Santa Caterina da Siena è la prima donna proclamata Dottore della Chiesa eppure era analfabeta, dettava le lettere che mandava. (La Gioia del Vangelo: UN'ANALFABETA DOTTORE DELLA CHIESA, O LA POTENZA DELLA GRAZIA / S. Caterina da Siena, 29 aprile.)
Santa Caterina ha altre caratteristiche oltre quella fondamentale di una vita di preghiera e di intimità con Cristo che è la sorgente e la spiegazione di tutto. Di Tutto!
Oggi può essere molto utile considerare la sua indefettibile fedeltà alla Chiesa e in particolare al Papa anche se di alcuni non si nascondeva la condotta poco evangelica. Di un Papa che aveva gettato l'interdetto su Firenze, il popolo diceva che era un “demonio incarnato”. Ma lei lo chiamava “Dolce Agnello”, “Padre mio”, “Cristo in terra”. Caterina parla chiaro e a tutti, compreso ad alcuni cardinali quando, nel 1378 - due anni prima della sua morte ma Caterina allora ha solo 31 anni! - eleggono un anti Papa contro Urbano VI, successore di Gregorio XI che lei aveva riportato a Roma da Avignone dove i Papi stavano dal 1303 sotto influenza francese (Amare il Papa – cinque lettere di santa Caterina da Siena ⋆ Breviarium )
Lei sa che il demonio miete molte anime quando ci sono divisioni nella Chiesa e quando qualcuno, - anche con ragioni autentiche - non lotta soltanto per la verità e la giustizia ma si lascia prendere dallo spirito di critica, dall’amarezza, dal parlare male.
La polemica - così presente ogni giorno nella società e nelle famiglie, usata come strumento costante da molti in politica e nei mass media - acceca il cuore e il giudizio, crea ferite e divisioni profonde sempre più difficilmente rimediabili. Polemica viene dal greco Polemos = guerra. Si dice che la prima vittima della guerra è la verità. Non significa che non ci sia un aggressore e un aggredito, ma la guerra è un meccanismo in cui voglio aver ragione non solo con il dialogo in verità ma con la forza, sia che io attacchi sia che io mi difenda. Si parla così della “nebbia della guerra”: non si vede più chiaramente, non si comprende più i limiti delle azioni degli uni e degli altri, come quando c'è nebbia in campagna, sulla strada.
Così è quando io cedo alla polemica. Si rischia l’escalation, e si è offuscati riguardo alla verità esteriore ma anche ciascuno interiormente.
Imitiamo il grande rispetto di Caterina per il Papa nella fede che il Signore Gesù ha ogni potere in cielo e in terra e può donarci il Papa che vuole e quindi dobbiamo accettare pienamente il Papa che la Chiesa ha eletto anche se non ci piace. In convento ad alcuni non piaceva Giovanni Paolo II che per me è stato un segno per la mia ricerca di fede fin dalla sua elezione: un Papa polacco mentre c'era ancora la cortina di ferro! Ma nessuno ha mai messo in dubbio l’obbedienza a lui e il dovere di ascoltare con fede il suo magistero. Molte critiche al Papa, quello di oggi, e quelli di ieri, servono spesso solo a creare divisioni e confusione nei fedeli.
Ma anche a livello delle famiglie, della società, bisogna stare molto attenti a non oltrepassare l'ambito della ricerca del meglio, del giusto. Cadere nella polemica, invece di facilitare la soluzione dei problemi la ostacola fino a renderla impossibile.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

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