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martedì 14 aprile 2026

COS'È UN CONCILIO ECUMENICO, CHE VALORE HA? / 01 Conosciamo il Concilio Ecumenico Vaticano II

Pietro consegna a Paolo e Barnaba
la lettera alla comunità
 di Antiochia (Atti 15,1-35).


Cos'è un Concilio? Cosa ha di specifico un Concilio Ecumenico? 

Concilio viene dal latino Concilium, "convocazione, riunione", che deriva a sua volta da concalare, ovvero "chiamare insieme".

In greco la parola equivalente è Sinodos che significa “cammino, strada fatta insieme”. I due approcci, convocazione e cammino comune descrivono aspetti essenziali della stessa realtà nella Chiesa : una riunione che permette di trovare insieme un accordo su un punto importante di dottrina e/o di disciplina-prassi pastorale. Sinodos dona l’italiano Sinodo che viene usato in genere per assemblee locali o periodiche, mentre il termine Concilio evoca più facilmente i Concili Ecumenici ossia “generali” (da "oikoumene" cioè l’insieme della terra abitata). 

Un Concilio Ecumenico è dunque la Riunione di tutti i vescovi del mondo, convocata e presieduta dal Papa (sub et cum Petro = sotto e con Pietro), le cui decisioni sono universali e considerate parte del Magistero infallibile, a differenza di quelle dei Concili Provinciali che coinvolgono soltanto vescovi di specifiche zone.

Papa Francesco ha rilanciato fortemente il Concilio Ecumenico Vaticano II (1962 - 1965; d’ora in poi notato CVII) e ha chiesto di rileggere i suoi documenti per applicarli, provvedendo a far pubblicare, in occasione del 60 anniversario, sussidi divulgativi per i fedeli e gruppi parrocchiali specialmente famiglie e giovani. Papa Leone, appena concluso il Giubileo, ha iniziato una serie di catechesi del mercoledì sui documenti del CVII che pubblico sul blog per diffonderle. La nostra parrocchia ha iniziato ieri incontri mensili sul CVII. 

Ma da dove viene la coscienza che i Concili siano un mezzo idoneo e quando si è iniziato a riunirli?

Formalmente il primo Concilio Ecumenico è quello di Nicea del 325 di cui abbiamo appena celebrato il 700 anniversario. Fu seguito nel corso dei secoli da altri 20 Concili Ecumenici fino al CVII. Già però l’Antico Testamento testimonia l’importanza delle riunioni degli Anziani, ecc. Ma soprattutto nel Nuovo Testamento c'è il Concilio di Gerusalemme (Atti degli Apostoli 15,1-35). È l’archetipo di tutti i Concili Ecumenici 

Mettiamo in evidenza i suoi punti salienti:

Ad Antiochia sorge un problema insieme dottrinale e pastorale: per essere salvati bisogna essere circoncisi come gli ebrei o basta la fede in Cristo? Di fronte a questo problema così grave "fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione". A Gerusalemme membri della comunità reagiscono in modo negativo. "Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema". La risoluzione del problema è dunque affidata ai soli apostoli e anziani anche se tutta la comunità è al corrente.

"Sorta una grande discussione”, Pietro si alzò e raccontò la sua esperienza con Cornelio. A quel punto “Tutta l'assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo”. Dopo, “Giacomo prese la parola” confrontando la questione con la Sacra Scrittura e propose una soluzione che conciliava le varie sensibilità. “Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene" mandare alla comunità di Antiochia una lettera portata da due persone ragguardevoli. Questa lettera esprime l’autorità di cui ha coscienza la stessa Comunità Madre:  “Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone … È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo …". 

“allo Spirito Santo e a noi!” Gesù aveva detto:  "In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo" (Matteo 18, 18). Quindi tutti devono obbedire a questa decisione della Chiesa unanime! Eppure già ci saranno difficoltà nella “recezione” della decisione del primo Concilio. San Paolo continuerà a trovare resistenze e persino persecuzioni. In particolare scriverà ai Gàlati (5, 11) : “Quanto a me, fratelli, se predico ancora la circoncisione, perché sono tuttora perseguitato? Infatti, sarebbe annullato lo scandalo della croce”.

Queste caratteristiche: problema importante, ricorso ai vescovi sotto la presidenza diretta o tramite delegati del successore di Pietro, dibattiti anche accesi, confronto con la Parola di Dio e ricerca della volontà dello Spirito Santo, decisione vincolante confermata dal Papa e la sua pubblicazione, difficoltà nella sua recezione-applicazione, sono presenti in tutti i Concili Ecumenici della Storia, fino al Concilio Ecumenico Vaticano II: chi è cattolico deve dunque conoscere il CVII, accettarlo, metterlo in pratica. Purtroppo anche per il CVII vediamo forte ignoranza e forti resistenze. Approfondiremo il discorso. 


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