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venerdì 2 ottobre 2026

I CRISTIANI NON RIFUGGONO LA COMPLESSITÀ MA ANTEPONGONO A TUTTO LA GIOIA DEL VANGELO / Sono arrivati gli inviti per l'Evangelizzazione. 2 ottobre 2026.

 



Ecco gli inviti per l’Evangelizzazione! Papa Leone ha parlato spesso di Evangelizzazione in Francia. Sotto alcune parole pronunciate durante i Vespri a Notre Dame il 24 settembre.

Anteponete a tutto l’Evangelii gaudium, ossia quella conversione missionaria che Papa Francesco ci ha testimoniato sin dalla sua prima Esortazione Apostolica.

Dalla Lettera ai Galati abbiamo ascoltato la ragione per cui non dobbiamo temere: «Dio mandò il suo Figlio» (Gal 4,4). Lo mandò fra noi, in questo nostro mondo! Nel testo paolino il verbo descrive un avvenimento reale, storico, non circostanze ideali. I cristiani non rifuggono la complessità, perché Dio stesso li ha chiamati a seguire suo Figlio in un mondo già abitato, già in movimento, già segnato dalle miserie e dalla bontà degli esseri umani. Il cammino della Croce rivela, certo, le oscurità che attraversano il mondo, ma più radicalmente l’amore di Dio vittorioso della morte.

giovedì 1 ottobre 2026

SANTA TERESINA: L'IMPORTANZA DECISIVA DELLA BIBBIA NELLA SUA VITA / 1° Ottobre 2026.



Ieri la Chiesa attraverso san Girolamo ci spingeva a nutrirci della Bibbia per conoscere il nostro Salvatore, il suo amore e la sua sapienza. Ma la Scrittura ci svela anche il senso della vita. Oggi, 1 ottobre, la Chiesa ci propone un altro Dottore della Chiesa, Santa Teresina. Entrata molto giovane - con dispensa papale - nel Carmelo di Lisieux, sentiva che la sua vita non avrebbe avuto senso se non fosse diventata santa sulle orme di Gesù. Al monastero oltre la vita comune e i suoi orari, le venne insegnato una programma di cose da fare per imparare ad offrire la sua vita e la sua volontà al Signore e, così, diventare santa. Ma lei non riusciva a seguire questo programma e doveva essere dispensata da molte penitenze. Questo le creò una profonda angoscia. Come posso essere santa se non seguo il programma della regola? Fu un periodo di grande oscurità per lei perché nessuno le dava una risposta che pacificasse il suo cuore. Forse con questa mia debolezza non sono fatta per questa vocazione che ho sentito così forte, che ho abbracciata con amore e con il consenso del Papa stesso? 

È leggendo la Scrittura che ha scoperto la sua vocazione personale e il senso del suo essere nel Carmelo. È stato il Signore stesso a guidarla nella sua lettura, a parlarle direttamente attraverso una lettera di san Paolo! Ascoltiamo santa Teresina che ci racconta come sono andate le cose: 


Dall'«Autobiografia» di santa Teresa di Gesù Bambino, vergine

​(Manuscrits autobiographiques, Lisieux 1957, 227-229)

​Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore

     Siccome le mie immense ispirazioni erano per me un martirio, mi rivolsi alle lettere di san Paolo, per trovarvi finalmente una risposta. Gli occhi mi caddero per caso sui capitoli 12 e 13 della prima lettera ai Corinzi, e lessi nel primo che tutti non possono essere al tempo stesso apostoli, profeti e dottori e che la Chiesa si compone di varie membra e che l'occhio non può essere contemporaneamente la mano. Una risposta certo chiara, ma non tale da appagare i miei desideri e darmi la pace.

PERCHÉ CONSERVARE E VENERARE IL CORPO DEI SANTI? / 1 Ottobre 2026.



 Un carissimo amico mi scrive: perché la Chiesa permette l’esposizione e la conservazione di un corpo, soprattutto dei santi? Non è meglio andare a messa e pregare per quel santo anziché fare pellegrinaggi per visitare il corpo e chiedere grazie? 


Gesù vuole per tutti un culto in spirito e verità. La donna samaritana nel Vangelo di Giovanni dice a Gesù : "Signore, vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare". (Giovanni 4,20-21) “Gesù le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. … Ma viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità". (Giovanni 4,21.22-24). Quindi dovunque ci sono due o tre radunati nel nome del Signore, egli sta già in mezzo a loro. A un suo monaco che voleva uscire dal monastero per andare a vedere la Sindone a Torino, l’abate ha risposto: “a Torino c'è il lenzuolo di Cristo, ma qui abbiamo il suo Corpo!” Non c'è nessun luogo dove non si possa adorare Dio, e il "luogo speciale" per eccellenza è la comunità cristiana (ekklesia = chiesa).

mercoledì 30 settembre 2026

EVVIVA LA PAROLA DI DIO VIVA E CREATRICE / San Girolamo, 30 settembre 2026.

 

Un'ora sola alla settimana,
il mercoledì mattina, oppure il sabato mattina

San Girolamo ha dedicato la sua vita alla Sacra Scrittura per sé stesso e per gli altri. Il risultato è che è diventato santo. E ha aiutato tantissimi a diventarlo permettendo a chi non conosceva le lingue bibliche di nutrirsi del pane della Parola di Dio in latino che all'epoca era diffuso e parlato ovunque.

Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote (Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3)

 L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo

    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. 

lunedì 28 settembre 2026

PRESTO IL VINO NUOVO DELLA FESTA. MEMORIZZA LA DATA: 13 OTTOBRE 2026, ALLE ORE 20.00

 



In Francia, con sorpresa della Chiesa stessa e della Società, sta crescendo il numero delle persone adulte che chiedono il battesimo o semplicemente ritornano alla fede. 

La gioia di questi giorni durante la visita di papa Leone in Francia lo ha testimoniato: Gesù può cambiare la vita, dare risposte solide per questi tempi difficili, capaci di dare nutrimento e fermezza cosciente nelle tentazioni e le tempeste.

PENTIRSI PER CREDERE? A CHE SERVE? / Matteo 21,28-32. Lunedì 28 settembre 2026.

 


Gesù dice una parabola ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo. Comprendono bene e danno la risposta giusta. Ma non mettono in pratica il messaggio della parabola. Anche oggi capita a molti di noi, preti, diaconi, catechisti ma anche laici. Conosciamo la risposta e magari la spieghiamo ai bambini e agli altri in genere, ma non l’applichiamo alla nostra vita, non ci convertiamo. Siamo tanti buoni predicatori ma cattivi testimoni. Pensiamo di non dovere cambiare perché siamo già apposto o comunque meglio degli altri, oppure pensiamo di dover cambiare con i nostri pugni, sforzarci e questo ci lascia scoraggiati perché ci scopriamo deboli e poco motivati. 

Convertirsi significa credere a una notizia che obbliga a una scelta di campo fino a cambiare il comportamento esteriore. Qual è questa Notizia? "Razza di vipere! … Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile". 

I pubblicani e le prostitute si convertono perché credendo a questo annuncio, sanno di essere peccatori e temono di essere bruciati nel fuoco inestinguibile. I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non si convertono perché non credono che Giovanni Battista sia stato mandato da Dio. Conoscendo la legge trovano i cavilli per non credere in lui: “È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". (Luca 7,33). È solo un arguzia per difendersi dalla Parola di Dio perché trovano da ridire anche su Gesù che mangia e beve. Ciascuno di noi si faccia l’esame di coscienza per scoprire quali giustificazioni mette davanti alle esigenze della conversione per bloccare la grazia.  

Gesù però vuole aiutare quanti non si sentono peccatori e hanno in testa tanti argomenti per giustificarsi. Li mette davanti ad un fatto: voi condannate pubblicani e prostitute ma non avete fatto cambiare vita a nessuno di loro. Giovanni Battista invece, sì. Questo non vi interroga? Non vedete che Dio opera attraverso di lui? Secondo la vostra scienza, Dio dovrebbe manifestarsi in modo diverso, ma i fatti sono fatti. Allora fermatevi davanti al Dio delle sorprese e dite: Signore c'è sicuramente qualcosa che non va in me. Rivelami il mio peccato. Aiutami con la tua grazia ad avere un pentimento sincero che apra il mio cuore alla tua grazia. Trafiggi questo cuore che non comprende: “All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2,37-38).

Papa Francesco, da buon gesuita, conservava l’abitudine di confessarsi ogni 15 - 20 giorni. A volte non trovava nessuna mancanza volontaria da confessare e diceva: “Allora mi preoccupo, perché so di essere un peccatore, temo di essere superficiale nell'esaminarmi e prego per scoprire i miei peccati”. Questo è un bell’esempio di “pentirsi per credere”.

Al demonio che vuole tormentarmi con i sensi di colpa dirò: “statti fresco, il mio giudice è il Signore e mi ha perdonato”. Al Signore invece dirò: “Signore buono e misericordioso, abbracciami nel tuo amore e abbi pietà di me peccatore. Non permettere che si indurisca il mio cuore”. 


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 21,28-32

domenica 27 settembre 2026

SI PUÒ DIRE LA VERITÀ UN PO' ARRABBIATI? / XXVI Dom. T.O., A, 2026.

 



"La verità deve essere detta con amore, ma l'amore non può mai impedire che la verità sia detta"  Sant' Agostino.

Chiaramente dire la verità arrabbiati non attira, rischia di creare chiusure. San Vincenzo di Paola diceva: "la verità detta senza carità non viene da una carità vera". Il segreto è parlare nello Spirito Santo, di pregare prima, durante e dopo che abbiamo parlato. Si può essere bruschi e caritatevoli. P. Pio era brusco. Ho avuto la testimonianza di un uomo che da ragazzo si era visto rifiutare l'assoluzione da lui. Dopo tanti anni non aveva ancora capito perché. Ma in genere chi si vedeva rifiutare l'assoluzione da Padre Pio comprendeva che era il Signore stesso che lo invitava a un esame di coscienza più profondo, a un pentimento più autentico...

Invece, molte persone credenti attorno a noi si creano lo scrupolo di dire o aver detto la verità per paura di offendere o aver offeso la sensibilità di chi pensa il contrario o vuole imporre la sua verità. Qualcuno porta al collo un corniciello o altro talismano "perché me lo hanno regalato". Sant'Agostino, con la sua grande autorevolezza di santo Dottore della Chiesa, è estremamente liberante per tutti. Ma non dice nulla di nuovo: Gesù stesso riassume la sua missione davanti a Pilato: "Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". (Giovanni 18, 37).

È impressionante questa centralità della verità. Troppo spesso crediamo o ci fanno credere che contano solo o soprattutto le opere. Eppure, se le opere rivelano l'autenticità della  nostra fede ( Giacomo 2, 14-26) non sono alla base della salvezza: "il giusto vivrà mediante la fede". Questa certezza spinge s. Pietro a delegare il compito sacro della giustizia nel servizio delle mense per  un altro servizio più essenziale:  "Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola". (Atti degli Apostoli 6, 4).

Chiaramente questa fedeltà alla verità e il rivelare a tutti il progetto di amore di Dio per l'Umanità è costata cara a Gesù: ha incontrato resistenze, incredulità, opposizione sempre più dura. Però questa sua posizione gli ha dato in modo sovrabbondante grandi gioie e molti vantaggi: è stato innanzitutto una persona libera, che è stata stimata anche da molti suoi avversari e amata da tutti quelli che cercavano sinceramente Dio. Essendo libero ha potuto gioire di tutto il bene che incontrava, abbracciare con mitezza tutte le persone e situazioni, mentre spesso noi siamo schiavi tutta la vita, perché pieni di paura per le conseguenze e i rischi di una vita fuori dagli schemi della famiglia, degli amici e parenti, della società. Ma soprattutto ha sperimentato la protezione di Dio, del Padre, l'intimità con lui, sicuro che finché non sia compiuta la sua missione non poteva succedergli nulla malgrado tutta l'opposizione del mondo e di Satana stesso. Quando venne la sua ora questa fu di andare con sicurezza al Padre stesso per essere esaltato. Ricevette ogni potere in cielo e in terra e "reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono" (Ebrei 5, 9).

Se qualcuno vuole indottrinare te o i tuoi figli contro la fede, contro la Chiesa cattolica - o contro qualsiasi valore importante - puoi chiudergli la porta senza alcun rimorso. Rimarrà poi a te di cercare di conoscere e vivere meglio la verità biblica che custodisce la Chiesa fino a diventare, non solo sicuro delle basi della tua fede, ma anche capace di trasmettere questa verità a chi non la conosce o la combatte.

Non temere, Cristo è risorto, egli è  il Signore. 


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési  Fil 2,1-11