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martedì 19 maggio 2026

PERCHÉ IL CONCILIO HA VOLUTO RIFORMARE LA LITURGIA? / 01 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia del Concilio

Paolo VI promulga
la Costituzione
sulla Liturgia

 In convento un frate ci formava alla liturgia. Ne era innamorato e mi ha comunicato questo amore. Una delle prime cose che disse era la grandissima importanza data dal Concilio Vaticano II alla Liturgia e alla sua riforma. Come ulteriore prova ricordava che la Costituzione conciliare sulla Liturgia, “Sacrosanctum Concilium” (d’ora in poi notata S.C.) era stata provvidenzialmente la prima delle 4 Costituzioni votate dai Padri, adottata con un voto plebiscitario: 2147 voti a favore e solo 4 contrari! e solennemente promulgata da papa Paolo VI il 4 dicembre 1963. Durante il corso di Liturgia alla Facoltà di Teologia si ripetevano le stesse cose. 

La Messa che cambia è stato per tutti la prima cosa percepita delle decisioni del Concilio. Ero piccolo allora e nella mia famiglia c'era un’accettazione completa sia per la riforma in sé che per una profonda obbedienza alla Chiesa. Il tutto era facilitato dalla docilità del mio parroco nell'applicare le direttive emanate dal vescovo, in particolare le traduzioni del nuovo Messale in francese man mano che erano autorizzate. Però sentivo anche persone adulte in difficoltà: “la religione è quella che mi hanno insegnato da bambino, mi cambiano la religione!” Allora in Francia c'era l’usanza di offrire a 12 anni sia il primo orologio che il messalino con il testo latino e la traduzione francese a confronto. Infatti la Messa era tutta in latino ma mica la gente conosceva il latino! Mio fratello più grande ricevette un messalino pregiato con taglio dorato perché doveva durargli tutta la vita. A causa del Concilio non l’ha quasi mai usato e nessuno di noi ebbe questo regalo.

Infatti i Padri conciliari avevano scritto nella S.C.:  

Capitolo III. La riforma della sacra liturgia

lunedì 18 maggio 2026

DALLA SPERANZA ALL'AZIONE / Settimana Laudato Si, 17 - 24 maggio 2026.

 


Dal 17 al 24 maggio si svolge la "Settimana Laudato Si" nella sua 5a edizione, istituita per tenere vivo l'impulso dato da Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Si del 24 maggio 2015. Il tema di quest'anno è "Dalla speranza all'azione". Un invito chiaro per tutti noi. Con parole semplici, al "Regina Caeli", il Papa ci ha incoraggiati a raddoppiare gli sforzi con intelligenza e concretezza, a livello individuale e in rete. Mentre con l'avidità e la noncuranza, con le guerre, con l'uso irresponsabile delle possibilità offerte da nuove tecnologie, molti contribuiscono a questa "guerra generalizzata contro l'ambiente" come diceva Papa Francesco, il nostro impegno fondato sulla fede non deve rallentare. 

domenica 17 maggio 2026

ESSI PERÒ DUBITARONO / Ascensione del Signore, 2026.



In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Il monte più alto in Galilea è il Tabor di soli 588 metri s.l.m. e 400 sul livello della pianura sottostante. Forse l’indicazione del monte è più simbolica che altro anche perché negli Atti, Gesù ordina di non allontanarsi da Gerusalemme dove avverrà il dono dello Spirito. La montagna indica la preghiera e la Galilea la vita quotidiana, di lavoro. La vera dignità dell’uomo unisce tutt’e due, una vita quotidiana incarnata, l’assunzione piena della condizione umana che si svolge nel mondo, pur non essendo del mondo ma Figli di Dio, eredi suoi, coeredi di Cristo, chiamati a compiere la missione sacerdotale.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 

È impressionante questo accostamento. Hanno visto Gesù risorto “con molte prove”, lo adorano però dubitano. Ma è un incoraggiamento forte per noi proprio perché pure noi ci avviciniamo pieni di dubbi alla fede. Crediamo ma restiamo paralizzati, prigionieri delle logiche dell’uomo vecchio, dubitiamo di Gesù, della radicalità del Vangelo, dell’energia della risurrezione, di noi stessi e della nostra fedeltà, del poter compiere la nostra missione di cristiani. Gesù taglia corto: 

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».  

La nostra condizione e missione di cristiani è totalmente dipendente da Gesù. Non dobbiamo ridurla alle nostre forze né alla nostra comprensione. Non dobbiamo aver paura di dire tutta la verità alle persone, con pedagogia e pazienza (siamo forse già perfetti noi?) ma senza distorcere il messaggio del Signore. Bisogna insegnare tutto ciò che egli ci ha comandato. Gesù è vivo e ci accompagna ogni giorno, adesso, fino alla fine del mondo.


Dagli Atti degli Apostoli At 1,1-11 

venerdì 15 maggio 2026

QUALE IMMAGINE DAI DELLA TUA FEDE CRISTIANA? / Venerdì VI sett. di Pasqua. maggio 2026.

 


Il brano degli Atti degli apostoli di oggi è molto interessante. 

Il Signore rassicura Paolo che si trova a Corinto: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Infatti si realizza questa parola del Signore anche se non mancano le difficoltà. Difficoltà all’interno della vivace comunità di Corinto: lo testimoniano le due lettere di Paolo ai Corinti. Difficoltà con l’ambiente esterno: vedi l’episodio nel seguito del brano di oggi. Spesso ci aspettiamo che col Signore “tutto sia rose e fiori” e appena ci sono difficoltà ci sentiamo abbandonati da Lui, o dubitiamo di essere sulla buona strada oppure pensiamo di riempire male la nostra missione. Non siamo invitati ad essere testardi ma ad avere discernimento per affrontare la realtà, avendo la croce, l'obbedienza e la conoscenza della propria coscienza come chiavi per valutare le situazioni.

I giudei contrari all’annuncio di Cristo portano Paolo in tribunale. Il proconsole romano esprime la sua visione dall’esterno della religione ebraica: per lui è fatta di questioni di parole, nomi, osservanze strane. È chiaramente superficiale e quindi inesatto, ma forse è l’immagine che quegli ebrei danno della loro religione e forse la vivono veramente mettendo le questioni secondarie al centro del loro culto. Non è forse un rischio anche per noi? Cioè che la gente veda del Cristianesimo un insieme di pratiche e non il suo cuore: la risurrezione di Cristo e le sue conseguenze? Non c'è il rischio che la gente veda tante discussioni su riti e devozioni, divisioni, lamentele, confusione, difficoltà anche solo a dire ciò che è davvero il Cristianesimo? Gesù vuole che la gente veda adoratori in Spirito e Verità. Invece forse siamo realmente molto più preoccupati delle apparenze che della nostra conversione. Tutte le religioni hanno santuari, statue, processioni, formule di preghiera e riti liturgici, atteggiamenti più o meno magici nella speranza di ottenere dalla divinità le grazie sospirate. In ogni religione esiste la soddisfazione di organizzare celebrazioni solenni, fastose, e di potersi mettere in risalto, portare addosso vestiti che ci fanno riconoscere, mettersi in primo piano, “ricevere i saluti della gente sulle piazze”, i ringraziamenti, farsi i selfie. Dalle invettive di Gesù contro i farisei ad oggi nulla è cambiato. E così “voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito". (Luca 11, 52). Stiamo attenti: Gallione è una persona assennata. Infatti non cade nella trappola delle provocazioni. Anche la gente, i figli, non sono stupidi. Se non vedono una vita cambiata perché dovrebbero obbligarsi a praticare riti che non danno felicità ma solo forse un'emozione passeggera? 


Dagli Atti degli Apostoli  At 18,9-18

mercoledì 13 maggio 2026

SCISMA IN VISTA ... / 13 maggio 2026.


Con data di oggi 13 maggio, il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda in una dichiarazione ciò che è ovvio: consacrare nuovi vescovi senza il mandato del Papa costituisce un atto scismatico che esclude dalla Chiesa Cattolica fondata da Cristo tutti coloro che vi parteciperanno in modo formale (foro esterno). Il 13 maggio fa potentemente riferimento alla sollecitudine della Vergine Maria per la Chiesa di suo Figlio e sicuramente risuona fortemente nella devozione di molti membri della FSSPX e molti altri tradizionalisti. Preghiamo la Vergine Maria che ottenga la grazia del ravvedimento per i responsabili di questa grave lacerazione dell'unità cattolica. 

Non è la prima volta che succede purtroppo. Succede ad ogni Concilio. Pochi decenni dopo il Concilio di Nicea la maggior parte dei vescovi erano ancora ariani o neo ariani. Forse lo erano diventati per ingraziarsi la benevolenza dell'Imperatore? Chi seguiva chi? l'Imperatore, che voleva l'unità dei cristiani per un evidente desiderio di unità politica, seguiva i vescovi maggioritari, oppure i vescovi seguivano l'Imperatore in quel desiderio di "sinfonia col potere" che tanto segna l'Oriente cristiano e tanto male gli fa (vedi dove ha portato il Patriarcato di Mosca nella storia e anche oggi con il regime di Putin e la guerra contro l'Ucraina...). 

13 MAGGIO 1981 - 2026 / LG 9. La Vergine Maria, modello della Chiesa. 13-05-'26



Oggi 13 maggio il Papa ha fatto coincidere provvidenzialmente la catechesi del mercoledì parlando della Vergine Maria con la ricorrenza della  prima apparizione a Fatima e si è fermato per una preghiera accanto alla mattonella ricordo del luogo dell’attentato contro Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981. Penso che tutti ci ricordiamo dove eravamo quando abbiamo ricevuto quella notizia… Pregare la Madonna significa prenderla nella propria vita come Madre, Modello e Maestra, convertirsi seguendo il suo esempio di umiltà.


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 13 maggio 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 9. La Vergine Maria, modello della Chiesa


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Il Concilio Vaticano II ha voluto dedicare l’ultimo capitolo della Costituzione dogmatica sulla Chiesa alla Vergine Maria (cfr Lumen gentium, 52-69). Ella «è riconosciuta quale sovreminente e del tutto singolare membro della Chiesa, figura ed eccellentissimo modello per essa nella fede e nella carità» (n. 53). Queste parole ci invitano a comprendere come in Maria, che sotto l’azione dello Spirito Santo ha accolto e generato il Figlio di Dio venuto nella carne, si possano riconoscere sia il modello, che il membro eccellente e la madre dell’intera comunità ecclesiale.

martedì 12 maggio 2026

UN APOSTOLO E UN RIVOLUZIONARIO DEL SUO TEMPO, CHE MORÌ FIGLIO DELLA CHIESA / S. Giovanni d'Avila, 10 maggio. 12-05-2026.

 

S. Juan d'Avila dipinto da Pierre Subleyras

"Cosa manca a questa tua croce per essere una balestra spirituale? La balestra è fatta di legno e di una corda tesa, con un dado in mezzo, dove la corda si alza per scagliare la freccia con furia e fare più grande la ferita. Questa santa croce è il legno; e il corpo così tanto disteso e le braccia così tese sono la corda; e l'apertura di quel lato, il dado dove è posta la freccia d'amore affinché da lì esca a ferire il cuore disarmato. Colpito ha la balestra e ferito mi ha il cuore! Ora sappia tutto il mondo che ho il cuore ferito".

Lo conoscevo finora solo di nome e scopro una figura molto ricca e importante e, nella sua libertà evangelica, un vero interprete del Concilio di Trento (1545-1563) purtroppo predicato oggi da alcuni in chiave di conservatorismo e “indietrismo”. Questo santo è Giovanni d’Avila y Gijón (1499 - 1569), la cui memoria cade il 10 maggio. Era l’unico figlio di Alonso d'Avila e Catalina Gijón. La famiglia possedeva miniere d'argento nella Sierra Morena: "Erano tra i più onorevoli e ricchi di questo luogo e, cosa ancora più importante, timorati di Dio".

Cresce in un momento molto difficile per la Chiesa. Gli scandali nella gerarchia cattolica sono uno dei fattori determinanti della lacerazione della Chiesa e di tutto l’Occidente iniziata con la ribellione di Lutero nel 1517.  

lunedì 11 maggio 2026

FRA DUE GIORNI L'ANNIVERSARIO DELLA PRIMA APPARIZIONE A FATIMA / Un rosario cittadino a Marano il 13 maggio 2026.

 

Gruppo di 300 pellegrini verso Fatima,  
partiti da Travanca Amarante: circa 200 km!


Il 13 maggio alle ore 20 ci sarà un rosario cittadino nella parrocchia di san Rocco. Bellissima iniziativa nel 109° anniversario della prima apparizione della Vergine Maria a Cova da Iria nel comune di Fatima ai tre pastorelli. La Vergine Maria a Lourdes aveva il rosario in mano ma a Fatima si è presentata come “la Vergine del Rosario”, ricordandoci la potenza della preghiera di fronte alla minaccia di una 2a guerra mondiale, in particolare usando questa preghiera semplice e popolare che è il rosario, meditato con cuore aperto alla conversione. Ricordiamo i sacrifici dei tre pastorelli, la morte da sola in ospedale di Giacinta a soli 10 anni… Purtroppo la 2a guerra mondiale, peggiore della prima, è arrivata e quasi tutte le altre predizioni funeste fatte dalla Madonna si sono concretizzate. Quasi tutte ma non tutte. Il vescovo vestito di bianco non è morto e ha fatto il Papa per ancora 24 anni. Il 13 maggio è anche l’anniversario dell’attentato contro di lui in Piazza S. Pietro, dove “una mano materna ha guidato la pallottola”. Anche lui è stato un Papa del Rosario, invitando a usarlo come preghiera cristocentrica. Ha proposto di meditare tutti i misteri di Cristo con questa preghiera mariana, aggiungendo ufficialmente 5 misteri luminosi ai 15 tradizionali. Il destino non esiste. I tempi sono cattivi perché siamo noi i tempi e possono diventare buoni se ci convertiamo.

domenica 10 maggio 2026

PERCHÉ LA CRESIMA È COSÌ DISPREZZATA NELLE NOSTRE PARROCCHIE? / VI Dom di Pasqua. 2026.

 



Filippo predicava (ekerussen=proclamava in modo kerigmatico) il Cristo ai samaritani, accompagnato dai segni di bontà e di potenza che compiva il Signore Gesù per la gente al fine di rendere credibile l’annuncio. La liberazione di molti indemoniati e la guarigione di ammalati porta grande gioia nella città. Ma per il Signore è solo un primo passo. Il suo scopo è che ciascuno dei credenti riceva il dono dello Spirito, quello  “Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce”, e che già i credenti conoscono perché “egli rimane presso di voi” ma dovrà essere “in voi”. Allora la gioia nella città “sarà piena”

Per questo però devono scendere Pietro e Giovani per pregare e imporre le mani sui nuovi credenti affinché ricevano lo Spirito Santo. C'è qui una chiara descrizione della cresima. Filippo può battezzare ma non comunicare lo Spirito. Sono gli apostoli che confermano il dono del battesimo, lo completano col dono dello Spirito. Senza la cresima il battesimo è incompleto. San Paolo se ne rende conto quando incontra un gruppo di credenti in Gesù, felici della loro fede, ma dove non sente la presenza attiva dello Spirito. Ed egli chiede:  "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?". Gli risposero: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo". Paolo scopre che hanno ricevuto solo il battesimo di Giovanni Battista. Li battezza nel nome di Gesù “e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare” (Atti degli Apostoli 19, 2.6). Un bel cambiamento! 

Perché allora la Cresima è così disprezzata nelle nostre parrocchie, nelle famiglie cristiane e tra i battezzati? 

Sono esagerato?  L’esperienza dice che per molti la cresima è solo il momento in cui, ormai adulto, uno conferma di voler continuare nella via del battesimo ricevuto da bambino per volontà di altri. Come se Dio fosse solo spettatore dell’agire dell’uomo. Molti pensano a ricevere la cresima non perché sia importante per la loro vita, ma solo quando viene chiesto loro di fare da padrini, oppure in prossimità del matrimonio. Come un obbligo che la Chiesa impone per ragioni oscure, persino arbitrarie. Infatti molti non comprendono perché sia indispensabile la cresima per poter fare il padrino. Invece è un dono di Dio necessario perché la natura di figlio di Dio sia completa e acquisti forza.  “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio” (Romani 8, 9.14).

E noi cresimati, che abbiamo questo dono, come lo viviamo, come lo usiamo ? Cosa è cambiato nella nostra vita dopo la cresima? Vediamo Gesù nella nostra vita? Ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo che ci spinge alla Verità tutta intera, che ci conforta e ci rafforza?  "Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori" ?


Dagli Atti degli Apostoli  At 8,5-8.14-17

giovedì 7 maggio 2026

8 MAGGIO, VISITA DEL PAPA A POMPEI E NAPOLI / 8-05-2026.

 


Accogliamo il Papa con fede e gratitudine.

La parrocchia chiude la mattina dopo la messa delle 10.00 e non ci sarà la supplica a mezzogiorno (da dire nel pullman o con il Papa davanti alla televisione).

Di pomeriggio la chiesa apre alle 17.00 per il catechismo ma non ci sarà la messa. 

Papa Leone è stato eletto l’8 maggio di un anno fa, giorno della supplica della Madonna di Pompei. Egli stesso ha rilevato questa coincidenza (“Dio-incidenza”) e viene a Pompei e a Napoli per il primo anniversario della sua elezione. 

NÉ ILLUSI NÉ DISPERATI / L.G. 8. La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste




La lettera agli Ebrei afferma che Gesù ha preso il nostro sangue e la nostra carne “per ridurre all`impotenza, mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita”. (Ebrei 2,14-15). A questo timore della morte il gesuita Spiccacci attribuiva la rimozione del kerygma cristiano (l'essenziale della fede cristiana) nelle parrocchie e comunità. Per non affrontare il problema della morte si evita di annunciare il rimedio alla morte! È un meccanismo ben conosciuto : non si osa aprire certi discorsi per timore delle reazioni, delle conseguenze, ecc. Eppure il Vangelo parla tante volte della morte, del giudizio nell’ultimo giorno, donando però la risposta più bella e completa: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”! (Luca 12, 32).

Papa Leone ha avuto un’espressione bellissima ed efficace: “non si vince la morte cercando di ingannarla, ma servendo la vita!” Impariamo (da Gesù!) a servire la vita. 

In questa settimana Papa Leone ha ricordato la dimensione escatologica, ultra terrena della Chiesa e della salvezza umana. 


LEONE XIV UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 6 maggio 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 8. La Chiesa, pellegrina nella storia verso la patria celeste

BENEDIZIONI COPPIE GAY. LA POSIZIONE DELLA CHIESA / Chiarimenti tra i Cardinali Marx e Fernandez. 07 maggio 2026.

 


Giorni fa è giunta la notizia che il Cardinale Reinhard Marx di Monaco di Baviera ha diffuso un manuale di istruzioni per la benedizione di coppie omosessuali. Durante il volo di ritorno dall’Africa Papa Leone ha precisato che quelle benedizioni “matrimoniali” non è accettabile. Pochi giorni dopo il Cardinale Fernandez, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha reso pubblica una lettera di novembre 2024 rivolta alla Conferenza episcopale tedesca che precisa il vero senso di Fiducia supplicans, e quindi della posizione costante della Chiesa a riguardo. Chi segue il mio blog lo sa già perché ha letto Fiducia supplicans che ho pubblicato diviso in tante puntate affinché tutti possano comprendere questa Nota. Ho proposto di farne oggetto di incontri con i fedeli e specialmente con i preti, senza successo. Mi sembra che si è persa una buona occasione di formazione per tutti. Infatti sui social leggo tante critiche da parte di fedeli, probabilmente in buona fede ma ignoranti, a Fiducia supplicans, al Cardinale Fernandez e a Papa Francesco. Questa breve lettera del 2024 ma resa pubblica adesso, può rassicurare molti, togliere qualche occasione al Diabolos-divisore di seminare zizzania e sfiducia nella Chiesa. Comprendiamo anche quanto è complesso conservare l’unità e la pace nella Chiesa e la pazienza e la lungimiranza necessarie per guidarla. Abbiamo fiducia nell’assistenza dello Spirito Santo al Papa, e anche approfondiamo le ragioni della nostra fede, usando la prudenza per rimanere stretti al respiro profondo dell’Ortodossia cattolica.


Eccellenza.

 con lettera del 24 ottobre 2024, Ella, «anche a nome del Presidente della Conferenza Episcopale, Mons. Georg Bätzing, ha cortesemente trasmesso a questo Dicastero copia di un Vademecum, in tedesco e italiano, destinato a essere un sussidio di «Benedizioni per le coppie che si amano». Nel contempo, Ella asseriva che tale Vademecum sarà presentato «ai Vescovi diocesani» tedeschi in una prossima occasione, allo scopo di offrire ai Presuli «un’applicazione della Dichiarazione Fiducia supplicans alla situazione sociale e pastorale delle diocesi in Germania».

Al riguardo, prendendo atto di quanto da Lei tramesso, mi permetto gentilmente di formulare le seguenti osservazioni: 

mercoledì 6 maggio 2026

UN SOLO SPIRITO E UNA SOLA CARNE / UNA CARO 16. nn. 37-38.



37. Già prima di Agostino, è ben nota la lode di Tertulliano al matrimonio inteso come unità nella carne e nello spirito di due che camminano “in una sola speranza”: «Come sarò capace di esporre la felicità di quel matrimonio che la Chiesa unisce […]. Quale giogo quello di due fedeli uniti in una sola speranza, in un’unica osservanza, in un’unica servitù! Sono tutti e due fratelli e tutti e due servono insieme; non vi è nessuna divisione quanto allo spirito e quanto alla carne. Anzi sono veramente due in una sola carne, e dove la carne è unica, unico è lo spirito»[26].

38. Questo fatto di essere “una sola carne” è interpretato dai Padri in modo intensamente realistico, al tal punto che, di fronte a contraddizioni nei fatti della realtà dell’unità coniugale, essi non temono di pronunciare affermazioni come le seguenti: «divide la sua carne, divide il suo corpo»[27]; «come la malvagità di tagliare la sua carne»[28]; «Dio non ha voluto che il corpo fosse diviso e disgiunto»[29].

lunedì 4 maggio 2026

CHI È GESÙ? UNO SGUARDO SU DI LUI ATTRAVERSO L'APOCALISSE / 04 - 05 - 2026.

 


Chi è Gesù? Leggendo l’Apocalisse durante l’Ufficio delle Letture scopriamo molte caratteristiche di Gesù glorioso, nella sua dimensione eterna. Può essere molto utile contemplarle tutte insieme. 

Egli è “Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra. Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen. Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero, e per lui tutte le tribù della terra si batteranno il petto. Sì, Amen!” (Ap. 1, 5-7)

FEDELI AL PASSATO O AL FUTURO? / Un testo di P. Robert Prevost. 04-05-2026.

 


Oggi esce in libreria “Liberi sotto la grazia” (LEV), 
che raccoglie testi di Robert Prevost prima di diventare Papa. Vatican News lo presenta (Fedeli al passato o fedeli al futuro? Un testo di Robert Prevost del 2010 - Vatican News) e pubblica uno di questi testi, un intervento di grande spessore all’inizio del Capitolo Generale degli Agostiniani del 2010, che illumina il nostro atteggiamento profondo di fronte alla vita e alla nostra fedeltà al Vangelo.

Nel 2008 gli Agostiniani hanno celebrato in questo luogo il 500° anniversario della nascita di Andrés de Urdaneta, un navigatore famoso e molto esperto che, dopo anni vissuti combattendo, scoprì nell’insegnamento di sant’Agostino un invito a cambiare vita: imparò che la sola vera risposta al desiderio del cuore umano può essere trovata in Dio e nel suo amore. Questa verità gli cambiò la vita: da marinaio e navigatore di successo divenne membro dell’Ordine di sant’Agostino. Urdaneta divenne famoso perché scoprì quello che è conosciuto come il tornaviaje, una rotta marina di ritorno sicura e veloce dalle Filippine al Messico. Questo tornaviaje divenne un’importante rotta di trasporto e commercio tra l’Asia e l’America. Ma Urdaneta visse un tornaviaje molto più importante nella sua stessa vita. La sua conversione e il suo ingresso nella vita religiosa simboleggiano un genere molto diverso di ritorno: il ritorno o la conversione a Dio.

IL BENE DELLA MONOGAMIA NEI PADRI DELLA CHIESA / UNA CARO 15. nn. 33-35.

 


 

III. Echi della Scrittura nella storia

33. La Parola rivelata contenuta nelle Sacre Scritture ha prodotto, nei lunghi tempi della Chiesa, diversi echi che tenteremo di raccogliere almeno in parte.

Alcune riflessioni di teologi cristiani

34. È utile accogliere la ricchezza del pensiero cristiano lungo i secoli, a partire dai Padri della Chiesa, con la loro particolare importanza, fino a teologi di diverse scuole e orientamenti.

Primi sviluppi sull’unità e la comunione matrimoniale nei Padri della Chiesa

35. San Giovanni Crisostomo riconosce all’unità matrimoniale un valore particolare. A differenza di altri Padri, sostiene che «un tempo il matrimonio aveva due motivi, ora ne ha uno solo». Egli spiega, infatti, che San Paolo (cf. 1Cor 7, 2.5.9) «ordina di unirsi, non perché diventino padri di molti figli», ma perché ciò porta i coniugi a «l’abolizione della dissolutezza e del desiderio sfrenato»[23]. In definitiva, il santo Dottore considera che l’unità del matrimonio, con la scelta di una sola persona alla quale ci si unisce, porta a liberare le persone da uno sfogo sessuale sfrenato, senza amore né fedeltà, e orienta adeguatamente la sessualità. 

domenica 3 maggio 2026

LA CHIESA AFFRONTA E TROVA SOLUZIONI: I DIACONI / V Domenica di Pasqua, 2026.

 


Le letture di questa domenica sono una miniera per la nostra formazione ecclesiale e spirituale. Il brano degli Atti (At 6,1-7) ci insegna molte cose sulla natura e la vita della Chiesa.

Pochi versetti prima (Atti 2,42-47) ci viene presentata la prima comunità cristiana in modo ideale: tutto armonioso, tutto gioia e condivisione. Ma questa comunione perfetta è il dono dello Spirito, quello  stesso dono che riceviamo anche noi. I primi cristiani erano gente come noi e quindi c'erano già anche i problemi dovuti alla fragilità e alla fatica della conversione, alle chiusure di ciascuno e quelle cristallizzate in "strutture di peccato”. Infatti tutte le vedove avevano bisogno ma “alcune erano più uguali delle altre”! E la reazione è banalmente la mormorazione. Ma la Chiesa non può fermarsi alla mormorazione o al ripiegamento fatalista su se stessa. Animata dallo Spirito essa cerca e trova una soluzione! Ho visto in una Caritas diocesana questa bella frase: “Se presenti un problema e non proponi una soluzione, sei tu stesso parte del problema”. La condivisione dei beni è una dimensione fondamentale della Comunione divina e della missione della Chiesa (Atti 2,44-45). Ma la Carità più grande è dare la vita eterna alle persone, la dignità di figli di Dio, un senso alla vita che oltrepassi l’orizzonte terreno, infondere in tutti le energie della Risurrezione.  Contrariamente a quanto professa qualche ignorante le mani che lavorano non sono più sante delle mani che pregano. Le due cose sono semplicemente inseparabili, ma tutto inizia sempre dalla preghiera e dal dono gratuito della salvezza.  

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”. Gesù aveva fatto agli Apostoli il dono totale di sé stesso, da diffondere a tutta l’umanità attraverso la stoltezza della predicazione e i sacramenti. E la predicazione, la trasformazione dei cuori e la formazione hanno la precedenza sui sacramenti e non il contrario: “Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo” (1 Cor 1,17; vedi vv 14-19). In quel caso gli Apostoli comunicano una parte della loro missione a uomini scelti, non con una semplice decisione amministrativa ma attraverso la preghiera e l’imposizione delle mani, con la partecipazione di tutta la comunità che sceglie i candidati tra i suoi membri. La Chiesa non è  una ditta, o una semplice organizzazione umana, ma un Sacramento di Dio che deve proclamare le opere mirabili di Dio. Si fa ancora così per l’ordinazione dei presbiteri e dei diaconi, in cui troviamo per esempio : “Reverendissimo Padre (ossia il vescovo), la Santa Madre Chiesa chiede che questi nostri fratelli siano ordinati presbiteri. - Sei sicuro che ne siano degni? - Dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano …. Con l’aiuto di Dio e di Gesù Cristo nostro Signore, noi scegliamo questi fratelli per l’ordine del presbiterato…”. 

Qualcuno sarà sorpreso: chi sono questi presbiteri? Sono quelli che, per errore, ancora a 60 anni dal Concilio Vaticano II continuiamo a chiamare sacerdoti ad esclusione degli altri battezzati. È una distorsione che viene dal modo sbagliato di vivere il modello clericale voluto dal Concilio di Trento mentre nel Nuovo Testamento esiste un solo Sacerdote , Gesù Cristo. Il suo corpo, i fedeli che come “pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale” costituiscono tutti insieme “un sacerdozio santo per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo”. Non diciamo forse nella Preghiera Eucaristica II “ti rendiamo grazie per averci resi degni di compiere il servizio sacerdotale”. Questa frase non riguarda solo il presidente dell’Assemblea, ma tutta l’Assemblea, tutta la Chiesa, tutta la Comunità! C'è  il sacerdozio comune per tutti, e nei carismi che ognuno può avere nella Chiesa c'è anche il sacerdozio ministeriale.

Prenderne coscienza a livello comunitario infonderebbe nuove energie. Ma forse  qualcuno si sentirà smarrito? Nulla di insormontabile. Gesù dice :” non sia turbato il vostro cuore!”

venerdì 1 maggio 2026

1° MAGGIO, FESTA DELL'ECOLOGIA INTEGRALE? / 01 Maggio 2026

 


Il primo maggio festa dei lavoratori, la Chiesa rincorre questo appuntamento sociale proponendo la sua visione cristiana del lavoro e dei lavoratori. Presenta quindi san Giuseppe lavoratore. La prima lettura della memoria è della Genesi. L’uomo ha per missione di credere nella sua reale differenza con gli altri esseri viventi, e di usare la sua intelligenza e la sua capacità spirituale per guidare il creato e portarlo a Dio. C'è un solo Dio e gli animali nella loro forza e splendore non devono essere divinizzati né temuti con timore riverenziale. Chiaramente l’uomo di allora non si pone il problema ecologico come lo conosciamo, il suo impatto sulla natura è trascurabile. La sua tentazione è proprio al contrario di sentirsi dominato dalla natura e dalla sua forza. Oggi invece il comportamento irresponsabile dell’uomo distrugge il supporto stesso della (sua) vita e la biodiversità, esaurendo le risorse naturali, inquinando... 

Almeno da Paolo VI (lettera Apostolica “Octogesima Adveniens”, 1971), la Chiesa si preoccupa nel suo più alto Magistero del problema dell’ambiente. Un enorme salto di qualità è stato fatto con Benedetto XVI e soprattutto con Papa Francesco. Pochi giorni fa il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e quello per i Laici, la famiglia e la vita, hanno pubblicato un testo congiunto per aiutare a "trasmettere in famiglia la cura del Creato e della vita umana". Usiamo e diffondiamo questo sussidio scaricabile gratuitamente dal sito di questi due Dicasteri (Lecologia-integrale-nella-vita-della-famiglia.pdf). Vedi presentazione sul sito Vatican News:  Un documento vaticano per "vivere l'ecologia integrale in famiglia" - Vatican News.

P.S.: Il testo della Genesi introduce una dimensione sociale formidabile: quella del riposo settimanale dedicato al recupero delle forze, alla preghiera, la contemplazione, alla famiglia e alle relazioni sociali. Oh quanto Rivoluzionario allora e anche oggi!


Dal libro della Genesi  Gen 1,26-2,3

giovedì 30 aprile 2026

FEDELE A CRISTO, FEDELE AL PAPA SENZA POLEMICHE / Santa Caterina da Siena, 29 aprile 2026.

 


Santa Caterina da Siena è la prima donna proclamata Dottore della Chiesa eppure era analfabeta, dettava le lettere che mandava. (La Gioia del Vangelo: UN'ANALFABETA DOTTORE DELLA CHIESA, O LA POTENZA DELLA GRAZIA / S. Caterina da Siena, 29 aprile.)

Santa Caterina ha altre caratteristiche oltre quella fondamentale di una vita di preghiera e di intimità con Cristo che è la sorgente e la spiegazione di tutto. Di Tutto!

Oggi può essere molto utile considerare la sua indefettibile fedeltà alla Chiesa e in particolare al Papa anche se di alcuni non si nascondeva la condotta poco evangelica. Di un Papa che aveva gettato l'interdetto su Firenze, il popolo diceva che era un “demonio incarnato”. Ma lei lo chiamava “Dolce Agnello”, “Padre mio”, “Cristo in terra”. Caterina parla chiaro e a tutti, compreso ad alcuni cardinali quando, nel 1378 - due anni prima della sua morte ma Caterina allora ha solo 31 anni! - eleggono un anti Papa contro Urbano VI, successore di Gregorio XI che lei aveva riportato a Roma da Avignone dove i Papi stavano dal 1303 sotto influenza francese (Amare il Papa – cinque lettere di santa Caterina da Siena ⋆ Breviarium ).

Lei sa che il demonio miete molte anime quando ci sono divisioni nella Chiesa e quando qualcuno, - anche con ragioni autentiche - non lotta soltanto per la verità e la giustizia ma si lascia prendere dallo spirito di critica, dall’amarezza, dal parlare male. 

La polemica - così presente ogni giorno nella società e nelle famiglie, usata come strumento costante da molti in politica e nei mass media - acceca il cuore e il giudizio, crea ferite e divisioni profonde sempre più difficilmente rimediabili. Polemica viene dal greco Polemos = guerra. Si dice che la prima vittima della guerra è la verità. Non significa che non ci sia un aggressore e un aggredito, ma la guerra è un meccanismo in cui voglio aver ragione non solo con il dialogo in verità ma con la forza, sia che io attacchi sia che io mi difenda. E quindi tutti sono a rischio! Si parla così della “nebbia della guerra”: non si vede più chiaramente, non si comprende più i limiti delle azioni degli uni e degli altri, come quando c'è nebbia in campagna, sulla strada. Così è quando io cedo alla polemica. Si rischia l’escalation, e si è offuscati riguardo alla verità dei fatti esteriori ma anche ciascuno è offuscato interiormente. 

Imitiamo il grande rispetto che aveva Caterina per il Papa perché credeva che il Signore Gesù ha ogni potere in cielo e in terra e può donarci il Papa che vuole e quindi dobbiamo accettare pienamente il Papa che la Chiesa ha eletto anche se non ci piace. In convento ad alcuni non piaceva Giovanni Paolo II che per me è stato invece un segno per la mia ricerca di fede fin dalla sua elezione: un Papa polacco mentre c'era ancora la cortina di ferro! Ma nessun frate metteva mai in dubbio l’obbedienza a lui e il dovere di ascoltare con fede il suo magistero. Molte critiche al Papa, quello di oggi e quelli di ieri, servono spesso solo a creare divisioni e confusione nei fedeli. 

Ma anche a livello delle famiglie, della società, bisogna stare molto attenti a non oltrepassare l'ambito della ricerca del meglio, del giusto. Cadere nella polemica, invece di facilitare la soluzione dei problemi la ostacola fino a renderla impossibile.  


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 11,25-30

martedì 28 aprile 2026

CHI SONO I LADRI E I BRIGANTI DI CUI PARLA GESÙ? / IV sett. di Pasqua. 2026.

 


Chi sono i ladri e i briganti da cui il Signore ci mette in guardia nei Vangeli di questi giorni? Possono essere di vari tipi. In particolare sono ladri e briganti anche tutti coloro che dividono la Chiesa e screditano il suo Magistero. A più riprese in questi giorni la stampa ma ahimé anche cattolici praticanti attivi sui Social cercano di opporre Papa Leone a Papa Francesco. È chiaro che la discussione, l’approfondimento sono leciti e fanno parte del cammino della Chiesa come popolo che scruta le insondabili ricchezze del Cristo (vedi Efesini 3,8 e Romani 11,33). Ma i giudizi temerari non vengono dalla fede e portano pregiudizio ai piccoli dentro e fuori della Chiesa.

Prendiamo un esempio recente. 

In questi giorni il Cardinale tedesco Marx ha pubblicato linee guida per la benedizione delle coppie omosessuali intitolato “La benedizione dà forza all’amore”. Questo testo nasce dal cosiddetto “Cammino sinodale” tedesco. All’epoca il Vaticano aveva detto che un Sinodo nazionale non è competente per trattare di argomenti che riguardano la Chiesa Universale. E Papa Francesco aveva fatto una battuta gentile ma molto chiarificatrice: “la Germania ha già una splendida Chiesa Luterana, non ha bisogno di averne un’altra”. Chiaramente la Chiesa dialoga, cerca di evitare la rottura, anche se, sempre sul Sinodo tedesco, Papa Francesco aveva affermato: “prego affinché non ci sia scisma ma se avviene non lo temo”. Papa Leone ultimamente ha ripetuto che non teme perdere fedeli, e che la Chiesa parla per affermare la verità non per assicurare la sua sopravvivenza. Alcune diocesi tedesche hanno  pubblicato raccomandazioni favorevoli a “La benedizione dà forza all’amore” ma le diocesi di Colonia, Augusta, Eichstätt, Passau e Ratisbona ne hanno rifiutato l’applicazione, facendo riferimento alla dichiarazione vaticana Fiducia Supplicans.

domenica 26 aprile 2026

IMPARA A CONOSCERE LA VOCE DEL BUON PASTORE / IV Dom di Pasqua, 2026.

 


“Si sentirono trafiggere il cuore”. Si entra davvero nella Chiesa solo così: constatando di aver un bisogno totale di cambio di rotta o conversione. Conversione dalle strade che percorrevo finora dietro a falsi maestri, che Gesù chiama ladri e briganti, o forse errando come pecora senza pastore. Uno solo è il Pastore Buono, “o poimen o kalos", e tutte le pecore e i pastori devono passare da lui, dall’unica Porta, Lui che ci conosce e ci chiama per nome! Chi è entrato nella Chiesa senza conversione ci sta per semplice tradizione o per bisogno religioso ma non per fede cristiana.

In che cosa consiste allora il "sentirsi trafiggere il cuore"? È un’esperienza di dolore e amore insieme. È prendere coscienza che ho crocifisso, condannato, disprezzato, abbandonato colui che vedo adesso come Signore e Cristo, mio giudice e unica via di salvezza. Come non sentirmi sconsolato, perso, confuso e pieno di vergogna? Ma è l'amore di Dio che mi trafigge. Il mio cuore è come il frutto del fico dei poveri: selvatico, amaro. Allora il povero, come il profeta Amos, pecoraro e raccoglitore di sicomori (Amos 7, 14), con pazienza, punge ogni frutto per farlo maturare e renderlo dolce e commestibile. Così, dicono i Padri, il Signore trafigge col kerygma il cuore di ogni suo eletto e da amaro lo addolcisce. Lasciati attraversare dalla Parola di Dio, non bloccarla, non difenderti davanti a lei, ma rimani semplice, “nudo”, affinché possa plasmarti. Sàlvati da quella “generazione perversa” non perché sei migliore di loro. Ne facevi parte fino a questo momento, anche tu eri perverso, ma ora se accetti l'amore e la verità del Signore, sarai salvato e entrerai a far parte della famiglia dei redenti, dei rigenerati. La promessa è per te e i tuoi figli, e per  “tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”. Alcuni li raggiungerà  attraverso la tua conversione, come la samaritana che riconosce davanti a Gesù di non avere marito e sale di corsa al villaggio e dice alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?". (Giovanni 4,29).

Impara a conoscere la voce del tuo Signore e Pastore, per essere guidato da lui verso pascoli abbondanti, alle sorgenti che zampillano per la vita eterna. Non temere se la strada passa per valli oscure, non temere, il Signore è con te e ti difenderà dai lupi col suo bastone.


Dagli Atti degli Apostoli  At 2,14.36-41 

venerdì 24 aprile 2026

IL MATRIMONIO SIA RISPETTATO DA TUTTI / UNA CARO 14. nn. 31-32.

 


31. L’Apostolo, evocando soprattutto il passo della Genesi in cui i due, l’uomo e la donna, formano una carne sola (cf. Gen 2,24), definisce l’intimità d’amore tra marito e moglie come un emblema luminoso della comunione di vita e di carità che intercorre tra Cristo e la Chiesa (cf. Ef 5,32). Attraverso questa pagina della Lettera agli Efesini, così fragrante nella sua umanità ma anche così densa nella sua qualità teologica, Paolo non si limita a proporre un modello di comportamento matrimoniale cristiano, ma indica nell’unione perfetta e unica tra Cristo e la Chiesa la sorgente originaria del matrimonio monogamico. Esso non è solo un’immagine di quella unione, ma la riproduce e incarna attraverso l’amore dei coniugi. È segno efficace ed espressivo della grazia e dell’amore che sostanzia l’unione tra Cristo e la Chiesa.

IL MISTERO GRANDE / UNA CARO 13. nn. 29-30

 

Cristo sposo della Chiesa.

29. San Paolo sviluppa in modo sistematico il tema dell’amore nuziale pieno e perfetto tra Cristo e la Chiesa nella Lettera agli Efesini (cf. Ef 5,21-33), riprendendo tra l’altro il passo della Genesi sull’essere “una sola carne” da parte della coppia (cf. Gen 2,24). L’amore monogamico indissolubile tra i due coniugi – sempre nella linea del tema sviluppato dai profeti per definire l’alleanza tra il Signore e Israele – si rivela come il simbolo per descrivere il vincolo tra Cristo e la Chiesa. Il matrimonio cristiano nella sua autenticità e pienezza è, dunque, segno della nuova alleanza cristiana.

DALL'INIZIO DELLA CREAZIONE ... GESÙ RESTITUISCE VALIDITÀ AL PROGETTO ORIGINARIO DI DIO / UNA CARO 12. nn. 26-28.

 


12   La simbologia nuziale del Nuovo Testamento

26. Nel Vangelo Gesù rimanda in modo esplicito “al principio”, cioè alle origini della prima coppia umana (cf. Gen 1,27; 2,24), per ribadire che l’amore monogamico, fedele e indissolubile esalta il rapporto di coppia, pensato dal Creatore in una dimensione di totalità e di esclusività (cf. Mt 19,3-9).

27. Nelle narrazioni evangeliche di Marco e di Matteo, Gesù si è espresso in modo inequivocabile sulla monogamia richiamandosi alle origini, alla volontà del Creatore. Il dibattito con i farisei sulla possibilità del divorzio gli offre l’opportunità di un pronunciamento autorevole. Egli ribadisce il principio della monogamia che sta al fondamento del progetto di Dio sulla famiglia: «dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (Mc 10, 6-9; cf. Mt 19, 4-6). Come base della sua affermazione, Gesù unisce due elementi esegetici di peso: «li fece maschio e femmina» (Gen 1,27) e «per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e [i due] diventeranno una sola carne» (Gen 2,24). Il primo uomo e la prima donna sono dunque uniti da Dio stesso nella coppia in un’unica carne. In altre parole, Gesù restituisce validità al progetto originario di Dio, andando al di là della norma data da Mosè e richiamandone una più antica, sottolineando allo stesso tempo una presenza divina nella radice stessa di questa relazione: «Ciò che Dio ha congiunto l’uomo non lo divida» (Mt 19,6). 

CON GESÙ I NOSTRI PROBLEMI NON SCOMPAIONO MA VENGONO ILLUMINATI / Giovedì III sett. di Pasqua 2026.

Papa Leone Messa in 
Guinea Equatoriale


Ho scritto spesso sull’incontro di Filippo con l’eunuco della regina candace (La Gioia del Vangelo: L'EUNÙCO ETIOPE: SI PUÒ ESSERE CRISTIANO DA SOLO? ). E ancora ieri sera l’ho commentato con gioia assieme alla comunità radunata per l’Eucaristia. Questo battesimo così rapido non può in nessun caso essere un argomento per giustificare i battesimi dati a bambini le cui famiglie non sono consapevoli e non si preparano. Noto che nella preparazione al battesimo in molte parrocchie spesso manca persino l’annuncio del Kerigma. Per quanto la preparazione al battesimo di quell’eunuco, che legge la Scrittura e sta in ricerca di senso, sia breve, il suo battesimo è fondato sulla sua fede e la sua fede è fondata su l'annuncio esplicito di Gesù Cristo morto e risorto, Signore, che viene a cambiare totalmente la sua vita. Non si può entrare nella Chiesa senza la fede e non esiste fede cristiana senza l’adesione a Cristo attraverso l’annuncio della sua morte e risurrezione e la decisione di seguirlo su questa via. Bisogna immergersi personalmente = farsi battezzare in quel mistero di morte e risurrezione. Purtroppo lasciamo entrare molti nella Chiesa senza questo passaggio, ingannandoli. 

Ieri su quelle stesse letture Papa Leone ha dato un’omelia bellissima in Guinea Equatoriale invitando ad entrare nelle Scritture per non essere più spettatori ma protagonisti della Storia della Salvezza, della storia della nostra vita. 

  “Le Scritture appena ascoltate ci interrogano, domandando a ciascuno di noi se e come sappiamo leggere le pagine bibliche che oggi condividiamo. Si tratta di un invito tanto serio quanto provvidenziale, perché ci prepara a leggere insieme il libro della storia, cioè le pagine della nostra vita, che Dio continua a ispirare con la sua sapienza”.

“Con la compagnia del Signore, i nostri problemi non scompaiono, ma vengono illuminati: come ogni croce trova redenzione in Gesù, così nel Vangelo il racconto della nostra vita trova senso. Perciò oggi ciascuno di noi può dire: «Sia benedetto Dio, che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la sua misericordia» (Sal 66,20). Egli ci ama per primo, sempre: la sua parola è per noi Vangelo, e nulla abbiamo di meglio da annunciare nel mondo”. 

Ecco il link del testo completo: Viaggio Apostolico in Guinea Equatoriale: Santa Messa nello Stadio di Malabo (23 aprile 2026)


Dagli Atti degli Apostoli  At 8,26-40

mercoledì 22 aprile 2026

I "SALANDRA LOVERS" E "CAMPANIA FELIX" DI MARANO HANNO ANTICIPATO LA GIORNATA DELLA TERRA 2026 IL SABATO 18 APRILE

 

La Masseria fortificata
Farragnano a Marano

Grazie all'Associazione "Salandra Lovers" e i suoi volontari, da abbandonato a luogo curato e aperto al pubblico e alle visite didattiche, il Bosco della Salandra diventa un patrimonio prezioso di Marano. In occasione della "Giornata della Terra" e con la partecipazione del Circolo Laudato Si "Campania Felix" della parrocchia di san Castrese, sabato mattina si parte dalla Masseria Farragnano in una trentina di persone con la compagnia di alcuni cani, e si va verso la Cappella di Pietraspaccata. Dopo spiegazioni sulla storia del sito si pregano le Lodi. Poi si riparte verso il bosco della Salandra, in particolare il castagneto e il Ciauriello di epoca romana. La sosta al belvedere con qualche foto ricordo di gruppo conclude la nostra visita. Una bella mattinata piena di amicizia, sole e aria pura. È importante scoprire come contemplazione dell'opera di Dio, della meraviglia della vita, e l'intreccio positivo della natura e dei suoi protagonisti tra cui l'uomo (fin dalla preistoria) sono un unico patrimonio da custodire e difendere. Sul sito dei Salandra Lovers (.::: Salandra Lovers | Bosco della Salandra - Marano di Napoli | Associazione Ambientalista, Educazione e Cultura :::. ) troviamo memoria del loro impegno contro l'incuria di chi inquina. "Campania Felix" parte direttamente dalla prospettiva cristiana della Ecologia integrale, insegnata da Papa Francesco nella sua Enciclica "Laudato Si" scritta in occasione della COP21 di Parigi, e ripresa a pieno da Leone XIV. Per il cristiano l'impegno ecologico è conseguenza diretta della fede in Dio creatore e salvatore e corregge le visioni ecologiste che considerano l'uomo come intruso molesto nella natura e tacciano di artificiale tutto ciò che egli fa.    

PERCHÉ UN NUOVO CONCILIO? DAL CONCILIO DI TRENTO AL VATICANO I E AL VATICANO II / 03 Conosciamo il Concilio Vaticano II

 

S. Pietro, il popolo di Roma
mentre si vota il dogma
dell'infallibilità papale

Il Concilio di Trento fu un grande Concilio che propose, oltre a punti dogmatici, un impianto globale per la prassi della Chiesa di fronte ai “tempi moderni”. Quando diciamo “tempi moderni” a noi del XXI secolo, il XVI secolo non sembra tanto moderno. Ma c'era una vera rivoluzione nell’area della Cristianità occidentale, su tutti i piani: politico, sociologico, scientifico, tecnologico, con un'espansione nuova verso altri popoli, in chiave coloniale ma anche commerciale e culturale. E quindi le persone dovevano essere rafforzate nella fede con nuove sintesi e nuovi punti di riferimento perché quelli tradizionali cambiavano. Uno dei mezzi scelti fu l'impostazione clericale della Chiesa.

Come sempre, per riprendere un felice concetto di Joseph Ratzinger, quando la Chiesa smarrisce la strada o vuole aprire strade nuove per il futuro, deve prima ritornare alle sue radici per ripartire da esse in una nuova sintesi adatta al momento presente. Fu così per la riforma liturgica del Concilio di Trento che ripartì dalle tradizioni più antiche conosciute. Ma lo studio e la ricerca non si fermano mai e c'era ancora molto da scoprire e studiare. Lungo i secoli successivi, questi studi andarono avanti. E il Messale promulgato da san Pio V ebbe edizioni successive con modifiche fino a quella del … 1962. Papa Leone XIII (1878 - 1903) fu un grande promotore della ricerca archeologica cristiana che accompagnò il “movimento liturgico” che sfociò poi nella riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Egli fu anche il Papa che attento “alle cose nuove” (= ”rerum novarum”) parlò dei cambiamenti sociali, stimolato dalle esperienze di alcuni osservatori e imprenditori cristiani. Il Signore dona sempre carismi nuovi, e per mezzo loro mantiene giovane la sua Chiesa. 

martedì 21 aprile 2026

UN ANNO GIÀ. GRAZIE PAPA FRANCESCO / 21 Aprile 2026

 



Le ultime immagini di Papa Francesco, sulla sedia a rotelle, col volto gonfio e il fiato corto, che si spende fino all’ultimo, sempre attento agli altri, sempre pronto a ringraziare, sono quelle di un grande uomo di Dio. Riguardo alla guerra della Russia contro l’Ucraina e la sua gente, non ho compreso bene le sue posizioni e questo mi ha fatto soffrire. Ma la sua fine è stata quella di un santo, sempre pronto a donarsi anche nella sofferenza finale. 

La continuità dei Papi (sono ormai 8 nella mia vita), in particolare riguardo al Concilio Vaticano II, non ha significato che questi avessero personalità uguali. Anzi, dopo tanti Papi italiani, da Giovanni Paolo II in poi i Papi sono tutti stranieri con formazioni e culture molto diverse. Ma si è visto che, anche grazie a questo, ciascuno ha fondamentalmente affrontato i problemi più importanti del momento. 

IL MATRIMONIO MONOGAMICO IMMAGINE DELL'ALLEANZA TRA IL DIO UNICO E L'UOMO / UNA CARO 11. nn 24-25.



 24. A tale riguardo, Benedetto XVI afferma: «Dio si è servito della via dell’amore per rivelare il mistero intimo della sua vita trinitaria. Inoltre, il rapporto stretto che esiste tra l’immagine di Dio Amore e l’amore umano ci permette di capire che “all’immagine del Dio monoteistico corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell’amore umano”. Questa indicazione resta ancora in gran parte da esplorare»[20].

METTIMI COME SIGILLO SUL TUO CUORE / UNA CARO 10. , nn. 21-23.


 

La letteratura sapienziale

21. Nella medesima linea si iscrive tutta la letteratura sapienziale che elogia l’unione monogamica come la vera espressione dell’amore tra un uomo e una donna. Il passo del Cantico dei Cantici: «Il mio amato è mio e io sono sua» (Ct 2,16), rappresenta qui un vero apice. In questo gioiello poetico, la donna del Cantico esprime il suo amore, usando il simbolo del sigillo che nell’antico Vicino Oriente designava una persona, la identificava e si portava o su un bracciale o con una catena sul petto: «Ponimi come sigillo sul tuo cuore e sul tuo braccio. Forte come la morte è l’amore» (8,6). L’amata, quindi, dichiara di essere quasi la “carta d’identità” del suo uomo: l’uno non esiste senza l’altra e viceversa. Intelligenza, volontà, affetto, azione, personalità intera dell’una si comunicano nell’altro in modo reciproco ed esclusivo, in piena simbiosi. Contro questa unità vitale invano si erge la morte.

lunedì 20 aprile 2026

DAL CONCILIO DI NICEA A QUELLO DI TRENTO: ECCLESIA SEMPER REFORMANDA / 02 Conosciamo il Concilio Ecumenico Vaticano II

 

II° Concilio del Laterano

Dopo il Concilio di Gerusalemme e quello di Nicea ci sono stati altri 20 Concili “Ecumenici” cioè “generali”a cui sono convocati l’insieme dei vescovi. Questo dà loro l’infallibilità in materia di fede, e trattano questioni che riguardano tutta la Chiesa. Possono essere questioni nell’ambito delle verità di fede, oppure problemi di unità nella disciplina ecclesiastica. Per esempio il Concilio di Nicea trattò della divinità di Cristo (e in quel caso disse: “la Chiesa crede…”) ma definì anche una data unificata della Pasqua e questioni disciplinari sulla struttura gerarchica della Chiesa (e in quel caso il Concilio disse, con l'autorità dello Spirito Santo: “noi decretiamo").

domenica 19 aprile 2026

CELEBRIAMO L'EUCARISTIA COME S. GIUSTINO / III Dom Pasqua, 2026.


 Oggi è uno splendido giorno di sole, e per noi cristiani, eredi dei nostri padri ebrei, è il primo giorno della settimana, ma anche l’ottavo giorno, quello della nuova creazione nella vittoria sulla morte. È bello meditare allora su cosa facevano le prime generazioni cristiane a Roma appena un secolo dopo la risurrezione di Cristo. 
In quel testo di san Giustino riconosciamo gli elementi essenziali della nostra Eucaristia e ci aiuta a recuperarne l’autenticità: 

È innanzitutto la comunità dei credenti che si raduna, creata dalla conversione a Dio in Gesù Cristo. Questa comunità fa memoria dei gesti e delle parole che Gesù ha lasciato, cioè celebra l’Eucaristia. La Parola di Dio vi ha un posto centrale, molto ampio. Riconosciamo la preghiera riservata ai soli fedeli, cioè i battezzati, abilitati a compiere il servizio sacerdotale. Gli assenti non sono dimenticati e non solo i presbiteri possono portare e distribuire il corpo (e sangue) di Cristo come ancora oggi qualcuno afferma, ma anche i diaconi...

Da quel testo comprendiamo quanto era necessaria la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, e quanto ancora c'è da lavorare per cambiare le mentalità formatesi negli ultimi secoli. 


Dalla «Prima Apologia a favore dei cristiani» di san Giustino, martire

 (Cap. 66-67. PG 6, 427-431)

venerdì 17 aprile 2026

CAMPANIA FELIX-CIRCOLO LAUDATO SI, SÌ, SI LAVORA ! / Giornata della Terra. 18 aprile 2026.

 


Il nostro piccolo gruppo “Campania Felix, Circolo Laudato si” della parrocchia san Castrese continua nello stile della Chiesa che è a Filadèlfia: "Per quanto tu abbia poca forza, hai però custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. … hai custodito il mio invito alla perseveranza” (Apocalisse 3,8.10) sicuri di poter godere della sua promessa: “anch'io ti custodirò” (v. 10).

A Gennaio avevo annunciato sul Blog una bella iniziativa sulla alimentazione sana e sostenibile (La Gioia del Vangelo: IL 2 FEBBRAIO, UN EVENTO IMPORTANTE NELLA PARROCCHIA / 20 gennaio 2025.) che poi ebbe grande successo, radunando un centinaio di presenti. Tutti gli interventi sono stati utili e apprezzati anche da chi non aveva una cultura scientifica elevata.