"Venite a me voi tutti... ". Gesù si rivolge a tutti perché ciascuno di noi è fragile di fronte alla vita e alle sue ferite. Ma soprattutto Gesù si rivolge a chi non ce la fa più, a chi è cosciente della propria stanchezza e oppressione, a chi si sente prigioniero di una dipendenza da alcool, droga, pornografia, prigioniero di una malattia fisica o psichica, di una situazione di peccato o di ingiustizia, a chi si sente indegno davanti a Dio o dubita della propria salvezza.
L’invito è di andare a Gesù così come siamo, di affidargli il mistero della nostra vita, il suo senso, i nostri successi e conquiste sempre insufficienti per dare felicità piena e duratura alla nostra vita, ma soprattutto i fallimenti e i vari sensi di colpa.
La mitezza e umiltà di Gesù, la sua accoglienza totale, non significa meno radicalità: “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene!”
Noi tutti abbiamo lo Spirito di Dio ricevuto nel battesimo e ancora di più nella cresima (chi non è cresimato chieda di ricevere questo sacramento indispensabile per essere cristiano). Ma qual è il posto dello Spirito nella tua vita quotidiana. A dieci anni un bambino di nome Karol serviva messa. Faceva tutti i gesti imparati ma si distraeva molto. Il suo papà notandolo non lo rimproverò ingiungendogli di non distrarsi, ma gli disse: tu rimani solo all’esterno di ciò che accade. Invoca lo Spirito Santo per farti entrare nel mistero della Messa. Fu lo stesso Karol diventato Papa Giovanni Paolo II a raccontare che questo fu l’inizio della sua conoscenza dello Spirito Santo.
Se non facciamo entrare lo Spirito Santo nella nostra vita quotidiana anche se compiamo molti atti religiosi e atti morali, andiamo verso la morte. Solo lui è Signore e datore di vita. La lotta contro le nostre pulsioni disordinate, la nostra mentalità vecchia e le nostre idee chiuse solo su ciò che comprendiamo a siamo capaci di fare, è una lotta dura, persa in partenza se non interviene la grazia. Ma se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo con il suo aiuto faremo morire queste opere dell’uomo vecchio e senza speranza e vivremo, anzi, lo Spirito ci farà risorgere, facendo crescere in tutto il nostro essere la risurrezione alla quale siamo chiamati.
Dal libro del profeta Zaccarìa Zc 9,9-10


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