna a 17 anni di due cinesi titolari di un bar a Milano per aver ucciso un ladro, esasperati dalle ripetute rapine subite nel giro di pochi mesi. Una dinamica molto simile a quella del Roggero, ma nessuno è sceso in loro difesa. Come mai?


L’insegnamento dell’Antico Testamento.

giovedì 16 luglio 2026

SENTENZA INGIUSTA CONTRO IL GIOIELLIERE? / Cominciamo a pensare cristiano 02 . 16 luglio 2026.

 


Un gioielliere è stato condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due ladri in fuga col bottino preso dal suo negozio, sparandogli alle spalle con la sua pistola regolarmente detenuta, aver ferito il terzo, e dato calci in testa a uno dei ladri che aveva abbattuto. 

Molti, anche tra coloro che frequentano le parrocchie, si ribellano contro questa sentenza perché la trovano totalmente ingiusta. 

L'accusato, secondo quanto ho letto, si è sempre presentato come innocente per aver agito in legittima difesa, e non ha mai manifestato pentimento per quanto fatto.

Chi trova questa sentenza ingiusta, in genere accusa il governo che non protegge i cittadini e la magistratura corrotta che difende i ladri e non le vittime o le persone oneste, per cui ha ragione chi si fa giustizia da sé.

 

Cerchiamo di ragionare: 

mercoledì 15 luglio 2026

COSA HAI PROMESSO AL TUO BATTESIMO? / Cominciamo a pensare cristiano 01. 15 luglio 2026.

 


Chi è stato scelto come padrino o madrina fa un piccolo colloquio con me per avere l’Atto di Idoneità, in cui io certifico che è idoneo a compiere la missione di padrino o madrina. In quel colloquio io gli chiedo: cosa hai promesso al battesimo dei tuoi figli, o del figlioccio precedente? Finora non se lo è ricordato nessuno! Se ci pensiamo è sconvolgente. Hanno promesso davanti al celebrante e all’Assemblea di assumersi una missione fondamentale presso questo bambino ma non se lo ricordano! E allo stesso modo se chiedo a qualcuno: quali sono le promesse del tuo battesimo? dubito che le abbia presenti allo spirito. Eppure le rinnoviamo durante l’Eucaristia in alcune occasioni. E chi le ricorda, ne comprende il senso? 

Dalle catechesi mistagogiche di sant’Ambrogio vediamo che queste promesse erano pronunciate durante il Battesimo ricevuto con consapevolezza dagli adulti, dopo un serio catecumenato “cosicché rinnovati dal battesimo teneste quella condotta che si addice ai battezzati”.  …   

Sant’ Ambrogio prosegue: 

“Successivamente ti è stato spalancato il Santo dei Santi, sei entrato nel sacrario della rigenerazione. Ricorda ciò che ti è stato domandato, rifletti su ciò che hai risposto. Hai rinunziato al diavolo e alle sue opere, al mondo, alla sua dissolutezza e ai suoi piaceri. La tua parola è custodita non in una tomba di morti, bensì nel libro dei viventi. …    Entrato dunque per vedere il tuo avversario, al quale si suppone che tu abbia rinunziato con la bocca, ti volgi verso l’oriente: perché chi rinunzia al diavolo si rivolge verso Cristo, lo guarda diritto in faccia”.

lunedì 13 luglio 2026

LEFEBVRIANI: UNA LETTERA SURREALISTA A PAPA LEONE / 13-07-2026



In un cantiere il padrone diede agli operai le istruzioni per il lavoro. Un operaio pensò che il padrone sbagliava e fece a modo suo. Quando lo vide, il padrone gli chiese: “perché non hai fatto come ti avevo detto, perché non mi hai obbedito?” E l’operaio rispose: “no, padrone, io ti ho obbedito, io sono tuo devoto operaio, ho promesso nel mio cuore di obbedirti sempre ma siccome, evidentemente sbagliavi io ho obbedito al padrone che mi darà ragione quando si renderà conto di aver sbagliato. E siccome ci tengo molto a te, mi comporterò sempre così”.  

Come si concluderà questa storia? Immaginate voi la fine: licenziamento, visita psichiatrica all’operaio, crisi di nervi del padrone,... ?

La fine ve la dico io: l’operaio non ha più lavorato nella ditta. Dopo un po' un amico lo incontra e gli chiede: “allora ti sei licenziato?” - “Nooo. Io faccio sempre parte di questa ditta che è la migliore e lavoro per lei ogni giorno, a modo mio, dall’esterno. Volevo solo un po' di comprensione perché in fondo sono il più obbediente degli operai e sono molto devoto al padrone, ma lui, non so perché, mi ha detto di non venire più in cantiere e non ha voluto fare come dicevo io. Povero padrone che non ha capito che perdeva il suo migliore operaio”.

È in sostanza quello che dice Mons. Pagliarini, superiore generale della FSSPX nella sua lettera a Papa Leone XIV, mettendo il suo giudizio al di sopra di quello del Papa e travolgendo il senso del Vangelo. Leggi questa lettera e ti chiedi: ma come ragionano queste persone? Nessun santo in 20 secoli di Cristianesimo si è comportato così. 

I riferimenti evangelici che usa Mons. Pagliarini sono tratti dal paragone di Gesù riportato in Luca 11, 11 - 13: 

INTEGRAZIONI SUL POST DI IERI: PERCHÉ GESÙ NON DICE DI METTERE IN PRATICA LA SUA PAROLA? / 13 Luglio 2026.

 


Qualcuno avrà letto i commenti nel post di ieri ma mi sembra che siano importanti e voglio fare un post per metterli in evidenza e anche integrarli. Un amico scrive: 

Buongiorno Fra Sereno sembra semplicemente che il cristiano debba comprendere, ma deve anche coniugare un’ altra parabola “Siate il sale della terra”.

Credo che comprendere e testimoniare siano due momenti inseparabili del cammino cristiano. Se la Parola non viene prima accolta e compresa nel cuore, difficilmente potrà tradursi in una testimonianza autentica. E quando è davvero compresa, diventa vita, ci rende sale della terra e luce del mondo, capaci di annunciare il Vangelo più con i fatti che con le parole. Giuseppe


Ho risposto nei commenti del post di ieri ma adesso vorrei cercare di chiarire ancora meglio e integrare le mie risposte: 

Carissimo Giuseppe, grazie per questo commento. È vero che il Vangelo è un tutto e che le varie pagine si integrano tra loro. Ma Gesù non dice: "siate il sale della terra" ma "siete il sale della terra". Ὑμεῖς ἐστε τὸ ἅλας τῆς γῆς. “Siete già". Come mai? Essere sale della terra non dipende dal mio sforzo, dalle mie qualità personali; è sempre legato solo al messaggio che Gesù affida non soltanto al cerchio ristretto dei discepoli più vicini ma alle folle (Matteo 5,1): grandi e piccoli, uomini e donne, liberi e schiavi, colti e analfabeti. Tutti sono di per sé solo vasi di argilla senza valore ma che portano in sé un tesoro, una straordinaria potenza che viene da Dio e non da noi (2 Cor 4,7). Ci vuole solo il cuore integro e buono che custodisce (Luca 8,15) come la Vergine Maria per essere il buon terreno. Papa Benedetto sottolineava che i santi non sono persone straordinarie ma persone che si sono appoggiate al Vangelo meglio degli altri. Se comprendo che Dio mi ama personalmente, se comprendo che la vocazione alla quale egli mi chiama è la cosa più bella che potevo sognare, se comprendo che il Vangelo è la risposta ai miei interrogativi sul senso e il valore della vita, ... è chiaro che mi muoverò. Come quando un ragazzo comprende che quella ragazza è la donna della sua vita, egli si muoverà sicuramente. È sempre il primato della Parola, Parola creatrice, del seme che cresce da solo senza il concorso del contadino che l'ha seminato, addirittura senza che egli capisca come (Marco 4,27 ). 

domenica 12 luglio 2026

PERCHÉ GESÙ NON DICE DI METTERE IN PRATICA LA SUA PAROLA? / XV Dom del T.O., A, 2026.

 


Per parlare del cielo il Signore usa immagini della terra. Perché? Perché  chi ha creato il cielo ha anche creato la terra e il creato ci parla del suo Creatore e perché comprendiamo più facilmente le cose della terra. Ma sappiamo passare dalle realtà della terra a quelle spirituali?

Isaia propone ai suoi ascoltatori l’immagine della pioggia per spiegare la natura e potenza della Parola di Dio. Nel clima semi arido della Terra santa, senza veri fiumi, tutto dipende dalle piogge d’inverno. In arabo dialettale pioggia e inverno si dicono: sh’tay = pioggia (= l'inverno è la stagione delle piogge). Se non piove o nevica abbastanza d’inverno non ci sarà raccolto sufficiente quell’anno. Quindi l’uomo dipende totalmente dall’acqua che scende dal cielo, e questa però compie “automaticamente” la sua opera. Ma all’uomo sembra invece che le promesse di Dio ritardano o non si compiano. Ed ecco che il profeta mette in parallelo pioggia e neve con la potenza della Parola di Dio.

L’uomo però è libero. “Il Dio che ti ha creato senza di te non ti salverà senza di te”. Per questo Gesù usa ancora immagini che sono esperienza di tutti: il seme deve trovare un terreno idoneo per germogliare, crescere e portare frutto. Ma il significato spirituale di questa parabola rimane oscuro ai più. In un altro post spiegherò “l’ingiustizia” di Gesù verso le folle alle quali parla solo in parabole. 

Invece chiediamoci perché il Signore dice che basta comprendere la Parola. Mettiamo a confronto il modo come i tre evangelisti concludono la parabola del Seminatore. Per Matteo il terreno buono è “colui che ascolta la Parola e la comprende”; per cui automaticamente “questi dà frutto”. Non dice che bisogna sforzarsi di mettere in pratica la Parola. Per Marco il terreno buono “sono coloro che ascoltano la Parola, l'accolgono” e, senza che si parli di sforzo “portano frutto”. Per Luca infine il terreno buono “sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono” e anche loro “producono frutto”. Aggiunge però "con perseveranza”.

Vediamo come l’accento è sulla potenza della Parola di Dio e non sul fare dell’uomo. Non dobbiamo “cadere nell’eresia delle opere”. Mi fermo davanti alla Parola di Dio finché nella preghiera il Signore si degni di aprirla per me e io possa comprenderla? Oppure la sbrigo con le risposte che ho già in mente e penso che tutto il problema è di fare, mettere in pratica, senza rendermi conto che così non metto in pratica la Parola di Dio ma le idee che ho sulla Parola di Dio, riducendola alle mie forze, condizionandola alle mie ideologie, oppure decidendo che, siccome le mie forze non sono sufficienti, questa Parola non è per me, oppure è sbagliata?


Dal libro del profeta Isaìa  Is 55,10-11

sabato 11 luglio 2026

COSA CI DICE OGGI SAN BENEDETTO? / Festa di S. Benedetto, 11 luglio 2026.

 

Il Monastero benedettino
 di Paliandrai in Lituania

Quest'anno in particolare la festa di san Benedetto mi richiama alla Lituania, di nuovo sotto minaccia russa. Un mio amico d'infanzia è diventato monaco benedettino a Solesmes, una grande abbazia sulla Loira con vari monasteri "figli". Tra i più recenti, c'è Paliandrai. Dopo la caduta dell'URSS e la ritrovata libertà e sovranità per la Lituania, ci fu la chiamata per fondare (rifondare perché nel XIX secolo i russi hanno perseguitato e soppresso le comunità cattoliche) un monastero benedettino. Solesmes rispose positivamente e nel 1998 mandò una comunità di monaci tra cui due giovani monaci lituani venuti dopo la caduta dell'URSS e il mio amico. Ogni passo si è fatto con molta fatica, povertà, freddo e lavoro.  

Dalla festa di san Benedetto alcune frasi dell’Ufficio delle Letture continuano a colpirmi e mi sono di aiuto. 

Chiaramente c'è questa, conosciuta da tutti: 

“Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna”. 

La Regola, i riti, le tradizioni devono essere solo mezzi che esprimono la nostra fede e non un assoluto. Il tradizionalismo è tradire il Vangelo. 

Nel responsorio c'è questa frase così elegante dalla quale possiamo imparare molto: 

V. Si ritirò dal mondo, con l’ignoranza di chi sa troppo bene, e con la sapienza di chi non vuol sapere.

Essendo uno dei grandi artefici della costruzione dell’Europa Cristiana, la sua scelta ci provoca ad andare più profondo nella fede e nella fiducia e obbedienza a Dio, sicuri di portare frutto solo in quel modo.

Infine il suo monito:  

Come vi è uno zelo cattivo e amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’è uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna.

C'è uno zelo amaro e dobbiamo essere vigilanti per non esserne vittime.


Ci farà bene leggere tutto il prologo della Regola di san Benedetto: 


Dalla «Regola» di san Benedetto, abate