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martedì 21 aprile 2026

UN ANNO GIÀ. GRAZIE PAPA FRANCESCO / 21 Aprile 2026

 



Le ultime immagini di Papa Francesco, sulla sedia a rotelle, col volto gonfio e il fiato corto, che si spende fino all’ultimo, sempre attento agli altri, sempre pronto a ringraziare, sono quelle di un grande uomo di Dio. Riguardo alla guerra della Russia contro l’Ucraina e la sua gente, non ho compreso bene le sue posizioni e questo mi ha fatto soffrire. Ma la sua fine è stata quella di un santo, sempre pronto a donarsi anche nella sofferenza finale. 

La continuità dei Papi (sono ormai 8 nella mia vita), in particolare riguardo al Concilio Vaticano II, non ha significato che questi avessero personalità uguali. Anzi, dopo tanti Papi italiani, da Giovanni Paolo II in poi i Papi sono tutti stranieri con formazioni e culture molto diverse. Ma si è visto che, anche grazie a questo, ciascuno ha fondamentalmente affrontato i problemi più importanti del momento. 

Papa Francesco è stato quello che ha rilanciato fortemente il Concilio, portando il cammino conciliare percorso dalla Chiesa latino americana, la semplicità di un vescovo servo e fratello, di una Chiesa povera per i poveri, e l’intuizione fondamentale per il nostro tempo dell’Ecologia integrale e dell’unità del genere umano che ci rende “fratelli tutti”.  

Pochi giorni prima del suo ultimo ricovero, a febbraio, il nominare Robert Prevost direttamente da Cardinale Diacono a Cardinale Vescovo è stato, se non indicarlo come il successore desiderato, un “lanciarlo” verso grandi responsabilità nella Chiesa. 

Papa Francesco, la mia e nostra gratitudine verso di te è immensa e comprende tante dimensioni. Prega per noi, affinché tutti ci ispiriamo sempre più al “Vangelo sine glossa” e, viviamo, conoscendolo, secondo le direttive del Concilio Vaticano II.


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