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mercoledì 1 aprile 2026

UNIRE E NON DIVIDERE / Mercoledì Santo 2026.




Dalla prima lettura colpisce il parallelismo tra il dono di saper parlare ai cuori e sollevarli da una parte e da un’altra parte l’ascolto e il soffrire. Sono dimensioni che sono una condizione l'una dell'altra. E si manifesta già la vittoria "della fede che viene dall'ascolto e l'ascolto riguarda la parola di Cristo” (Romani 10, 17) nella fermezza del servo che sa di non restare confuso.

Dal Vangelo colpisce la meschinità del prezzo pattuito da Giuda per consegnare Gesù. 

Colpisce anche il fatto che Gesù abbia ricchi amici ai quali può chiedere con totale libertà di disporre di una stanza abbastanza grande per celebrare la Pasqua con i suoi discepoli a casa loro. Anche Paolo e gli altri Apostoli non si sono comportati diversamente, accogliendo e valorizzando tutti quelli che credevano in Gesù Signore. La Chiesa ha sempre parlato di scelta preferenziale per i poveri non di scelta esclusiva. In questi giorni Papa Leone è molto criticato da alcuni per la sua visita di sabato nel Principato di Monaco: “Mentre Papa Francesco andava dai poveri, questo Papa va dove ci sono i soldi”...  Ascoltare quello che ha detto il Papa in quella visita fa comprendere come egli non si discosti dal Vangelo. 


Dal libro del profeta Isaìa  Is 50,4-9a (Terzo canto del Servo del Signore) 

martedì 31 marzo 2026

GERUSALEMME. SANTO SEPOLCRO. ABBASSARE I TONI. / 31 marzo 2026.



Riprendo da "Zenit" (Tierra Santa: Cardenal Pizzaballa dice que prohibición de misa de Domingo de Ramos en Jerusalén fue un malentendido - ZENIT - Espanol) queste notizie.

"Il cardinale Pizzaballa spiega cosa è successo la mattina di domenica 29 aprile, Domenica delle Palme, quando gli è stato impedito l'ingresso nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme.

In dichiarazioni a @tv2000it,

il cardinale ha spiegato:

"È vero che la polizia aveva detto che gli ordini del comando interno proibivano qualsiasi tipo di assembramento in luoghi non muniti di rifugi (contro le bombe), ma noi non avevamo richiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per preservare l'idea della celebrazione al Santo Sepolcro. Non ci sono stati scontri. Tutto si è svolto con molta cortesia. Non voglio forzare la situazione. Vogliamo approfittare di questa situazione per cercare di chiarire meglio nei prossimi giorni cosa fare, nel rispetto della sicurezza di tutti, ma anche del diritto alla preghiera."

Aggiungo un mio commento: 

lunedì 30 marzo 2026

MONOGAMIA IMMAGINE DELLA FEDELTÀ TRA IL DIO UNICO E ISRAELE / UNA CARO 09, nn. 19-20.



19. In definitiva, l’amore coniugale permette davvero di descrivere una dialettica di alleanza fra Israele e il Signore, fra l’umanità e Dio. L’idea di Dio come unico sposo di Israele è collegata anche a quella di Israele come unica sposa. L’unicità dell’amato traspare anche nel tema dell’elezione che fa d’Israele l’unico popolo scelto (cf. Am 3,2). L’alleanza assume dunque un’ulteriore dimensione in quanto designa il legame tra Dio e il suo popolo, basato su un legame monogamico tanto reale, che l’adorazione di un altro dio costituisce un adulterio.

domenica 29 marzo 2026

CHE STRANO SCAMBIARCI GLI AUGURI IL GIORNO DELLE PALME / Domenica delle Palme, 29 marzo 2026.


Riceviamo e mandiamo auguri da e ad amici e conoscenti per questa Domenica delle Palme. 

Che strano!

Che strano fare gli auguri per un morto! Questo morto è prima un uomo tradito, lasciato solo dai discepoli dell'ultimo giorno, di un solo giorno di entusiasmo, ma anche da chi lo segue da tempo giurando fedeltà alla sua missione, un uomo torturato, condannato, abbandonato al suo supplizio da Colui in cui confidava e di cui annunciava l’amore onnipotente e premuroso, invitando a chiamarlo Padre, Abbà, babbo, un uomo inchiodato ad una croce infame e lasciato agonizzare fino alla morte esposto a tutti gli sguardi e commenti: sguardo di chi lo piange, impotente a soccorrerlo o paralizzato dalla paura, sguardi che lo annullano con l'indifferenza: “se sta così, non era uno che valeva la pena”. Un uomo esposto alla derisione e agli insulti di chi esulta per la sua sconfitta o alla rabbia di chi è condannato a fianco a lui.

sabato 28 marzo 2026

COSA SIGNIFICA CHE LA CHIESA È APOSTOLICA? / L.G. 5 Sul fondamento degli Apostoli. catechesi di Papa Leone. 2026.

 


LEONE XIV  UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 25 marzo 2026

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I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione dogmatica Lumen gentium. 5. Sul fondamento degli Apostoli. La Chiesa nella sua dimensione gerarchica


Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Proseguiamo le catechesi sui Documenti del Concilio Vaticano II, commentando la Costituzione dogmatica Lumen gentium sulla Chiesa (LG). Dopo averla presentata come popolo di Dio, oggi consideriamo la sua forma gerarchica.

giovedì 26 marzo 2026

QUESTI PRECETTI LI RIPETERAI AI TUOI FIGLI / Pasqua 2026.

"Haggadah shel pesach"
(Racconto di Pasqua).
Rito della Pasqua fatto nel 1934
da un ebreo emigrato in Terra Santa
e mandato a suo nipote.
(Fonte Yad Vashem)

Fra pochi giorni sarà Pasqua. Gli ebrei celebrano nel giorno del plenilunio e festeggiano per 8 giorni. Anche noi celebriamo la Pasqua per un'Ottava intera, iniziando però la domenica successiva perché Gesù è risorto di domenica (ossia il primo giorno della creazione che diventa così anche l’ottavo giorno, il giorno senza tramonto, quello della luce della risurrezione che ingloba e supera lo svolgere dei giorni, della Storia). Quindi i nostri fratelli ebrei celebreranno la prima cena pasquale la sera del mercoledì 1 aprile, e la seconda, conclusiva, il giovedì 9 aprile 2026. 

La Cena pasquale è l'occasione più solenne per mettere in pratica il comandamento dello Shemà: “Questi precetti che oggi ti do … li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai”

lunedì 23 marzo 2026

NEANCH'IO TI CONDANNO; VA E D'ORA IN POI NON PECCARE PIÙ / 10° Anniversario di Amoris Laetitia. 19 - 03 - 2026.



Dopo lo struggente racconto di Susanna accusata falsamente di adulterio e salvata dalla reazione forte e intelligente di Daniele, ascoltiamo oggi il Vangelo in cui Gesù salva non più una donna innocente ma peccatrice. Quale commento migliore quest’anno che leggere il messaggio di Papa Leone per il Decimo Anniversario di  “Amoris Laetitia” che tanto scalpore fece allora, fino all’accusa di eresia contro Papa Francesco. Papa Leone assume quel testo “luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare” e vuole rafforzarne l'applicazione nella Chiesa. Nulla di strano allora se, come per Papa Francesco, alcuni contestano la validità della sua elezione. E per chi ha abusato il magistero di Papa Francesco in senso opposto (“chi sono io per giudicare”) ascoltiamo la frase liberante di Gesù all’adultera: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». 


Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE LEONE XIV 

IN OCCASIONE DEL DECIMO ANNIVERSARIO

DELL’ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE AMORIS LAETITIA