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mercoledì 20 maggio 2026

NELLA SANTA LITURGIA, CON LA POTENZA DEL SUO SPIRITO, GESÙ CONTINUA AD AGIRE / Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa

 

Papa Leone e il Catholicos armeno Aram
oggi durante l'Udienza Generale

Dopo la Dei Verbum e la Lumen Gentium, Papa Leone ha iniziato ad parlare della Sacrosanctum Concilium che tratta della Liturgia.


I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa 

 Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Iniziamo oggi una serie di catechesi sul primo Documento promulgato dal Concilio Vaticano II: la Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium (S.C.).

Elaborando questa Costituzione, i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo. La liturgia, in effetti, tocca il cuore stesso di questo mistero: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita. Nella liturgia infatti, «si attua l’opera della nostra redenzione» (SC, 2), che fa di noi una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo che Dio si è acquistato (cfr 1Pt 2,9).

COME NASCE LA LITURGIA? / 02 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia nel Concilio

 


La Sacrosanctum Concilium (S.C.) è dunque la prima Costituzione emanata dal Concilio Vaticano II. Nasceva in un contesto in cui contava molto il Rubricismo: la Liturgia latina appariva come una serie di forme, testi e gesti - le rubriche liturgiche - da rispettare rigidamente per essere conforme alla fede cattolica e valida sacramentalmente. Iniziare lo studio dei Documenti del Concilio con la S.C. può dunque essere fuorviante se non si mette da parte questa mentalità rubricistica. Purtroppo l’applicazione della Riforma liturgica presso molti preti e comunità si è svolta in questa mentalità: prima si doveva fare così, adesso si fa cosà. Le rubriche erano soltanto cambiate (anche se molto cambiate) ma non la mentalità! Ho sentito in questi ultimi giorni questa frase dalla bocca di un prete: “se don X dice messa…!” Era il linguaggio degli anni ‘50 del secolo scorso, ma, a quanto sembra, è ancora il linguaggio di una parte del clero giovane nel 2026. Non a caso nel suo primo discorso Urbi et Orbi, Giovanni Paolo II disse : “Anzitutto, desideriamo insistere sulla permanente importanza del Concilio Ecumenico Vaticano II, e ciò è per noi un formale impegno di dare ad esso la dovuta esecuzione. Non è forse il Concilio una pietra miliare nella storia bimillenaria della Chiesa e, di riflesso, nella storia religiosa e anche culturale del mondo? … Questo criterio generale, della fedeltà al Vaticano II e di esplicito proposito, da parte nostra, per la completa sua applicazione, potrà interessare più settori: … ma uno specialmente dovrà essere il settore che richiederà le maggiori cure, cioè quello dell’ecclesiologia”. (La Gioia del Vangelo: GIOVANNI PAOLO II E ALTRI, E IL CONCILIO VATICANO II / San Giovanni Paolo II, 22 ottobre 2025. )

Sapientemente, Papa Leone nelle sue catechesi sul Concilio ha cominciato dalla Dei Verbum (in principio era la Parola e questa Parola compiuta è Gesù Cristo!), per passare alla Lumen Gentium (da Cristo, dalla Parola nasce la Chiesa) e solo oggi ha iniziato a parlare della Sacrosanctum Concilium (è la Chiesa unita al suo Sposo che celebra il Mistero pasquale). Egli ha detto oggi all'Udienza del mercoledì: 

martedì 19 maggio 2026

PERCHÉ IL CONCILIO HA VOLUTO RIFORMARE LA LITURGIA? / 01 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia del Concilio

Paolo VI promulga
la Costituzione
sulla Liturgia

 In convento un frate ci formava alla liturgia. Ne era innamorato e mi ha comunicato questo amore. Una delle prime cose che disse era la grandissima importanza data dal Concilio Vaticano II alla Liturgia e alla sua riforma. Come ulteriore prova ricordava che la Costituzione conciliare sulla Liturgia, “Sacrosanctum Concilium” (d’ora in poi notata S.C.) era stata provvidenzialmente la prima delle 4 Costituzioni votate dai Padri, adottata con un voto plebiscitario: 2147 voti a favore e solo 4 contrari! e solennemente promulgata da papa Paolo VI il 4 dicembre 1963. Durante il corso di Liturgia alla Facoltà di Teologia si ripetevano le stesse cose. 

La Messa che cambia è stato per tutti la prima cosa percepita delle decisioni del Concilio. Ero piccolo allora e nella mia famiglia c'era un’accettazione completa sia per la riforma in sé che per una profonda obbedienza alla Chiesa. Il tutto era facilitato dalla docilità del mio parroco nell'applicare le direttive emanate dal vescovo, in particolare le traduzioni del nuovo Messale in francese man mano che erano autorizzate. Però sentivo anche persone adulte in difficoltà: “la religione è quella che mi hanno insegnato da bambino, mi cambiano la religione!” Allora in Francia c'era l’usanza di offrire a 12 anni sia il primo orologio che il messalino con il testo latino e la traduzione francese a confronto. Infatti la Messa era tutta in latino ma mica la gente conosceva il latino! Mio fratello più grande ricevette un messalino pregiato con taglio dorato perché doveva durargli tutta la vita. A causa del Concilio non l’ha quasi mai usato e nessuno di noi ebbe questo regalo.

Infatti i Padri conciliari avevano scritto nella S.C.:  

Capitolo III. La riforma della sacra liturgia

lunedì 18 maggio 2026

DALLA SPERANZA ALL'AZIONE / Settimana Laudato Si, 17 - 24 maggio 2026.

 


Dal 17 al 24 maggio si svolge la "Settimana Laudato Si" nella sua 5a edizione, istituita per tenere vivo l'impulso dato da Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Si del 24 maggio 2015. Il tema di quest'anno è "Dalla speranza all'azione". Un invito chiaro per tutti noi. Con parole semplici, al "Regina Caeli", il Papa ci ha incoraggiati a raddoppiare gli sforzi con intelligenza e concretezza, a livello individuale e in rete. Mentre con l'avidità e la noncuranza, con le guerre, con l'uso irresponsabile delle possibilità offerte da nuove tecnologie, molti contribuiscono a questa "guerra generalizzata contro l'ambiente" come diceva Papa Francesco, il nostro impegno fondato sulla fede non deve rallentare. 

domenica 17 maggio 2026

ESSI PERÒ DUBITARONO / Ascensione del Signore, 2026.



In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Il monte più alto in Galilea è il Tabor di soli 588 metri s.l.m. e 400 sul livello della pianura sottostante. Forse l’indicazione del monte è più simbolica che altro anche perché negli Atti, Gesù ordina di non allontanarsi da Gerusalemme dove avverrà il dono dello Spirito. La montagna indica la preghiera e la Galilea la vita quotidiana, di lavoro. La vera dignità dell’uomo unisce tutt’e due, una vita quotidiana incarnata, l’assunzione piena della condizione umana che si svolge nel mondo, pur non essendo del mondo ma Figli di Dio, eredi suoi, coeredi di Cristo, chiamati a compiere la missione sacerdotale.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 

È impressionante questo accostamento. Hanno visto Gesù risorto “con molte prove”, lo adorano però dubitano. Ma è un incoraggiamento forte per noi proprio perché pure noi ci avviciniamo pieni di dubbi alla fede. Crediamo ma restiamo paralizzati, prigionieri delle logiche dell’uomo vecchio, dubitiamo di Gesù, della radicalità del Vangelo, dell’energia della risurrezione, di noi stessi e della nostra fedeltà, del poter compiere la nostra missione di cristiani. Gesù taglia corto: 

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».  

La nostra condizione e missione di cristiani è totalmente dipendente da Gesù. Non dobbiamo ridurla alle nostre forze né alla nostra comprensione. Non dobbiamo aver paura di dire tutta la verità alle persone, con pedagogia e pazienza (siamo forse già perfetti noi?) ma senza distorcere il messaggio del Signore. Bisogna insegnare tutto ciò che egli ci ha comandato. Gesù è vivo e ci accompagna ogni giorno, adesso, fino alla fine del mondo.


Dagli Atti degli Apostoli At 1,1-11 

venerdì 15 maggio 2026

QUALE IMMAGINE DAI DELLA TUA FEDE CRISTIANA? / Venerdì VI sett. di Pasqua. maggio 2026.

 


Il brano degli Atti degli apostoli di oggi è molto interessante. 

Il Signore rassicura Paolo che si trova a Corinto: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Infatti si realizza questa parola del Signore anche se non mancano le difficoltà. Difficoltà all’interno della vivace comunità di Corinto: lo testimoniano le due lettere di Paolo ai Corinti. Difficoltà con l’ambiente esterno: vedi l’episodio nel seguito del brano di oggi. Spesso ci aspettiamo che col Signore “tutto sia rose e fiori” e appena ci sono difficoltà ci sentiamo abbandonati da Lui, o dubitiamo di essere sulla buona strada oppure pensiamo di riempire male la nostra missione. Non siamo invitati ad essere testardi ma ad avere discernimento per affrontare la realtà, avendo la croce, l'obbedienza e la conoscenza della propria coscienza come chiavi per valutare le situazioni.

I giudei contrari all’annuncio di Cristo portano Paolo in tribunale. Il proconsole romano esprime la sua visione dall’esterno della religione ebraica: per lui è fatta di questioni di parole, nomi, osservanze strane. È chiaramente superficiale e quindi inesatto, ma forse è l’immagine che quegli ebrei danno della loro religione e forse la vivono veramente mettendo le questioni secondarie al centro del loro culto. Non è forse un rischio anche per noi? Cioè che la gente veda del Cristianesimo un insieme di pratiche e non il suo cuore: la risurrezione di Cristo e le sue conseguenze? Non c'è il rischio che la gente veda tante discussioni su riti e devozioni, divisioni, lamentele, confusione, difficoltà anche solo a dire ciò che è davvero il Cristianesimo? Gesù vuole che la gente veda adoratori in Spirito e Verità. Invece forse siamo realmente molto più preoccupati delle apparenze che della nostra conversione. Tutte le religioni hanno santuari, statue, processioni, formule di preghiera e riti liturgici, atteggiamenti più o meno magici nella speranza di ottenere dalla divinità le grazie sospirate. In ogni religione esiste la soddisfazione di organizzare celebrazioni solenni, fastose, e di potersi mettere in risalto, portare addosso vestiti che ci fanno riconoscere, mettersi in primo piano, “ricevere i saluti della gente sulle piazze”, i ringraziamenti, farsi i selfie. Dalle invettive di Gesù contro i farisei ad oggi nulla è cambiato. E così “voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito". (Luca 11, 52). Stiamo attenti: Gallione è una persona assennata. Infatti non cade nella trappola delle provocazioni. Anche la gente, i figli, non sono stupidi. Se non vedono una vita cambiata perché dovrebbero obbligarsi a praticare riti che non danno felicità ma solo forse un'emozione passeggera? 


Dagli Atti degli Apostoli  At 18,9-18

mercoledì 13 maggio 2026

SCISMA IN VISTA ... / 13 maggio 2026.


Con data di oggi 13 maggio, il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda in una dichiarazione ciò che è ovvio: consacrare nuovi vescovi senza il mandato del Papa costituisce un atto scismatico che esclude dalla Chiesa Cattolica fondata da Cristo tutti coloro che vi parteciperanno in modo formale (foro esterno). Il 13 maggio fa potentemente riferimento alla sollecitudine della Vergine Maria per la Chiesa di suo Figlio e sicuramente risuona fortemente nella devozione di molti membri della FSSPX e molti altri tradizionalisti. Preghiamo la Vergine Maria che ottenga la grazia del ravvedimento per i responsabili di questa grave lacerazione dell'unità cattolica. 

Non è la prima volta che succede purtroppo. Succede ad ogni Concilio. Pochi decenni dopo il Concilio di Nicea la maggior parte dei vescovi erano ancora ariani o neo ariani. Forse lo erano diventati per ingraziarsi la benevolenza dell'Imperatore? Chi seguiva chi? l'Imperatore, che voleva l'unità dei cristiani per un evidente desiderio di unità politica, seguiva i vescovi maggioritari, oppure i vescovi seguivano l'Imperatore in quel desiderio di "sinfonia col potere" che tanto segna l'Oriente cristiano e tanto male gli fa (vedi dove ha portato il Patriarcato di Mosca nella storia e anche oggi con il regime di Putin e la guerra contro l'Ucraina...).