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lunedì 9 marzo 2026

QUANDO ISRAELE HA CAMBIATO IL MONDO / 09 marzo 2026.

Monte Sinai all'alba.

Ho tradotto l’inizio di questo articolo del Rav (rabbino) Moshe Pinchon perché riguarda i cristiani. Mette in luce il nostro debito verso Israele. Chiaramente il nostro debito è ancora maggiore di quello che dice perché Gesù è un ebreo in continuità con tutta la storia di Israele ed è venuto a portare a compimento le promesse. Qualcuno dirà: ma Gesù ha contestato l’ebraismo, opponendosi a farisei, dottori della legge e sacerdoti. Gesù non ha contestato l’ebraismo ma le sue distorsioni, chiusure e interpretazioni svianti. Riflettiamo: quale santo o soltanto cristiano sincero che vive piamente in Cristo ed è fedele alla Chiesa, non si opporrà di fatto a tutte le contraffazioni, annacquamenti, compromessi della fede che ci sono nella prassi comune e non sarà ritenuto segno di contraddizione nella sua parrocchia o comunità, solo perché propone o solo vive un cristianesimo più autentico? “Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati" (2 Tim 3, 12). Gli ebrei oggi non contano il debito che abbiamo in Gesù di Nazareth con loro, perché non lo riconoscono come il Messia atteso. È importante però che noi riconosciamo pienamente il debito che abbiamo con Israele. 

Questo non ci impedisce di leggere in modo critico il resto dell’articolo del Rav Pinchon ( Comment Israël a changé le monde (à nouveau) - Ops & Blogs | The Times of Israël. Con Google translate si ha una buona traduzione italiana). Ma è un pensiero forte che fa riflettere e permette di comprendere le ragioni profonde - anche quando sono sbagliate - che sostengono certe posizioni degli ebrei oggi. Ecco l'inizio che sintetizza il retaggio ebraico comune alla nostra fede cristiana.  


Come Israele ha cambiato il mondo (di nuovo)

domenica 8 marzo 2026

AVERE UNO SGUARDO SOPRANNATURALE DELLA REALTÀ. / III Domenica di Quaresima, A, "La Samaritana". 2026.



Papa Leone ha offerto una bellissima meditazione a un gruppo di 4 seminari spagnoli. Ne pubblico l’essenziale perché illustra bene il Vangelo della Samaritana e vale per tutti i cristiani, specialmente se impegnati in parrocchia o in cammini comunitari. Per abbreviare ho riscritto in alcune parti il suo discorso che si può trovare per intero sia in spagnolo che nella traduzione italiana al link seguente: A los seminaristas de diferentes diócesis de España, con sus familiares (28 de febrero de 2026).


Vorrei concentrarmi su ciò che sostiene silenziosamente tutto il resto e che, proprio per questo, corre il rischio di essere dato per scontato senza essere coltivato: l’avere uno sguardo soprannaturale della realtà.

Una frase di Chesterton può servire da chiave di lettura: “Togliete il soprannaturale e non troverete il naturale, ma l’innaturale” (cfr. Heretics , VI). L’uomo non è fatto per vivere rinchiuso in sé stesso, ma in rapporto vivo con Dio. Quando questo rapporto si oscura o si indebolisce, la vita inizia a disordinarsi dal di dentro. L’innaturale non è solo ciò che è scandaloso, basta vivere prescindendo da Dio nel quotidiano, lasciandolo al margine dei criteri e delle decisioni con cui si affronta l’esistenza.

SIAMO IN MEZZI AI PAZZI?


 

sabato 7 marzo 2026

TAGLI NELLE LETTURE LITURGICHE... PERCHÉ? / III DOM QUAR A, "della Samaritana". 2026


Questa domenica ascoltiamo il Vangelo della Samaritana: 38 versetti! Sicuramente qualche parrocchia userà la forma breve. In ogni caso, in previsione della lunghezza del Vangelo le due prime letture sono brevi: Esodo 17,3-7 (4 versetti) e Romani 5,1-2.5-8 (6 versetti). Mi sembra un vero peccato. Vale la pena conoscere in modo più esteso la Bibbia per conoscerla in modo più profondo. 


Ecco Esodo 17,1-7

1 Tutta la comunità degli Israeliti levò le tende dal deserto di Sin, camminando di tappa in tappa, secondo l'ordine del Signore, e si accampò a Refidìm. Ma non c'era acqua da bere per il popolo. 2 Il popolo protestò contro Mosè: "Dateci acqua da bere!". Mosè disse loro: "Perché protestate con me? Perché mettete alla prova il Signore?". 3 In quel luogo il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: "Perché ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?". 4 Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: "Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!". 5 Il Signore disse a Mosè: "Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d'Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va'! 6 Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà". Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d'Israele. 7 E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".

giovedì 5 marzo 2026

AVETE MOSÈ E I PROFETI, PERCHÉ CERCATE ALTRO? / Giovedì III sett. Quaresima. 2026.



Oggi ascoltiamo la bellissima e terribilmente seria parabola del ricco e del povero Lazzaro. Chi non ama Dio nel prossimo, specie se bisognoso, rischia la condanna definitiva, le fiamme dell’inferno, la separazione da ogni Redenzione e dal mondo dei Viventi. Questa parabola offre molte informazioni. Ma andiamo alla sua “punta”: i segni dall'aldilà - quando sono veri - servono a poco se uno non vuole ascoltare Mosè e i Profeti, cioè il messaggio della Scrittura. 

Ma allora Lourdes, Fatima, Guadalupe e altri eventi riconosciuti dalla Chiesa? Accanto a un'infinità di false apparizioni, falsi veggenti, falsi mistici, nessuno può negare l’autenticità di alcuni interventi celesti che vanno accolti con gratitudine e riverenza. Sono segno della smisurata misericordia di Dio che non volendo perdere nessuno dei suoi figli va in cerca della pecora smarrita debole nella fede o con difficoltà a credere nella Scrittura e nella Chiesa. Volendo solo incoraggiare a vivere secondo il cuore di Dio, la verità è: 1. avere bisogno di questi segni dice che siamo ancora pagani; 2. chi vuole approfondire la fede nutrendosi della Parola di Dio in comunità ha tutto a disposizione. Non c'è bisogno cercare apparizioni, fenomeni nel cielo e nelle nuvole, sogni, immagini e luoghi speciali, ecc. Il problema è ascoltare, fare spazio al Signore che parla al cuore più che alla testa e prima

mercoledì 4 marzo 2026

IL METODO DI DIO: CRISTO ABITA NEI CRISTIANI / L.G. 02 La Chiesa realtà visibile e spirituale.



LEONE XIV UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 4 marzo 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 2. La Chiesa, realtà visibile e spirituale

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Oggi proseguiamo il nostro approfondimento sulla Costituzione conciliare Lumen gentium, Costituzione dogmatica sulla Chiesa.

Nel primo capitolo, là dove si intende soprattutto rispondere alla domanda su cosa sia la Chiesa, essa viene descritta come «una realtà complessa» (n. 8). Ora ci domandiamo: in che consiste tale complessità? Qualcuno potrebbe rispondere che la Chiesa è complessa in quanto “complicata”, e dunque difficile da spiegare; qualcun altro potrebbe pensare che la sua complessità derivi dal fatto di essere un’istituzione carica di duemila anni di storia, con caratteristiche diverse rispetto a ogni altra aggregazione sociale o religiosa. Nella lingua latina, però, la parola “complessa” indica piuttosto l’unione ordinata di aspetti o dimensioni diverse all’interno di una medesima realtà. Per questo la Lumen gentium può affermare che la Chiesa è un organismo ben compaginato, nel quale convivono la dimensione umana e quella divina, senza separazione e senza confusione.

UN PROBLEMA CRUCIALE: CHE REGNO DI DIO ASPETTI? / Mercoledì II sett. di Quaresima, 2026.



Gesù sale a Gerusalemme per la Pasqua con un folto gruppo di seguaci. C'è anche la madre di Giacomo e Giovanni. Si aspettano la manifestazione imminente del Regno di Dio. Allora “Gesù prese in disparte i dodici discepoli”, e spiega soltanto a loro cosa avverrà: sarà condannato a morte, di una morte terribile, ma poi risorgerà. Hanno ascoltato?

I Dodici salgono a Gerusalemme con Gesù per inaugurare i tempi nuovi, il trionfo della giustizia sul male e la corruzione, per la purificazione del Tempio e del corpo sacerdotale. Già immaginano come sarà, anzi credono di sapere. Quello che dice Gesù non riesce ad entrare nel loro orecchio, nella loro mente. Sono certamente pronti a combattere se necessario, ma sono agli antipodi di ciò che dice loro Gesù. Si comprende allora la domanda della madre assieme ai suoi due figli. Gesù non li rimprovera per l'ambizione. Desidera che noi vogliamo crescere, realizzarci. Ma per questo chiunque deve bere il calice, seguirlo sulla via della croce. 

Confrontiamo la nostra idea di felicità e quella che ci propone il Signore. Siamo - anche nel piccolo - sulla scia dei governanti di questo mondo cercando potere, successo e prestigio, oppure seguiamo Gesù e la migliore politica? 

«Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 20,17-28