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| Paolo VI promulga la Costituzione sulla Liturgia |
In convento un frate ci formava alla liturgia. Ne era innamorato e mi ha comunicato questo amore. Una delle prime cose che disse era la grandissima importanza data dal Concilio Vaticano II alla Liturgia e alla sua riforma. Come ulteriore prova ricordava che la Costituzione conciliare sulla Liturgia, “Sacrosanctum Concilium” (d’ora in poi notata S.C.) era stata provvidenzialmente la prima delle 4 Costituzioni votate dai Padri, adottata con un voto plebiscitario: 2147 voti a favore e solo 4 contrari! e solennemente promulgata da papa Paolo VI il 4 dicembre 1963. Durante il corso di Liturgia alla Facoltà di Teologia si ripetevano le stesse cose.
La Messa che cambia è stato per tutti la prima cosa percepita delle decisioni del Concilio. Ero piccolo allora e nella mia famiglia c'era un’accettazione completa sia per la riforma in sé che per una profonda obbedienza alla Chiesa. Il tutto era facilitato dalla docilità del mio parroco nell'applicare le direttive emanate dal vescovo, in particolare le traduzioni del nuovo Messale in francese man mano che erano autorizzate. Però sentivo anche persone adulte in difficoltà: “la religione è quella che mi hanno insegnato da bambino, mi cambiano la religione!” Allora in Francia c'era l’usanza di offrire a 12 anni sia il primo orologio che il messalino con il testo latino e la traduzione francese a confronto. Infatti la Messa era tutta in latino ma mica la gente conosceva il latino! Mio fratello più grande ricevette un messalino pregiato con taglio dorato perché doveva durargli tutta la vita. A causa del Concilio non l’ha quasi mai usato e nessuno di noi ebbe questo regalo.
Infatti i Padri conciliari avevano scritto nella S.C.:
“Capitolo III. La riforma della sacra liturgia


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