Alcune persone devote pensano che se arrivano in ritardo alla Messa, anche feriale, non possono ricevere il corpo di Cristo. Certamente la puntualità è un bene. Dio ti sta aspettando, non farlo aspettare! In convento si diceva: “voce della campana, voce di Dio (che chiama)”. La campana ci invitava a lasciare tutto immediatamente per accorrere agli atti comunitari, preghiera, pranzi, lavoro, ecc… La puntualità è un modo di esercitare l’obbedienza, “pronta, totale, ilare (gioiosa)” che piace tanto al Signore. San Basilio, da umile servo degli eremiti del deserto, vide che questi santi uomini, più che vivere secondo lo Spirito vivevano secondo le loro fantasie e spesso secondo la propria volontà, e si rese conto che avevano bisogno di una regola e di orari concreti per sostenere il loro cammino di fede nella solitudine. Quindi anche noi impariamo a lottare per essere puntuali, arrivare prima dell’orario, salutare con cuore semplice i fratelli e sorelle che si stanno radunando anche loro per celebrare il Mistero Pasquale CHE CREA COMUNIONE, SPECIALMENTE TRA COLORO CHE CONDIVIDONO LA STESSA FEDE E SI CHIAMANO TRA LORO FRATELLI E SORELLE!. Oltre l’evidenza della natura e struttura stesse della celebrazione eucaristica, un documento della Santa Sede ammoniva di “non permettere che l’anonimato delle città moderne invada le nostre celebrazioni eucaristiche”.
Detto questo, cosa succede se per impedimento, traffico, mancanza di organizzazione o anche per un po' di trascuratezza, arrivo in ritardo a Messa? Non posso fare la comunione?






