Ho scritto un post sulle comunità non cattoliche (La Gioia del Vangelo: LE COMUNITÀ CRISTIANE NON CATTOLICHE HANNO VALORE? VEDIAMOLO / 6 agosto 2026.). Ma chi non è cattolico non può essere gradito a Dio? Tutti conosciamo cristiani non cattolici che sono veri testimoni di Cristo. Tra quelli molto famosi, Martin Luther King (1929 - 1968), giovane pastore della chiesa battista che guidò un movimento non violento per i diritti civili degli afromaericani, premio Nobel, e assassinato per questa causa, è una di queste figure. Il vescovo anglicano Desmond Tutu del Sudafrica (1931 - 2021), anche lui Premio Nobel, lottò da cristiano non violento contro l’apartheid. Prima di loro Dietrich Bonhoeffer (1906–1945), pastore luterano, fu un grande teologo tedesco che si oppose ad Adolf Hitler, ucciso nel campo di concentramento di Flossenbürg pochi giorni prima della fine della guerra. Ci sono poi quelli che incontriamo o conosciamo personalmente. Ho partecipato per anni agli incontri del dialogo ecumenico e ricordo di aver invitato il parroco anglicano di Napoli a predicare nella parrocchia di San Vitale a Fuorigrotta. Fece una riflessione bellissima sulla Vergine Maria.
Il problema delle comunità che si distaccano dalla Chiesa cattolica è che viene meno il riferimento provvidenziale alla Roccia, a Pietro sul quale Gesù afferma di voler costruire la sua Chiesa (Matteo 16,13-20; il vangelo di questa domenica) affinché i credenti grandi e piccoli, teologi o semplici, possano essere confermati nella fede (Luca 22, 32). Quindi ognuno, convinto di essere nel giusto, tende a seguire la propria strada e quindi avvengono le separazioni, le divisioni, fino alle cose più assurde. Anche nella Chiesa l’unità nella carità, ma anche nella fede stessa non è sempre facile. Ma proprio per questo avere Pietro e far parte della Chiesa che Gesù ha edificato su di lui è un grandissimo dono, che bisogna difendere con ferma convinzione. Nulla però di automatico, bisogna anche vivere questo dono con il desiderio sincero di crescere nella fede viva e nella comunione con il Signore. Spesso le chiavi del regno dei cieli che vengono date a Pietro sono “chiavi pesanti”, come si disse in modo particolare per Papa Paolo VI. Specialmente in questo nostro tempo. Il Cardinale Martini già negli anni ‘90 avvertiva del pericolo costituito dal soggettivismo “che cresce come metastasi cancerogene”! Da allora la situazione non è migliorata. Però abbiamo questo punto di riferimento: Pietro, che porta con sé tutta la ricchezza della Tradizione, di santità innanzitutto, ma anche di riflessione, di approfondimenti, di memoria degli errori e di come si possono correggere.


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