“Se alcuni pastori o capi sono malvagi, non rifiutate la Chiesa, anche quando siamo feriti dagli scandali: è quella che Cristo ha fondato, e Lui non permetterà mai che perisca. È Cristo stesso che vuole che rimaniamo nell’unità”. (Sant’Agostino).
Dopo la consacrazione illecita di 4 nuovi vescovi per la FSSPX ieri, vedo due livelli tra coloro che approvano, aderiscono allo scisma:
Quello delle persone più semplici che hanno trovato nelle chiese lefebvriane un senso del sacro che non trovavano più nelle loro parrocchie. Uno scrive: “non ci veniva trasmesso il senso del sacro. Andai a ricevere la mia Prima Comunione senza che nessuno mi facesse capire che in quel pezzetto di Ostia c’era la REALE, OGGETTIVA e DIVINA presenza di Cristo. Per me era solo un biscottino”. Non possiamo ignorare questa sofferenza e anche oggi è un richiamo molto serio ai parroci, ai catechisti e formatori nelle parrocchie. Ma chi ha letto e applicato il Concilio Vaticano II sa che nei Padri e nei documenti che hanno emanato c'era tutto il sacro della fede bimillenaria di cui è Autore e Perfezionatore il Signore Gesù, il senso pieno, biblico, conforme al Vangelo e al progetto di salvezza di Dio in Gesù Cristo. In ogni caso le imperfezioni e anche gli scandali non giustificano il lasciare la Chiesa, il disobbedire al Papa. Altrimenti si cade in un giudizio generale poggiandosi si fatti che sono comunque puntuali, particolari. Da una semplicità affermata ci si alza a un livello che non dovrebbe essere toccato per riconosciuta incompetenza. Si mette sul piano dei principi di fede qualche esperienza personale, più o meno affettiva.
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