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giovedì 11 giugno 2026

IL SIGNORE TI AMA COME SEI MA TI SOGNA MIGLIORE / Papa Leone a Barcellona, 10 giugno 2026

 


Il Signore ti ama come sei ma ti sogna migliore (Papa Leone ai carcerati di Brians 1)

Dopo il carcere, papa Leone ha anche visitato una parrocchia guidata da una comunità di Agostiniani. Ha risposto alle domande di Renzo, un bambino di 6 anni minacciato di sfratto con la sua famiglia. Ecco riassunte le domande e le risposte:

     - Le piace il Calcio? Tennis oggi, calcio americano da giovane, tifoso di calcio ma anche giocatore con i seminaristi in Perù, importanza dello sport come mente sana in corpo sano, “Inoltre, il calcio ci aiuta anche a ricordare una cosa molto importante: che la vita non è una gara da vivere da soli, è qualcosa che si gioca in squadra, e bisogna imparare a correre insieme”. 

    - Voleva fare il Papa da bambino? “Né come giovane né come vecchio, ma, quando il Signore chiama, bisogna rispondere “sì”. Ma soprattutto “è essenziale chiedersi se vogliamo essere amici di Gesù. Perché l’amicizia con Gesù ci dà gioia, ci rende liberi e ci aiuta a vedere, passo dopo passo, la vocazione e il cammino che Dio ha pensato per ciascuno”.

mercoledì 10 giugno 2026

UNA CATECHESI MARIANA DEL PAPA / Montserrat 10 giugno 2026



VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ PAPA LEONE XIV

IN SPAGNA

(6-12 GIUGNO 2026)


PREGHIERA DEL SANTO ROSARIO 

DISCORSO DEL SANTO PADRE


Abbazia di Nostra Signora di Montserrat

Mercoledì, 10 giugno 2026


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(...)

Quando il mio Predecessore, Papa Francesco, nel 2023 ha offerto la rosa d’oro a questa venerata immagine, ci invitava a considerare come, per centinaia di anni, i fedeli, senza distinzione, siano passati da questo Santuario recitando il rosario, perché Maria, Mare de Déu (Madre di Dio), è fondamentale nella vita di ogni cristiano. In quella stessa occasione egli ha sottolineato: «Davanti alla Madre, è come se si risvegliassero i sentimenti più nobili di una persona» (Discorso ai membri della Confraternita della “Mare de Déu” di Montserrat, 7 ottobre 2023). In effetti, ella suscita in noi profonde conversioni, come quella di sant’Ignazio di Loyola, il quale in questo luogo suggestivo, dopo una notte di preghiera davanti alla Vergine, consegnò le sue armi da cavaliere, momento che segnò l’inizio di una nuova vita al servizio di Gesù Cristo.

Con questo stesso atteggiamento filiale, vi invito oggi ad accogliere l’invito di Maria: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5). Queste parole pronunciate a Cana di Galilea contengono un vero e proprio programma di vita cristiana, perché Maria ci conduce verso Cristo e ci insegna ad ascoltare la sua voce, a obbedire alla sua parola e a lasciarci trasformare da Lui. La volontà di Gesù è chiara: «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 15,17). Si tratta di un amore che ha in Lui stesso la sua misura e la sua fonte: «Come io ho amato voi» (v. 12). Per questo, quando Maria ci dice: «Fate quello che vi dirà», ci invita a raggiungere un cuore riconciliato con i criteri del Vangelo.

PERCHÉ SI INCORONANO GLI SPOSI? / UNA CARO 17. nn. 39-41

 


39. Ad ogni modo, bisogna ricordare che la Chiesa latina sottolinea particolarmente gli aspetti giuridici del matrimonio, che hanno portato alla bella convinzione che gli stessi sposi sono ministri del Sacramento[30]. Con il loro consenso, essi danno origine all’unione matrimoniale unica ed esclusiva, dato oggettivo prima di qualsiasi esperienza o sentimento, anche spirituale. I Padri orientali, e le Chiese orientali, enfatizzano maggiormente gli aspetti teologici, mistici ed ecclesiali di un’unione che, grazie alla benedizione della Chiesa, si arricchisce nel tempo sotto l’impulso della grazia, mentre la comunione tra i coniugi è sempre più integrata nella comunione ecclesiale. Ecco perché in Oriente il rito del matrimonio, con tutti i suoi segni, la preghiera e i gesti del sacerdote, è stato maggiormente valorizzato. Già San Giovanni Crisostomo parla dell’incoronazione degli sposi (stephánōma) compiuta dal sacerdote e ne spiega il significato mistagogico: «Per questo motivo vengono poste delle corone sulle loro teste, come simbolo di vittoria, poiché, essendo rimasti imbattuti, giungono al letto matrimoniale»[31].

martedì 9 giugno 2026

PUÒ UN CRISTIANO CRITICARE ISRAELE? / Un punto delicato che richiede chiarezza. 09 - 06 - 2026.

 


Può un cristiano criticare Israele?  Certo, ma ho male al mio Israele ! 

C'è molta confusione nello spirito di tante persone e conviene cercare di fare chiarezza perché di mezzo ci sono valori immensi: innanzitutto ci sono persone con la loro dignità infinita che viene calpestata, ma anche valori di fede fondamentali per più di metà dell’umanità.

Quanto succede oggi con la guerra in Medio Oriente - da una parte e dall’altra - è veramente orribile come in tutte le guerre in ogni parte del mondo e in tutte le violazioni della dignità delle persone soprattutto dei più deboli. Con la guerra in Medio Oriente c'è però un particolare: uno dei protagonisti si chiama Israele e Israele è un nome fondamentale nella Storia di tre religioni, il Cristianesimo, l’Islam e l’Ebraismo, e quindi coinvolge direttamente la visione di Dio, della Storia e della Salvezza di più della metà dell’Umanità. 

domenica 7 giugno 2026

COSA SIGNIFICA MANGIARE IL CORPO DI CRISTO E BERE IL SUO SANGUE? / Solennità del Corpo e del Sangue di Cristo. 2026.

 

Quando il corpo parla
prima della religione


Chiaramente la solennità di oggi è centrata sulla realtà straordinaria del pane che è vero corpo del Figlio, del vino che è vero suo sangue (Papa Leone incoraggia a fare della processione del Corpus Domini una vera manifestazione di fede pubblica). Ma non deve essere distaccato dal suo contesto, altrimenti perde il suo senso. Ci sono esempi tragici nella prassi ma anche nella catechesi. Ho trovato a casa dei miei genitori il libro di un bravo gesuita, scritto negli anni trenta del XX secolo, che raccomandava di fare la comunione fuori dalla Messa per essere più raccolti, non distratti dalla gente e dai canti!! Un totale controsenso. 

Ma le letture di oggi ci aiutano a situare questo grande sacramento. 

Un anno dopo aver liberato il popolo dall’Egitto, Dio voleva già far andare gli israeliti nella Terra Promessa, ma incontra le loro paure e lamentele. Sono pronti a tornare nella schiavitù pur di non affrontare i popoli sconosciuti che abitano la Terra (Numeri, capitolo 13). Allora Dio impone al suo popolo 40 anni di cammino nel deserto affinché possa conoscere sé stesso, la propria debolezza e rendersi conto che la vita viene da Dio. Lo nutre con la manna, meravigliosa e buona, misteriosa (“man hu?” = “cosa lui?”) che “esce dalla bocca di Dio”. Col tempo però non piacerà più. “Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: "Perché ci avete fatto salire dall'Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c'è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero" (Numeri 21, 5). Non è forse un’immagine reale di molti di noi davanti al pane eucaristico e alla vita spirituale? Dopo le prime emozioni e consolazioni, viene il momento in cui tutto può sembrare un cibo troppo leggero, come mi diceva un religioso che poi lasciò l'abito per il mondo. Quanti bambini che oggi fanno la prima comunione continueranno a partecipare all’Eucaristia? Quante persone adulte o anziane, senza un vero motivo non vanno più a Messa o si ripiegano sulla Messa alla televisione, più comoda, magari che offre omelie e canti più belli? 

La seconda lettura insiste sulla materialità e verità del calice della benedizione e del pane che spezzano i cristiani, vero sangue e corpo di Cristo. È utile però sapere che Paolo fa questa affermazione per ammonire quei cristiani che pur partecipando alla comunità, continuano le pratiche pagane precedenti (1 Cor 10,18-22 e ss). Bisogna scegliere tra Cristo e la superstizione, tra Cristo e la magia, tra la fede e il karma o altre pratiche e credenze contrarie alla fede. 

Nel Vangelo Gesù afferma che la sua carne è vero cibo e il suo sangue vera bevanda, e che sono indispensabili per la vita eterna. Indispensabili!!! Gesù non cerca di rendere più accettabile questo e dopo averne discusso aspramente, molti discepoli decidono di abbandonare Gesù, quel matto, o presuntuoso, o indemoniato che esige che si mangi il suo corpo e si beva il suo sangue. 

Ma cosa significa veramente mangiare il corpo di Cristo e bere il suo sangue? Significa innanzitutto che egli ci dona il suo corpo e il suo sangue, cioè ci dona tutto! Si dona totalmente a noi. Questo ci rimanda ad ogni suo gesto, ogni sua parola e in particolare alla croce e alla risurrezione nella quale “ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita immortale”. E una delle immagini più adatte dell'Eucaristia è la festa di nozze. Gesù è lo Sposo e la Chiesa la Sposa, pronta, risplendente della gloria del suo Signore. Lo Sposo si dona alla Sposa e la Sposa allo Sposo. Il sì di Cristo è totale, egli è l’Amen del Padre a tutte le sue promesse. La Sposa deve rispondere con un sì autentico. Altro è l’amicizia tra un ragazzo e  una ragazza, altro il fidanzamento, altro ancora il matrimonio dove si pronuncia un sì per sempre e per una comunione totale di vita ! Se per esempio uno rifiuta di avere figli dalla persona sposata il suo sì è considerato invalido. San Paolo parla del matrimonio in termini di sottomissione reciproca nel timore di Cristo e chiede al marito di morire alla sua moglie donando come criterio ciò che Cristo ha fatto per la sua Sposa la Chiesa. Di conseguenza "i due diventeranno una sola carne. Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!” (Efesini 5,31-32).  

Oltre alla superficialità, c'è anche molto riduzionismo nel vivere l'Eucaristia che a volte si avvicina all’idolatria del solo pane eucaristico, invece di essere una vera Celebrazione di Nozze come tappa in una Storia comunitaria e personale, con Assemblea, Parola, dialogo tra il Signore e la sua Sposa, tra il Signore e ciascuno dei membri del suo Corpo, Giuramento reciproco e dono di Sé attraverso scambio di segni che realizzano proprio il diventare una carne sola nella fedeltà e nell’amore. "Questo mistero è grande!"


Dal libro del Deuteronòmio  Dt 8,2-3.14b-16a

sabato 6 giugno 2026

L'INCONTRO CON DIO AVVIENE NELLA LOGICA DELL'INCARNAZIONE / S.C. 3 Il rito, il segno, il simbolo. Catechesi del Papa.

Battistero s. Giovanni in Fonte
del Duomo di Napoli (primo 
battistero in Occidente).

"Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo". (1 Tessalonicesi 5,23)


 LEONE XIV  UDIENZA GENERALE


Piazza San Pietro  Mercoledì, 3 giugno 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 3. Il rito, il segno, il simbolo

Cari fratelli e sorelle,


proseguendo le catechesi sulla Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium (SC), vogliamo soffermarci a riflettere su alcuni elementi costitutivi della sacra liturgia, quali il rito, il segno e il simbolo.

Il Concilio Vaticano II, facendo tesoro del prezioso lavoro del Movimento liturgico, ci ha aiutato a riscoprire una verità molto viva nella coscienza della Chiesa antica e nell’insegnamento dei Padri. I riti della liturgia cristiana non sono un rivestimento esteriore del mistero sacramentale, un insieme di cerimonie arbitrarie, ma sono la mediazione ecclesiale attraverso cui il dono divino ci raggiunge. Proprio per questo il Concilio invita a comprendere il Mysterium fidei che si attua nella liturgia attraverso i riti e le preghiere (cfr SC, 48).

lunedì 1 giugno 2026

"MAGNIFICA ENCICLICA": PAPA LEONE PRESENTA LA SUA ENCICLICA IL 25 MAGGIO / 01 -06 - 2026.

 


Papa Leone ha scritto e firmato la sua prima Enciclica “Magnifica Humanitas” con un chiaro riferimento al “Leone precedente” e alla sua Enciclica “Rerum Novarum” che fu l’inizio del moderno Corpus della Dottrina Sociale della Chiesa. Infatti ha scelto per firmarla la data esatta del 135° anniversario della Rerum Novarum. Ma soprattutto è la sostanza e il metodo del testo che fa riferimento all’Enciclica di Leone XIII. Le conseguenze della rapida industrializzazione portavano in sé il rischio, già sperimentato concretamente in molte zone e contesti, di una disumanizzazione della società e della condizione del lavoro, nonché un mutamento profondo dei modi e dei punti di riferimento della vita umana. Così è anche oggi per la nostra epoca che, come disse Papa Benedetto XVI, non è “un’epoca di cambiamenti” - i cambiamenti nella società e nella Chiesa ci sono sempre - ma “un cambiamento di epoca simile alla fine dell’Impero Romano”. Una frase giusta che però rimane oscura per chi non conosce la Storia al punto di valutare appieno la  profondità dei mutamenti provocati dalla scomparsa della civiltà fondata sulla struttura della Romanitas ormai diventata ufficialmente cristiana. Papa Francesco “più grezzetto”, sapendo che anche tra i Cardinali qualcuno ha bisogno di comprendere con chiarezza, ha tradotto per la dimensione religiosa questa espressione di Papa Benedetto in modo più “brutale”. In sostanza ha detto: “la Cristianità (come organizzazione sociale e popolare della Chiesa) non c'è più, è finita! Per quanto tempo, ritornerà? Forse sì, non lo sappiamo. Ma una cosa è certa: oggi non dobbiamo più ragionare secondo gli schemi della Cristianità per la nostra azione pastorale". L’Intelligenza Artificiale è un fatto e come Chiesa ma anche come semplici uomini dobbiamo saper trarre dallo Spirito del Vangelo risposte adatte per custodire la dignità della persona in questa nuova era.

Nel suo discorso in occasione della presentazione della sua Enciclica “Magnifica Humanitas”, Papa Leone dona già molte chiavi per leggerla e comprenderla.  


PRESENTAZIONE DELLA LETTERA ENCICLICA

"MAGNIFICA HUMANITAS"


DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV


Aula del Sinodo

Lunedì, 25 maggio 2026


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Cari fratelli e sorelle,


desidero ringraziare tutti voi per essere qui oggi, per il vostro interesse.