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venerdì 24 aprile 2026

IL MISTERO GRANDE / UNA CARO 13. nn. 29-30

 

Cristo sposo della Chiesa.

29. San Paolo sviluppa in modo sistematico il tema dell’amore nuziale pieno e perfetto tra Cristo e la Chiesa nella Lettera agli Efesini (cf. Ef 5,21-33), riprendendo tra l’altro il passo della Genesi sull’essere “una sola carne” da parte della coppia (cf. Gen 2,24). L’amore monogamico indissolubile tra i due coniugi – sempre nella linea del tema sviluppato dai profeti per definire l’alleanza tra il Signore e Israele – si rivela come il simbolo per descrivere il vincolo tra Cristo e la Chiesa. Il matrimonio cristiano nella sua autenticità e pienezza è, dunque, segno della nuova alleanza cristiana.

30. Merita attenzione anche la formula del “mistero grande”, quale traduzione dell’originale greco mysterion. Questo fu reso da San Girolamo, nella Vulgata, col termine sacramentum, il quale ha permesso alla tradizione ecclesiale di assumere la formula paolina come esplicita proclamazione della sacramentalità del matrimonio. Il passo nella sua integralità esalta in modo intenso la funzione teologica svolta dall’amore nuziale esclusivo. I due coniugi che si uniscono indissolubilmente sono un segno che rimanda all’abbraccio col quale Cristo stringe a sé la Chiesa. Gli sposi cristiani, dunque, testimoniano nel mondo non solo un legame umano, eros e agape, ma sono anche l’“immagine” vivente di un vincolo sacro e trascendente, cioè quello che unisce Cristo con la comunità dei cristiani. Già nella Genesi si definiva “immagine” del Dio creatore la coppia che ama e genera: «Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò» (Gen 1,27).


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