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| Foto di gruppo dopo la Cresima |
CI SFORZIAMO DI FARE SEMPRE MEGLIO CIÒ CHE NON FUNZIONA PIÙ !
Papa Francesco ieri ha incontrato il Clero di Roma. Lo ha ringraziato come è doveroso per il lavoro pastorale generoso anche quando non sembra portare i frutti o i riconoscimenti attesi. Ma ha dovuto constatare che a 60 anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II è predominante ancora il modello della Pastorale Sacramentale. Come scriveva un diacono: “ci sforziamo di fare sempre meglio ciò che non funziona più!”. Nel Cristianesimo non esiste la formula magica. Ma come un Joseph Ratzinger, giovane studente, scopriva un’evidenza che però ai suoi tempi era rivoluzionaria, cioè che la Scrittura era l’anima della Teologia, così forse dobbiamo scoprire che la Scrittura è l’anima della Pastorale. Il modello della Pastorale Sacramentale non è fondato né sul programma di Gesù né su quello della Chiesa apostolica, ma sulla Cristianità, cioè del popolo cristiano non perché sia realmente evangelizzato ma perché “Cuius regio, eius religio” "Tale paese, tale religione" (è il principio sancito dalla Pace di Augusta (1555) che imponeva ai sudditi di adottare la stessa confessione religiosa del loro sovrano). Ora questo principio non è più accettato né vissuto. Quindi bisogna assolutamente cambiare. Da 60 anni la Chiesa ha dato molte volte le indicazioni, e lo Spirito Santo ha moltiplicato i carismi per cambiare la Pastorale. Eppure siamo ancora largamente indietro nel vivere ciò che dovrebbe essere generale, cioè una Pastorale di Evangelizzazione modellata sulla Chiesa primitiva. Ascoltiamo il Papa.



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