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domenica 24 maggio 2026

SOLO CHI HA LO SPIRITO DI CRISTO GLI APPARTIENE / Pentecoste 2026.

 


Pentecoste. Finisce il viaggio di ritorno dell’Umanità in esilio da Dio dal peccato di Adamo ed Eva, culminato con la Torre di Babele (Genesi 11,1-9): gli uomini si uniscono per costruire la propria vita mettendo Dio da parte. Il risultato è che l’unità senza Dio non regge e sfocia nella totale incomprensione reciproca (Babele ha il doppio senso di Bab El=porta del Dio e in ebraico di Balala=confondere … le lingue). 

Questo ritorno parte dalla famiglia come al momento della creazione. L’umanità ormai sterile, per l’iniziativa di Dio e la fede di Abramo (e Sara) diventa capace di dare la vita, una vita che riceve promesse di durata, fecondità immensa e felicità piena. Il viaggio di ritorno passa attraverso una Pasqua di liberazione dalla schiavitù. Il Popolo di Dio non può essere schiavo! La Pasqua accompagnerà questo Popolo ogni anno sotto la forma di una celebrazione non solo festosa ma efficace, viva: per questo non si chiama memoria, ricordo, ma memoriale dove Dio agisce. Passa anche per una prima Pentecoste che rimane anch’essa come memoriale nel cammino del Popolo di Dio. Questa Pentecoste celebra il dono della Sapienza di Dio che rivela al Popolo la struttura della vita libera. Noi li chiamiamo dieci comandamenti e anche per gli ebrei sono comandamenti (mitzvot) ma soprattutto Parole di Vita. Cerchiamo di comprendere questo: quando due fidanzati si uniscono in matrimonio il celebrante non li interroga sui loro sentimenti, emozioni, ma sulle loro decisioni libere, sulla loro volontà. Quell’amore che li unisce ha una struttura senza la quale non sarebbe amore vero secondo il senso comune e la coscienza illuminata dalla fede. E scambiando i loro consensi gli sposi promettono di obbedire a dei comandamenti (unicità, fedeltà, apertura alla vita) ma li considerano Parole di vita, via per realizzare una pienezza, non come un peso imposto dall’esterno. È vero che il nostro rapporto con Dio non è per nulla idilliaco e anche il popolo eletto dovette elaborare l’esperienza di questi comandamenti per gustarne la bellezza. È così che gli ebrei hanno due feste della Torah: Pentecoste che ravviva il dono della Legge sul Sinai 50 giorni dopo l’uscita dall’Egitto, e Simchat Torah o Gioia della Legge qualche mese più tardi. 

venerdì 22 maggio 2026

PERCHÉ NEL 2026 NON SI METTE ANCORA IN PRATICA LA SACROSANCTUM CONCILIUM? O3 S.C. La liturgia nel Concilio.

 


Perché non si mette in pratica la S.C.?

La Liturgia è importantissima: esprime il contenuto della Fede, e manifesta il mistero di Cristo e della sua Sposa la Chiesa. ...  Quindi “la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia”. (S.C. 10). Nella Liturgia la Celebrazione Eucaristica ha un posto centrale e come abbiamo già visto, gli altri sacramenti e preghiere sono ad essa ordinati sia come preparazione che come aiuto per viverla meglio. Quindi anche la Liturgia delle Ore (o Ufficio divino) è orientata all’Eucaristia come preparazione e prolungamento. 

mercoledì 20 maggio 2026

CATECHESI DEL PAPA: NELLA SANTA LITURGIA, CON LA POTENZA DEL SUO SPIRITO, GESÙ CONTINUA AD AGIRE / Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa

 

Papa Leone e il Catholicos armeno Aram
oggi durante l'Udienza Generale

Dopo la Dei Verbum e la Lumen Gentium, nelle catechesi del mercoledì, Papa Leone ha iniziato ad parlare della Sacrosanctum Concilium che tratta della Liturgia. Allo stesso momento anch'io sto scrivendo post su quell'argomento. Finirò questa settimana mentre il Papa farà altre catechesi di mercoledì in mercoledì. Comunque il livello e lo stile del Papa  sono molto migliori dei miei ed è facile fare la distinzione. Ecco cosa ha detto Papa Leone questo mercoledì: 


I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa 

 Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Iniziamo oggi una serie di catechesi sul primo Documento promulgato dal Concilio Vaticano II: la Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium (S.C.).

Elaborando questa Costituzione, i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo. La liturgia, in effetti, tocca il cuore stesso di questo mistero: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita. Nella liturgia infatti, «si attua l’opera della nostra redenzione» (SC, 2), che fa di noi una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo che Dio si è acquistato (cfr 1Pt 2,9).

COME NASCE LA LITURGIA? / 02 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia nel Concilio

 


La Sacrosanctum Concilium (S.C.) è dunque la prima Costituzione emanata dal Concilio Vaticano II. Nasceva in un contesto in cui contava molto il Rubricismo: la Liturgia latina appariva come una serie di forme, testi e gesti - le rubriche liturgiche - da rispettare rigidamente per essere conforme alla fede cattolica e valida sacramentalmente. Iniziare lo studio dei Documenti del Concilio con la S.C. può dunque essere fuorviante se non si mette da parte questa mentalità rubricistica. Purtroppo l’applicazione della Riforma liturgica presso molti preti e comunità si è svolta in questa mentalità: prima si doveva fare così, adesso si fa cosà. Le rubriche erano soltanto cambiate (anche se molto cambiate) ma non la mentalità! Ho sentito in questi ultimi giorni questa frase dalla bocca di un prete: “se don X dice messa…!” Era il linguaggio degli anni ‘50 del secolo scorso, ma, a quanto sembra, è ancora il linguaggio di una parte del clero giovane nel 2026. Non a caso nel suo primo discorso Urbi et Orbi, Giovanni Paolo II disse : “Anzitutto, desideriamo insistere sulla permanente importanza del Concilio Ecumenico Vaticano II, e ciò è per noi un formale impegno di dare ad esso la dovuta esecuzione. Non è forse il Concilio una pietra miliare nella storia bimillenaria della Chiesa e, di riflesso, nella storia religiosa e anche culturale del mondo? … Questo criterio generale, della fedeltà al Vaticano II e di esplicito proposito, da parte nostra, per la completa sua applicazione, potrà interessare più settori: … ma uno specialmente dovrà essere il settore che richiederà le maggiori cure, cioè quello dell’ecclesiologia”. (La Gioia del Vangelo: GIOVANNI PAOLO II E ALTRI, E IL CONCILIO VATICANO II / San Giovanni Paolo II, 22 ottobre 2025. )

Sapientemente, Papa Leone nelle sue catechesi sul Concilio ha cominciato dalla Dei Verbum (in principio era la Parola e questa Parola compiuta è Gesù Cristo!), per passare alla Lumen Gentium (da Cristo, dalla Parola nasce la Chiesa) e solo oggi ha iniziato a parlare della Sacrosanctum Concilium (è la Chiesa unita al suo Sposo che celebra il Mistero pasquale). Egli ha detto oggi all'Udienza del mercoledì: 

martedì 19 maggio 2026

PERCHÉ IL CONCILIO HA VOLUTO RIFORMARE LA LITURGIA? / 01 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia del Concilio

Paolo VI promulga
la Costituzione
sulla Liturgia

 In convento un frate ci formava alla liturgia. Ne era innamorato e mi ha comunicato questo amore. Una delle prime cose che disse era la grandissima importanza data dal Concilio Vaticano II alla Liturgia e alla sua riforma. Come ulteriore prova ricordava che la Costituzione conciliare sulla Liturgia, “Sacrosanctum Concilium” (d’ora in poi notata S.C.) era stata provvidenzialmente la prima delle 4 Costituzioni votate dai Padri, adottata con un voto plebiscitario: 2147 voti a favore e solo 4 contrari! e solennemente promulgata da papa Paolo VI il 4 dicembre 1963. Durante il corso di Liturgia alla Facoltà di Teologia si ripetevano le stesse cose. 

La Messa che cambia è stato per tutti la prima cosa percepita delle decisioni del Concilio. Ero piccolo allora e nella mia famiglia c'era un’accettazione completa sia per la riforma in sé che per una profonda obbedienza alla Chiesa. Il tutto era facilitato dalla docilità del mio parroco nell'applicare le direttive emanate dal vescovo, in particolare le traduzioni del nuovo Messale in francese man mano che erano autorizzate. Però sentivo anche persone adulte in difficoltà: “la religione è quella che mi hanno insegnato da bambino, mi cambiano la religione!” Allora in Francia c'era l’usanza di offrire a 12 anni sia il primo orologio che il messalino con il testo latino e la traduzione francese a confronto. Infatti la Messa era tutta in latino ma mica la gente conosceva il latino! Mio fratello più grande ricevette un messalino pregiato con taglio dorato perché doveva durargli tutta la vita. A causa del Concilio non l’ha quasi mai usato e nessuno di noi ebbe questo regalo.

Infatti i Padri conciliari avevano scritto nella S.C.:  

Capitolo III. La riforma della sacra liturgia

lunedì 18 maggio 2026

DALLA SPERANZA ALL'AZIONE / Settimana Laudato Si, 17 - 24 maggio 2026.

 


Dal 17 al 24 maggio si svolge la "Settimana Laudato Si" nella sua 5a edizione, istituita per tenere vivo l'impulso dato da Papa Francesco con la sua Enciclica Laudato Si del 24 maggio 2015. Il tema di quest'anno è "Dalla speranza all'azione". Un invito chiaro per tutti noi. Con parole semplici, al "Regina Caeli", il Papa ci ha incoraggiati a raddoppiare gli sforzi con intelligenza e concretezza, a livello individuale e in rete. Mentre con l'avidità e la noncuranza, con le guerre, con l'uso irresponsabile delle possibilità offerte da nuove tecnologie, molti contribuiscono a questa "guerra generalizzata contro l'ambiente" come diceva Papa Francesco, il nostro impegno fondato sulla fede non deve rallentare. 

domenica 17 maggio 2026

ESSI PERÒ DUBITARONO / Ascensione del Signore, 2026.



In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.

Il monte più alto in Galilea è il Tabor di soli 588 metri s.l.m. e 400 sul livello della pianura sottostante. Forse l’indicazione del monte è più simbolica che altro anche perché negli Atti, Gesù ordina di non allontanarsi da Gerusalemme dove avverrà il dono dello Spirito. La montagna indica la preghiera e la Galilea la vita quotidiana, di lavoro. La vera dignità dell’uomo unisce tutt’e due, una vita quotidiana incarnata, l’assunzione piena della condizione umana che si svolge nel mondo, pur non essendo del mondo ma Figli di Dio, eredi suoi, coeredi di Cristo, chiamati a compiere la missione sacerdotale.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. 

È impressionante questo accostamento. Hanno visto Gesù risorto “con molte prove”, lo adorano però dubitano. Ma è un incoraggiamento forte per noi proprio perché pure noi ci avviciniamo pieni di dubbi alla fede. Crediamo ma restiamo paralizzati, prigionieri delle logiche dell’uomo vecchio, dubitiamo di Gesù, della radicalità del Vangelo, dell’energia della risurrezione, di noi stessi e della nostra fedeltà, del poter compiere la nostra missione di cristiani. Gesù taglia corto: 

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».  

La nostra condizione e missione di cristiani è totalmente dipendente da Gesù. Non dobbiamo ridurla alle nostre forze né alla nostra comprensione. Non dobbiamo aver paura di dire tutta la verità alle persone, con pedagogia e pazienza (siamo forse già perfetti noi?) ma senza distorcere il messaggio del Signore. Bisogna insegnare tutto ciò che egli ci ha comandato. Gesù è vivo e ci accompagna ogni giorno, adesso, fino alla fine del mondo.


Dagli Atti degli Apostoli At 1,1-11