Ogni giorno cantiamo Allelujah. Specialmente in questo Tempo pasquale. Capisci quello che canti? Allelujah è una parola composita ebraica, talmente importante che è passata in lingua originale nel Cristianesimo. הַלְלוּ Allelu vuole dire Lodate, e יָה, Jah è l’abbreviazione del tetragramma sacro Jahveh. Significa quindi : Lodate Dio!
Ma Lodare Dio cosa significa? Significa che Dio ha fatto cose meravigliose, che ha fatto bene ogni cosa, si è mostrato potente e premuroso verso di noi, suoi eletti. È davvero così? È davvero così per te? Non hai nessuna lamentela verso Dio? Non gli chiedi mai nulla oppure chiedi solo che sia fatta la sua volontà come vuole lui nella tua vita?
Dicendo Allelujah, sapendo forse per la prima volta ciò che dici, affermi che Dio onnipotente è perfettamente giusto e anche Padre, e inviti gli altri ad affermarlo con te. Scopriamo che deve cambiare profondamente la nostra visione del mondo, della vita, della storia. Ma anche di quanto sia grande e importante la nostra responsabilità di uomini, e in particolare di credenti. Chi crede senza porsi domande su Dio e su sé stesso è poco credibile. La fede lo ha toccato solo superficialmente. Infatti se credo che Dio, come Dio eterno e creatore onnipotente, esiste, questo implica un allineamento totale di tutti i miei criteri di giudizio in funzione di lui. Non può essere diversamente.
Ma per i cristiani c'è un elemento in più. Effettivamente se Cristo è davvero risorto, il mio atteggiamento verso Dio sarà molto diverso nei confronti di chi crede solo in un Dio creatore che vive nel cielo. In Cristo, Dio stesso ha vinto la morte in una carne umana. E ha vinto già e ci rende partecipi adesso della sua vita immortale. Si spiega così perché san Francesco che leggeva e ascoltava tutte le Scritture, nei suoi scritti cita pochissimo l’Antico Testamento. Cristo è venuto, Cristo è risorto, noi veniamo dopo la Risurrezione, dopo la Pentecoste e l’effusione dello Spirito Santo! È possibile, essendo uomini, vivere una vita retta di figli di Dio che si alimenta già della natura divina che ci è stata donata. È la roccia sulla quale costruire una vita nuova che non è di questo mondo, cioè non è della logica di questo mondo pur essendo in questo mondo con le sue pressioni, le sue contraddizioni, le sue seduzioni. Solo una fede autentica ci permette di vivere questo paradosso: essere nel mondo, ma non più del mondo.
Il nostro discepolato di Cristo, comunque sempre imperfetto, cerca spesso la quadratura del cerchio, in vari modi, ma tutti fallimentari. Chi cerca il successo, guarda un po' di più alla terra e al mondo, a sé stesso, può arrivare allo scoraggiamento, oppure al rigetto di Cristo e della fede. Un altro modo è di piegare la Buona Notizia ad una qualunque tradizione religiosa o sociale che inganna chi crede che sia questo il modo di piacere a Dio e chi se ne serve per evitare l’incontro con il Dio Vivo e Vero. C'è chi invece non accetta l’umiltà dell’incarnazione: vive allora un cristianesimo disincarnato, altrettanto ingannatore che di “celeste” ha solo le apparenze. Solo il ripartire umile, giorno dopo giorno, da Cristo Signore, da Cristo vivo e operante nella mia vita, lasciandomi guidare da lui, permette di unire piano piano la mia vocazione al divino con la mia umanità ereditata dal peccato di adamo, di lasciare assorbire il mio uomo vecchio dalla vita nuova che sgorga dall’umanità risorta di Cristo.Cantiamo allora con sempre maggiore convinzione e gioia: Allelujah!

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