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domenica 29 marzo 2026

CHE STRANO SCAMBIARCI GLI AUGURI IL GIORNO DELLE PALME / Domenica delle Palme, 29 marzo 2026.


Riceviamo e mandiamo auguri da e ad amici e conoscenti per questa Domenica delle Palme. 

Che strano!

Che strano fare gli auguri per un morto! Questo morto è prima un uomo tradito, lasciato solo dai discepoli dell'ultimo giorno, di un solo giorno di entusiasmo, ma anche da chi lo segue da tempo giurando fedeltà alla sua missione, un uomo torturato, condannato, abbandonato al suo supplizio da Colui in cui confidava e di cui annunciava l’amore onnipotente e premuroso, invitando a chiamarlo Padre, Abbà, babbo, un uomo inchiodato ad una croce infame e lasciato agonizzare fino alla morte esposto a tutti gli sguardi e commenti: sguardo di chi lo piange, impotente a soccorrerlo o paralizzato dalla paura, sguardi che lo annullano con l'indifferenza: “se sta così, non era uno che valeva la pena”. Un uomo esposto alla derisione e agli insulti di chi esulta per la sua sconfitta o alla rabbia di chi è condannato a fianco a lui.

sabato 28 marzo 2026

COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA È APOSTOLICA? / L.G. 5 Sul fondamento degli Apostoli. catechesi di Papa Leone. 2026.

 


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 25 marzo 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 5. Sul fondamento degli Apostoli. La Chiesa nella sua dimensione gerarchica


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II, commentando la Costituzione dogmatica Lumen gentium sulla Chiesa (LG). Dopo averla presentata come popolo di Dio, oggi consideriamo la sua forma gerarchica.

giovedì 26 marzo 2026

QUESTI PRECETTI LI RIPETERAI AI TUOI FIGLI / Pasqua 2026.

"Haggadah shel pesach"
(Racconto di Pasqua).
Rito della Pasqua fatto nel 1934
da un ebreo emigrato in Terra Santa
e mandato a suo nipote.
(Fonte Yad Vashem)

Fra pochi giorni sarà Pasqua. Gli ebrei celebrano nel giorno del plenilunio e festeggiano per 8 giorni. Anche noi celebriamo la Pasqua per un'Ottava intera, iniziando però la domenica successiva perché Gesù è risorto di domenica (ossia il primo giorno della creazione che diventa così anche l’ottavo giorno, il giorno senza tramonto, quello della luce della risurrezione che ingloba e supera lo svolgere dei giorni, della Storia). Quindi i nostri fratelli ebrei celebreranno la prima cena pasquale la sera del mercoledì 1 aprile, e la seconda, conclusiva, il giovedì 9 aprile 2026. 

La Cena pasquale è l'occasione più solenne per mettere in pratica il comandamento dello Shemà: “Questi precetti che oggi ti do … li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai”

lunedì 23 marzo 2026

NEANCH'IO TI CONDANNO; VA E D'ORA IN POI NON PECCARE PIÙ / 10° Anniversario di Amoris Laetitia. 19 - 03 - 2026.



Dopo lo struggente racconto di Susanna accusata falsamente di adulterio e salvata dalla reazione forte e intelligente di Daniele, ascoltiamo oggi il Vangelo in cui Gesù salva non più una donna innocente ma peccatrice. Quale commento migliore quest’anno che leggere il messaggio di Papa Leone per il Decimo Anniversario di  “Amoris Laetitia” che tanto scalpore fece allora, fino all’accusa di eresia contro Papa Francesco. Papa Leone assume quel testo “luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare” e vuole rafforzarne l'applicazione nella Chiesa. Nulla di strano allora se, come per Papa Francesco, alcuni contestano la validità della sua elezione. E per chi ha abusato il magistero di Papa Francesco in senso opposto (“chi sono io per giudicare”) ascoltiamo la frase liberante di Gesù all’adultera: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». 


Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV 

IN OCCASIONE DEL DECIMO ANNIVERSARIO

DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE AMORIS LAETITIA 

domenica 22 marzo 2026

VIENI FUORI! / V Domenica di Quaresima, A. 2026


Sei catecumeno e vuoi diventare cristiano? Confronta la tua vita con il Vangelo della risurrezione di Lazzaro. Anche tu che sei già battezzato. 

Il punto focale è l’affermazione di Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Significa riconoscere Gesù come Messia: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Però Gesù non parla della risurrezione futura ma di adesso!

Chiariamo eventuali equivoci: 

“Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava”. Gesù ha lasciato morire Lazzaro per essere poi acclamato risuscitandolo. Non gioca con la nostra sofferenza. Sarebbe comunque arrivato due giorni dopo la morte di Lazzaro.

Sono diverse la risurrezione di Lazzaro e quella di Gesù? Lazzaro benché già in decomposizione è rivivificato, ritorna alla vita terrena e poi di nuovo morirà. Gesù risorge e più non muore. Supera il limite della vita normale, la sua risurrezione è compimento della Storia - è un evento metastorico - compimento della vita  umana chiamata a trascinare la materia secondo lo Spirito. Significa che Gesù ha un vero corpo, può mangiare, farsi toccare (Luca 24, 36-40; Giovanni 20,27) ma non è più sottomesso alle esigenze terrene del cibo, del riposo, degli ostacoli. Il suo Corpo è glorificato.

Il cristiano crede fermamente sia alla risurrezione della carne che alla risurrezione spirituale in questa vita. 

Gesù ci invita a togliere la pietra, mettendo a nudo il nostro cuore davanti a lui, ad affidargli le nostre ferite e paure, vergogna, le nostre morti. La pietra la metto io con il mio peccato, ma possono averla messa gli altri, la famiglia, l’ambiente. Solo Gesù fa risorgere. La pietra però la deve togliere l’uomo, sia io stesso che la comunità. E la decisione di uscire dal sepolcro spetta alla fine solo a me. Ascolta Gesù che ti grida a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». La comunità ha ancora un compito: non tirarsi indietro davanti a chi appare cambiato, vuole rientrare nel giro di relazioni normali, ha rivelato le sue ferite, ma andargli incontro e liberarlo dalle bende che impacciano i suoi movimenti. Non per imprigionarlo in un altro modo. La comunità è unita dalla legge della fede ma nella fede comune ciascuno è libero: «e lasciàtelo andare».


Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 11,1-45

sabato 21 marzo 2026

IO DETESTO IL RIPUDIO DICE IL SIGNORE / 08 UNA CARO nn. 15-18.

Osea perdona la moglie


Il simbolismo nuziale profetico

15. Nei Profeti, le categorie dell’amore coniugale imprimono tratti particolari alla comprensione dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, non più modulata secondo il canone dei patti tra il re e i principi vassalli.

16. Emerge qui, in modo emblematico, la vicenda personale del profeta Osea (VIII sec. a. C.), la quale viene assunta a paradigma teologico per rileggere la storia d’amore tra il Signore e Israele (cfr. Os 2,4-25). Malgrado il tradimento subito dalla moglie Gomer, egli non riesce a spegnere il suo amore per lei e nutre piuttosto la speranza che ella, abbandonata e delusa dai suoi amanti, “ritorni” sulla strada di casa al fine di ricomporre in pienezza la relazione d’amore, essendo quella donna l’unica della sua vita, perdonandole i tradimenti (cf. Os 2,16-17). 

UNIONE FISICA E SPIRITUALE / 07 UNA CARO N. 14.



14. La conclusione del racconto biblico: «l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà (dāḇaq) a sua moglie e i due saranno un’unica carne» (Gen 2,24), esprime bene questo bisogno di una intima unione, un attaccamento fisico e interiore tale, che il Salmista lo adotta per descrivere l’unione mistica con Dio: «A te si stringe (dāḇaq) l’anima mia» (Sal 63,8; cf. 1Cor 6,16-17). Come afferma Papa Francesco, «il verbo “unirsi” nell’originale ebraico indica una stretta sintonia, un’adesione fisica e interiore, fino al punto che si utilizza per descrivere l’unione con Dio: “A te si stringe l’anima mia” (Sal 63,8), canta l’orante. Si evoca così l’unione matrimoniale non solamente nella sua dimensione sessuale e corporea, ma anche nella sua donazione volontaria d’amore. Il frutto di questa unione è “diventare un’unica carne”, sia nell’abbraccio fisico, sia nell’unione dei due cuori e della vita e, forse, nel figlio che nascerà dai due, il quale porterà in sé, unendole sia geneticamente sia spiritualmente, le due “carni”»[18].