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giovedì 12 febbraio 2026

LA SACRA SCRITTURA: PAROLA DI DIO IN PAROLE UMANE / Catechesi n. 04 sulla DV.

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 4 febbraio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 4. La Sacra Scrittura: Parola di Dio in parole umane


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La Costituzione conciliare Dei Verbum, sulla quale stiamo riflettendo in queste settimane, indica nella Sacra Scrittura, letta nella Tradizione viva della Chiesa, uno spazio privilegiato d’incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, affinché, ascoltandolo, possano conoscerlo e amarlo. I testi biblici, tuttavia, non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtà quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non s’intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dall’altro è un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, così, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura. Come ricorda il documento conciliare, «le parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dell’uomo, come già il Verbo dell’eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell’umana natura, si fece simile all’uomo» (DV, 13). Pertanto, non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino.

UN SOLO SACRO DEPOSITO. IL RAPPORTO TRA SCRITTURA E TRADIZIONE / Catechesi n. 03 sulla DV.

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE


Mercoledì, 28 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 3. Un solo sacro deposito. Il rapporto tra Scrittura e Tradizione


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella lettura della Costituzione conciliare Dei Verbum sulla divina Rivelazione, oggi riflettiamo sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione. Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche. Nella prima, che si svolge nel Cenacolo, Gesù, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 14,25-26; 16,13).

GESÙ CRISTO RIVELATORE DEL PADRE / Catechesi n. 02 sulla DV.

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI

Mercoledì, 21 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 2. Gesù Cristo rivelatore del Padre


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II, sulla divina Rivelazione. Abbiamo visto che Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici. Si tratta dunque di una conoscenza relazionale, che non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocità. Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra verità più profonda. È ciò che è accaduto in Gesù Cristo. Dice il Documento che l’intima verità sia di Dio che della salvezza dell’uomo risplende a noi in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione (cfr DV, 2).

DIO PARLA AGLI UOMINI COME AMICI / Catechesi n.01 di Papa Leone sulla Dei Verbum (DV).

1 Dio parla agli uomini come ad amici

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE


Aula Paolo VI

Mercoledì, 14 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 1. Dio parla agli uomini come ad amici


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Abbiamo avviato il ciclo di catechesi sul Concilio Vaticano II. Oggi iniziamo ad approfondire la Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina Rivelazione. Si tratta di uno dei documenti più belli e più importanti dell’assise conciliare e, per introdurci, può esserci d’aiuto richiamare le parole di Gesù: «Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi» (Gv 15,15). Questo è un punto fondamentale della fede cristiana, che la Dei Verbum ci ricorda: Gesù Cristo trasforma radicalmente il rapporto dell’uomo con Dio, d’ora innanzi sarà una relazione di amicizia. Perciò, l’unica condizione della nuova alleanza è l’amore.

LA PAROLA DI DIO È NATA DAL POPOLO DI DIO E AL POPOLO DI DIO È DESTINATA / Catechesi di Papa Leone: Dei Verbum. 5. La Parola di Dio nella vita della Chiesa.

Qahal = Chiesa come
Assemblea della Parola nell'Esilio



Papa Leone ha iniziato un ciclo di catechesi molto importante per far conoscere il Concilio Vaticano II attraverso i suoi documenti. Non ha seguito l’ordine cronologico. In quel caso avrebbe dovuto iniziare dalla Costituzione sulla Liturgia che fu il primo documento votato, approvato quasi all'unanimità. Ma ha scelto la Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla Parola di Dio. È una scelta felice perché “In principio era il Verbo” (Giovanni 1,1). Dio innanzitutto parla ad Abramo facendogli una promessa - dargli un figlio, una discendenza, e una terra - non esigendo nulla in controparte se non di essere il suo unico Dio ad esclusione di tutti gli altri. San Giovanni coglie questa precedenza della Parola di Dio iniziando il suo Vangelo con le prime parole della Bibbia: “Be reshìt” “In principio” (Genesi 1,1). Conferma così la tradizione ebraica secondo cui il vero principio non è la creazione del cielo e della terra come continua il testo della Genesi ma il piano di Dio, cioè la sua architettura, la sua Sapienza, secondo cui è stato creato il mondo e comunicato all'uomo attraverso la Legge e i Comandamenti. Questa Sapienza è il Verbo di Dio. 

È dunque importante seguire le catechesi del Papa. Le voglio pubblicare ogni settimana. Chi vorrà conoscere le catechesi precedenti andrà sul sito del Vaticano o a questi link del Blog indicati in fondo al post. 

LEONE XIV   UDIENZA GENERALE

mercoledì 11 febbraio 2026

FINALMENTE DEI VESCOVI AMERICANI REAGISCONO / Festa di san Castrese, 11 - 02 - 2026.



Sul canale di Trump è apparso un video nel quale vengono ritratti Barack e Michelle Obama come scimmie. Vari vescovi hanno reagito con un messaggio chiaro di indignazione contro la sua palese manifestazione razzista, chiedendogli di scusarsi. La prima reazione di Trump è stata di tacciare l’indignazione popolare come falsa, poi di dire che non aveva visto l'immagine incriminata, poi infine di ritirare il video ma senza mai chiedere scusa. Dopo la presentazione protocollare del nuovo presidente dei vescovi americani a Trump che sembrava piuttosto una sottomissione a POTUS (President of the United States), tre cardinali hanno cominciato a prendere posizioni sulla sua politica estera contro gli interventi o le minacce militari contro paesi sovrani. Oggi, grazie a Dio ci sono ancora reazione chiare su questo ultimo episodio.

Ecco le reazioni di alcuni vescovi USA:

martedì 10 febbraio 2026

LA CHIESA ESISTE PER ANNUNCIARE GESÙ CRISTO A TUTTI. L'ESEMPIO DI DUE VESCOVI / Santa Scolastica 10 - 02 - 2026

Papa Leone benedice i preti presenti
alla fine di una celebrazione.


Ronald Hicks, 58 anni, di Chicago, nominato arcivescovo New York il 18 dicembre da Papa Leone XIV, è vissuto dal 2005 al 2010 a El Salvador guidando l'organizzazione Nuestros Pequeños Hermanos (NPH) per bambini orfani e abbandonati, e ha diretto e supervisionato programmi in nove paesi.

Nella Messa di inizio servizio pastorale nella cattedrale di san Patrizio in Manhattan  ha detto parole da incidere nei cuori per la loro chiarezza evangelica: 

"La Chiesa esiste per annunciare Gesù Cristo a tutti, pubblicamente e in modo credibile, senza paura, in ogni cultura e circostanza. Una Chiesa che difende la dignità umana in ogni modo possibile, una Chiesa che segue l'esempio di Gesù, che va oltre la propria comunità e presenta il Samaritano come esempio di bontà. Questo è il tipo di Chiesa in cui credo".

Disse poi alla comunità ispanica: "Vi amo moltissimo, è stato un onore camminare con tutti voi e in questa arcidiocesi continueremo a camminare insieme". Disse loro di andare avanti "con vera speranza e fede, e di essere un esempio di come trattarsi a vicenda, come veri fratelli, perché è così che tutti dovrebbero essere trattati".

In una messa in onore del Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio (1920-1998), già proclamato beato nel 2023, fu ricordato come non ebbe paura di essere sale e luce in situazioni politiche e sociali spesso difficili, o in situazioni che esigevano una carità piena di tatto come il rapporto con i giovani, e la guida delle Giornate Mondiali della Gioventù da Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Era conosciuto per  la sua profonda spiritualità mariana piena di speranza incentrata sul Magnificat.

Ciascuno di noi conta. Adottiamo lo stile e l'impostazione del vescovo Hicks e del Cardinale Pironio che rispecchiano il Vangelo e la linea di Papa Leone XIV. Non lasciamoci ingannare dalla tentazione di perderci in osservanze meticolose che spesso rassicurano chi non vuole confrontarsi con Dio e lasciarsi trascinare dal suo amore per l'uomo, la sua dignità e libertà fino alla fine. Spesso le tradizioni umane hanno come risultato di oscurare e soffocare nella coscienza la Parola di Dio. Il breviario di oggi ci lascia l'esempio di santa Scolastica che con grande libertà evangelica e per un motivo giusto, va oltre la regola monastica che il suo fratello san Benedetto, anche per senso di responsabilità verso i suoi monaci, temeva di infrangere. San Gregorio Magno conclude che "fu molto giusto che potesse di più colei che più amò"! (Liturgia delle ore - Ufficio delle letture - 10 Febbraio 2026 - sito ufficiale CEI - Chiesacattolica.it)


Dal Vangelo secondo Marco  Mc 7,1-13