Visualizzazioni totali

martedì 21 aprile 2026

IL MATRIMONIO MONOGAMICO IMMAGINE DELL'ALLEANZA TRA IL DIO UNICO E L'UOMO / UNA CARO 11. nn 24-25.



 24. A tale riguardo, Benedetto XVI afferma: «Dio si è servito della via dell’amore per rivelare il mistero intimo della sua vita trinitaria. Inoltre, il rapporto stretto che esiste tra l’immagine di Dio Amore e l’amore umano ci permette di capire che “all’immagine del Dio monoteistico corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell’amore umano”. Questa indicazione resta ancora in gran parte da esplorare»[20].

METTIMI COME SIGILLO SUL TUO CUORE / UNA CARO 10. , nn. 21-23.


 

La letteratura sapienziale

21. Nella medesima linea si iscrive tutta la letteratura sapienziale che elogia l’unione monogamica come la vera espressione dell’amore tra un uomo e una donna. Il passo del Cantico dei Cantici: «Il mio amato è mio e io sono sua» (Ct 2,16), rappresenta qui un vero apice. In questo gioiello poetico, la donna del Cantico esprime il suo amore, usando il simbolo del sigillo che nell’antico Vicino Oriente designava una persona, la identificava e si portava o su un bracciale o con una catena sul petto: «Ponimi come sigillo sul tuo cuore e sul tuo braccio. Forte come la morte è l’amore» (8,6). L’amata, quindi, dichiara di essere quasi la “carta d’identità” del suo uomo: l’uno non esiste senza l’altra e viceversa. Intelligenza, volontà, affetto, azione, personalità intera dell’una si comunicano nell’altro in modo reciproco ed esclusivo, in piena simbiosi. Contro questa unità vitale invano si erge la morte.

lunedì 20 aprile 2026

DAL CONCILIO DI NICEA A QUELLO DI TRENTO: ECCLESIA SEMPER REFORMANDA / 02 Conosciamo il Concilio Ecumenico Vaticano II

 

II° Concilio del Laterano

Dopo il Concilio di Gerusalemme e quello di Nicea ci sono stati altri 20 Concili “Ecumenici” cioè “generali”a cui sono convocati l’insieme dei vescovi. Questo dà loro l’infallibilità in materia di fede, e trattano questioni che riguardano tutta la Chiesa. Possono essere questioni nell’ambito delle verità di fede, oppure problemi di unità nella disciplina ecclesiastica. Per esempio il Concilio di Nicea trattò della divinità di Cristo (e in quel caso disse: “la Chiesa crede…”) ma definì anche una data unificata della Pasqua e questioni disciplinari sulla struttura gerarchica della Chiesa (e in quel caso il Concilio disse, con l'autorità dello Spirito Santo: “noi decretiamo").

domenica 19 aprile 2026

CELEBRIAMO L'EUCARISTIA COME S. GIUSTINO / III Dom Pasqua, 2026.


 Oggi è uno splendido giorno di sole, e per noi cristiani, eredi dei nostri padri ebrei, è il primo giorno della settimana, ma anche l’ottavo giorno, quello della nuova creazione nella vittoria sulla morte. È bello meditare allora su cosa facevano le prime generazioni cristiane a Roma appena un secolo dopo la risurrezione di Cristo. 
In quel testo di san Giustino riconosciamo gli elementi essenziali della nostra Eucaristia e ci aiuta a recuperarne l’autenticità: 

È innanzitutto la comunità dei credenti che si raduna, creata dalla conversione a Dio in Gesù Cristo. Questa comunità fa memoria dei gesti e delle parole che Gesù ha lasciato, cioè celebra l’Eucaristia. La Parola di Dio vi ha un posto centrale, molto ampio. Riconosciamo la preghiera riservata ai soli fedeli, cioè i battezzati, abilitati a compiere il servizio sacerdotale. Gli assenti non sono dimenticati e non solo i presbiteri possono portare e distribuire il corpo (e sangue) di Cristo come ancora oggi qualcuno afferma, ma anche i diaconi...

Da quel testo comprendiamo quanto era necessaria la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, e quanto ancora c'è da lavorare per cambiare le mentalità formatesi negli ultimi secoli. 


Dalla «Prima Apologia a favore dei cristiani» di san Giustino, martire

 (Cap. 66-67. PG 6, 427-431)

venerdì 17 aprile 2026

CAMPANIA FELIX-CIRCOLO LAUDATO SI, SÌ, SI LAVORA ! / Giornata della Terra. 18 aprile 2026.

 


Il nostro piccolo gruppo “Campania Felix, Circolo Laudato si” della parrocchia san Castrese continua nello stile della Chiesa che è a Filadèlfia: "Per quanto tu abbia poca forza, hai però custodito la mia parola e non hai rinnegato il mio nome. … hai custodito il mio invito alla perseveranza” (Apocalisse 3,8.10) sicuri di poter godere della sua promessa: “anch'io ti custodirò” (v. 10).

A Gennaio avevo annunciato sul Blog una bella iniziativa sulla alimentazione sana e sostenibile (La Gioia del Vangelo: IL 2 FEBBRAIO, UN EVENTO IMPORTANTE NELLA PARROCCHIA / 20 gennaio 2025.) che poi ebbe grande successo, radunando un centinaio di presenti. Tutti gli interventi sono stati utili e apprezzati anche da chi non aveva una cultura scientifica elevata. 

mercoledì 15 aprile 2026

KERIGMA, PASTORALE MISSIONARIA E NON DI CONSERVAZIONE, NECESSARIA RIFORMA DEI PERCORSI DI INIZIAZIONE CRISTIANA ... / Parola di Papa Leone. 15 aprile 2026.


 

Un amico, pochi giorni fa mi disse: “e chi dice che tu abbia ragione? come fai a esserne sicuro?”. Prendeva di mira sicuramente la mia presunzione, il mio modo talvolta persino polemico. In questo aveva ragione e devo convertirmi molto per rendere sempre più facile il dialogo e la comunicazione. Ma questo non può cancellare la necessità e la possibilità di arrivare a dei punti fermi e a delle certezze. Infatti non cerco di aver ragione ma di comprendere qual è la via, qual è la verità, per me stesso in primo luogo e perché devo, come insegnante cristiano, comunicare agli altri le verità sicure che salvano. Non ho ragione io ma hanno ragione le Scritture e ha ragione la Chiesa che, essa sola, può interpretarle con autorità. 

Ecco di seguito la lettera che Papa Leone ha mandato ai Cardinali in preparazione del prossimo Concistoro di giugno. Ho messo in grassetto alcuni passi per chi deve leggere in fretta.


LETTERA DEL SANTO PADRE LEONE XIV  AI CARDINALI  

___________________________________

Eminenza Reverendissima,

nel tempo santo della Pasqua, desidero farLe giungere il mio augurio cordiale e fraterno, perché la pace del Signore risorto sostenga e rinnovi il nostro mondo sofferente.

Colgo volentieri questa occasione per rinnovarLe la mia gratitudine per la Sua partecipazione al Concistoro dello scorso gennaio. Ho apprezzato molto il lavoro svolto nei gruppi, che ha permesso uno scambio libero, concreto e spiritualmente fecondo, ed anche la qualità degli interventi in assemblea. I contributi raccolti costituiscono un patrimonio prezioso, che desidero continuare a custodire e a far maturare nel discernimento ecclesiale.