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domenica 26 aprile 2026

IMPARA A CONOSCERE LA VOCE DEL BUON PASTORE / IV Dom di Pasqua, 2026.

 


“Si sentirono trafiggere il cuore”. Si entra davvero nella Chiesa solo così: constatando di aver un bisogno totale di cambio di rotta o conversione. Conversione dalle strade che percorrevo finora dietro a falsi maestri, che Gesù chiama ladri e briganti, o forse errando come pecora senza pastore. Uno solo è il Pastore Buono, “o poimen o kalos", e tutte le pecore e i pastori devono passare da lui, dall’unica Porta, Lui che ci conosce e ci chiama per nome! Chi è entrato nella Chiesa senza conversione ci sta per semplice tradizione o per bisogno religioso ma non per fede cristiana.

In che cosa consiste allora il "sentirsi trafiggere il cuore"? È un’esperienza di dolore e amore insieme. È prendere coscienza che ho crocifisso, condannato, disprezzato, abbandonato colui che vedo adesso come Signore e Cristo, mio giudice e unica via di salvezza. Come non sentirmi sconsolato, perso, confuso e pieno di vergogna? Ma è l'amore di Dio che mi trafigge. Il mio cuore è come il frutto del fico dei poveri: selvatico, amaro. Allora il povero, come il profeta Amos, pecoraro e raccoglitore di sicomori (Amos 7, 14), con pazienza, punge ogni frutto per farlo maturare e renderlo dolce e commestibile. Così, dicono i Padri, il Signore trafigge col kerygma il cuore di ogni suo eletto e da amaro lo addolcisce. Lasciati attraversare dalla Parola di Dio, non bloccarla, non difenderti davanti a lei, ma rimani semplice, “nudo”, affinché possa plasmarti. Sàlvati da quella “generazione perversa” non perché sei migliore di loro. Ne facevi parte fino a questo momento, anche tu eri perverso, ma ora se accetti l'amore e la verità del Signore, sarai salvato e entrerai a far parte della famiglia dei redenti, dei rigenerati. La promessa è per te e i tuoi figli, e per  “tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”. Alcuni li raggiungerà  attraverso la tua conversione, come la samaritana che riconosce davanti a Gesù di non avere marito e sale di corsa al villaggio e dice alla gente: "Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?". (Giovanni 4,29).

Impara a conoscere la voce del tuo Signore e Pastore, per essere guidato da lui verso pascoli abbondanti, alle sorgenti che zampillano per la vita eterna. Non temere se la strada passa per valli oscure, non temere, il Signore è con te e ti difenderà dai lupi col suo bastone.


Dagli Atti degli Apostoli  At 2,14.36-41 

venerdì 24 aprile 2026

IL MATRIMONIO SI RISPETTATO DA TUTTI / UNA CARO 14. nn. 31-32.

 


31. L’Apostolo, evocando soprattutto il passo della Genesi in cui i due, l’uomo e la donna, formano una carne sola (cf. Gen 2,24), definisce l’intimità d’amore tra marito e moglie come un emblema luminoso della comunione di vita e di carità che intercorre tra Cristo e la Chiesa (cf. Ef 5,32). Attraverso questa pagina della Lettera agli Efesini, così fragrante nella sua umanità ma anche così densa nella sua qualità teologica, Paolo non si limita a proporre un modello di comportamento matrimoniale cristiano, ma indica nell’unione perfetta e unica tra Cristo e la Chiesa la sorgente originaria del matrimonio monogamico. Esso non è solo un’immagine di quella unione, ma la riproduce e incarna attraverso l’amore dei coniugi. È segno efficace ed espressivo della grazia e dell’amore che sostanzia l’unione tra Cristo e la Chiesa.

IL MISTERO GRANDE / UNA CARO 13. nn. 29-30

 

Cristo sposo della Chiesa.

29. San Paolo sviluppa in modo sistematico il tema dell’amore nuziale pieno e perfetto tra Cristo e la Chiesa nella Lettera agli Efesini (cf. Ef 5,21-33), riprendendo tra l’altro il passo della Genesi sull’essere “una sola carne” da parte della coppia (cf. Gen 2,24). L’amore monogamico indissolubile tra i due coniugi – sempre nella linea del tema sviluppato dai profeti per definire l’alleanza tra il Signore e Israele – si rivela come il simbolo per descrivere il vincolo tra Cristo e la Chiesa. Il matrimonio cristiano nella sua autenticità e pienezza è, dunque, segno della nuova alleanza cristiana.

DALL'INIZIO DELLA CREAZIONE ... GESÙ RESTITUISCE VALIDITÀ AL PROGETTO ORIGINARIO DI DIO / UNA CARO 12. nn. 26-28.

 


12   La simbologia nuziale del Nuovo Testamento

26. Nel Vangelo Gesù rimanda in modo esplicito “al principio”, cioè alle origini della prima coppia umana (cf. Gen 1,27; 2,24), per ribadire che l’amore monogamico, fedele e indissolubile esalta il rapporto di coppia, pensato dal Creatore in una dimensione di totalità e di esclusività (cf. Mt 19,3-9).

27. Nelle narrazioni evangeliche di Marco e di Matteo, Gesù si è espresso in modo inequivocabile sulla monogamia richiamandosi alle origini, alla volontà del Creatore. Il dibattito con i farisei sulla possibilità del divorzio gli offre l’opportunità di un pronunciamento autorevole. Egli ribadisce il principio della monogamia che sta al fondamento del progetto di Dio sulla famiglia: «dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto» (Mc 10, 6-9; cf. Mt 19, 4-6). Come base della sua affermazione, Gesù unisce due elementi esegetici di peso: «li fece maschio e femmina» (Gen 1,27) e «per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e [i due] diventeranno una sola carne» (Gen 2,24). Il primo uomo e la prima donna sono dunque uniti da Dio stesso nella coppia in un’unica carne. In altre parole, Gesù restituisce validità al progetto originario di Dio, andando al di là della norma data da Mosè e richiamandone una più antica, sottolineando allo stesso tempo una presenza divina nella radice stessa di questa relazione: «Ciò che Dio ha congiunto l’uomo non lo divida» (Mt 19,6). 

CON GESÙ I NOSTRI PROBLEMI NON SCOMPAIONO MA VENGONO ILLUMINATI / Giovedì III sett. di Pasqua 2026.

Papa Leone Messa in 
Guinea Equatoriale


Ho scritto spesso sull’incontro di Filippo con l’eunuco della regina candace (La Gioia del Vangelo: L'EUNÙCO ETIOPE: SI PUÒ ESSERE CRISTIANO DA SOLO? ). E ancora ieri sera l’ho commentato con gioia assieme alla comunità radunata per l’Eucaristia. Questo battesimo così rapido non può in nessun caso essere un argomento per giustificare i battesimi dati a bambini le cui famiglie non sono consapevoli e non si preparano. Noto che nella preparazione al battesimo in molte parrocchie spesso manca persino l’annuncio del Kerigma. Per quanto la preparazione al battesimo di quell’eunuco, che legge la Scrittura e sta in ricerca di senso, sia breve, il suo battesimo è fondato sulla sua fede e la sua fede è fondata su l'annuncio esplicito di Gesù Cristo morto e risorto, Signore, che viene a cambiare totalmente la sua vita. Non si può entrare nella Chiesa senza la fede e non esiste fede cristiana senza l’adesione a Cristo attraverso l’annuncio della sua morte e risurrezione e la decisione di seguirlo su questa via. Bisogna immergersi personalmente = farsi battezzare in quel mistero di morte e risurrezione. Purtroppo lasciamo entrare molti nella Chiesa senza questo passaggio, ingannandoli. 

Ieri su quelle stesse letture Papa Leone ha dato un’omelia bellissima in Guinea Equatoriale invitando ad entrare nelle Scritture per non essere più spettatori ma protagonisti della Storia della Salvezza, della storia della nostra vita. 

  “Le Scritture appena ascoltate ci interrogano, domandando a ciascuno di noi se e come sappiamo leggere le pagine bibliche che oggi condividiamo. Si tratta di un invito tanto serio quanto provvidenziale, perché ci prepara a leggere insieme il libro della storia, cioè le pagine della nostra vita, che Dio continua a ispirare con la sua sapienza”.

“Con la compagnia del Signore, i nostri problemi non scompaiono, ma vengono illuminati: come ogni croce trova redenzione in Gesù, così nel Vangelo il racconto della nostra vita trova senso. Perciò oggi ciascuno di noi può dire: «Sia benedetto Dio, che non ha respinto la mia preghiera, non mi ha negato la sua misericordia» (Sal 66,20). Egli ci ama per primo, sempre: la sua parola è per noi Vangelo, e nulla abbiamo di meglio da annunciare nel mondo”. 

Ecco il link del testo completo: Viaggio Apostolico in Guinea Equatoriale: Santa Messa nello Stadio di Malabo (23 aprile 2026)


Dagli Atti degli Apostoli  At 8,26-40

mercoledì 22 aprile 2026

I "SALANDRA LOVERS" E "CAMPANIA FELIX" DI MARANO HANNO ANTICIPATO LA GIORNATA DELLA TERRA 2026 IL SABATO 18 APRILE

 

La Masseria fortificata
Farragnano a Marano

Grazie all'Associazione "Salandra Lovers" e i suoi volontari, da abbandonato a luogo curato e aperto al pubblico e alle visite didattiche, il Bosco della Salandra diventa un patrimonio prezioso di Marano. In occasione della "Giornata della Terra" e con la partecipazione del Circolo Laudato Si "Campania Felix" della parrocchia di san Castrese, sabato mattina si parte dalla Masseria Farragnano in una trentina di persone con la compagnia di alcuni cani, e si va verso la Cappella di Pietraspaccata. Dopo spiegazioni sulla storia del sito si pregano le Lodi. Poi si riparte verso il bosco della Salandra, in particolare il castagneto e il Ciauriello di epoca romana. La sosta al belvedere con qualche foto ricordo di gruppo conclude la nostra visita. Una bella mattinata piena di amicizia, sole e aria pura. È importante scoprire come contemplazione dell'opera di Dio, della meraviglia della vita, e l'intreccio positivo della natura e dei suoi protagonisti tra cui l'uomo (fin dalla preistoria) sono un unico patrimonio da custodire e difendere. Sul sito dei Salandra Lovers (.::: Salandra Lovers | Bosco della Salandra - Marano di Napoli | Associazione Ambientalista, Educazione e Cultura :::. ) troviamo memoria del loro impegno contro l'incuria di chi inquina. "Campania Felix" parte direttamente dalla prospettiva cristiana della Ecologia integrale, insegnata da Papa Francesco nella sua Enciclica "Laudato Si" scritta in occasione della COP21 di Parigi, e ripresa a pieno da Leone XIV. Per il cristiano l'impegno ecologico è conseguenza diretta della fede in Dio creatore e salvatore e corregge le visioni ecologiste che considerano l'uomo come intruso molesto nella natura e tacciano di artificiale tutto ciò che egli fa.    

PERCHÉ UN NUOVO CONCILIO? DAL CONCILIO DI TRENTO AL VATICANO I E AL VATICANO II / 03 Conosciamo il Concilio Vaticano II

 

S. Pietro, il popolo di Roma
mentre si vota il dogma
dell'infallibilità papale

Il Concilio di Trento fu un grande Concilio che propose, oltre a punti dogmatici, un impianto globale per la prassi della Chiesa di fronte ai “tempi moderni”. Quando diciamo “tempi moderni” a noi del XXI secolo, il XVI secolo non sembra tanto moderno. Ma c'era una vera rivoluzione nell’area della Cristianità occidentale, su tutti i piani: politico, sociologico, scientifico, tecnologico, con un'espansione nuova verso altri popoli, in chiave coloniale ma anche commerciale e culturale. E quindi le persone dovevano essere rafforzate nella fede con nuove sintesi e nuovi punti di riferimento perché quelli tradizionali cambiavano. Uno dei mezzi scelti fu l'impostazione clericale della Chiesa.

Come sempre, per riprendere un felice concetto di Joseph Ratzinger, quando la Chiesa smarrisce la strada o vuole aprire strade nuove per il futuro, deve prima ritornare alle sue radici per ripartire da esse in una nuova sintesi adatta al momento presente. Fu così per la riforma liturgica del Concilio di Trento che ripartì dalle tradizioni più antiche conosciute. Ma lo studio e la ricerca non si fermano mai e c'era ancora molto da scoprire e studiare. Lungo i secoli successivi, questi studi andarono avanti. E il Messale promulgato da san Pio V ebbe edizioni successive con modifiche fino a quella del … 1962. Papa Leone XIII (1878 - 1903) fu un grande promotore della ricerca archeologica cristiana che accompagnò il “movimento liturgico” che sfociò poi nella riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Egli fu anche il Papa che attento “alle cose nuove” (= ”rerum novarum”) parlò dei cambiamenti sociali, stimolato dalle esperienze di alcuni osservatori e imprenditori cristiani. Il Signore dona sempre carismi nuovi, e per mezzo loro mantiene giovane la sua Chiesa.