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lunedì 28 settembre 2026

PRESTO IL VINO NUOVO DELLA FESTA. MEMORIZZA LA DATA: 13 OTTOBRE 2026, ALLE ORE 20.00

 



In Francia, con sorpresa della Chiesa stessa e della Società, sta crescendo il numero delle persone adulte che chiedono il battesimo o semplicemente ritornano alla fede. 

La gioia di questi giorni durante la visita di papa Leone in Francia lo ha testimoniato: Gesù può cambiare la vita, dare risposte solide per questi tempi difficili, capaci di dare nutrimento e fermezza cosciente nelle tentazioni e le tempeste.

PENTIRSI PER CREDERE? A CHE SERVE? / Matteo 21,28-32. Lunedì 28 settembre 2026.

 


Gesù dice una parabola ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo. Comprendono bene e danno la risposta giusta. Ma non mettono in pratica il messaggio della parabola. Anche oggi capita a molti di noi, preti, diaconi, catechisti ma anche laici. Conosciamo la risposta e magari la spieghiamo ai bambini e agli altri in genere, ma non l’applichiamo alla nostra vita, non ci convertiamo. Siamo tanti buoni predicatori ma cattivi testimoni. Pensiamo di non dovere cambiare perché siamo già apposto o comunque meglio degli altri, oppure pensiamo di dover cambiare con i nostri pugni, sforzarci e questo ci lascia scoraggiati perché ci scopriamo deboli e poco motivati. 

Convertirsi significa credere a una notizia che obbliga a una scelta di campo fino a cambiare il comportamento esteriore. Qual è questa Notizia? "Razza di vipere! … Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile". 

I pubblicani e le prostitute si convertono perché credendo a questo annuncio, sanno di essere peccatori e temono di essere bruciati nel fuoco inestinguibile. I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non si convertono perché non credono che Giovanni Battista sia stato mandato da Dio. Conoscendo la legge trovano i cavilli per non credere in lui: “È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". (Luca 7,33). È solo un arguzia per difendersi dalla Parola di Dio perché trovano da ridire anche su Gesù che mangia e beve. Ciascuno di noi si faccia l’esame di coscienza per scoprire quali giustificazioni mette davanti alle esigenze della conversione per bloccare la grazia.  

Gesù però vuole aiutare quanti non si sentono peccatori e hanno in testa tanti argomenti per giustificarsi. Li mette davanti ad un fatto: voi condannate pubblicani e prostitute ma non avete fatto cambiare vita a nessuno di loro. Giovanni Battista invece, sì. Questo non vi interroga? Non vedete che Dio opera attraverso di lui? Secondo la vostra scienza, Dio dovrebbe manifestarsi in modo diverso, ma i fatti sono fatti. Allora fermatevi davanti al Dio delle sorprese e dite: Signore c'è sicuramente qualcosa che non va in me. Rivelami il mio peccato. Aiutami con la tua grazia ad avere un pentimento sincero che apra il mio cuore alla tua grazia. Trafiggi questo cuore che non comprende: “All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2,37-38).

Papa Francesco, da buon gesuita, conservava l’abitudine di confessarsi ogni 15 - 20 giorni. A volte non trovava nessuna mancanza volontaria da confessare e diceva: “Allora mi preoccupo, perché so di essere un peccatore, temo di essere superficiale nell'esaminarmi e prego per scoprire i miei peccati”. Questo è un bell’esempio di “pentirsi per credere”.

Al demonio che vuole tormentarmi con i sensi di colpa dirò: “statti fresco, il mio giudice è il Signore e mi ha perdonato”. Al Signore invece dirò: “Signore buono e misericordioso, abbracciami nel tuo amore e abbi pietà di me peccatore. Non permettere che si indurisca il mio cuore”. 


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 21,28-32

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».  Parola del Signore.


domenica 27 settembre 2026

SI PUÒ DIRE LA VERITÀ UN PO' ARRABBIATI? / XXVI Dom. T.O., A, 2026.

 



"La verità deve essere detta con amore, ma l'amore non può mai impedire che la verità sia detta"  Sant' Agostino.

Chiaramente dire la verità arrabbiati non attira, rischia di creare chiusure. San Vincenzo di Paola diceva: "la verità detta senza carità non viene da una carità vera". Il segreto è parlare nello Spirito Santo, di pregare prima, durante e dopo che abbiamo parlato. Si può essere bruschi e caritatevoli. P. Pio era brusco. Ho avuto la testimonianza di un uomo che da ragazzo si era visto rifiutare l'assoluzione da lui. Dopo tanti anni non aveva ancora capito perché. Ma in genere chi si vedeva rifiutare l'assoluzione da Padre Pio comprendeva che era il Signore stesso che lo invitava a un esame di coscienza più profondo, a un pentimento più autentico...

Invece, molte persone credenti attorno a noi si creano lo scrupolo di dire o aver detto la verità per paura di offendere o aver offeso la sensibilità di chi pensa il contrario o vuole imporre la sua verità. Qualcuno porta al collo un corniciello o altro talismano "perché me lo hanno regalato". Sant'Agostino, con la sua grande autorevolezza di santo Dottore della Chiesa, è estremamente liberante per tutti. Ma non dice nulla di nuovo: Gesù stesso riassume la sua missione davanti a Pilato: "Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". (Giovanni 18, 37).

È impressionante questa centralità della verità. Troppo spesso crediamo o ci fanno credere che contano solo o soprattutto le opere. Eppure, se le opere rivelano l'autenticità della  nostra fede ( Giacomo 2, 14-26) non sono alla base della salvezza: "il giusto vivrà mediante la fede". Questa certezza spinge s. Pietro a delegare il compito sacro della giustizia nel servizio delle mense per  un altro servizio più essenziale:  "Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola". (Atti degli Apostoli 6, 4).

Chiaramente questa fedeltà alla verità e il rivelare a tutti il progetto di amore di Dio per l'Umanità è costata cara a Gesù: ha incontrato resistenze, incredulità, opposizione sempre più dura. Però questa sua posizione gli ha dato in modo sovrabbondante grandi gioie e molti vantaggi: è stato innanzitutto una persona libera, che è stata stimata anche da molti suoi avversari e amata da tutti quelli che cercavano sinceramente Dio. Essendo libero ha potuto gioire di tutto il bene che incontrava, abbracciare con mitezza tutte le persone e situazioni, mentre spesso noi siamo schiavi tutta la vita, perché pieni di paura per le conseguenze e i rischi di una vita fuori dagli schemi della famiglia, degli amici e parenti, della società. Ma soprattutto ha sperimentato la protezione di Dio, del Padre, l'intimità con lui, sicuro che finché non sia compiuta la sua missione non poteva succedergli nulla malgrado tutta l'opposizione del mondo e di Satana stesso. Quando venne la sua ora questa fu di andare con sicurezza al Padre stesso per essere esaltato. Ricevette ogni potere in cielo e in terra e "reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono" (Ebrei 5, 9).

Se qualcuno vuole indottrinare te o i tuoi figli contro la fede, contro la Chiesa cattolica - o contro qualsiasi valore importante - puoi chiudergli la porta senza alcun rimorso. Rimarrà poi a te di cercare di conoscere e vivere meglio la verità biblica che custodisce la Chiesa fino a diventare, non solo sicuro delle basi della tua fede, ma anche capace di trasmettere questa verità a chi non la conosce o la combatte.

Non temere, Cristo è risorto, egli è  il Signore. 


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési  Fil 2,1-11

sabato 26 settembre 2026

LE COSE POSSONO MIGLIORARE, CAMBIARE? LA LEZIONE DEL QOELET E DI GESÙ / settembre 2026.

 


Il Qoelet, campione di pessimismo, ("quale guadagno viene all'uomo...?") constata che “non c’è niente di nuovo sotto il sole”. E aggiunge:  “C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»?” Qoelet però cerca il nuovo, cerca la salvezza che vada oltre un realismo che rischia di chiudersi in sola rassegnazione. 

Oggi, il progresso materiale e tecnologico ci propone sempre novità, eppure l’uomo sperimenta che nulla è cambiato, nulla lo soddisfa pienamente al punto di pacificare il cuore. In particolare le relazioni con gli altri incontrano sempre le stesse difficoltà, anzi, sono spesso aumentate: incomprensioni, divisioni, lotte tra gli uni e gli altri per affermare le proprie idee o gusti, egoismi…

Ma ecco che tutto cambierà:  “Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose".” (Apocalisse 21,5). L’Uomo nuovo è Gesù Cristo. E anche chi lo segue: “Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove”. (2 Corinzi 5, 17).

Solo Gesù è veramente nuovo. È nuovo (“vi do un comandamento nuovo” Giovanni 13, 34) e insieme antico perché ci fa ritornare al principio (vedi 1 Giovanni 2, 7). La novità sta nel portare a compimento il progetto di Dio, ma questo progetto è da sempre. E solo ritornando al principio, l’uomo può camminare nella verità. 

Per noi Cristo e i suoi comandamenti sono veramente nuovi perché siamo nati nella natura corrotta dal peccato. Non abbiamo mai conosciuto il vero bene, partiamo dal vecchio che ci sembra naturale, normale, autentico. Ogni generazione aspira ad essere “nuova”, ma la sua novità non parte “dal principio” di Dio, ma è solo un rifacimento aggiustato del vecchio precedente, un prolungamento di ciò che faceva la generazione di prima. Oppure è un antivecchio, cioè si riduce ad opporsi a ciò che si faceva prima, a fare il contrario, spesso conservando la vecchia struttura, senza creare nulla di veramente nuovo, perché la sua radice non è la verità: è il vecchio contro il quale reagisce. Quello che fa la nuova generazione non potrà mai essere nuovo.

Gesù è il nuovo. Quando comincia a  predicare, Erode e i suoi si chiedono chi è. L’opinione della gente lo ricollega al vecchio, pensa che sia Giovanni Battista risorto, oppure Elia, o ancora uno degli antichi profeti. Erode invece, che ha fatto decapitare Giovanni Battista è pronto a considerarlo una figura veramente nuova e cerca di vederlo. È sorprendente questa disponibilità di Erode al nuovo. Purtroppo non andrà fino in fondo in questa sua apertura. Anche lui ha un suo modo di giudicare ormai ben ancorato. Vedrà Gesù quando Pilato glielo manderà, legato, prigioniero, e lo deriderà, perché vedrà in lui un perdente. Malgrado i miracoli compiuti da Gesù, la forza di verità delle sue parole, per Erode non può essere un profeta di Dio uno che non trionfa come vuole il mondo. Per lui il modo di agire di Gesù e il suo presentarsi nella debolezza non può salvare. 

Dio ci parla continuamente, si presenta a noi nella sua Parola e nella Storia. È fondamentale comprendere che Dio si presenta nella Storia personale di ciascuno di noi. Ci invita: vieni, seguimi. Beato chi lascia tutto e segue Gesù, discerne i suoi inviti e si incammina verso il nuovo che egli offre, come Abramo che va verso la terra che Dio indicherà (vedi Genesi 12,1). Quel giorno comincia la tua storia di salvezza.


Dal libro del Qoèlet  Qo 1,2-11

venerdì 25 settembre 2026

PERCHÉ IL MONDO ABBIA LA VITA / Un grande avvenimento, il viaggio di Papa Leone in Francia, 25 - 28 settembre 2026

 


Dalla Francia arrivano notizie per il viaggio del Papa in quella nazione. Alcuni miei famigliari partecipano. Una mia sorella ha mandato la foto dei suoi pass. Mio fratello prete userà un'App speciale per i Vespri proposta dal mensile Magnificat. Una donna, membro della nostra parrocchia, partita con un treno di ammalati per Lourdes, provvidenzialmente si troverà felicemente lì assieme al Papa. Giuseppe Tronco, vocazione delle nostra parrocchia di san Castrese ma prete della diocesi di Orléans sulla Loira, si rallegra di accompagnare i suoi giovani francesi allo Stade de France per l’incontro del Papa. Ci saranno tante cose da raccontare e condividere! 

mercoledì 23 settembre 2026

COME P. PIO HA RICEVUTO LE STIGMATE / 23 - 09 - 2026.



Oggi è san Pio da Pietrelcina. Ho trovato nell’Ufficio una lettura finora sconosciuta. Infatti e.prex e il sito della CEI hanno la consueta lettera ad una sua devota che incoraggia ad apprezzare la croce. Invece la lettera sotto è indirizzata al padre spirituale che gli chiede di rivelargli le circostanze delle stigmate che ha ricevuto. Prima invisibili, poi visibili e sanguinanti. Credo che sia interessante leggere questa lettera con attenzione. Da una parte le Fonti Francescane non sono così dettagliate su ciò che sentito san Francesco e quindi impariamo qualcosa su questo fenomeno simile delle stigmate. D’altra parte, ogni santo è un “pezzo unico” che Dio lavora con amore, anche se con un unico Spirito. “Tutti nasciamo originali purtroppo molti muoiono fotocopie” diceva questo straordinario ragazzo, san Carlo Acutis. Padre Pio è nato originale, e vissuto e morto originale.


Innalzerò forte la mia voce a Lui e non desisterò

Dalle Lettere del B. Pio da Pietrelcina (Lett. 500; 510; Epist. I, 1065; 1093-1095, Ediz. 1992).

In forza di questa obbedienza mi induco a manifestarvi ciò che avvenne in me dal giorno cinque a sera, a tutto il sei del corrente mese di agosto 1918.

Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all’occhio della intelligenza.

 Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, e sembrava che da essa punta uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare.

martedì 22 settembre 2026

EUCARISTIA PER LA CUSTODIA DEL CREATO VENERDÌ 25 SETTEMBRE / settembre 2026.

 



Tra le guerre di questo tempo c'è una guerra totale di tutti contro la nostra Casa Comune, diceva Papa Francesco. Stiamo tutti commettendo un Geocidio - uccidiamo la Terra - , l’uomo deve imparare a vivere in modo sostenibile, dice il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Il problema dello sconvolgimento climatico, con tutte le sue conseguenze, fisiche, sociali, spirituali, è così grande che rischiamo di essere scoraggiati. Ma l’amore vincerà, il male non trionferà dice Papa Leone. Anzi, l’Amore ha già vinto, satana è già stato gettato fuori (Giovanni 12, 31). Ma sta a noi a introdurre questa vittoria nella vita concreta. Solo in Cristo, attraverso la preghiera possiamo attingere la grazia di questa vittoria ed essere guidati dalla Sapienza divina per attuare i cambiamenti necessari.