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giovedì 2 luglio 2026

"AVETE IL MANDATO APOSTOLICO"? "BEH, NO, MA, PERÒ..." / Consacrazione illecita di nuovi vescovi e relativa scomunica. 02 - 07 - 2026.

 


“Se alcuni pastori o capi sono malvagi, non rifiutate la Chiesa, anche quando siamo feriti dagli scandali: è quella che Cristo ha fondato, e Lui non permetterà mai che perisca. È Cristo stesso che vuole che rimaniamo nell’unità”. (Sant’Agostino). 


Dopo la consacrazione illecita di 4 nuovi vescovi per la FSSPX ieri, vedo due livelli tra coloro che approvano, aderiscono allo scisma: 

Quello  delle persone più semplici che hanno trovato nelle chiese lefebvriane un senso del sacro che non trovavano più nelle loro parrocchie. Uno scrive: “non ci veniva trasmesso il senso del sacro. Andai a ricevere la mia Prima Comunione senza che nessuno mi facesse capire che in quel pezzetto di Ostia c’era la REALE, OGGETTIVA e DIVINA presenza di Cristo. Per me era solo un biscottino”. Non possiamo ignorare questa sofferenza e anche oggi è un richiamo molto serio ai parroci, ai catechisti e formatori nelle parrocchie. Ma chi ha letto e applicato il Concilio Vaticano II sa che nei Padri e nei documenti che hanno emanato c'era tutto il sacro della fede bimillenaria di cui è Autore e Perfezionatore il Signore Gesù, il senso pieno, biblico, conforme al Vangelo e al progetto di salvezza di Dio in Gesù Cristo. In ogni caso le imperfezioni e anche gli scandali non giustificano il lasciare la Chiesa, il disobbedire al Papa. Altrimenti si cade in un giudizio generale poggiandosi si fatti che sono comunque puntuali, particolari. Da una semplicità affermata ci si alza a un livello che non dovrebbe essere toccato per riconosciuta incompetenza. Si mette sul piano dei principi di fede qualche esperienza personale, più o meno affettiva. 

mercoledì 1 luglio 2026

PAPA LEONE E LO SCISMA DELLA FSSPX / 1 luglio 2026.

 


Con animo paterno e affetto cristiano, con invito a dialogare guidati dallo Spirito Santo, pronto a riconoscere gli aspetti positivi o persino i valori cercati anche se non raggiunti dalle persone legate alla FSSPX…  Questo è l’atteggiamento di Papa Leone XIV verso chi corre sulla via dello scisma. Dall'inizio è l’atteggiamento costante  della Chiesa per chi ha seguito Mons. Lefebvre  e che Papa Leone ricorda: “di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”. Ma la benevolenza e la pazienza, non escludono la fermezza nella verità. L’amore autentico esige questa doppia dimensione che in Gesù e nei suoi servi sono una cosa sola: benevolenza nella verità. Consacrare dei vescovi senza il mandato del Papa è un “peccato di estrema gravità”

Questo atteggiamento e questa lettera di Papa Leone sono un grande insegnamento per ciascuno di noi. L’amore che non si radica nelle ragioni ultime, non si radica nella Verità con la “V” e la fine è essere come “fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore” (Efesini 4, 14; vedi anche 1 Timòteo 1, 10; 4, 6; 6, 3; 2 Timòteo 4, 3: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci”; e anche Tito 1, 9; 2, 1.7.10)

Non è difficile dimostrare l’irrazionalità delle scelte della FSSPX e la loro inconsistenza sia a livello di fede che storico. Ma ci lega, oltre la coscienza della nostra propria fragilità e indegnità, anche la certezza dell’amore fedele di Cristo per tutti. In questo sant’Agostino è stato buon maestro che diceva agli eretici donatisti che avrebbe continuato a chiamarli fratelli e ad amarli come tali. Non sempre la Chiesa ha avuto questi toni. Questo approccio è proprio un frutto del Concilio Vaticano II. Non è sempre facile da comprendere come riconosceva Paolo VI già confrontato con la ribellione di Lefebvre, ma è ciò che deve guidare ciascuno di noi nella sua vita.  Assieme a Papa Leone il nostro animo è “addolorato, ma ancora pieno di speranza”. Siamo tristi ma preghiamo ancora e ancora.


LETTERA DEL SANTO PADRE LEONE XIV

AL SUPERIORE GENERALE DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X

lunedì 29 giugno 2026

EXTRA ECCLESIAM NULLA SALUS: FUORI DALLA CHIESA NON C'È SALVEZZA / Solennità dei SS Pietro e Paolo, 2026.

 


La Chiesa festeggia insieme Pietro e Paolo. Le letture delle messe di questa solennità li presentano quasi come due figure estranee l’una all’altra. Certo che c'è molto da dire su ciascuno di loro. Ma è essenziale anche sottolineare come la loro diversità grande diventa unione assoluta nell’unica Chiesa. Per dirla a soldoni, umanamente Paolo chiamato direttamente da Gesù sulla via di Damasco è infinitamente superiore a Pietro, il padroncino pescatore del lago di Tiberiade. Paolo è figlio di tre culture, ebraica, greca e latina, è fariseo figlio di farisei, con una perfetta preparazione sulla Torah ai piedi dei migliori maestri in particolare Gamaliele, ha una penetrazione teologica che vede più chiaramente degli altri il nuovo portato da Cristo in rapporto al “vecchio”, e il frutto del suo apostolato è superiore: “ho lavorato più di tutti loro, non io però, ma la grazia che è in me”!

Eppure Paolo si sottomette a Pietro e alla Chiesa degli Apostoli. In modo intelligente: evita che sia coinvolta tutta la comunità di Gerusalemme per non impantanarsi in chiacchiere di incompetenti ma parla privatamente con coloro che ne sono ritenuti le colonne: Giacomo, Pietro-Cefa e Giovanni perché diano a lui e a Barnaba “la destra in segno di comunione” (vedi Gàlati 2). Ma si sottomette: c'è qui sia l’approvazione teologica che il mandato missionario! Discernimento e potere di giurisdizione, potere di sciogliere e legare!

Siamo in un momento triste in cui il soggettivismo fa che singoli o gruppi rifiutano sia il discernimento del Magistero che il potere dei legittimi pastori di dare o rifiutare il mandato a ciò che vorrei fare. Il soggettivismo mi fa, anche in campo religioso, il dio di me stesso, come se la Chiesa fosse solo un'invenzione umana e non un dono dall’alto. Chi invoca la propria sensibilità eretta in valore assoluto, chi invoca uno “stato di necessità” per andare oltre l’autorità della Chiesa e creare una Chiesa scismatica. In genere questi ultimi presentano come giustificazione l’opporsi a Pietro a viso aperto di Paolo (cf. Gal 2,11) perché Pietro nel suo comportamento pratico rinnega il discernimento fatto prima a Gerusalemme. Ma Paolo non va oltre Pietro, non rompe con lui e Pietro dona ragione a Paolo, riconosce i suoi torti. È molto diverso da quello che vediamo nella tenace opposizione al Concilio che dura da ormai 60 anni e sta portando alla divisione della Chiesa, ingannando molte persone. Su questo torneremo. Ma intanto viviamo, anche con sofferenza, la piena cattolicità della nostra fede, cioè l’essere in comunione con la Chiesa e con “Pietro” sempre presente in mezzo a noi, come ce l’hanno testimoniato tutti i santi e in particolare san Francesco d’Assisi. 


Dagli Atti degli Apostoli  At 12,1-11

domenica 28 giugno 2026

LA RICOMPENSA DEL PROFETA / XIII Dom del T.O., A. 2026.



 Il legame tra la prima lettura e il Vangelo è la figura del profeta, uomo di Dio, santo. La donna sunamita riceve Eliseo e quando scopre la sua qualità gli offre più riguardi e ottiene “la ricompensa del profeta”ossia quel figlio che non poteva avere! Anche se non ce lo dice il brano liturgico noi che leggiamo la Bibbia vediamo che i doni di Dio non sono esenti di prove, di oscurità in cui la fede viene purificata: infatti, qualche anno dopo, il fanciullo cresciuto è colpito da insolazione (!?) e muore. La donna amareggiata - non aveva chiesto questo figlio - non si arrende e si ribella davanti al profeta ma continua a credere e Dio si mostra ancora fedele: il suo figlio risorge. In fondo è una logica normale nel cammino di fede. Non è stato così con Abramo e Isacco? Sul monte Moria l’obbedienza di fede di Abramo lo rende nostro Padre nella Fede! Non deve essere così per ogni cristiano? Non devono essere purificati i nostri affetti affinché siano realmente doni che non ci ripiegano su noi stessi ma ci mettono nella verità di fronte a Dio sorgente di tutti i doni?

Ecco perché "Chi ama il padre o la madre più di me … il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà”. Con la sola ragione non possiamo comprendere e nemmeno realizzarlo con le nostre forze. Solo nel dire sì al Signore passo passo, sperimentiamo che la sua Parola, la sua Promessa, sono vere. 

Dal Vangelo impariamo però che i discepoli del Signore hanno da parte sua un trattamento, una dignità particolari, quella di inviati, di familiari di Dio. Impariamo anche che la carità non è mai senza discernimento. “Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta”, e così per il giusto, ecc. L’amore non è ingenuo, le relazioni non sono cieche ma in Cristo vanno aldilà delle apparenze e delle simpatie antipatie. Questo non significa escludere qualcuno dall’amore perché tutto si compie nella promessa di Gesù: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me". In questo caso non si tratta solo dei discepoli ma di qualunque persona perché immagine di Dio. Spero che riusciamo a comprendere questo Vangelo e metterlo in pratica. Non inclusione che cancella ogni differenza ma un amore sapiente che abbraccia davvero tutti con discernimento. 

Voi che avete compreso che grazia è l’essere cristiani: “la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!” (Colossesi 3, 15)


Dal secondo libro dei Re  2Re 4,8-11.14-16a

sabato 27 giugno 2026

SIETE IL CORPO DI CRISTO E LE SUE MEMBRA / SC 4. Catechesi del Papa. Il mistero eucaristico.



I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 4. Il mistero eucaristico

24 GIUGNO 2026

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II, in particolare sulla Costituzione Sacrosanctum Concilium (SC) sulla Liturgia.

Quando Sant’Agostino vuole spiegare ai nuovi battezzati il mistero del Corpo di Cristo, riprende il passo di San Paolo che abbiamo ascoltato: «Voi siete corpo di Cristo e, ognuno secondo la propria parte, sue membra» (1Cor 12,27). E aggiunge: «È il vostro mistero che ricevete. A ciò che siete voi rispondete: Amen, e la vostra risposta è come la vostra firma. Vi si dice: “Il corpo di Cristo”, e voi rispondete: “Amen”. Siate dunque membra del corpo di Cristo, perché il vostro amen sia vero. […] Siate ciò che vedete, e ricevete ciò che siete» (Sermone 272: PL 38, 1247).

SAN BONAVENTURA E SANT'ALFONSO SUL MATRIMONIO / UNA CARO 18. nn. 42 - 45

Sant'Alfonso de' Liguori


Alcuni autori medievali e moderni

42. Nel pensiero di San Bonaventura sul matrimonio, sostanzialmente omogeneo a quello di San Tommaso, di cui si dirà più avanti, possiamo individuare una riflessione, nel quadro di una visione teologale, che include la necessità della consumazione perché il matrimonio possa significare pienamente l’unione tra noi e Cristo: «Poiché il consenso, in quanto consenso sull’agire futuro, non è propriamente consenso, bensì promessa di esso; e poiché il consenso, invero, prima dell’unione carnale non produce una unione piena, dato che non sono ancora una sola carne, ne consegue che attraverso le parole sul futuro si dice che il matrimonio ha avuto inizio, è ratificato con parole riferite al presente, ma consumato nell’unione carnale, perché allora sono una sola carne e diventano un solo corpo; e con ciò viene significata pienamente quell’unione che è tra noi e Cristo. Allora, infatti, pienamente il corpo di uno è dato al corpo dell’altro»[35].

sabato 13 giugno 2026

I VESCOVI ITALIANI: IL PRIMO ANNUNCIO O "KERYGMA" DEVE OCCUPARE IL CENTRO DELL'ATTIVITÀ EVANGELIZZATRICE E DI OGNI INTENTO DI RINNOVAMENTO ECCLESIALE / Radicati e costruiti in Cristo 31 Maggio 2026maggio 2026.

 


Un anno fa incontrando per la prima volta i vescovi italiani (17 giugno 2025) Papa Leone diceva di tornare al Kerygma. Mi chiedevo : ascolteranno? (La Gioia del Vangelo: FINALMENTE LA SVOLTA? / Papa Leone ai Vescovi italiani, 17 giugno 2025. ) Papa Leone ripete lo stesso messaggio alla loro Assemblea Plenaria quest'anno ed essi lo recepiscono nel loro documento finale. Ecco alcuni estratti sia del discorso del Papa, sia del documento dei vescovi (Vescovi della Conferenza Episcopale Italiana (28 maggio 2026) ). La domanda diventa allora: ascolteranno i preti, le parrocchie? Un amico diacono molto impegnato nella Caritas diceva il suo disagio di fronte a molte e belle opere caritative, costatando però un disagio, un pudore, nell'annunciare nel Nome di chi si fa carità e non solo filantropia e chi veramente salva la vita di tutti. Papa Leone non ha mancato di ribadire questa esigenza nelle isole Canarie...

Il Papa ha detto: 

... Ecco, dunque, la rinnovata attenzione all’iniziazione cristiana, che non può essere pensata solo come preparazione ai Sacramenti.