
Malgrado un Concilio Ecumenico accompagnato con carismi e Movimenti nuovi dati dal Signore, forse è cambiato molto poco nelle parrocchie. E anche tra coloro che invocano con formule di preghiera lo Spirito Santo spesso queste rimangono solo formule di preghiera.
Infatti il rischio dell’Incarnazione del Verbo è di presentare un Dio con tratti umani di cui si possono fare statue e immagini, fino a sostituire soltanto gli dèi pagani nel cuore delle persone. Senza nessun vantaggio? Gli dèi dell’antichità greco romana sono proiezioni delle pulsioni e passioni del cuore umano e le loro contese e contraddizioni permettono di spiegare fortuna e sfortuna dell’uomo. Invece la Vergine Maria e i santi protettori sono comunque figure e messaggi più elevati, misericordiosi e giusti. Ma rimane sempre il pericolo, per ciascuno di noi, di fermarsi, di credere di sapere tutto o abbastanza, tanto da non aver più bisogno di mettersi in discussione, di continuare a camminare, di essere pronti alle sorprese di Dio. Viviamo allora un paganesimo con etichette cristiane.
Tra gli ebrei un pilastro di fede assoluto è che non si possono fare immagini o sculture di Dio e nemmeno si può pronunciare il suo Nome! Nella Bibbia ebraica il Tetragramma “Iod Hé Waw Hé” che noi pronunciamo Iahveh, è scritto con le vocali di Adonai, Signore (da qui la pronuncia sbagliata “Geova” dei TdG). Gli ebrei non pronunciano il Nome di Dio ma leggono “Signore”. Perché Dio è aldilà, è “ineffabile” cioè: letteralmente "che non si può dire", ovvero qualcosa che non si riesce a esprimere o a descrivere con le parole a causa della sua grandezza, intensità o natura sacra (Treccani). Gli ebrei italiani scrivono D-o, per indicare questa ineffabilità del nome di Dio.
San Paolo ci dice oggi: “Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto”. Non si possiede Dio ma ci si lascia possedere da Dio.
Infatti Paolo sa benissimo che “Dio, nessuno lo ha mai visto” anche se Gesù, “il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Giovanni 1,18). Ora “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito” (Giovanni 3, 34) perché lo Spirito sceso come colomba RIMANE su di lui, ed egli rimane nel Padre a differenza dei profeti dell'Antico Testamento. Paolo sa che Dio cerca adoratori in Spirito e Verità perché “Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità" (Giovanni 4,24); Paolo sa che la Legge uccide mentre lo Spirito dà Vita e che le parole di Gesù sono Spirito e Vita; che lo Spirito porta alla Verità tutta intera i discepoli in un cammino di conversione continua. Durante la vita terrena di Gesù i discepoli non hanno lo Spirito. Sta solo accanto a loro ma non dentro di loro perché lo Spirito non c'era ancora: “Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato” (Giovanni 7, 39), cioè non era stato glorificato sulla croce dimostrando fin dove arriva l’amore e risorgendo poi nel suo vero corpo glorificato appunto. Inglobando la morte e il male nella sua vita di amore, Gesù dimostra che Dio è fedele e che la Via che apre è quella vera. La trasformazione degli apostoli, da terrorizzati, feriti e annichiliti dalla croce in apostoli della Buona Notizia, fa vedere cosa significa avere lo Spirito Santo e come può trasformare chi si abbandona in Lui. Questo non significa che lo Spirito non era all’opera già prima di Cristo: già aleggia sulle acque all’inizio della creazione. Significa che chi ha creduto nell’opera del Padre cioè ha creduto in Cristo e ricevuto il sigillo permanente dello Spirito Santo dovrebbe essere come il vento: “Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito". (Giovanni 3,6-8). “Se vuoi andare dove non sai, devi passare per dove non sai” cioè devi lasciarti guidare verso quello che non conosci, dice san Giovanni della Croce.
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 8,1b-7.11-13



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