La letteratura sapienziale
21. Nella medesima linea si iscrive tutta la letteratura sapienziale che elogia l’unione monogamica come la vera espressione dell’amore tra un uomo e una donna. Il passo del Cantico dei Cantici: «Il mio amato è mio e io sono sua» (Ct 2,16), rappresenta qui un vero apice. In questo gioiello poetico, la donna del Cantico esprime il suo amore, usando il simbolo del sigillo che nell’antico Vicino Oriente designava una persona, la identificava e si portava o su un bracciale o con una catena sul petto: «Ponimi come sigillo sul tuo cuore e sul tuo braccio. Forte come la morte è l’amore» (8,6). L’amata, quindi, dichiara di essere quasi la “carta d’identità” del suo uomo: l’uno non esiste senza l’altra e viceversa. Intelligenza, volontà, affetto, azione, personalità intera dell’una si comunicano nell’altro in modo reciproco ed esclusivo, in piena simbiosi. Contro questa unità vitale invano si erge la morte.
22. Inoltre, l’affermazione ribadita ben due volte nel Cantico dei Cantici: «Il mio amato è mio e io sono sua […]. Io sono del mio amato e il mio amato è mio» (Ct 2,16; 6,3), esprime questa unità di donazione totale, di reciprocità e di mutua appartenenza, come una riedizione della dichiarazione d’amore rivolta dall’uomo alla sua donna in Gen 2,23: «osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne».
23. La tradizione giudaica e quella cristiana (soprattutto nella mistica) si sono trovate concordi nell’interpretare il Cantico dei Cantici come un’allegoria dell’alleanza fra Dio e Israele, della relazione fra Dio e l’anima. In senso simbolico, si può affermare che il libro del Cantico dei Cantici esalta l’amore di un uomo e di una donna ponendo l’accento proprio sull’unicità di una relazione esclusiva. Nella vicenda amorosa, i due innamorati si cercano e si desiderano con una reciprocità in cui non vi è spazio per un tertium. Ebbene, questo dato antropologico fondamentale rimanda alla professione di fede d’Israele: «ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore» (Dt 6,4). Si tratta di una delle proclamazioni più solenni dell’Antico Testamento a proposito di Dio ed è una proclamazione che usa il linguaggio dell’unicità allorché professa la verità della fede. In altre parole, il Cantico afferma che, al cuore pulsante di una delle più profonde esperienze antropologiche, quale è la relazione amorosa, vi è un’unicità analoga a quella che la fede proclama a proposito di Dio. Pertanto, la monogamia è profondamente collegata all’unicità e all’esclusività del Dio d’Israele e va di pari passo con il monoteismo.

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