Visualizzazioni totali

mercoledì 22 aprile 2026

I "SALANDRA LOVERS" E "CAMPANIA FELIX" DI MARANO HANNO ANTICIPATO LA GIORNATA DELLA TERRA 2026 IL SABATO 18 APRILE

 

La Masseria fortificata
Farragnano a Marano

Grazie all'Associazione "Salandra Lovers" e i suoi volontari, da abbandonato a luogo curato e aperto al pubblico e alle visite didattiche, il Bosco della Salandra diventa un patrimonio prezioso di Marano. In occasione della "Giornata della Terra" e con la partecipazione del Circolo Laudato Si "Campania Felix" della parrocchia di san Castrese, sabato mattina si parte dalla Masseria Farragnano in una trentina di persone con la compagnia di alcuni cani, e si va verso la Cappella di Pietraspaccata. Dopo spiegazioni sulla storia del sito si pregano le Lodi. Poi si riparte verso il bosco della Salandra, in particolare il castagneto e il Ciauriello di epoca romana. La sosta al belvedere con qualche foto ricordo di gruppo conclude la nostra visita. Una bella mattinata piena di amicizia, sole e aria pura. È importante scoprire come contemplazione dell'opera di Dio, della meraviglia della vita, e l'intreccio positivo della natura e dei suoi protagonisti tra cui l'uomo (fin dalla preistoria) sono un unico patrimonio da custodire e difendere. Sul sito dei Salandra Lovers (.::: Salandra Lovers | Bosco della Salandra - Marano di Napoli | Associazione Ambientalista, Educazione e Cultura :::. ) troviamo memoria del loro impegno contro l'incuria di chi inquina. "Campania Felix" parte direttamente dalla prospettiva cristiana della Ecologia integrale, insegnata da Papa Francesco nella sua Enciclica "Laudato Si" scritta in occasione della COP21 di Parigi, e ripresa a pieno da Leone XIV. Per il cristiano l'impegno ecologico è conseguenza diretta della fede in Dio creatore e salvatore e corregge le visioni ecologiste che considerano l'uomo come intruso molesto nella natura e tacciano di artificiale tutto ciò che egli fa.    

PERCHÉ UN NUOVO CONCILIO? DAL CONCILIO DI TRENTO AL VATICANO I E AL VATICANO II / 03 Conosciamo il Concilio Vaticano II

 

S. Pietro, il popolo di Roma
mentre si vota il dogma
dell'infallibilità papale

Il Concilio di Trento fu un grande Concilio che propose, oltre a punti dogmatici, un impianto globale per la prassi della Chiesa di fronte ai “tempi moderni”. Quando diciamo “tempi moderni” a noi del XXI secolo, il XVI secolo non sembra tanto moderno. Ma c'era una vera rivoluzione nell’area della Cristianità occidentale, su tutti i piani: politico, sociologico, scientifico, tecnologico, con un'espansione nuova verso altri popoli, in chiave coloniale ma anche commerciale e culturale. E quindi le persone dovevano essere rafforzate nella fede con nuove sintesi e nuovi punti di riferimento perché quelli tradizionali cambiavano. Uno dei mezzi scelti fu l'impostazione clericale della Chiesa.

Come sempre, per riprendere un felice concetto di Joseph Ratzinger, quando la Chiesa smarrisce la strada o vuole aprire strade nuove per il futuro, deve prima ritornare alle sue radici per ripartire da esse in una nuova sintesi adatta al momento presente. Fu così per la riforma liturgica del Concilio di Trento che ripartì dalle tradizioni più antiche conosciute. Ma lo studio e la ricerca non si fermano mai e c'era ancora molto da scoprire e studiare. Lungo i secoli successivi, questi studi andarono avanti. E il Messale promulgato da san Pio V ebbe edizioni successive con modifiche fino a quella del … 1962. Papa Leone XIII (1878 - 1903) fu un grande promotore della ricerca archeologica cristiana che accompagnò il “movimento liturgico” che sfociò poi nella riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Egli fu anche il Papa che attento “alle cose nuove” (= ”rerum novarum”) parlò dei cambiamenti sociali, stimolato dalle esperienze di alcuni osservatori e imprenditori cristiani. Il Signore dona sempre carismi nuovi, e per mezzo loro mantiene giovane la sua Chiesa. 

martedì 21 aprile 2026

UN ANNO GIÀ. GRAZIE PAPA FRANCESCO / 21 Aprile 2026

 



Le ultime immagini di Papa Francesco, sulla sedia a rotelle, col volto gonfio e il fiato corto, che si spende fino all’ultimo, sempre attento agli altri, sempre pronto a ringraziare, sono quelle di un grande uomo di Dio. Riguardo alla guerra della Russia contro l’Ucraina e la sua gente, non ho compreso bene le sue posizioni e questo mi ha fatto soffrire. Ma la sua fine è stata quella di un santo, sempre pronto a donarsi anche nella sofferenza finale. 

La continuità dei Papi (sono ormai 8 nella mia vita), in particolare riguardo al Concilio Vaticano II, non ha significato che questi avessero personalità uguali. Anzi, dopo tanti Papi italiani, da Giovanni Paolo II in poi i Papi sono tutti stranieri con formazioni e culture molto diverse. Ma si è visto che, anche grazie a questo, ciascuno ha fondamentalmente affrontato i problemi più importanti del momento. 

IL MATRIMONIO MONOGAMICO IMMAGINE DELL'ALLEANZA TRA IL DIO UNICO E L'UOMO / UNA CARO 11. nn 24-25.



 24. A tale riguardo, Benedetto XVI afferma: «Dio si è servito della via dell’amore per rivelare il mistero intimo della sua vita trinitaria. Inoltre, il rapporto stretto che esiste tra l’immagine di Dio Amore e l’amore umano ci permette di capire che “all’immagine del Dio monoteistico corrisponde il matrimonio monogamico. Il matrimonio basato su un amore esclusivo e definitivo diventa l’icona del rapporto di Dio con il suo popolo e viceversa: il modo di amare di Dio diventa la misura dell’amore umano”. Questa indicazione resta ancora in gran parte da esplorare»[20].

METTIMI COME SIGILLO SUL TUO CUORE / UNA CARO 10. , nn. 21-23.


 

La letteratura sapienziale

21. Nella medesima linea si iscrive tutta la letteratura sapienziale che elogia l’unione monogamica come la vera espressione dell’amore tra un uomo e una donna. Il passo del Cantico dei Cantici: «Il mio amato è mio e io sono sua» (Ct 2,16), rappresenta qui un vero apice. In questo gioiello poetico, la donna del Cantico esprime il suo amore, usando il simbolo del sigillo che nell’antico Vicino Oriente designava una persona, la identificava e si portava o su un bracciale o con una catena sul petto: «Ponimi come sigillo sul tuo cuore e sul tuo braccio. Forte come la morte è l’amore» (8,6). L’amata, quindi, dichiara di essere quasi la “carta d’identità” del suo uomo: l’uno non esiste senza l’altra e viceversa. Intelligenza, volontà, affetto, azione, personalità intera dell’una si comunicano nell’altro in modo reciproco ed esclusivo, in piena simbiosi. Contro questa unità vitale invano si erge la morte.

lunedì 20 aprile 2026

DAL CONCILIO DI NICEA A QUELLO DI TRENTO: ECCLESIA SEMPER REFORMANDA / 02 Conosciamo il Concilio Ecumenico Vaticano II

 

II° Concilio del Laterano

Dopo il Concilio di Gerusalemme e quello di Nicea ci sono stati altri 20 Concili “Ecumenici” cioè “generali”a cui sono convocati l’insieme dei vescovi. Questo dà loro l’infallibilità in materia di fede, e trattano questioni che riguardano tutta la Chiesa. Possono essere questioni nell’ambito delle verità di fede, oppure problemi di unità nella disciplina ecclesiastica. Per esempio il Concilio di Nicea trattò della divinità di Cristo (e in quel caso disse: “la Chiesa crede…”) ma definì anche una data unificata della Pasqua e questioni disciplinari sulla struttura gerarchica della Chiesa (e in quel caso il Concilio disse, con l'autorità dello Spirito Santo: “noi decretiamo").

domenica 19 aprile 2026

CELEBRIAMO L'EUCARISTIA COME S. GIUSTINO / III Dom Pasqua, 2026.


 Oggi è uno splendido giorno di sole, e per noi cristiani, eredi dei nostri padri ebrei, è il primo giorno della settimana, ma anche l’ottavo giorno, quello della nuova creazione nella vittoria sulla morte. È bello meditare allora su cosa facevano le prime generazioni cristiane a Roma appena un secolo dopo la risurrezione di Cristo. 
In quel testo di san Giustino riconosciamo gli elementi essenziali della nostra Eucaristia e ci aiuta a recuperarne l’autenticità: 

È innanzitutto la comunità dei credenti che si raduna, creata dalla conversione a Dio in Gesù Cristo. Questa comunità fa memoria dei gesti e delle parole che Gesù ha lasciato, cioè celebra l’Eucaristia. La Parola di Dio vi ha un posto centrale, molto ampio. Riconosciamo la preghiera riservata ai soli fedeli, cioè i battezzati, abilitati a compiere il servizio sacerdotale. Gli assenti non sono dimenticati e non solo i presbiteri possono portare e distribuire il corpo (e sangue) di Cristo come ancora oggi qualcuno afferma, ma anche i diaconi...

Da quel testo comprendiamo quanto era necessaria la riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, e quanto ancora c'è da lavorare per cambiare le mentalità formatesi negli ultimi secoli. 


Dalla «Prima Apologia a favore dei cristiani» di san Giustino, martire

 (Cap. 66-67. PG 6, 427-431)