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martedì 17 febbraio 2026

COME MAI NON COMPRENDETE ANCORA? / 7 Santi Fondatori dei Servi di Maria, 17 febbraio 2026.



I discepoli sono in mezzo al lago di Gennesaret e si accorgono che non hanno preso pane. Dove trovare un panificio in mezzo all’acqua? Sarebbe razionale rimandare il problema a quando saranno approdati. Ma la preoccupazione prevale e parlano tra di loro di questo. C'è anche un risvolto gustoso: persino le prediche di Gesù annoiavano i suoi ascoltatori assidui, non solo quelle di noi preti! Eppure Gesù stava dicendo cose importanti, ma, si sa, lo stomaco comanda… 

E che fa Gesù? 

lunedì 16 febbraio 2026

PERCHÉ GESÙ NON VUOLE DARE SEGNI A CHI LI CHIEDE? / Lunedì VI sett. T.O., pari, 2026.



Credere o meno in Gesù come il Messia mandato da Dio non è una cosa da poco. Ci va di mezzo tutta la mia vita e la mia salvezza eterna. E qualsiasi persona che vuole la salvezza di Dio desidera avere una grande certezza. Quindi è di per sé normale che i farisei chiedessero un segno dal cielo che potesse permettergli di credere in Gesù. Eppure Gesù risponde con il diniego, rivolto non solo a quei farisei ma a tutto il popolo: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». 

Perché Gesù si comporta così?

domenica 15 febbraio 2026

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE / VI Domenica del T.O.,A. 2026



Il Siracide invita a fidarsi di Dio anche quando la Parola appare paradossale, irrealista. Infatti il libro del Siracide parla dall’esperienza di secoli del popolo: chi ha voluto osservare i comandamenti della Legge si è sentito protetto, custodito dalla Sapienza di Dio. È logico quindi fare poi fiducia alla parola del Messia, tanto più che spesso Gesù si riferisce al progetto originario di Dio e denuncia la prassi posteriore dovuta alla durezza di cuore degli uomini, come per esempio il ripudio

Il brano di oggi sottolinea un altro aspetto fondamentale: il potere della coscienza e della libertà. Dio non vuole schiavi. Lui è il Bene e, fonte della vita, solo lui può portarla alla pienezza per la quale siamo stati creati e aspiriamo. Ma dobbiamo sceglierlo liberamente. 

sabato 14 febbraio 2026

DIALOGO LEFEBVRIANI - SANTA SEDE: COSA SUCCEDE ADESSO? / SS. Cirillo e Metodio, 14 febbraio 2026.



La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) annuncia che consacrerà nuovi vescovi il 1° luglio contro la volontà del Papa “per assicurare ai suoi fedeli di poter continuare a ricevere i sacramenti in futuro”. Infatti dei quattro vescovi consacrati da Monsignor Lefebvre sono rimasti solo due e già avanti in età (uno era stato espulso anni fa per antisemitismo e negazionismo della Shoah). 

È chiaro che consacrare vescovi senza il consenso della Santa Sede costituisce uno scisma, cioè la creazione di una chiesa non in comunione con l’unica Chiesa fondata da Gesù. Infatti ogni vescovo è successore - legittimo o meno - degli apostoli e gode della pienezza del potere sacerdotale: può ordinare preti, celebrare tutti i sacramenti e i sacramentali come gli esorcismi…

giovedì 12 febbraio 2026

LA SACRA SCRITTURA: PAROLA DI DIO IN PAROLE UMANE / Catechesi n. 04 sulla DV.

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 4 febbraio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 4. La Sacra Scrittura: Parola di Dio in parole umane


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

La Costituzione conciliare Dei Verbum, sulla quale stiamo riflettendo in queste settimane, indica nella Sacra Scrittura, letta nella Tradizione viva della Chiesa, uno spazio privilegiato d’incontro in cui Dio continua a parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo, affinché, ascoltandolo, possano conoscerlo e amarlo. I testi biblici, tuttavia, non sono stati scritti in un linguaggio celeste o sovrumano. Come ci insegna anche la realtà quotidiana, infatti, due persone che parlano lingue differenti non s’intendono fra loro, non possono entrare in dialogo, non riescono a stabilire una relazione. In alcuni casi, farsi comprendere dall’altro è un primo atto di amore. Per questo Dio sceglie di parlare servendosi di linguaggi umani e, così, diversi autori, ispirati dallo Spirito Santo, hanno redatto i testi della Sacra Scrittura. Come ricorda il documento conciliare, «le parole di Dio, espresse con lingue umane, si sono fatte simili al parlare dell’uomo, come già il Verbo dell’eterno Padre, avendo assunto le debolezze dell’umana natura, si fece simile all’uomo» (DV, 13). Pertanto, non solo nei suoi contenuti, ma anche nel linguaggio, la Scrittura rivela la condiscendenza misericordiosa di Dio verso gli uomini e il suo desiderio di farsi loro vicino.

UN SOLO SACRO DEPOSITO. IL RAPPORTO TRA SCRITTURA E TRADIZIONE / Catechesi n. 03 sulla DV.

LEONE XIV  UDIENZA GENERALE


Mercoledì, 28 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 3. Un solo sacro deposito. Il rapporto tra Scrittura e Tradizione


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguendo nella lettura della Costituzione conciliare Dei Verbum sulla divina Rivelazione, oggi riflettiamo sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione. Possiamo prendere come sfondo due scene evangeliche. Nella prima, che si svolge nel Cenacolo, Gesù, nel suo grande discorso-testamento rivolto ai discepoli, afferma: «Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. […] Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità» (Gv 14,25-26; 16,13).

GESÙ CRISTO RIVELATORE DEL PADRE / Catechesi n. 02 sulla DV.

LEONE XIV

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI

Mercoledì, 21 gennaio 2026

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Catechesi. I Documenti del Concilio Vaticano II. Costituzione dogmatica Dei Verbum. 2. Gesù Cristo rivelatore del Padre


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II, sulla divina Rivelazione. Abbiamo visto che Dio si rivela in un dialogo di alleanza, nel quale si rivolge a noi come ad amici. Si tratta dunque di una conoscenza relazionale, che non comunica solo idee, ma condivide una storia e chiama alla comunione nella reciprocità. Il compimento di questa rivelazione si realizza in un incontro storico e personale nel quale Dio stesso si dona a noi, rendendosi presente, e noi ci scopriamo conosciuti nella nostra verità più profonda. È ciò che è accaduto in Gesù Cristo. Dice il Documento che l’intima verità sia di Dio che della salvezza dell’uomo risplende a noi in Cristo, che è insieme il mediatore e la pienezza di tutta la rivelazione (cfr DV, 2).