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mercoledì 18 marzo 2026

SAN FRANCESCO: FEDELE ALLA CHIESA O AL VANGELO ? / 01 Chi era san Francesco? 2026.



Il giubileo francescano è una grande occasione per comprendere e approfondire san Francesco e il suo carisma per ispirare il nostro cammino ecclesiale. Anche solo alcuni punti fermi possono illuminarci. Primo punto fermo: Francesco era un uomo fedele alla Chiesa? 

martedì 17 marzo 2026

IL MIO CUORE PREGA CIÒ CHE DICE LA MIA BOCCA ? 01 / 17 marzo 2026


Abbiamo visto in un post precedente (La Gioia del Vangelo: PREGARE COME LA REGINA ESTER / giovedì II sett. di Quaresima, 2026.) come la Bibbia ci insegna a pregare e in particolare abbiamo preso lezioni dalla regina Esther e da suo zio Mardocheo. Perché prendere lezioni da personaggi dell’Antico Testamento se noi siamo cristiani e Gesù stesso ci ha insegnato a pregare? La Chiesa non prega come insegna la Bibbia? 

Il sospetto è che con la bocca diciamo le parole giuste ma con il cuore, la nostra preghiera sia diversa. E prendere lezioni dall’Antico Testamento ha due vantaggi. Da una parte siamo così abituati a “recitare le preghiere” come il Padre Nostro o l’Ave Maria, ecc. che non ne percepiamo più il senso, e mentre diciamo le cose giuste con la bocca, non ci accorgiamo che il nostro cuore ha un altro atteggiamento verso Dio. Inoltre, a volte le preghiere nell’Antico Testamento essendo più lunghe, più circostanziate, il loro significato appare più facilmente. 

venerdì 13 marzo 2026

IL PRIMO COMANDAMENTO NON È QUELLO CHE PENSI / Venerdì III sett. Quaresima, 2026.

Mezuzah sulla porta di una casa

«Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Molti rispondono: "Io sono il Signore tuo Dio, non avrai altri dèi di fronte a me". È proprio così? Ascoltiamo il Vangelo.

Dal Vangelo secondo Marco  Mc 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Il secondo è questo: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Non c'è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.  Parola del Signore.


Gesù viene interrogato da uno scriba su qual è il primo e più importante dei comandamenti da osservare. Gesù dà una risposta e lo scriba la conferma lodando Gesù per la sua risposta: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità…”. Eppure non riprende tutta la risposta di Gesù. Infatti se confrontiamo le due frasi vediamo la differenza: 

giovedì 12 marzo 2026

L'IDENTITÀ DEL POPOLO DI DIO È DATA DALL'AZIONE DI DIO E DELLA FEDE IN LUI / L.G. 03 Catechesi Papa Leone, 11-03-2026.


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 11 marzo 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 3. La Chiesa popolo di Dio

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella riflessione sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) oggi ci soffermiamo sul secondo capitolo, dedicato al Popolo di Dio.

Dio, che ha creato il mondo e l’umanità e che desidera salvare ogni uomo, compie la sua opera di salvezza nella storia scegliendo un popolo concreto e abitando in esso. Per questo, Egli chiama Abramo e gli promette una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia del mare (cfr Gen 22,17-18). Con i figli di Abramo, dopo averli liberati dalla condizione di schiavitù, Dio stringe un’alleanza, li accompagna, se ne prende cura, li raccoglie ogni volta che si smarriscono. Perciò, l’identità di questo popolo è data dall’azione di Dio e dalla fede in Lui. Esso è chiamato a diventare luce per le altre nazioni, come un faro che attirerà a sé tutti i popoli, l’intera umanità (cfr Is 2,1-5).

LA MONOGAMIA NELLA BIBBIA / 05 UNACARO n. 11.

Giuseppe figlio di Giacobbe
e sua moglie Aseneth

II. La monogamia nella Bibbia

11. «Non sono più due, ma una sola carne» (Mc 10,8). Questa dichiarazione di Gesù riguardo al matrimonio traduce la bellezza dell’amore, un cemento che «dà solidità a questa comunità di vita, e lo slancio che la trascina verso una pienezza sempre più perfetta»[12]. Istituito “al principio” già al momento della Creazione, il matrimonio appare come un patto coniugale voluto da Dio, quale «sacramento del Creatore dell’universo, iscritto quindi proprio nell’essere umano stesso, che è orientato verso questo cammino, nel quale l’uomo abbandona i genitori e si unisce alla sua donna per formare una sola carne, perché i due diventino un’unica esistenza»[13]. Anche se «è noto che la storia dell’Antico Testamento è teatro della sistematica defezione dalla monogamia»[14], viste ad esempio le vicende dei Patriarchi dove si legge, secondo l’usanza del tempo, di personaggi con più mogli (cf. 2 Sam 3,2-5; 11,2-27; 15,16; 1 Re 11,3), allo stesso tempo molti passi dell’Antico Testamento celebrano l’amore monogamico e l’unione esclusiva: «Siano pure sessanta le mogli del re, ottanta le concubine, innumerevoli le ragazze! Ma unica è la mia colomba, il mio tutto» (Ct 6,8-9a). Ciò è attestato anche dagli esempi di Isacco (cf. Gen 25,19-28), Giuseppe (cf. Gen 41,50), Rut (cf. Rt 2-4), Ezechiele (cf. Ez 24,15-18) e Tobia (cf. Tb 8,5-8). D’altra parte, se dal punto di vista fattuale e normativo la monogamia non ha solide basi nell’Antico Testamento, invece i suoi fondamenti teologici si sviluppano in profondità, e questa è la via feconda che verrà percorsa nelle seguenti riflessioni[15].

DAMMI UN CUORE CHE AMA, E CAPIRÀ CIÒ CHE DICO / 04 UNA CARO nn. 7-10



7. Già in queste definizioni classiche vediamo che l’unità dei due coniugi, come dato oggettivo fondante e proprietà essenziale di ogni matrimonio, è chiamata a una costante espressione e sviluppo come “comunione di vita”, cioè come amicizia coniugale, aiuto reciproco, condivisione totale che, con l’aiuto della grazia, rappresenta sempre più un’altra unione che la trascende e la ingloba: l’unione tra Cristo e la sua sposa amata, la Chiesa, il Popolo di Dio per il quale Egli ha dato il proprio sangue (cf. Ef 5, 25-32).

8. San Giovanni Paolo II collega intimamente questi due aspetti. Infatti, se «in forza del patto d’amore coniugale, l’uomo e la donna “non sono più due, ma una carne sola” (Mt 19,6; cf. Gen 2,24)», allo stesso tempo «sono chiamati a crescere continuamente nella loro comunione […] affinché ogni giorno progrediscano verso una sempre più ricca unione tra loro a tutti i livelli»[10]. 

martedì 10 marzo 2026

POSSO FARE LA COMUNIONE SE ARRIVO IN RITARDO A MESSA? / Cosa dice la Chiesa? 10 - 03 - 2026.


Alcune persone devote pensano che se arrivano in ritardo alla Messa, anche feriale, non possono ricevere il corpo di Cristo. Certamente la puntualità è un bene. Dio ti sta aspettando, non farlo aspettare! In convento si diceva: “voce della campana, voce di Dio (che chiama)”. La campana ci invitava a lasciare tutto immediatamente per accorrere agli atti comunitari, preghiera, pranzi, lavoro, ecc… La puntualità è un modo di esercitare l’obbedienza, “pronta, totale, ilare (gioiosa)” che piace tanto al Signore. San Basilio, da umile servo degli eremiti del deserto, vide che questi santi uomini, più che vivere secondo lo Spirito vivevano secondo le loro fantasie e spesso secondo la propria volontà, e si rese conto che avevano bisogno di una regola e di orari concreti per sostenere il loro cammino di fede nella solitudine. Quindi anche noi impariamo a lottare per essere puntuali, arrivare prima dell’orario, salutare con cuore semplice i fratelli e sorelle che si stanno radunando anche loro per celebrare il Mistero Pasquale CHE CREA COMUNIONE, SPECIALMENTE TRA COLORO CHE CONDIVIDONO LA STESSA FEDE E SI CHIAMANO TRA LORO FRATELLI E SORELLE!. Oltre l’evidenza della natura e struttura stesse della celebrazione eucaristica, un documento della Santa Sede ammoniva di “non permettere che l’anonimato delle città moderne invada le nostre celebrazioni eucaristiche”. 

Detto questo, cosa succede se per impedimento, traffico, mancanza di organizzazione o anche per un po' di trascuratezza, arrivo in ritardo a Messa? Non posso fare la comunione?