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giovedì 2 aprile 2026

/L.G. 6 Pietre vive nella Chiesa e testimoni nel mondo: i laici nel popolo di Dio

In tante parrocchie e anche seminari, per nostalgia o per pigrizia spirituale o mentale resistono ancora schemi e  mentalità clericali. Approfondire l'insegnamento del Concilio approfittando degli impulsi dati dai Papi, in particolare ultimamente da Papa Francesco e Papa Leone, è un imperativo. Non a caso, Papa Giovanni Paolo II, appena eletto, dichiarava ai cardinali l'importanza e l'attualità del Concilio Vaticano II e in particolare il suo insegnamento sulla Chiesa, che richiedeva un profondo cambiamento di mentalità. 

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 1° aprile 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 6. Pietre vive nella Chiesa e testimoni nel mondo: i laici nel popolo di Dio


Fratelli e sorelle, buongiorno!

Continuiamo il nostro cammino di riflessione sulla Chiesa come ci viene presentata nella Costituzione conciliare Lumen gentium Francesco amava ripetere: «I laici sono semplicemente l’immensa maggioranza del popolo di Dio. Al loro servizio c’è una minoranza: i ministri ordinati» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 102). 

Questa sezione del Documento si preoccupa di spiegare in positivo la natura e la missione dei laici, dopo secoli in cui questi erano stati definiti semplicemente come coloro che non fanno parte dei chierici o dei consacrati. Per questo mi piace rileggere con voi un passaggio molto bello, che dice la grandezza della condizione cristiana: «Non c’è quindi che un popolo di Dio scelto da lui: “un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo” (Ef 4,5); comune è la dignità dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c’è che una sola salvezza, una sola speranza e una carità senza divisioni» (LG, 32).

Prima di qualsiasi differenza di ministero o di stato di vita, il Concilio afferma l’uguaglianza di tutti i battezzati. La Costituzione non vuole che si dimentichi quanto aveva già affermato nel capitolo sul popolo di Dio, cioè che la condizione del popolo messianico è la dignità e la libertà dei figli di Dio (cfr LG, 9).

Naturalmente, più grande è il dono, più grande è anche l’impegno. Per questo il Concilio, insieme alla dignità, sottolinea anche la missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. Ma dove si fonda questa missione e in che cosa consiste? Ce lo dice la descrizione stessa dei laici che il Concilio ci propone: «Con il nome di laici si intendono tutti i fedeli cristiani […] che, incorporati a Cristo con il battesimo e costituiti in popolo di Dio, resi a loro modo partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, esercitano nella Chiesa e nel mondo, per la parte che loro compete, la missione di tutto il popolo cristiano» (LG, 31).

Il popolo santo di Dio, dunque, non è mai una massa informe, ma il corpo di Cristo o, come diceva Sant'Agostino, il Christus totus: è la comunità organicamente strutturata, in forza della relazione feconda tra le due forme di partecipazione al sacerdozio di Cristo: sacerdozio comune dei fedeli e sacerdozio ministeriale (cfr LG, 10). In virtù del Battesimo, i fedeli laici partecipano allo stesso sacerdozio di Cristo. Infatti, «Gesù Cristo, sommo ed eterno sacerdote, vuole continuare anche attraverso i laici la sua testimonianza e il suo servizio; perciò li vivifica con il suo Spirito e li spinge incessantemente a intraprendere ogni opera buona e perfetta» (LG, 34).

Come non ricordare, a questo proposito, San Giovanni Paolo II e la sua Esortazione apostolica Christifideles laici (30 dicembre 1988)? In essa egli sottolineava che «il Concilio, con il suo ricchissimo patrimonio dottrinale, spirituale e pastorale, ha riservato pagine quanto mai splendide sulla natura, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei fedeli laici. E i Padri conciliari, riecheggiando l’appello di Cristo, hanno chiamato tutti i fedeli laici, uomini e donne, a lavorare nella sua vigna» (n. 2). In questo modo, il mio venerato Predecessore rilanciava l’apostolato dei laici, a cui il Concilio aveva dedicato uno specifico Documento, di cui parleremo più in là. [1]

Il vasto campo dell’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo. La Chiesa, infatti, è presente dovunque i suoi figli professano e testimoniano il Vangelo: negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane, là dove essi, con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio. Il mondo ha bisogno di «essere impregnato dello spirito di Cristo e raggiungere più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace» (LG, 36). E questo è possibile soltanto con il contributo, il servizio e la testimonianza dei laici!

È l’invito ad essere quella Chiesa “in uscita” di cui ci ha parlato Papa Francesco: una Chiesa incarnata nella storia, sempre aperta alla missione, in cui tutti siamo chiamati a essere discepoli-missionari, apostoli del Vangelo, testimoni del Regno di Dio, portatori della gioia del Cristo che abbiamo incontrato!

Fratelli e sorelle, la Pasqua che ci prepariamo a celebrare rinnovi in noi la grazia di essere, come Maria di Magdala, come Pietro e Giovanni, testimoni del Risorto!

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[1] Cfr Conc. Ecum. Vat. II, Decr. Apostolicam actuositatem (18 novembre 1965).


LA MIA ANIMA È TRISTE FINO ALLA MORTE / Reazione alla Legge anti terrorista israeliana. Giovedì Santo 2026.

Il ministro Itamar Ben Gvir
offre lo champagne
dopo l'approvazione della legge.


Sono sconvolto dalla notizia, purtroppo vera, della legge anti terrorista appena votata alla Knesset così chiaramente lontana da ogni umanità e saggezza, e da tutto ciò che amiamo e ammiriamo nella tradizione ebraica e nella Bibbia che ci ha preparato ad accogliere Gesù e il suo messaggio e continua a nutrirci. Una legge approvata proprio nella vigilia della Pasqua per gli ebrei che celebrano la speranza di Israele e a pochi giorni della Pasqua per noi! 

Il Cardinale Pizzaballa ha detto:

"Non esistono circostanze in cui la pena di morte possa essere considerata necessaria. Per tutti noi, questa è una notizia che abbiamo accolto con grande dolore e sofferenza, e che acuirà l'odio, se posso permettermi di dirlo, tra israeliani e palestinesi".

Leggere tutto l'articolo (Pizzaballa deplora la reforma de la pena de muerte adoptada por Israel: "Profundizará el odio entre israelíes y palestinos").

Pubblico anche un commento desolato di un ebreo (?) che ho tradotto dal francese.

mercoledì 1 aprile 2026

UNIRE E NON DIVIDERE / Mercoledì Santo 2026.




Dalla prima lettura colpisce il parallelismo tra il dono di saper parlare ai cuori e sollevarli da una parte e da un’altra parte l’ascolto e il soffrire. Sono dimensioni che sono una condizione l'una dell'altra. E si manifesta già la vittoria "della fede che viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo” (Romani 10, 17) nella fermezza del servo che sa di non restare confuso.

Dal Vangelo colpisce la meschinità del prezzo pattuito da Giuda per consegnare Gesù. 

Colpisce anche il fatto che Gesù abbia ricchi amici ai quali può chiedere con totale libertà di disporre di una stanza abbastanza grande per celebrare la Pasqua con i suoi discepoli a casa loro. Anche Paolo e gli altri Apostoli non si sono comportati diversamente, accogliendo e valorizzando tutti quelli che credevano in Gesù Signore. La Chiesa ha sempre parlato di scelta preferenziale per i poveri non di scelta esclusiva. In questi giorni Papa Leone è molto criticato da alcuni per la sua visita di sabato nel Principato di Monaco: “Mentre Papa Francesco andava dai poveri, questo Papa va dove ci sono i soldi”...  Ascoltare quello che ha detto il Papa in quella visita fa comprendere come egli non si discosti dal Vangelo. 


Dal libro del profeta Isaìa  Is 50,4-9a (Terzo canto del Servo del Signore) 

martedì 31 marzo 2026

GERUSALEMME. SANTO SEPOLCRO. ABBASSARE I TONI. / 31 marzo 2026.



Riprendo da "Zenit" (Tierra Santa: Cardenal Pizzaballa dice que prohibición de misa de Domingo de Ramos en Jerusalén fue un malentendido - ZENIT - Espanol) queste notizie.

"Il cardinale Pizzaballa spiega cosa è successo la mattina di domenica 29 aprile, Domenica delle Palme, quando gli è stato impedito l'ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

In dichiarazioni a @tv2000it,

il cardinale ha spiegato:

"È vero che la polizia aveva detto che gli ordini del comando interno proibivano qualsiasi tipo di assembramento in luoghi non muniti di rifugi (contro le bombe), ma noi non avevamo richiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per preservare l'idea della celebrazione al Santo Sepolcro. Non ci sono stati scontri. Tutto si è svolto con molta cortesia. Non voglio forzare la situazione. Vogliamo approfittare di questa situazione per cercare di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare, nel rispetto della sicurezza di tutti, ma anche del diritto alla preghiera."

Aggiungo un mio commento: 

lunedì 30 marzo 2026

MONOGAMIA IMMAGINE DELLA FEDELTÀ TRA IL DIO UNICO E ISRAELE / UNA CARO 09, nn. 19-20.



19. In definitiva, l’amore coniugale permette davvero di descrivere una dialettica di alleanza fra Israele e il Signore, fra l’umanità e Dio. L’idea di Dio come unico sposo di Israele è collegata anche a quella di Israele come unica sposa. L’unicità dell’amato traspare anche nel tema dell’elezione che fa d’Israele l’unico popolo scelto (cf. Am 3,2). L’alleanza assume dunque un’ulteriore dimensione in quanto designa il legame tra Dio e il suo popolo, basato su un legame monogamico tanto reale, che l’adorazione di un altro dio costituisce un adulterio.

domenica 29 marzo 2026

CHE STRANO SCAMBIARCI GLI AUGURI IL GIORNO DELLE PALME / Domenica delle Palme, 29 marzo 2026.


Riceviamo e mandiamo auguri da e ad amici e conoscenti per questa Domenica delle Palme. 

Che strano!

Che strano fare gli auguri per un morto! Questo morto è prima un uomo tradito, lasciato solo dai discepoli dell'ultimo giorno, di un solo giorno di entusiasmo, ma anche da chi lo segue da tempo giurando fedeltà alla sua missione, un uomo torturato, condannato, abbandonato al suo supplizio da Colui in cui confidava e di cui annunciava l’amore onnipotente e premuroso, invitando a chiamarlo Padre, Abbà, babbo, un uomo inchiodato ad una croce infame e lasciato agonizzare fino alla morte esposto a tutti gli sguardi e commenti: sguardo di chi lo piange, impotente a soccorrerlo o paralizzato dalla paura, sguardi che lo annullano con l'indifferenza: “se sta così, non era uno che valeva la pena”. Un uomo esposto alla derisione e agli insulti di chi esulta per la sua sconfitta o alla rabbia di chi è condannato a fianco a lui.

sabato 28 marzo 2026

COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA È APOSTOLICA? / L.G. 5 Sul fondamento degli Apostoli. catechesi di Papa Leone. 2026.

 


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 25 marzo 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 5. Sul fondamento degli Apostoli. La Chiesa nella sua dimensione gerarchica


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II, commentando la Costituzione dogmatica Lumen gentium sulla Chiesa (LG). Dopo averla presentata come popolo di Dio, oggi consideriamo la sua forma gerarchica.