Oggi è san Pio da Pietrelcina. Ho trovato nell’Ufficio una lettura finora sconosciuta. Infatti e.prex e il sito della CEI hanno la consueta lettera ad una sua devota che incoraggia ad apprezzare la croce. Invece la lettera sotto è indirizzata al padre spirituale che gli chiede di rivelargli le circostanze delle stigmate che ha ricevuto. Prima invisibili, poi visibili e sanguinanti. Credo che sia interessante leggere questa lettera con attenzione. Da una parte le Fonti Francescane non sono così dettagliate su ciò che sentito san Francesco e quindi impariamo qualcosa su questo fenomeno simile delle stigmate. D’altra parte, ogni santo è un “pezzo unico” che Dio lavora con amore, anche se con un unico Spirito. “Tutti nasciamo originali purtroppo molti muoiono fotocopie” diceva questo straordinario ragazzo, san Carlo Acutis. Padre Pio è nato originale, e vissuto e morto originale.
Innalzerò forte la mia voce a Lui e non desisterò
Dalle Lettere del B. Pio da Pietrelcina (Lett. 500; 510; Epist. I, 1065; 1093-1095, Ediz. 1992).
In forza di questa obbedienza mi induco a manifestarvi ciò che avvenne in me dal giorno cinque a sera, a tutto il sei del corrente mese di agosto 1918.
Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all’occhio della intelligenza.
Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, e sembrava che da essa punta uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare.





