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mercoledì 27 maggio 2026

MAGNIFICA HUMANITAS A DIFESA DELLA VITA UMANA / 27 maggio 2026.

 


Magnifica Humanitas: annunciata con largo anticipo anche per l’argomento tanto attuale che tratta, questa prima enciclica di Papa Leone è stata molto commentata ed elogiata dal momento della sua divulgazione ufficiale lunedì scorso. Non ho potuto leggerla ancora. Ma mi rendo conto che alcune frasi e concetti possono già essere fonte di riflessione sicura. 

Per esempio il paragrafo  n. 55:

I diritti umani sono inviolabili, il primo diritto umano è il diritto alla vita, dal concepimento alla sua conclusione naturale… Quando questo diritto viene negato, come accade nell’aborto provocato, nell’uccisione di innocenti e nell’eutanasia, ci si trova davanti a scelte che la Chiesa giudica gravemente illecite.

martedì 26 maggio 2026

INIZIA IL TEMPO DELLO SPIRITO CON MARIA / Maria Madre della Chiesa, lunedì di Pentecoste

 



Grati a Papa Francesco e alle sue intuizioni di uomo fedele al Vangelo, ci stiamo abituando a celebrare la memoria di Maria Madre della Chiesa ogni lunedì di Pentecoste. Questo titolo di Madre della Chiesa era da tempo tradizionale nella Chiesa. Paolo VI lo ha proclamato ufficialmente alla fine del Concilio. È entrato nelle litanie lauretane alla fine del Rosario. Non c'era ancora nessuna memoria liturgica per questo titolo mariano. Papa Francesco, oltre a spiegare il valore di questo titolo e i suoi limiti in fedeltà alla tradizione dei Padri (Maria è più piccola della Chiesa: sant’Agostino) e al Vangelo, ha voluto una Memoria di Maria Madre della Chiesa come segno del “tempo dello Spirito” dopo la Pentecoste. 

Maria era presente assieme agli apostoli e ai primi credenti in attesa del dono dello Spirito. Li incoraggiava nella preghiera, presenza di fede che rassicura di fronte al senso di indegnità e alle paure verso il progetto di Dio, troppo grande per quei poveri esseri umani che hanno sperimentato la loro inadeguatezza e fragilità in tante circostanze ma soprattutto al momento della Passione. Adesso sanno che toccherà a loro portare avanti questa missione che fino all’ultimo non comprendevano, spesso sgomenti e impauriti non osando fare domande (cf Marco 10,32). Maria sa cosa significa avere la vita totalmente sconvolta in ogni suo aspetto dall’annuncio che viene da Dio. Ma la fede l’ha resa beata e non solo pellegrina in essa (cf. Luca 1,45). E la risurrezione del suo Figlio ha dimostrato che Dio è fedele e potente. Lei ha avuto ragione di fidarsi e ancora oggi crede. Può esclamare meglio di Paolo “tutto posso in colui che mi da la forza” (Filippesi 4,13). Ed ecco che dopo la Pentecoste accompagna ancora questi discepoli anche se la sua presenza, già tanto discreta nei Vangeli quanto importante, si fa ancora più discreta: non si parla più di lei. Ma continua la missione ricevuta dall’alto della croce e accompagna anche “quelli che crederanno in me mediante la loro parola” (Giovanni 17, 20), cioè noi, discepoli amati da Gesù, ciascuno di noi “testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi” (1 Pietro 5, 1). 

Prendiamo Maria con noi!

La Gioia del Vangelo: MARIA MADRE DELLA CHIESA, VISTA DA DON BOSCO / Lunedì di Pentecoste 2025

La Gioia del Vangelo: DONNA ECCO TUO FIGLIO, FIGLIO ECCO TUA MADRE / Maria Madre della Chiesa, lunedì dopo la Pentecoste.


Vangelo

Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!

Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 19,25-34

lunedì 25 maggio 2026

CARO MONS. LEFEBVRE DOVE AVEVI LA TESTA QUEL GIORNO? / 04 La Liturgia nel Concilio.

 


Caro Mons. Lefebvre dove avevi la testa quel giorno quando hai votato a favore della riforma della Liturgia?  

Mons. Marcel Lefebvre (1905 - 1991) fu un religioso della Congregazione dello Spirito Santo (detti spiritani) missionario in Gabon, noto per il suo zelo, consacrato vescovo per il Senegal (Dakar) poi delegato apostolico per tutta l’Africa coloniale francese e anche Superiore Generale della sua Congregazione. Una grande personalità. Conservatore sul piano religioso e di (estrema) destra sul piano politico. Al Concilio Vaticano II ha votato sicuramente a favore della Costituzione sulla Liturgia, e anche altri documenti come Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa anche se per qualcuno rimane il dubbio che per qualche documento la sua firma fosse stata messa solo come presa in visione del testo e non approvazione. Tutte queste ambiguità si ritrovano nel comportamento successivo di Lefebvre. 


Ma partiamo dalla Liturgia, da Sacrosanctum Concilium (S.C.): 

domenica 24 maggio 2026

SOLO CHI HA LO SPIRITO DI CRISTO GLI APPARTIENE / Pentecoste 2026.

 


Pentecoste. Finisce il viaggio di ritorno dell’Umanità in esilio da Dio dal peccato di Adamo ed Eva, culminato con la Torre di Babele (Genesi 11,1-9): gli uomini si uniscono per costruire la propria vita mettendo Dio da parte. Il risultato è che l’unità senza Dio non regge e sfocia nella totale incomprensione reciproca (Babele ha il doppio senso di Bab El=porta del Dio e in ebraico di Balala=confondere … le lingue). 

Questo ritorno parte dalla famiglia come al momento della creazione. L’umanità ormai sterile, per l’iniziativa di Dio e la fede di Abramo (e Sara) diventa capace di dare la vita, una vita che riceve promesse di durata, fecondità immensa e felicità piena. Il viaggio di ritorno passa attraverso una Pasqua di liberazione dalla schiavitù. Il Popolo di Dio non può essere schiavo! La Pasqua accompagnerà questo Popolo ogni anno sotto la forma di una celebrazione non solo festosa ma efficace, viva: per questo non si chiama memoria, ricordo, ma memoriale dove Dio agisce. Passa anche per una prima Pentecoste che rimane anch’essa come memoriale nel cammino del Popolo di Dio. Questa Pentecoste celebra il dono della Sapienza di Dio che rivela al Popolo la struttura della vita libera. Noi li chiamiamo dieci comandamenti e anche per gli ebrei sono comandamenti (mitzvot) ma soprattutto Parole di Vita. Cerchiamo di comprendere questo: quando due fidanzati si uniscono in matrimonio il celebrante non li interroga sui loro sentimenti, emozioni, ma sulle loro decisioni libere, sulla loro volontà. Quell’amore che li unisce ha una struttura senza la quale non sarebbe amore vero secondo il senso comune e la coscienza illuminata dalla fede. E scambiando i loro consensi gli sposi promettono di obbedire a dei comandamenti (unicità, fedeltà, apertura alla vita) ma li considerano Parole di vita, via per realizzare una pienezza, non come un peso imposto dall’esterno. È vero che il nostro rapporto con Dio non è per nulla idilliaco e anche il popolo eletto dovette elaborare l’esperienza di questi comandamenti per gustarne la bellezza. È così che gli ebrei hanno due feste della Torah: Pentecoste che ravviva il dono della Legge sul Sinai 50 giorni dopo l’uscita dall’Egitto, e Simchat Torah o Gioia della Legge qualche mese più tardi. 

venerdì 22 maggio 2026

PERCHÉ NEL 2026 NON SI METTE ANCORA IN PRATICA LA SACROSANCTUM CONCILIUM? O3 S.C. La liturgia nel Concilio.

 


Perché non si mette in pratica la S.C.?

La Liturgia è importantissima: esprime il contenuto della Fede, e manifesta il mistero di Cristo e della sua Sposa la Chiesa. ...  Quindi “la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia”. (S.C. 10). Nella Liturgia la Celebrazione Eucaristica ha un posto centrale e come abbiamo già visto, gli altri sacramenti e preghiere sono ad essa ordinati sia come preparazione che come aiuto per viverla meglio. Quindi anche la Liturgia delle Ore (o Ufficio divino) è orientata all’Eucaristia come preparazione e prolungamento. 

mercoledì 20 maggio 2026

CATECHESI DEL PAPA: NELLA SANTA LITURGIA, CON LA POTENZA DEL SUO SPIRITO, GESÙ CONTINUA AD AGIRE / Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa

 

Papa Leone e il Catholicos armeno Aram
oggi durante l'Udienza Generale

Dopo la Dei Verbum e la Lumen Gentium, nelle catechesi del mercoledì, Papa Leone ha iniziato ad parlare della Sacrosanctum Concilium che tratta della Liturgia. Allo stesso momento anch'io sto scrivendo post su quell'argomento. Finirò questa settimana mentre il Papa farà altre catechesi di mercoledì in mercoledì. Comunque il livello e lo stile del Papa  sono molto migliori dei miei ed è facile fare la distinzione. Ecco cosa ha detto Papa Leone questo mercoledì: 


I Documenti del Concilio Vaticano II. II. Costituzione Sacrosanctum Concilium. 1. La liturgia nel mistero della Chiesa 

 Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Iniziamo oggi una serie di catechesi sul primo Documento promulgato dal Concilio Vaticano II: la Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium (S.C.).

Elaborando questa Costituzione, i Padri conciliari hanno voluto non solo intraprendere una riforma dei riti, ma condurre la Chiesa a contemplare e ad approfondire quel legame vivo che la costituisce ed unisce: il mistero di Cristo. La liturgia, in effetti, tocca il cuore stesso di questo mistero: essa è insieme lo spazio, il tempo e il contesto in cui la Chiesa riceve da Cristo la propria stessa vita. Nella liturgia infatti, «si attua l’opera della nostra redenzione» (SC, 2), che fa di noi una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo che Dio si è acquistato (cfr 1Pt 2,9).

COME NASCE LA LITURGIA? / 02 Sacrosanctum Concilium. La Liturgia nel Concilio

 


La Sacrosanctum Concilium (S.C.) è dunque la prima Costituzione emanata dal Concilio Vaticano II. Nasceva in un contesto in cui contava molto il Rubricismo: la Liturgia latina appariva come una serie di forme, testi e gesti - le rubriche liturgiche - da rispettare rigidamente per essere conforme alla fede cattolica e valida sacramentalmente. Iniziare lo studio dei Documenti del Concilio con la S.C. può dunque essere fuorviante se non si mette da parte questa mentalità rubricistica. Purtroppo l’applicazione della Riforma liturgica presso molti preti e comunità si è svolta in questa mentalità: prima si doveva fare così, adesso si fa cosà. Le rubriche erano soltanto cambiate (anche se molto cambiate) ma non la mentalità! Ho sentito in questi ultimi giorni questa frase dalla bocca di un prete: “se don X dice messa…!” Era il linguaggio degli anni ‘50 del secolo scorso, ma, a quanto sembra, è ancora il linguaggio di una parte del clero giovane nel 2026. Non a caso nel suo primo discorso Urbi et Orbi, Giovanni Paolo II disse : “Anzitutto, desideriamo insistere sulla permanente importanza del Concilio Ecumenico Vaticano II, e ciò è per noi un formale impegno di dare ad esso la dovuta esecuzione. Non è forse il Concilio una pietra miliare nella storia bimillenaria della Chiesa e, di riflesso, nella storia religiosa e anche culturale del mondo? … Questo criterio generale, della fedeltà al Vaticano II e di esplicito proposito, da parte nostra, per la completa sua applicazione, potrà interessare più settori: … ma uno specialmente dovrà essere il settore che richiederà le maggiori cure, cioè quello dell’ecclesiologia”. (La Gioia del Vangelo: GIOVANNI PAOLO II E ALTRI, E IL CONCILIO VATICANO II / San Giovanni Paolo II, 22 ottobre 2025. )

Sapientemente, Papa Leone nelle sue catechesi sul Concilio ha cominciato dalla Dei Verbum (in principio era la Parola e questa Parola compiuta è Gesù Cristo!), per passare alla Lumen Gentium (da Cristo, dalla Parola nasce la Chiesa) e solo oggi ha iniziato a parlare della Sacrosanctum Concilium (è la Chiesa unita al suo Sposo che celebra il Mistero pasquale). Egli ha detto oggi all'Udienza del mercoledì: