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lunedì 1 giugno 2026

"MAGNIFICA ENCICLICA": PAPA LEONE PRESENTA LA SUA ENCICLICA IL 25 MAGGIO / 01 -06 - 2026.

 


Papa Leone ha scritto e firmato la sua prima Enciclica “Magnifica Humanitas” con un chiaro riferimento al “Leone precedente” e alla sua Enciclica “Rerum Novarum” che fu l’inizio del moderno Corpus della Dottrina Sociale della Chiesa. Infatti ha scelto per firmarla la data esatta del 135° anniversario della Rerum Novarum. Ma soprattutto è la sostanza e il metodo del testo che fa riferimento all’Enciclica di Leone XIII. Le conseguenze della rapida industrializzazione portavano in sé il rischio, già sperimentato concretamente in molte zone e contesti, di una disumanizzazione della società e della condizione del lavoro, nonché un mutamento profondo dei modi e dei punti di riferimento della vita umana. Così è anche oggi per la nostra epoca che, come disse Papa Benedetto XVI, non è “un’epoca di cambiamenti” - i cambiamenti nella società e nella Chiesa ci sono sempre - ma “un cambiamento di epoca simile alla fine dell’Impero Romano”. Una frase giusta che però rimane oscura per chi non conosce la Storia al punto di valutare appieno la  profondità dei mutamenti provocati dalla scomparsa della civiltà fondata sulla struttura della Romanitas ormai diventata ufficialmente cristiana. Papa Francesco “più grezzetto”, sapendo che anche tra i Cardinali qualcuno ha bisogno di comprendere con chiarezza, ha tradotto per la dimensione religiosa questa espressione di Papa Benedetto in modo più “brutale”. In sostanza ha detto: “la Cristianità (come organizzazione sociale e popolare della Chiesa) non c'è più, è finita! Per quanto tempo, ritornerà? Forse sì, non lo sappiamo. Ma una cosa è certa: oggi non dobbiamo più ragionare secondo gli schemi della Cristianità per la nostra azione pastorale". L’Intelligenza Artificiale è un fatto e come Chiesa ma anche come semplici uomini dobbiamo saper trarre dallo Spirito del Vangelo risposte adatte per custodire la dignità della persona in questa nuova era.

Nel suo discorso in occasione della presentazione della sua Enciclica “Magnifica Humanitas”, Papa Leone dona già molte chiavi per leggerla e comprenderla.  


PRESENTAZIONE DELLA LETTERA ENCICLICA

"MAGNIFICA HUMANITAS"


DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV


Aula del Sinodo

Lunedì, 25 maggio 2026


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Cari fratelli e sorelle,


desidero ringraziare tutti voi per essere qui oggi, per il vostro interesse.

domenica 31 maggio 2026

L'UOMO IMMAGINE DEL DIO TRINITARIO FONDAMENTO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA / Domenica della Santissima Trinità, 2026.

 

Costruire una nuova Babele oppure
la Città di Dio con gli uomini?


In questa “Magnifica Enciclica” Papa Leone ripercorre il Magistero sociale recente, radicato nella tradizione di sempre della Chiesa e quindi nella sua prassi e la sua riflessione. Di fatto però, dalla Rerum Novarum  (1891) in poi è venuto a formarsi un “corpo di Documenti" che Pio XII ha chiamato per la prima volta “Dottrina sociale della Chiesa”. Papa Leone esamina innanzitutto quali sono i fondamenti di questa Dottrina sociale. "Il mistero di Dio-Amore è la sorgente della Dottrina sociale". Dio relazione eterna e totale d'Amore tra le tre persone divine. Creato ad immagine di Dio, l’uomo, maschio e femmina, famiglia e popolo, trae il suo comportamento retto ed armonioso proprio dalla sua somiglianza con Dio. In questa Domenica della Santissima Trinità è bellissimo leggere ciò che Papa Leone ha scritto al riguardo.


I fondamenti della Dottrina sociale

L’essere umano immagine del Dio trinitario

48. La Dottrina sociale della Chiesa ci riporta al cuore stesso della nostra fede: il mistero del Dio vivente, rivelato in Gesù Cristo come comunione di Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, amore in relazione, che si dona reciprocamente e si comunica al mondo. [51] Come ricorda il Concilio, la persona umana è chiamata alla comunione con Dio e «non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé»: [52] la sua vocazione più profonda è entrare nel movimento trinitario dell’amore ricevuto e condiviso. 

CHI NON CREDE È GIÀ CONDANNATO: COSA SIGNIFICA? / Domenica della Santissima Trinità. 2026.

 


“Ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio”. Questa condanna non riguarda chi non ha incontrato Gesù, e sono tanti anche contando i membri delle altre religioni. Questa frase non dice che solo i battezzati cattolici vanno in paradiso. Neppure è una minaccia per incuterci paura da parte del Signore. Egli è “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà”. Ma è un criterio trasversale che riguarda ogni uomo se cerca la verità o meno, e avendola incontrata, l'accetta, si sottomette ad essa o la rifiuta. È un richiamo accorato. Gesù sa di essere La Via, la Verità e la Vita e che nessuno viene al Padre se non per mezzo di lui. Chi lo rifiuta si autocondanna. In questo si gioca la libertà sovrana dell’uomo anche se Gesù morirà per salvare tutti, anche chi lo vende per 30 denari. Puoi essere cattolico e non credere nel Signore Gesù.

Anche chi ha creduto, come in tutte le storie d’amore serie, ha bisogno di perseverare, di andare fino in fondo, irrobustito dalle prove. Il rischio di scoraggiamento, di delusione che travolge, per prove non previste che feriscono profondamente o tolgono tutti i punti di riferimento, questo rischio è reale. Allora s. Paolo sa di dover stimolare la perseveranza dei suoi cristiani:

 “Fratelli, siate gioiosi”: rendetevi conto della grazia gratuita che avete ricevuto, dell’amore fedele fino alla morte e alla morte di croce che è venuto a salvarvi. Ringraziate.

“tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda”: però non accontentavi, non scivolate nella mediocrità o nell’autocompiacimento. Ci sono tranelli e il demonio sa come tentarci. 

“abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi”. Dio ci ha fatto il dono della comunione, abbattendo il muro dell'inimicizia tra ebrei e pagani, inaugurando un’era nuova per l’umanità di cui le comunità cristiane, le chiese sono il segno e la primizia. La comunione tra le persone della comunità è la cosa principale. Siete più importanti dei vostri litigi. Il demonio invece è il divisore, il diabolos.

“Salutatevi una vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano” : Questo bacio santo esprime il sentirsi e chiamarsi fratelli e sorelle. Spesso invece, quanto individualismo, quanto anonimato e freddezza c'è nelle nostre assemblee liturgiche che dovrebbero essere il germe del paradiso… Ma non siamo soli. Da singoli, non siamo nulla di speciale, ma come comunità siamo una potenza e ci sono altri ("i santi") che combattono nel mondo per il Regno di Dio inaugurato da Gesù nella sua morte e nella sua redenzione. Essere cristiano significa avere una missione. Essere cristiano significa esserlo insieme e Dio è con noi.


Dal libro dell'Èsodo  Es 34,4b-6.8-9

venerdì 29 maggio 2026

COME VIVERE IL TEMPO DELLO SPIRITO? / In cammino con Maria. 29 - 05 - 2026.

 


Con la Pentecoste inizia il cammino della Chiesa nella potenza dello Spirito. La Chiesa che vive nel tempo e nel mondo compie la sua missione e cammina verso la Gloria promessa. Anche Maria compie ancora la sua missione presso i discepoli del Figlio e tutta l’Umanità fino alla sua entrata nella Gloria in corpo e anima. Una vita senza macchia porta alla glorificazione di tutta la persona come lo fu per Gesù e per la sua Madre. Noi celebriamo la “Pasqua di Maria” il 15 agosto. 

Liturgicamente alcuni riti vivono quindi come segno il “Tempo dello Spirito” dalla Pentecoste alla festa dell’Assunzione di Maria, col colore liturgico rosso. Istituendo la memoria di Maria Madre della Chiesa il lunedì di Pentecoste per il rito latino, Papa Francesco ha voluto significare questo cammino della Chiesa con Maria e anche il suo proprio cammino fino al suo entrare nella Gloria. 


Come vivere questo tempo?

giovedì 28 maggio 2026

LA CHIESA ORGANISMO VIVENTE SI SVILUPPA E SI ADATTA ALLE ESIGENZE DELLA SUA MISSIONE / SC 2. catechesi del Papa: La riforma della liturgia .

 


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro  Mercoledì, 27 maggio 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 2. La riforma della liturgia: tradizione e sviluppo


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!


Nell’Enciclica Mediator Dei, il Venerabile Pio XII scrive che «la Chiesa è un organismo vivente, e perciò, anche per quel che riguarda la sacra liturgia, ferma restando l’integrità del suo insegnamento, cresce e si sviluppa, adattandosi e conformandosi alle circostanze e alle esigenze che si verificano nel corso del tempo» (I,V).

In piena continuità con questo principio, il Concilio Vaticano II nel Proemio della Costituzione Sacrosanctum Concilium (SC) riconosce come «suo dovere interessarsi in modo speciale anche della riforma e della promozione della liturgia» (n. 1). L’assise conciliare era stata riunita, infatti, con lo scopo «di far crescere sempre più la vita cristiana tra i fedeli, di meglio adattare alle esigenze del nostro tempo quelle istituzioni che sono soggette a mutamenti, di favorire tutto ciò che può contribuire all’unione di tutti i credenti in Cristo e di rinvigorire ciò che giova a chiamare tutti nel seno della Chiesa» (ibid.).

mercoledì 27 maggio 2026

MAGNIFICA HUMANITAS A DIFESA DELLA VITA UMANA / 27 maggio 2026.

 


Magnifica Humanitas: annunciata con largo anticipo anche per l’argomento tanto attuale che tratta, questa prima enciclica di Papa Leone è stata molto commentata ed elogiata dal momento della sua divulgazione ufficiale lunedì scorso. Non ho potuto leggerla ancora. Ma mi rendo conto che alcune frasi e concetti possono già essere fonte di riflessione sicura. 

Per esempio il paragrafo  n. 55:

I diritti umani sono inviolabili, il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale… Quando questo diritto viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite.

martedì 26 maggio 2026

INIZIA IL TEMPO DELLO SPIRITO CON MARIA / Maria Madre della Chiesa, lunedì di Pentecoste

 



Grati a Papa Francesco e alle sue intuizioni di uomo fedele al Vangelo, ci stiamo abituando a celebrare la memoria di Maria Madre della Chiesa ogni lunedì di Pentecoste. Questo titolo di Madre della Chiesa era da tempo tradizionale nella Chiesa. Paolo VI lo ha proclamato ufficialmente alla fine del Concilio. È entrato nelle litanie lauretane alla fine del Rosario. Non c'era ancora nessuna memoria liturgica per questo titolo mariano. Papa Francesco, oltre a spiegare il valore di questo titolo e i suoi limiti in fedeltà alla tradizione dei Padri (Maria è più piccola della Chiesa: sant’Agostino) e al Vangelo, ha voluto una Memoria di Maria Madre della Chiesa come segno del “tempo dello Spirito” dopo la Pentecoste. 

Maria era presente assieme agli apostoli e ai primi credenti in attesa del dono dello Spirito. Li incoraggiava nella preghiera, presenza di fede che rassicura di fronte al senso di indegnità e alle paure verso il progetto di Dio, troppo grande per quei poveri esseri umani che hanno sperimentato la loro inadeguatezza e fragilità in tante circostanze ma soprattutto al momento della Passione. Adesso sanno che toccherà a loro portare avanti questa missione che fino all’ultimo non comprendevano, spesso sgomenti e impauriti non osando fare domande (cf Marco 10,32). Maria sa cosa significa avere la vita totalmente sconvolta in ogni suo aspetto dall’annuncio che viene da Dio. Ma la fede l’ha resa beata e non solo pellegrina in essa (cf. Luca 1,45). E la risurrezione del suo Figlio ha dimostrato che Dio è fedele e potente. Lei ha avuto ragione di fidarsi e ancora oggi crede. Può esclamare meglio di Paolo “tutto posso in colui che mi da la forza” (Filippesi 4,13). Ed ecco che dopo la Pentecoste accompagna ancora questi discepoli anche se la sua presenza, già tanto discreta nei Vangeli quanto importante, si fa ancora più discreta: non si parla più di lei. Ma continua la missione ricevuta dall’alto della croce e accompagna anche “quelli che crederanno in me mediante la loro parola” (Giovanni 17, 20), cioè noi, discepoli amati da Gesù, ciascuno di noi “testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi” (1 Pietro 5, 1). 

Prendiamo Maria con noi!

La Gioia del Vangelo: MARIA MADRE DELLA CHIESA, VISTA DA DON BOSCO / Lunedì di Pentecoste 2025

La Gioia del Vangelo: DONNA ECCO TUO FIGLIO, FIGLIO ECCO TUA MADRE / Maria Madre della Chiesa, lunedì dopo la Pentecoste.


Vangelo

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 19,25-34