Visualizzazioni totali

giovedì 10 settembre 2026

CHE RAPPORTO HAI CON LO SPIRITO SANTO? / Giovedì XXIII SETT. T.O., pari. 2026.

 


Prima del Concilio si diceva: “Lo Spirito Santo questo grande sconosciuto”. I santi sono sempre stati mossi dallo Spirito Santo ma se ne parlava molto poco nella formazione cattolica tranne che in rapporto ai sacramenti. A una donna delusa dalla semplicità del Curato d’Ars, il suo vescovo rispose: “Come dice lei, sarà "solo questo", ma se io, vescovo, so qualcosa dello Spirito Santo lo devo a questo umile prete”. E il Curato d’Ars aveva imparato dalla sua esperienza pastorale e nella preghiera, non in seminario. Cosa è cambiato da allora? 

Malgrado un Concilio Ecumenico accompagnato con carismi e Movimenti nuovi dati dal Signore, forse è cambiato molto poco nelle parrocchie. E anche tra coloro che invocano con formule di preghiera lo Spirito Santo spesso queste rimangono solo formule di preghiera. 

Infatti il rischio dell’Incarnazione del Verbo è di presentare un Dio con tratti umani di cui si possono fare statue e  immagini, fino a sostituire soltanto gli dèi pagani nel cuore delle persone. Senza nessun vantaggio? Gli dèi dell’antichità greco romana sono proiezioni delle pulsioni e passioni del cuore umano e le loro contese e contraddizioni permettono di spiegare fortuna e sfortuna dell’uomo. Invece la Vergine Maria e i santi protettori sono comunque figure e messaggi più elevati, misericordiosi e giusti. Ma rimane sempre il pericolo, per ciascuno di noi, di fermarsi, di credere di sapere tutto o abbastanza, tanto da non aver più bisogno di mettersi in discussione, di continuare a camminare, di essere pronti alle sorprese di Dio. Viviamo allora un paganesimo con etichette cristiane. 

Tra gli ebrei un pilastro di fede assoluto è che non si possono fare immagini o sculture di Dio e nemmeno si può pronunciare il suo Nome! Nella Bibbia ebraica  il Tetragramma “Iod Hé Waw Hé” che noi pronunciamo Iahveh, è scritto con le vocali di Adonai, Signore (da qui la pronuncia sbagliata “Geova” dei TdG). Gli ebrei non pronunciano il Nome di Dio ma leggono “Signore”. Perché Dio è aldilà, è “ineffabile” cioè: letteralmente "che non si può dire", ovvero qualcosa che non si riesce a esprimere o a descrivere con le parole a causa della sua grandezza, intensità o natura sacra (Treccani). Gli ebrei italiani scrivono D-o, per indicare questa ineffabilità del nome di Dio. 

San Paolo ci dice oggi: “Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto”. Non si possiede Dio ma ci si lascia possedere da Dio.

Infatti Paolo sa benissimo che “Dio, nessuno lo ha mai visto”  anche se Gesù, “il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Giovanni 1,18). Ora “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito” (Giovanni 3, 34) perché lo Spirito sceso come colomba RIMANE su di lui, ed egli rimane nel Padre a differenza dei profeti dell'Antico Testamento. Paolo sa che Dio cerca adoratori in Spirito e Verità perché “Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità" (Giovanni 4,24); Paolo sa che la Legge uccide mentre lo Spirito dà Vita e che le parole di Gesù sono Spirito e Vita; che lo Spirito porta alla Verità tutta intera i discepoli in un cammino di conversione continua. Durante la vita terrena di Gesù i discepoli non hanno lo Spirito. Sta solo accanto a loro ma non dentro di loro perché lo Spirito non c'era ancora: “Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato” (Giovanni 7, 39), cioè non era stato glorificato sulla croce dimostrando fin dove arriva l’amore e risorgendo poi nel suo vero corpo glorificato appunto. Inglobando la morte e il male nella sua vita di amore, Gesù dimostra che Dio è fedele e che la Via che apre è quella vera. La trasformazione degli apostoli, da terrorizzati, feriti e annichiliti dalla croce in apostoli della Buona Notizia, fa vedere cosa significa avere lo Spirito Santo e come può trasformare chi si abbandona in Lui. Questo non significa che lo Spirito non era all’opera già prima di Cristo: già aleggia sulle acque all’inizio della creazione. Significa che chi ha creduto nell’opera del Padre cioè ha creduto in Cristo e ricevuto il sigillo permanente dello Spirito Santo dovrebbe essere come il vento: “Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito". (Giovanni 3,6-8). “Se vuoi andare dove non sai, devi passare per dove non sai” cioè devi lasciarti guidare verso quello che non conosci, dice san Giovanni della Croce.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 8,1b-7.11-13

mercoledì 9 settembre 2026

SAN LUCA SHOCK / Mercoledì XXIII sett. T.O., PARI, 09 - 09 - 2026.



 Conosciamo il discorso delle Beatitudini secondo Matteo, come conosciamo e recitiamo il Padre Nostro secondo Matteo. Ma Luca offre un’altra versione del Padre Nostro (Luca 11,1-4), e anche un’altra versione delle Beatitudini che oggi la Chiesa ci proclama nel Vangelo della Messa. Più breve, ma anche con una novità: il mansueto Luca, quello  del Vangelo della gioia nello Spirito Santo, del tenero Vangelo dell'Annunciazione e del  presepe dopo i “Beati voi”, Luca dice senza riprendere fiato: “Ma guai a voi … ricchi, sazi, buontemponi, voi che cercate il consenso”. 

Da approfondire…


Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca  Lc 6,20-26

martedì 8 settembre 2026

UN DIO CHE SI INCASINA CON L'UOMO / Natività di Maria. 08 - 09 - 2026.

 


Emmanuele = Imma Nu El = Con Noi El. Questo pomeriggio avevo appuntamento con una coppia per benedire la casa nuova. Mi sono totalmente dimenticato e mi telefona un amico: - Posso venire a parlarti questo pomeriggio? - Certo vieni. E mi do un po’ fretta. Mentre arrivo in parrocchia, richiama: - Non vengo questo pomeriggio, vengo domani. E io penso:  Benedetto uomo mi ha fatto fare in fretta per nulla! Però niente di grave. Appena giunto in parrocchia, telefonata: - Padre la stiamo aspettando!... Grazie Signore per questo amico che mi chiede un appuntamento poi lo disdice. Così posso benedire questa famiglia nella sua casa nuova!...

La vita non è fatta solo di queste piccole cose, e c'è bisogno della fede profonda nella croce per affrontare la vita con fiducia. Ma è fatta anche di queste mille piccole cose, provvidenze, Dio-incidenze. Beato chi ha da Dio la grazia di vederle. Benedicendo questa famiglia poi il Signore si è rivelato ancora una volta il Dio Emmanuele con la sua Parola che è venuta ad illuminare, confermare il discorso che stavamo facendo. 

 La genealogia di Gesù ci immerge in questa vicinanza, questa incarnazione delle promesse di Dio attraverso una storia umana, molto umana o forse anche troppo umana direbbe qualcuno. Ma è semplicemente la storia umana, questa Magnifica Humanitas creata e amata da Dio anche nel suo peccato, fino a riscattarla. Infatti dalla genealogia di Gesù vediamo che molte cose non sono come ci si aspetterebbe da un popolo testimone della santità di Dio: Giuda che ha figli con la nuora Tamar, Davide che, una volta scoppiato lo scandalo e “pagato il peccato”,  genera il grande Salomone dalla moglie di Uria, la bella Betsabea. Salomone dalle innumerevoli mogli che genera Roboamo lecitamente ma questo non basta. Infatti trasmette cattivi esempi e Roboamo educato male sarà la causa della rottura tra le tribù riunite dal nonno Davide… E così arriviamo a Maria, la tutta santa. Proprio perché è tutta santa e vicina al suo Creatore e Dio di Israele, condividerà il suo obbrobrio, la sua umiliazione, berrà l’amaro calice di trovarsi in una situazione completamente fuori dagli schemi e troverà pace, una pace profondissima appoggiata, generata però solo dalla sua fede nel Dio con noi, assieme al giusto Giuseppe. 

Rallegrati tu che hai la vita incasinata, Dio è con te! Segui il Signore Gesù e la tua morte, i tuoi fallimenti, si illumineranno.  


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani  Rm 8,28-30

domenica 6 settembre 2026

GRANDE, VERO E ONNIPOTENTE È L'AMORE DI DIO / XXIII DOM T.O. A, 2026.

 


“Amare, voce del verbo morire”. Così don Tonino Bello ci dava questa perla di Sapienza maturata nella preghiera. Infatti colui che ha amato è morto per me e per tutti, ha compiuto la Parola di Dio facendo vendetta dei suoi nemici, cioè trasformandoli in amici. Non dirà forse a Giuda: “ amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?” Questo verbo morire è associato ad altri verbi. Il primo è "risorgere". La felicità del cristiano è di sapersi amato da Dio, di scoprirlo in Gesù, crocifisso, morto, e risorto.

Non ho tempo di scrivere di più ma sono grato al Signore di aver potuto meditare e gustare assieme alle Assemblee domenicali e a qualche singolo la pedagogia che Gesù ci offre nelle letture della Messa per insegnarci passo passo ad amare. Alleluja! Lodate Dio!


Dal libro del profeta Ezechièle  Ez 33,1.7-9 

sabato 5 settembre 2026

SICUREZZA E LIBERTÀ NELLE NOSTRE SOCIETÀ. / 5 - 09 - 2026.

 




Il programma di “Futuro Nazionale” afferma, assieme ad altri argomenti provita, che “l’aborto non è un diritto”. Ho scoperto che la fonte è stata il programma del Movimento per la Vita, un programma solido frutto di riflessione e di esperienze di terreno. Sembra che l’abbiano scopiazzato.

Da cristiano può solo rallegrarmi che l’aborto ed altri argomenti simili ritornino in modo sensato nel dibattito politico mentre qualche nazione purtroppo ha inserito l’aborto nella propria Costituzione e, chiamandola “morte degna”, ha legalizzato l’eutanasia. Eppure, oltre che valori cristiani, il rispetto della vita e della famiglia fanno parte di ciò che la Chiesa chiama “diritto naturale”, cioè valori che possono essere condivisi anche da chi non professa una fede, ma usa soltanto la ragione per chiedersi cosa è giusto per l’uomo e la società.

Quindi tutto bene? Non ci sono rischi eventuali? Purtroppo ci sono.

giovedì 3 settembre 2026

UN NUOVO PECCATO: IL DEGRADO AMBIENTALE / Un documento della Santa Sede. 03 -09-2026



Papa Francesco già lo chiedeva ma l’abbiamo un po' tutti dimenticato: quando ti confessi, accùsati anche dei tuoi peccati contro l’ambiente. Nessuno li ricorda nella confessione, anche se esiste già nella società civile il reato ecologico. Alcuni sono reati maggiori come le discariche abusive o l'inquinamento da processi di produzione, ma anche a livello individuale, disperdere rifiuti nella natura, non fare la differenziata, sprecare il cibo, ecc. sono peccati. Papa Leone - che ha visto da vicino in Perù i crimini delle grandi compagnie minerarie contro la foresta amazzonica e i suoi abitanti e difensori - fin dai primi giorni del suo papato ha moltiplicato i discorsi e le iniziative per la responsabilità dell’uomo verso l’ambiente. Ieri la Commissione Teologica Internazionale (CTI) del Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato un documento approvato da Papa Leone XIV: “Prendersi cura della nostra Casa comune” “una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”.

mercoledì 2 settembre 2026

L'UOMO, "RICCO STOLTO" DISTRUGGE LA SUA CASA / 1° settembre, messaggio del Patriarca Bartolomeo. 09-2026.

 

Fonte Vatican News.

Il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, figura molto ricca e importante è tra l’altro un pioniere della causa della Custodia del Creato e inventore del Tempo del Creato adottato in seguito da Papa Francesco e da altre confessioni cristiane. Nel suo messaggio per il 1° settembre 2026 egli chiama l’umanità ad interrompere il GEOCIDIO ossia lo sterminio della Terra (Gea in greco), quella guerra di tutti contro l’ambiente come diceva Papa Francesco, oltre alle varie guerre combattute tra gli uomini, e si apra allo sviluppo sostenibile, unica e necessaria via di sopravvivenza materiale ma anche spirituale perché la Terra ci è stata donata come riflesso della Sapienza del Creatore e come dono per tutta l’Umanità.