Sei catecumeno e vuoi diventare cristiano? Confronta la tua vita con il Vangelo della risurrezione di Lazzaro. Anche tu che sei già battezzato.
Il punto focale è l’affermazione di Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Significa riconoscere Gesù come Messia: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Però Gesù non parla della risurrezione futura ma di adesso!
Chiariamo eventuali equivoci:
“Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava”. Gesù ha lasciato morire Lazzaro per essere poi acclamato risuscitandolo. Non gioca con la nostra sofferenza. Sarebbe comunque arrivato due giorni dopo la morte di Lazzaro.
Sono diverse la risurrezione di Lazzaro e quella di Gesù? Lazzaro benché già in decomposizione è rivivificato, ritorna alla vita terrena e poi di nuovo morirà. Gesù risorge e più non muore. Supera il limite della vita normale, la sua risurrezione è compimento della Storia - è un evento metastorico - compimento della vita umana chiamata a trascinare la materia secondo lo Spirito. Significa che Gesù ha un vero corpo, può mangiare, farsi toccare (Luca 24, 36-40; Giovanni 20,27) ma non è più sottomesso alle esigenze terrene del cibo, del riposo, degli ostacoli. Il suo Corpo è glorificato.
Il cristiano crede fermamente sia alla risurrezione della carne che alla risurrezione spirituale in questa vita.
Gesù ci invita a togliere la pietra, mettendo a nudo il nostro cuore davanti a lui, ad affidargli le nostre ferite e paure, vergogna, le nostre morti. La pietra la metto io con il mio peccato, ma possono averla messa gli altri, la famiglia, l’ambiente. Solo Gesù fa risorgere. La pietra però la deve togliere l’uomo, sia io stesso che la comunità. E la decisione di uscire dal sepolcro spetta alla fine solo a me. Ascolta Gesù che ti grida a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». La comunità ha ancora un compito: non tirarsi indietro davanti a chi appare cambiato, vuole rientrare nel giro di relazioni normali, ha rivelato le sue ferite, ma andargli incontro e liberarlo dalle bende che impacciano i suoi movimenti. Non per imprigionarlo in un altro modo. La comunità è unita dalla legge della fede ma nella fede comune ciascuno è libero: «e lasciàtelo andare».
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 11,1-45