L’imitazione di Cristo, un libro medievale di autore sconosciuto chiamato “Quinto Vangelo” da una persona dello spessore di Bossuet, un libro formatore e ispiratore di grandi santi da sant’Ignazio di Loyola fino a santa Teresa di Lisieux e san Giovanni XXIII e tanti altri, ci presenta nel breviario di oggi in modo molto limpido un punto fondamentale della vita spirituale: come mai si corre - anche tu - per i beni spesso illusori della vita terrena pur sapendo che la morte cancellerà tutto, e così poco per i beni eterni che sono offerti con tanta generosità e abbondanza dal Signore e che sono poi la sorgente di tutti i beni, anche terreni? “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l`animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta. Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno” (Luca 12, 29-32; vedi Matteo 6, 32). “Gesù rispose: "In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”. (Giovanni 6, 26). La pigrizia spirituale per cercare i beni eterni ha un nome particolare: l’accidia, che i santi chiamano la "terribile". Leggiamo questo prezioso brano. Vi troveremo un termine poco usato : "querulo", cioè una persona che si lagna in continuazione, spesso per abitudine o per piccoli motivi.
Dal libro della «Imitazione di Cristo» (Lib. 3, 3)
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