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domenica 30 agosto 2026

VA DIETRO A ME SATANA! / XXII DOM T.O., A, 2026.

 


Per Paolo il culto spirituale consiste nell’offrire il nostro corpo come sacrificio vivente. Come un culto spirituale può essere materiale? Non è forse una contraddizione? Chiaramente no. Tutto parte dallo spirito dell'uomo, dalla sua libertà profonda per giungere al corpo e all’azione. Il mio corpo sono io come il mio spirito, ma io sono uno spirito incarnato e tutto parte dalla mia libera volontà. Santa Teresa d’Avila chiese a Gesù : “Se la salvezza viene solo dalla fede perché vuoi le mie opere?” - “Perché voglio vedere la tua volontà!” fu la risposta. Madre Teresa dava questo criterio dell’autenticità dell’amore: “Amare fino a quando fa male”. Dobbiamo consegnare tutta la nostra vita al Signore per non rimanere illusi. “Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi” (Giacomo 1, 22). L’ebraismo ci ha insegnato ad essere concreti fino a chiudersi in alcuni in una religione delle opere e dei precetti, dimenticando la grazia. Paolo dovrà lottare tutta la vita per ristabilire il primato della grazia senza mettere da parte la necessità che questa si traduca in opere concrete. “Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta” (Giacomo 2, 17).

Il primato della grazia significa però primato di Dio e del suo amore. “Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” esclamava sant’Agostino. Questo amore vuole essere come un fuoco in noi. 

Come avere questo fuoco? Dio vuole certamente donarcelo  ma Geremia testimonia che accoglierlo è un combattimento interno e che non troverà subito approvazione attorno a noi.

Dobbiamo almeno avere una costante e salutare inquietudine: Posso fare meglio? Gesù ha detto : “io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza” (Giovanni 10, 10), come fare affinché egli realizzi questa sua promessa in me? 

Il Vangelo, dopo san Paolo, ci dà la risposta: 

Superare l’amore solo terreno di Pietro . Cosa fa di male Pietro?: si mette tra Gesù e Dio: “dietro a me, nemico (satana!)”. Facendo così potrebbe indurre Gesù a cadere diventando pietra di scandalo (è impressionante vedere che Gesù possa essere tentato dai suoi stessi amici!). Tutto questo perché il suo affetto e la sua visione della vita è secondo la mentalità umana e non quella di Dio. La maggior parte di noi, direbbe: ma cosa c'è di male!?!? Quante volte hai rimproverato Dio? Ma Gesù - a noi che ascoltiamo - dice:  «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?”

Prendiamo sul serio queste parole nella certezza dell’amore eterno di Gesù per noi, fino all’ultimo. E non ci fa male ricordarci che saremo giudicati: o le mie azioni saranno di vita eterna oppure avrò disperso, sciupato la mia vita, e la Parola che avrò ricevuto si rivelerà nella sua verità e forza : “Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni»


Dal libro del profeta Geremìa  Ger 20,7-9 

sabato 29 agosto 2026

LA STRATEGIA DEL DEMONIO PER PERDERCI E COME VINCERLO / Martirio di san Giovanni Battista, 29 - 08 - 2026.



Il demonio ha due strategie fondamentali: la prima è sedurre con promesse di beni non leciti, o con ragionamenti che intaccano la semplicità della fede in Dio. Dice san Paolo: “Temo però che, come il serpente con la sua malizia sedusse Eva, così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo”. (2 Corinzi 11, 3). La seconda è far paura. Innanzitutto col passato e  forse di più col futuro, poi ancora con gli scrupoli che sono una malattia spirituale. La paura è un sentimento normale. E può essere estremamente potente, viscerale, fino a portarci nel panico, spingendoci alla fuga o alla paralisi. La ragione e la fede unite permettono di affrontarla e trasformarla in semplice prudenza oppure di sormontarla. Non dice la lettera agli ebrei che “per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita”? (Ebrei 2, 15). Ma giustamente Cristo ha preso la carne e il sangue nostri per vincere il potere del diavolo e in quel modo liberarci. Dio ci dà dunque la vittoria sul demonio ma può abbandonarci alla paura in modo che comprendiamo che solo in lui abbiamo la vittoria. È il senso del brano del profeta Geremia che leggiamo oggi e che dobbiamo meditare: “non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro”. La ragione deve appoggiarsi su ciò che è giusto, reale. La fede si appoggia sulla verità più grande e profonda che è la Parola di Dio.

La coscienza come la forza e l’agilità fisiche, la capacità di ragionare, si esercita, accumula esperienze, si affina, acquista discernimento.  

Invece “Chi semina nella sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione;” mentre “chi semina nello Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna”. (Gàlati 6, 8). Da sempre Erode (e la sua corte) seminava nella carne, nei piaceri, nell’arbitrio. Anche se aveva visto in Giovanni Battista una luce, non aveva la forza di liberarsi dai tanti lacci che lo tenevano prigioniero e ordinò la sua decapitazione.


Dal libro del profeta Geremìa  Ger 1,17-19 

venerdì 28 agosto 2026

LE LETTURE DI OGGI: CHE BOTTA RAGAZZI ! / Sant'Agostino, 28 - 08 - 2026.

 

Sant'Agostino.

Le letture di oggi, che botta ragazzi! Mentre siamo preoccupati del numero in calo dei battesimi (delle comunioni, delle cresime e dei matrimoni, delle ordinazioni sacerdotali), san Paolo dice che il suo problema è un altro : far arrivare la Buona Notizia nel profondo del cuore di ciascuno affinché fluisca la vita divina, l'uomo sia strappato al potere del principe di questo mondo,  il demonio, ci sia il cambiamento di mentalità prima di entrare nella Chiesa la cui porta è il battesimo. Come prepariamo il battesimo dei bambini, come annunciamo il kerigma ai genitori e ai padrini? Esigiamo che ci sia un congruo tempo perché questa Notizia arrivi e germogli, ci diamo i mezzi perché tutte le famiglie possano essere seguite? Sant'Agostino viveva la carità fraterna senza però smettere di formare incessantemente i cristiani sull'esempio di Ambrogio e di Paolo. 

IL VANGELO È PACIFISTA? / Sul discorso di Papa Leone ai cappellani militari portoghesi del 24-08-2026.

 



Papa Leone fin dai primi giorni del suo ministero petrino afferma il valore de “la Pace disarmata e disarmante”. Anzi il suo primo saluto alla folla da san Pietro fu: “La Pace sia con tutti voi”. È il saluto riservato al vescovo. È appunto il saluto di Cristo risorto ai discepoli : “Pace a voi” (Giovanni 20, 19; 20, 21; 20, 26). La Bibbia è un continuo anelito alla Pace. Il termine Pace appare 320 volte nella Bibbia, di cui 23 volte nei Vangeli e altre 67 volte nel resto del Nuovo Testamento. Cristo è la nostra Pace, in lui Dio realizza la Pace attraverso la riconciliazione nel sangue della sua croce, e ci dona il suo Figlio come fonte e guida alla Pace, cioè al bene in pienezza. Papa Leone è ben conscio che la III guerra mondiale a pezzi - pezzi che si ricongiungono poco a poco in modo minaccioso - di cui parlava Papa Francesco prima ancora dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina, è una realtà innegabile e pericolosa per l’umanità intera. 

Allora che senso ha “la pace disarmata e disarmante”? 

giovedì 27 agosto 2026

LE MOTIVAZIONI DELLA RIFORMA LITURGICA / SC 8. La Catechesi del Papa del 26-08-2026

 

Giovanni Paolo II celebra
30 - 12 - 1988.

Papa Leone conclude le sue catechesi sulla Liturgia e vale la pena leggerla attentamente. La liturgia è in continua riforma, a volte in modo più limitato, altre volte più profondo. Ma non esiste Liturgia fissata per sempre. Già durante tutto il secolo XX, man mano che gli studi e gli esperimenti del Movimento liturgico andavano avanti, i Papi introducevano cambiamenti. Questo non significa che ciascuno può fare liberamente i cambiamenti che vuole. Questi sono gli abusi contro i quali Papa Leone rivolge un netto richiamo alla fedeltà ai testi e riti approvati. Ma anche in questo caso 1.: la Liturgia stessa prevede adattamenti secondo le varie assemblee. 2. Ogni conferenza episcopale può decidere adattamenti alla cultura locale. 3. Molti gruppi hanno - sempre con l’approvazione delle autorità competenti - delle particolarità proprie. È così per il rito ambrosiano molto antico e prestigioso, altri riti come il mozarabico, ecc. ma anche per gli ordini religiosi di rito latino e altri come per esempio il Cammino Neocatecumenale. Studiando a fondo la Liturgia antica e volendo applicare totalmente i principi della Sacrosanctum Concilium, cioè rendere i segni più pienamente significativi e comprensibili, quel movimento ha chiesto e ottenuto di portare cambiamenti alle indicazioni del messale romano. La condizione è per il Cammino Neocatecumenale di obbedire sempre alla Chiesa e non fare nulla senza l’approvazione debita. Quindi nella Liturgia neocatecumenale non c'è nessun abuso, e nella pratica possiamo constatare una eccellente fedeltà alla Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II. 


I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 8. Le motivazioni della riforma liturgica

 

Cari fratelli e sorelle,

in questa ultima catechesi sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium, desidero oggi soffermarmi sulle ragioni per le quali i Padri conciliari vollero promuovere una riforma della liturgia. È illuminante, in tal senso, la terza Lettera dal Concilio che il Cardinale Giovanni Battista Montini, allora Arcivescovo di Milano, inviò il 28 ottobre 1962 ai fedeli della propria Chiesa. La liturgia – scriveva – «è espressione sincera sia del divino che dell’umano. È linguaggio. È veicolo d’insegnamento divino da un lato, è voce di colloquio con Dio. È chiaro che essa non può rinunciare alla sua funzione didattica, e non può non offrire alla fede e alla pietà la possibilità di esprimersi con spontanea intelligibilità». [1] Mosso da queste convinzioni, il futuro Papa San Paolo VI affermava che i fedeli «non possono e non devono più rimanere muti e passivi. La loro materiale presenza non può accordarsi con la loro spirituale assenza». [2]

mercoledì 26 agosto 2026

IMPARARE A PREGARE SECONDO LA BIBBIA / 26-08-2026.

 


Anche se l’esperienza dice che in genere l’uomo, persino il praticante, prega poco, la preghiera è una “attività” normale per un cristiano e si trova in tutte le religioni. A che serve la preghiera? Come si deve pregare? C'è un modo di pregare che è buono e altri modi che non lo sono? La Bibbia può insegnarmi a pregare nel modo giusto? Come ha pregato Gesù? 

Molti cristiani pregano ma non si lasciano formare alla preghiera dalla Scrittura, e quindi pregano male.

L’uomo, di fronte a ciò che non può dominare, al pericolo, al bisogno, sente naturalmente la necessità di rivolgersi al divino perché solo capace di influenzare in senso positivo la sua vita e quella dei suoi cari, fino al miracolo. Più rare sono le persone che cercano nella preghiera il senso profondo della (loro) vita.  Eppure per comprendere chi sei, il senso della tua vita ed essere guidato nel tuo cammino la preghiera è essenziale. Per una ragione molto semplice: se Dio esiste, egli è trascendente, ossia supera totalmente la nostra dimensione solo terrestre, la nostra capacità di ragionare, di vivere in comunione con lui. Se conta fare la volontà di Dio, in concreto tutto inizia sempre dalla preghiera, continua nella preghiera, finisce nella preghiera. “Sono più sante le mani che pregano di quelle che operano”. 

martedì 25 agosto 2026

FARISEI IPOCRITI! / S. Luigi IX, re di Francia. 25 - 08 - 2026.

 

"L'ipocrisia": un'illustrazione del 1898
tratta dal periodico satirico politico
 costaricano El Cachiflín. (Wikipedia)

San Luigi, Re di Francia, fu insieme un ottimo cristiano e un grande re, perché essere cristiano è non solo salvezza ma anche una marcia in più per la crescita della propria personalità. 

Il Vangelo di oggi ci presenta invece invettive di Gesù verso i farisei. Tutti i Vangeli abbondano di episodi di scontro tra Gesù e i farisei e delle dure risposte di Gesù. Anche Giovanni Battista li chiama razza di vipere. Questa abbondanza di riferimenti a loro significa che dobbiamo essere molto attenti a non cadere in comportamenti o atteggiamenti interiori simili, perché  “Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli”. (Matteo 5, 20). Gesù mette in guardia i discepoli e le folle “dal lievito dei farisei”. Non bisogna seguirli perché sono guide cieche. Vale la pena approfondire l’argomento per scoprire in noi gli atteggiamenti che ci chiudono l’entrata nel regno dei cieli e correggerci ma i riferimenti sono così tanti che questo richiede un certo lavoro. 

Gesù oggi li chiama ipocriti. Fermiamoci brevemente su questo punto che è centrale. L'ipocrita in greco è l’attore che sulla scena porta una maschera. E quindi, sul piano morale e spirituale l’ipocrita è colui che fa l’attore, che recita, cioè che vuole apparire diverso da ciò che è, che nasconde la sua vera natura sotto apparenze diverse per farsi apprezzare sul piano morale e spirituale. Non significa che per essere sinceri non devo essere generoso, impegnato nel fare il bene, fino a violentarmi per compierlo. Il servo di Dio don Andrea Santoro diceva “Io sono un diavolo che cerca di fare il santo”. L’ipocrita cerca invece di fare il minimo perché non ama la virtù, non consegna sé stesso a Dio ma finge la virtù cercando di apparire virtuoso. È molto attento a filtrare il moscerino e dietro ingoia il cammello. Paga con ostentazione "la decima sulla menta", ma cerca di accumulare i soldi, persino divora gli averi degli orfani e delle vedove...


Dal Vangelo secondo Matteo   Mt 23,23-26