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martedì 10 febbraio 2026

LA CHIESA ESISTE PER ANNUNCIARE GESÙ CRISTO A TUTTI. L'ESEMPIO DI DUE VESCOVI / Santa Scolastica 10 - 02 - 2026

Papa Leone benedice i preti presenti
alla fine di una celebrazione.


Ronald Hicks, 58 anni, di Chicago, nominato arcivescovo New York il 18 dicembre da Papa Leone XIV, è vissuto dal 2005 al 2010 a El Salvador guidando l'organizzazione Nuestros Pequeños Hermanos (NPH) per bambini orfani e abbandonati, e ha diretto e supervisionato programmi in nove paesi.

Nella Messa di inizio servizio pastorale nella cattedrale di san Patrizio in Manhattan  ha detto parole da incidere nei cuori per la loro chiarezza evangelica: 

"La Chiesa esiste per annunciare Gesù Cristo a tutti, pubblicamente e in modo credibile, senza paura, in ogni cultura e circostanza. Una Chiesa che difende la dignità umana in ogni modo possibile, una Chiesa che segue l'esempio di Gesù, che va oltre la propria comunità e presenta il Samaritano come esempio di bontà. Questo è il tipo di Chiesa in cui credo".

Disse poi alla comunità ispanica: "Vi amo moltissimo, è stato un onore camminare con tutti voi e in questa arcidiocesi continueremo a camminare insieme". Disse loro di andare avanti "con vera speranza e fede, e di essere un esempio di come trattarsi a vicenda, come veri fratelli, perché è così che tutti dovrebbero essere trattati".

In una messa in onore del Cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio (1920-1998), già proclamato beato nel 2023, fu ricordato come non ebbe paura di essere sale e luce in situazioni politiche e sociali spesso difficili, o in situazioni che esigevano una carità piena di tatto come il rapporto con i giovani, e la guida delle Giornate Mondiali della Gioventù da Presidente del Pontificio Consiglio per i Laici. Era conosciuto per  la sua profonda spiritualità mariana piena di speranza incentrata sul Magnificat.

Ciascuno di noi conta. Adottiamo lo stile e l'impostazione del vescovo Hicks e del Cardinale Pironio che rispecchiano il Vangelo e la linea di Papa Leone XIV. Non lasciamoci ingannare dalla tentazione di perderci in osservanze meticolose che spesso rassicurano chi non vuole confrontarsi con Dio e lasciarsi trascinare dal suo amore per l'uomo, la sua dignità e libertà fino alla fine. Spesso le tradizioni umane hanno come risultato di oscurare e soffocare nella coscienza la Parola di Dio. Il breviario di oggi ci lascia l'esempio di santa Scolastica che con grande libertà evangelica e per un motivo giusto, va oltre la regola monastica che il suo fratello san Benedetto, anche per senso di responsabilità verso i suoi monaci, temeva di infrangere. San Gregorio Magno conclude che "fu molto giusto che potesse di più colei che più amò"! (Liturgia delle ore - Ufficio delle letture - 10 Febbraio 2026 - sito ufficiale CEI - Chiesacattolica.it)


Dal Vangelo secondo Marco  Mc 7,1-13 

lunedì 9 febbraio 2026

URAGANO SULLE COSTE SICILIANE E ALTRI EVENTI ESTREMI... / 9 - 02 - 2026.

   

COP21, Parigi 2015. L'esultanza, ... e poi?

"La Quaresima ormai prossima ci invita a un cammino di ritorno: ritorno al cuore di Dio, al cuore della nostra fede e al cuore della nostra casa comune. In questo tempo di preghiera, digiuno e conversione, donaci Signore di rallentare, di ascoltare più profondamente e di riscoprire ciò che veramente sostiene la vita".

Così abbiamo pregato questa domenica. Siamo stati sinceri? Abbiamo compreso ciò che il lettore ha proposto dal pulpito della nostra Assemblea cristiana?

sabato 7 febbraio 2026

NUOVO GRUPPO PER LA VITA IN PARROCCHIA / Domenica 1 febbraio. Blog 07-02-2026




Lo Spirito Santo ha suscitato la nascita di un nuovo gruppo PER LA VITA nella nostra parrocchia, poco prima della Giornata Nazionale. E si è subito distinto con la sua presenza di animazione nelle messe invitando tutti a ringraziare il Signore per il dono della vita e a scoprirne le ricchezza. È stata realizzata anche questa magnifica croce con foto che illustrano il messaggio di difesa della vita che, purtroppo, è sotto attacco ogni giorno fin dal concepimento: 

giovedì 5 febbraio 2026

UNA PAROLA SPESSO INCOMPRESA: CONVERTIRSI / giovedì IV sett. T.O., pari. 2026



Gesù manda in missione i suoi discepoli, i Dodici, con istruzioni precise. Varrebbe la pena analizzare queste istruzioni perché ognuna ha senso ed è importante. Ma qual è il cuore del messaggio che portano i Dodici, della loro missione? 

Il centro e il Volto del Regno di Dio è Gesù Cristo! Egli si fa conoscere poco a poco e in quel modo rivela il Padre, cioè il Mistero finora incomprensibile di Dio perché in Lui abita la pienezza della divinità. Ma tutti abbiamo idee, concetti di Dio, della felicità, della vita. E adattiamo la nostra vita, il nostro comportamento morale alle nostre idee, quando non avviene anche il contrario, cioè che adattiamo la nostra idea di Dio in modo da giustificare i nostri comportamenti! I discepoli, rendendo presente Gesù e ciò che opera in nome di Dio, invitano la gente a credere che Dio è fedele, si occupa di loro e viene a liberarli dal timore della morte, del male e del demonio. 

Se il cuore si apre alla fede, già il demonio è vinto, è cacciato. Ma per questo devo passare dalle mie idee a quelle di Dio. È questo l’invito dei Dodici che ἐκήρυξαν ἵνα ⸀μετανοῶσιν, "proclamarono con voce forte, come un annuncio ufficiale, pubblico che la gente si convertisse". Cosa significa però  “convertirsi”? Non significa sforzarsi di essere più bravi ma μετανοέω cioè mutare pensiero/mente, cioè cambiare le idee sulla vita e su Dio, aprirsi alla realtà finora nascosta o annebbiata da tanti problemi, o persino da pratiche e concetti che sono religiosi ma fuorvianti. 

Facciamo un esempio: sono in gravissimo pericolo e mando un SOS dopo l’altro pieno di ansia e disperazione, e ricevo la notizia che il mio appello è stato ricevuto e che vengono a tirarmi fuori, già tutto cambia per me anche se mi trovo sempre allo stesso posto, nella stessa situazione, oppure mi metto in cammino come posso ma sollevato, pieno di speranza perché mi è stato indicato come arrivare al posto sicuro. 

Ma si annuncia la Buona Notizia? Si annuncia Gesù centro e volto del Regno, Signore vincitore della morte che mi guida sui sentieri della vita? Eppure è questo il messaggio costante della Bibbia fin dalle prime pagine dell'Antico Testamento. Spesso si indicano opere da fare, sforzi da compiere per preservarci o addirittura salvare il mondo. Ma le opere sono conseguenza della fede, della grazia, non il contrario. 


Dal Vangelo secondo Marco   Mc 6,7-13

mercoledì 4 febbraio 2026

IL MESSAGGIO PIÙ IMPORTANTE DELLA VERGINE MARIA / 4 febbraio 2026.




La Vergine Maria, Madre di Dio, Figlia di Sion, appare molto poco nella Scrittura ma in momenti cerniera, fondamentali nella Storia di Gesù e della sua opera di salvezza. Nessuno può toglierle importanza nel disegno di Dio a nostra favore. 

Come detto, Maria madre di Gesù appare poco nella Scrittura: raggruppati in pochi episodi il nome di Maria appare solo 17 volte, di cui una sola volta in Marco e zero volte in Giovanni! Però è anche indicata solo come madre quando viene riferito a Gesù che “tua madre e i tuoi fratelli ti cercano” e proprio in Giovanni è menzionata in un modo unico come sua madre a Cana e in un altro momento cardine ai piedi della croce con la consegna a Giovanni, diventando la nostra madre, la madre dei discepoli che Gesù amava! Questo ci conferma l'importanza di Maria, la Tutta Santa.

Se appare poche volte, Maria parla ancora di meno. Parla all’angelo, parla a Elisabetta sua cugina e loda Dio, parla a suo figlio …

martedì 3 febbraio 2026

LE LEZIONI DELLA GUERRA: DAVIDE E ASSALONNE / martedì IV sett. T.O., PARI. 3 febbraio 2026.



Chi può legga nella sua Bibbia tutto il brano così frastagliato nella versione liturgica della prima lettura (2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3) per gustarne maggiormente tutto lo spessore umano. E soprattutto continui almeno fino a 2 Sam 19,8. 

Assalonne vuole diventare Re, pronto ad uccidere il proprio padre per prendere il potere, aggregando attorno a sé gli scontenti. Davide però continua a voler bene a quel figlio e vuole preservarlo. Tutti lo sanno e dopo la morte di Assalonne c'è timore di annunciarlo a Davide. Quando lo sa, Davide si lascia travolgere dall’emozione fino a trasformare “La vittoria in quel giorno … in lutto per tutto il popolo”. La prima lettura finisce così su questa nota di grande umanità, ma non evidenzia che in quanto re, Davide commette un’ingiustizia verso il popolo e verso coloro che hanno combattuto e sono morti per difendere lui e il regno. Allora - di nuovo - interviene il capo dell’esercito e parla a Davide con fermezza: “Allora Ioab entrò in casa del re e disse: "Tu fai arrossire oggi il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle tue mogli e alle tue concubine, perché ami quelli che ti odiano e odii quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi e servi per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne fosse vivo e noi quest'oggi fossimo tutti morti, questa sarebbe una cosa giusta ai tuoi occhi. Ora dunque àlzati, esci e parla al cuore dei tuoi servi, perché io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un uomo resterà con te questa notte; questo sarebbe per te un male peggiore di tutti quelli che ti sono capitati dalla tua giovinezza fino ad oggi" (2 Sam 19,6-8; chi può legga tutto il capitolo 19). Davide ascolta il suo capo dell’esercito e inizia così la riunificazione delle tribù attorno a lui, chi è stato fedele e chi deve chiedere perdono. C'è però la tentazione della vendetta, di fare qualche esempio con i traditori minori. Ma Davide ha quel gesto saggio che proviene però dalla sua profonda fede e dice: “Si può mettere a morte oggi qualcuno in Israele?" Davide esce rafforzato da quella prova. 

Questo brano ci porta due lezioni molto importanti: 

lunedì 2 febbraio 2026

DON ALBERTO RAVAGNANI, DON LUIGI EPICOCO E GLI ALTRI / Festa della Vita Consacrata, 2 febbraio 2026


Don Alberto Ravagnani sospende il suo ministero sacerdotale. Poco tempo fa aveva scioccato molti facendo pubblicità - pagata - per integratori per sportivi. Quando si cominciò a parlare di lui mi hanno chiesto cosa ne pensavo. Notavo la sua capacità di parlare in modo attraente, quel famoso “parlare giovane” che può essere un buon veicolo per il Vangelo. Già era noto anche don Luigi Epicoco. Anche se è possibile perdersi ad ogni età e in qualunque situazione, l’essere sui Social con molti followers è un pericolo particolare. Mettendo però a confronto le loro figure, pur augurando grandi frutti nell'apostolato a don Ravagnani, vedevo tra loro una grande differenza. Non tanto negli anni in più di don Epicoco, un altro volto giovane della Chiesa, ma nel percorso che questi anni rappresentavano, e nel suo caso, un eccellente percorso. Don Epicoco era già un prete con esperienza, con responsabilità assunte e riuscite, nella fedeltà alla Chiesa. Lasciare che giovani talenti brillino dal primo giorno non è prudente se non sono assodate le basi. 

Comunque lo scopo non è di azzardare giudizi in un momento doloroso per don Ravagnani e per la comunità, ma di fare una riflessione generale utile. Per esempio il giovane Karol Wojtyla che aveva già dimostrato le sue capacità di autore prima di entrare in seminario, decise di non scrivere nulla durante la sua formazione, tempo irripetibile.