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Il Monastero benedettino di Paliandrai in Lituania |
Quest'anno in particolare la festa di san Benedetto mi richiama alla Lituania, di nuovo sotto minaccia russa. Un mio amico d'infanzia è diventato monaco benedettino a Solesmes, una grande abbazia sulla Loira con vari monasteri "figli". Tra i più recenti, c'è Paliandrai. Dopo la caduta dell'URSS e la ritrovata libertà e sovranità per la Lituania, ci fu la chiamata per fondare (rifondare perché nel XIX secolo i russi hanno perseguitato e soppresso le comunità cattoliche) un monastero benedettino. Solesmes rispose positivamente e nel 1998 mandò una comunità di monaci tra cui due giovani monaci lituani venuti dopo la caduta dell'URSS e il mio amico. Ogni passo si è fatto con molta fatica, povertà, freddo e lavoro.
Dalla festa di san Benedetto alcune frasi dell’Ufficio delle Letture continuano a colpirmi e mi sono di aiuto.
Chiaramente c'è questa, conosciuta da tutti:
“Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna”.
La Regola, i riti, le tradizioni devono essere solo mezzi che esprimono la nostra fede e non un assoluto. Il tradizionalismo è tradire il Vangelo.
Nel responsorio c'è questa frase così elegante dalla quale possiamo imparare molto:
V. Si ritirò dal mondo, con l’ignoranza di chi sa troppo bene, e con la sapienza di chi non vuol sapere.
Essendo uno dei grandi artefici della costruzione dell’Europa Cristiana, la sua scelta ci provoca ad andare più profondo nella fede e nella fiducia e obbedienza a Dio, sicuri di portare frutto solo in quel modo.
Infine il suo monito:
Come vi è uno zelo cattivo e amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’è uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna.
C'è uno zelo amaro e dobbiamo essere vigilanti per non esserne vittime.
Ci farà bene leggere tutto il prologo della Regola di san Benedetto:
Dalla «Regola» di san Benedetto, abate