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domenica 20 settembre 2026

RALLEGRATEVI NEL SIGNORE, VE LO RIPETO, RALLEGRATEVI ! / XXV Dom del T.O.,A, 2026.

 


Tutti aspiriamo ad una vita perfetta, almeno migliore. Gesù è venuto per questo: affinché “abbiano la vita e la vita in abbondanza” (Giovanni 10,10) a differenza dei falsi profeti, ladri e briganti. Ci presenta il Regno dei cieli in molti modi, in particolare con parabole. Oggi nella parabola degli operai nella vigna egli ci dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il Regno dei Cieli che sogni, desideri per liberarti da questa tua vita insoddisfacente, è già qui, in te che porti il peso del giorno e del caldo, in te che vivi l’angoscia di aver trascorso la maggior parte della tua vita senza scopo o in attività che ti hanno rovinato e hanno danneggiato altri e arrivi alla vecchiaia - “alla fine della giornata”- e dici: “cosa ho costruito, cosa lascio?” È presente anche nelle persone che ti circondano e lavorano più o meno bene secondo il tuo giudizio nella vigna del Signore. Devi solo aprire gli occhi del cuore per vederlo. Adesso è l’ora di Dio, invocalo, chiedigli di convertirti, di entrare nella sua mentalità e nelle sue vie, così diverse dalle tue, di prenderti a lavorare nella sua vigna, di permetterti di seguirlo.

Assieme a tutta la Chiesa, tu sei il sogno d’amore di Dio, anche se non è ancora il tempo del riposo. Assieme a tutti i membri di questa assemblea domenicale, ai fratelli e sorelle della tua comunità, quelli che lavorano sodo e quelli che arrivano ancora inesperti, o sembrano non lavorare come conviene. Il Signore vuole insegnarti il senso della gratuità, a te che lavori dall’alba e a te che sei appena arrivato da una vita vuota, il senso della sua bontà e il senso della gratitudine. Il Signore vuole trasformarti come san Paolo che desidera ardentemente andare lontano dal corpo per incontrare finalmente a faccia a faccia il Cristo che gli è apparso sulla via di Damasco, ma sa che si incontra Dio nell’essere come lui, nel seguire le sue orme e quindi non rifiuta di ritardare questo premio se questo significa servire, amare come Cristo che avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine. Paolo sa che la sua vita è Cristo fin da adesso e per sempre. E dirà ancora più avanti in questa lettera ai cristiani di Filippi: “rallegratevi nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi” (Fil 4,4). Il Signore è vicino. Alleluja! 



Dal libro del profeta Isaìa  Is 55,6-9

sabato 19 settembre 2026

LA GIOIA DEI CREDENTI NEL NUOVO TESTAMENTO / 19 - 09 - 2026.

 


Spesso vediamo cristiani tristi nella vita, o mentre implorano grazie presso le statue o anche mentre partecipano alla Messa, qualcuno estremamente serio, per non parlare di molti funerali che esternamente assomigliano a quanto dice san Paolo della tristezza dei pagani che sono senza speranza (1 Tessalonicesi 4,13). Ho cercato il termine gioia nella Bibbia. Ci sono tante espressioni per esprimere la gioia che viene da Dio attraverso la sua salvezza potente che rigenera, ma già questa stessa parola è indicativa. La troviamo 278 volte nella Bibbia di cui 72 volte nel Nuovo Testamento (28 volte nei Vangeli, e 44 negli Atti e nelle lettere). È dunque una parola molto presente. Ma ci interessano quei passi dove la gioia è frutto dell’azione dello Spirito Santo in chi crede anche se le gioie umane sane sono anch’esse dono di Dio. E ho voluto tener conto solo della gioia nella fede dopo la Risurrezione. La Bibbia fa spazio a tutti i sentimenti e li troviamo in Gesù stesso. Ma la gioia del Signore risorto è ciò che caratterizza i credenti già su questa terra. 


Matteo 28, 8. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli

Luca 24, 41. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".

Luca 24, 52 Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia  

venerdì 18 settembre 2026

POVERTÀ DELLA CHIESA E DEL CLERO. COSA DICE SAN PAOLO? / In seguito allo stipendio dei Cardinali 18 - 09 - 2026

San Paolo tessitore di tende.

 La decisione di Papa Leone di annullare le restrizioni di stipendio al personale della Santa Sede volute da Papa Francesco a causa del Covid continua a suscitare emozione e reazioni negative. Alcune reazioni, come sempre, sono basate su una cattiva informazione o persino sul piacere di poter parlare male della Chiesa. Ma nel profondo anche molte persone semplici e impegnate con Cristo e la Chiesa sono rimaste a disagio. Considero una grazia enorme aver potuto vivere i 25 anni della mia vita religiosa senza soldi, sperimentando la vicinanza costante e premurosa del Signore. Ma cerchiamo di superare la disinformazione chiedendoci: quale era la posizione di Gesù? Qual è la posizione della Scrittura? Secondo la Scrittura gli apostoli e altri ministri del Vangelo possono ricevere uno stipendio, oppure la prassi comune della Chiesa da molti secoli rappresenta una infedeltà, un compromesso? 

giovedì 17 settembre 2026

PAPA LEONE AUMENTA GLI STIPENDI DEI CARDINALI MENTRE TANTA GENTE È POVERA? / 17 - 09 - 2026.

Detta così è una Fake News


 È uscita la notizia che “mentre molta gente sta in povertà, Papa Leone aumenta lo stipendio dei Cardinali. E poi la Chiesa predica il Vangelo!?...". Qualcuno fa il conto di tutti i Cardinali del mondo moltiplicando per 500 euro mensili per ottenere la somma totale dell'aumento mentre questa misura riguarda solo i Cardinali che lavorano in Curia.

Detta in quel modo è disinformazione. La verità è un po' diversa. Papa Francesco aveva imposto un taglio agli stipendi degli incarichi più alti del Vaticano in marzo del 2021 nel momento di crisi del Covid. Ossia 10% per i Cardinali (solo quelli che lavorano nella Curia), 8 % per i capi e segretari di dicastero, 3 % per il clero e religiosi che lavorano in Vaticano. Inoltre erano stati bloccati tutti gli aumenti automatici per anzianità che scattavano ogni 2 anni. 

mercoledì 16 settembre 2026

COSA HA DI SPECIALE QUESTA FOTO? / 16 - 09 - 2026.




La foto sopra mi ha ispirato una riflessione che dirò alla fine. Prima però situiamola: 

A Taiwan la comunità ebraica sta in forte crescita tanto da poter inaugurare luoghi tipici della vita ebraica: ultimamente si sono aperti nella Capitale Taipei una scuola ebraica, un ristorante casher (cioè che propone alimenti conformi alla Legge), una mikveh o bagno rituale, un centro culturale, e in questi giorni un cimitero ebraico, quello che vediamo nella foto. 

domenica 13 settembre 2026

MA QUALE DEBITO HO VERSO DI TE SIGNORE? / XXIV DOM. T.O., A. 2026.

 

Il servo malvagio
di Matteo 18, 21-35

Il libro del Siracide (Gesù Ben Sirach) è stato scritto verso il 180 prima di Cristo e 50 anni dopo tradotto dal nipote in greco, lingua più comprensibile per i tanti ebrei che vivevano fuori dalla Terra Santa. Quanto è attuale il suo insegnamento! Gesù non inventa nulla ma porta a perfezione la tradizione già secolare del suo popolo. “Rancore e ira sono cose orribili, … . Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, …” Leggiamo con attenzione ogni frase di questo testo. È Parola di Vita per noi. 

Gesù chiede a Pietro di perdonare settanta volte sette. Ci rimanda a Lamech, figlio di Caino, che dice alle mogli : “Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette". (Genesi 4, 23-24). Dove abbonda il peccato deve sovrabbondare la misericordia (vedi Romani 5,20) e Gesù trasforma il settantasette di Lamech in settanta volte sette. Perdonare di cuore: Matteo già insisteva su questo nel Discorso della Montagna (Matteo 6, 14-15) come sottolineatura del Padre Nostro in cui chiediamo “e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Sono grato al Signore che ieri ha illuminato per me la parabola nel Vangelo di oggi. Infatti se è ovvio che ho avuto condonato un debito di diecimila talenti DEVO condonare il debito di chi mi deve solo cento denari. Però avevo da sempre un problema, non nella mente ma nel cuore : non riuscivo a vedere questo enorme mio debito verso il Signore. Lo immaginavo solo in termini di peccato. I peccati li ho fatti. Ma non riuscivo sinceramente a vedere questi miei peccati capaci di creare tale debito. “Qual è questo mio debito verso di te Signore?” - “Mi devi la tua vita che ho salvato” - “È vero. Se tu non mi avessi soccorso avrei fatto una brutta fine, già sul piano umano. E vegliando su di me hai rispettato la mia libertà senza mai abbandonarmi nelle mani di chi voleva  perdermi ma soprattutto senza abbandonarmi alla durezza del mio cuore. E per me la mia vita vale molto di più di diecimila talenti! Mantienimi in questa consapevolezza perché io possa perdonare di cuore ai miei fratelli e sorelle, non come sforzo di obbedienza ma volentieri come gratitudine che mi attraversa. La mia gioia sia di appartenerti totalmente Signore.”

Anche Matteo sa che Gesù gli ha salvato la vita.


Dal libro del Siràcide  27,33–28,9 (NV) [gr. 27,30 –28,7] 

venerdì 11 settembre 2026

L'ISLAM NON HA BASE STORICA SOLIDA? UNA BOMBA! / 11 - 09 - 2026.



L’Islam non ha base storica? Una bomba!

Ormai più di 30 anni fa ho studiato con i Padri Bianchi a Roma arabo e islamistica, leggendomi (una volta sola) tutto il Corano “bilughatihi” cioè nella sua propria lingua, in arabo.

Per spiegare il sorgere dell’Islam seguivamo la tradizione musulmana. Era sufficiente per vederne le falle. Per tanti motivi la religione di Maometto non è la vera religione, anche se l’Islam come pensiero e sistema religioso e sociale è molto più forte e ricco di quanto, superficialmente, potevo pensare. “L’Islam cosa sarà mai?” era il mio pensiero quando sono andato a lavorare in Africa del Nord. Ma il contatto quotidiano con credenti semplici e sinceri mi permise già allora di apprezzare aspetti della vita dei musulmani (e di scoprire la piccola Chiesa locale così evangelica!). Per me francese secolarizzato, il modo di vivere di molte famiglie musulmane è stato un richiamo enorme: se loro sono così quanto vale il tuo cristianesimo? Infatti dice Gesù: “se fate solo ciò che fanno anche i pagani, quale merito ne avrete?” (vedi Matteo 5, 46-47). Ma poi, da frate e prete, studiando direttamente nei testi ho scoperto ancora più ricchezze dell’Islam assieme a ancora più limiti.