Il brano degli Atti degli apostoli di oggi è molto interessante.
Il Signore rassicura Paolo che si trova a Corinto: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Infatti si realizza questa parola del Signore anche se non mancano le difficoltà. Difficoltà all’interno della vivace comunità di Corinto: lo testimoniano le due lettere di Paolo ai Corinti. Difficoltà con l’ambiente esterno: vedi l’episodio nel seguito del brano di oggi. Spesso ci aspettiamo che col Signore “tutto sia rose e fiori” e appena ci sono difficoltà ci sentiamo abbandonati da Lui, o dubitiamo di essere sulla buona strada oppure pensiamo di riempire male la nostra missione. Non siamo invitati ad essere testardi ma ad avere discernimento per affrontare la realtà, avendo la croce, l'obbedienza e la conoscenza della propria coscienza come chiavi per valutare le situazioni.
I giudei contrari all’annuncio di Cristo portano Paolo in tribunale. Il proconsole romano esprime la sua visione dall’esterno della religione ebraica: per lui è fatta di questioni di parole, nomi, osservanze strane. È chiaramente superficiale e quindi inesatto, ma forse è l’immagine che quegli ebrei danno della loro religione e forse la vivono veramente mettendo le questioni secondarie al centro del loro culto. Non è forse un rischio anche per noi? Cioè che la gente veda del Cristianesimo un insieme di pratiche e non il suo cuore: la risurrezione di Cristo e le sue conseguenze? Non c'è il rischio che la gente veda tante discussioni su riti e devozioni, divisioni, lamentele, confusione, difficoltà anche solo a dire ciò che è davvero il Cristianesimo? Gesù vuole che la gente veda adoratori in Spirito e Verità. Invece forse siamo realmente molto più preoccupati delle apparenze che della nostra conversione. Tutte le religioni hanno santuari, statue, processioni, formule di preghiera e riti liturgici, atteggiamenti più o meno magici nella speranza di ottenere dalla divinità le grazie sospirate. In ogni religione esiste la soddisfazione di organizzare celebrazioni solenni, fastose, e di potersi mettere in risalto, portare addosso vestiti che ci fanno riconoscere, mettersi in primo piano, “ricevere i saluti della gente sulle piazze”, i ringraziamenti, farsi i selfie. Dalle invettive di Gesù contro i farisei ad oggi nulla è cambiato. E così “voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l'avete impedito". (Luca 11, 52). Stiamo attenti: Gallione è una persona assennata. Infatti non cade nella trappola delle provocazioni. Anche la gente, i figli, non sono stupidi. Se non vedono una vita cambiata perché dovrebbero obbligarsi a praticare riti che non danno felicità ma solo forse un'emozione passeggera?
Dagli Atti degli Apostoli At 18,9-18
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