La Gioia del Vangelo
Blog di condivisione della Buona Notizia di fra' Sereno
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sabato 7 febbraio 2026
NUOVO GRUPPO PER LA VITA IN PARROCCHIA / Domenica 1 febbraio. Blog 07-02-2026
giovedì 5 febbraio 2026
UNA PAROLA SPESSO INCOMPRESA: CONVERTIRSI / giovedì IV sett. T.O., pari. 2026
Gesù manda in missione i suoi discepoli, i Dodici, con istruzioni precise. Varrebbe la pena analizzare queste istruzioni perché ognuna ha senso ed è importante. Ma qual è il cuore del messaggio che portano i Dodici, della loro missione?
Il centro e il Volto del Regno di Dio è Gesù Cristo! Egli si fa conoscere poco a poco e in quel modo rivela il Padre, cioè il Mistero finora incomprensibile di Dio perché in Lui abita la pienezza della divinità. Ma tutti abbiamo idee, concetti di Dio, della felicità, della vita. E adattiamo la nostra vita, il nostro comportamento morale alle nostre idee, quando non avviene anche il contrario, cioè che adattiamo la nostra idea di Dio in modo da giustificare i nostri comportamenti! I discepoli, rendendo presente Gesù e ciò che opera in nome di Dio, invitano la gente a credere che Dio è fedele, si occupa di loro e viene a liberarli dal timore della morte, del male e del demonio.
Se il cuore si apre alla fede, già il demonio è vinto, è cacciato. Ma per questo devo passare dalle mie idee a quelle di Dio. È questo l’invito dei Dodici che ἐκήρυξαν ἵνα ⸀μετανοῶσιν, "proclamarono con voce forte, come un annuncio ufficiale, pubblico che la gente si convertisse". Cosa significa però “convertirsi”? Non significa sforzarsi di essere più bravi ma μετανοέω cioè mutare pensiero/mente, cioè cambiare le idee sulla vita e su Dio, aprirsi alla realtà finora nascosta o annebbiata da tanti problemi, o persino da pratiche e concetti che sono religiosi ma fuorvianti.
Facciamo un esempio: sono in gravissimo pericolo e mando un SOS dopo l’altro pieno di ansia e disperazione, e ricevo la notizia che il mio appello è stato ricevuto e che vengono a tirarmi fuori, già tutto cambia per me anche se mi trovo sempre allo stesso posto, nella stessa situazione, oppure mi metto in cammino come posso ma sollevato, pieno di speranza perché mi è stato indicato come arrivare al posto sicuro.
Ma si annuncia la Buona Notizia? Si annuncia Gesù centro e volto del Regno, Signore vincitore della morte che mi guida sui sentieri della vita? Eppure è questo il messaggio costante della Bibbia fin dalle prime pagine dell'Antico Testamento. Spesso si indicano opere da fare, sforzi da compiere per preservarci o addirittura salvare il mondo. Ma le opere sono conseguenza della fede, della grazia, non il contrario.
Dal Vangelo secondo Marco Mc 6,7-13
mercoledì 4 febbraio 2026
IL MESSAGGIO PIÙ IMPORTANTE DELLA VERGINE MARIA / 4 febbraio 2026.
La Vergine Maria, Madre di Dio, Figlia di Sion, appare molto poco nella Scrittura ma in momenti cerniera, fondamentali nella Storia di Gesù e della sua opera di salvezza. Nessuno può toglierle importanza nel disegno di Dio a nostra favore.
Come detto, Maria madre di Gesù appare poco nella Scrittura: raggruppati in pochi episodi il nome di Maria appare solo 17 volte, di cui una sola volta in Marco e zero volte in Giovanni! Però è anche indicata solo come madre quando viene riferito a Gesù che “tua madre e i tuoi fratelli ti cercano” e proprio in Giovanni è menzionata in un modo unico come sua madre a Cana e in un altro momento cardine ai piedi della croce con la consegna a Giovanni, diventando la nostra madre, la madre dei discepoli che Gesù amava! Questo ci conferma l'importanza di Maria, la Tutta Santa.
Se appare poche volte, Maria parla ancora di meno. Parla all’angelo, parla a Elisabetta sua cugina e loda Dio, parla a suo figlio …
martedì 3 febbraio 2026
LE LEZIONI DELLA GUERRA: DAVIDE E ASSALONNE / martedì IV sett. T.O., PARI. 3 febbraio 2026.
Chi può legga nella sua Bibbia tutto il brano così frastagliato nella versione liturgica della prima lettura (2Sam 18,9-10.14b.21a.24-25a.30-32; 19,1-3) per gustarne maggiormente tutto lo spessore umano. E soprattutto continui almeno fino a 2 Sam 19,8.
Assalonne vuole diventare Re, pronto ad uccidere il proprio padre per prendere il potere, aggregando attorno a sé gli scontenti. Davide però continua a voler bene a quel figlio e vuole preservarlo. Tutti lo sanno e dopo la morte di Assalonne c'è timore di annunciarlo a Davide. Quando lo sa, Davide si lascia travolgere dall’emozione fino a trasformare “La vittoria in quel giorno … in lutto per tutto il popolo”. La prima lettura finisce così su questa nota di grande umanità, ma non evidenzia che in quanto re, Davide commette un’ingiustizia verso il popolo e verso coloro che hanno combattuto e sono morti per difendere lui e il regno. Allora - di nuovo - interviene il capo dell’esercito e parla a Davide con fermezza: “Allora Ioab entrò in casa del re e disse: "Tu fai arrossire oggi il volto di tutta la tua gente, che in questo giorno ha salvato la vita a te, ai tuoi figli e alle tue figlie, alle tue mogli e alle tue concubine, perché ami quelli che ti odiano e odii quelli che ti amano. Infatti oggi tu mostri chiaramente che capi e servi per te non contano nulla; ora io ho capito che, se Assalonne fosse vivo e noi quest'oggi fossimo tutti morti, questa sarebbe una cosa giusta ai tuoi occhi. Ora dunque àlzati, esci e parla al cuore dei tuoi servi, perché io giuro per il Signore che, se non esci, neppure un uomo resterà con te questa notte; questo sarebbe per te un male peggiore di tutti quelli che ti sono capitati dalla tua giovinezza fino ad oggi" (2 Sam 19,6-8; chi può legga tutto il capitolo 19). Davide ascolta il suo capo dell’esercito e inizia così la riunificazione delle tribù attorno a lui, chi è stato fedele e chi deve chiedere perdono. C'è però la tentazione della vendetta, di fare qualche esempio con i traditori minori. Ma Davide ha quel gesto saggio che proviene però dalla sua profonda fede e dice: “Si può mettere a morte oggi qualcuno in Israele?" Davide esce rafforzato da quella prova.
Questo brano ci porta due lezioni molto importanti:
lunedì 2 febbraio 2026
DON ALBERTO RAVAGNANI, DON LUIGI EPICOCO E GLI ALTRI / Festa della Vita Consacrata, 2 febbraio 2026
Comunque lo scopo non è di azzardare giudizi in un momento doloroso per don Ravagnani e per la comunità, ma di fare una riflessione generale utile. Per esempio il giovane Karol Wojtyla che aveva già dimostrato le sue capacità di autore prima di entrare in seminario, decise di non scrivere nulla durante la sua formazione, tempo irripetibile.
domenica 1 febbraio 2026
BEATI I RICCHI ! / IV Domenica del T.O.,A, 2026.
Il titolo di questo libro di vignette religiose è: “BEATI I RICCHI”
I personaggi in copertina dicono: “Cosa vogliono di più gli umili, quelli che piangono, quelli che hanno fame e sete di giustizia, i misericordiosi …? Gesù li ha chiamati beati! / I ricchi non li ha mai chiamati! Esigiamo una rettificazione!”
Riceviamo in questa domenica il Vangelo delle Beatitudini. Una parola che non si può inquadrare con la sola ragione ma può essere accolta solo nella fede, per opera dello Spirito Santo. Una parola potente che è promessa per chi crede, e consolazione grande giorno dopo giorno, ma che non si lascia ridurre a ragionamenti compatibili con la saggezza di questo mondo. Qualcuno potrà mai spiegarmi con argomenti razionali che devo rallegrarmi, esultare, saltare di gioia se vengo insultato, perseguitato, calunniato in ogni modo?
È vero che la versione della Beatitudini secondo san Luca promette guai ai ricchi. La rettificazione c'è stata per loro! Ma nella tristezza generata dalla certezza della morte, essere ricchi, avere successo, essere potenti, godersi la vita è una consolazione. Però siamo chiamati a molto di più : vivere la Vita buona del Vangelo, combattere la buona battaglia della fede e della coscienza pura che porta a termine la corsa, che tesse relazioni autentiche e non solo complicità, e soprattutto ad avere la vittoria più grande, quella contro la morte. Beato davvero chi, scoprendo l’amore di Dio gli risponde con l’amore. Signore Gesù, misericordioso, abbi pietà di me peccatore! In questo secolo così carico di violenza la promessa di essere chiamato figlio di Dio se opero la pace attorno a me, è un incentivo potente per lavorare alla pace che sembra oggi così fragile e lontana.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 5,1-12a
sabato 31 gennaio 2026
L'OROLOGIO DELL'APOCALISSE AVANZA ANCORA ! COSA FARE? / 31 gennaio 2026
Stiamo a 85 secondi dalla mezzanotte, cioè dalla fine della civiltà come la conosciamo, secondo i calcoli dell’ "Orologio dell’Apocalisse". Ideato nel 1945 da scienziati dopo la fine della seconda guerra mondiale e soprattutto dopo le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, questo Orologio indicava 7 minuti dalla mezzanotte. Oggi segna ancora 5 secondi in meno dell'anno scorso, stando quindi ad un minuto e 25 secondi dell’esito fatale. ( La fine del mondo è più vicina di 85 secondi. Come funziona l’Orologio dell’Apocalisse - Formiche.net )
Come rispondere, cosa fare? Chiaramente per i credenti la preghiera è una risposta efficace e indispensabile perché è Dio che guida la Storia e permette ai cuori di aprirsi alla saggezza e alle intelligenze di trovare soluzioni, prima ancora di interventi miracolosi che Egli può sempre attuare in nostro favore.






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