Con data di oggi il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede ricorda in una dichiarazione ciò che è ovvio: consacrare nuovi vescovi senza il mandato del Papa costituisce un atto scismatico che esclude dalla Chiesa Cattolica fondata da Cristo tutti coloro che vi parteciperanno in modo formale (foro esterno). Il 13 maggio fa potentemente riferimento alla sollecitudine della Vergine Maria per la Chiesa di suo Figlio e sicuramente risuona fortemente nella devozione di molti membri della FSSPX e molti altri tradizionalisti. Preghiamo la Vergine Maria che ottenga la grazia del ravvedimento per i responsabili di questa grave lacerazione dell'unità cattolica.
Non è la prima volta che succede purtroppo. Succede ad ogni Concilio. Pochi decenni dopo il Concilio di Nicea la maggior parte dei vescovi erano ancora ariani o neo ariani. Forse lo erano diventati per ingraziarsi la benevolenza dell'Imperatore? Chi seguiva chi? l'Imperatore, che voleva l'unità dei cristiani per un evidente desiderio di unità politica, seguiva i vescovi maggioritari, oppure i vescovi seguivano l'Imperatore in quel desiderio di "sinfonia col potere" che tanto segna l'Oriente cristiano e tanto male gli fa (vedi dove ha portato il Patriarcato di Mosca nella storia e anche oggi con il regime di Putin e la guerra contro l'Ucraina...).
Ma il punto è: dove sono oggi gli ariani e i neoariani? Scomparsi, perché lo Spirito Santo alla fine fa trionfare la verità. Dopo Nicea, per un tempo, la maggior parte dei vescovi erano ariani. Dopo 60 anni la FSSPX in tutto il mondo ha due vescovi sul tramonto! E si appoggia su principi senza base reale: dopo aver approvato i Documenti del Concilio Vaticano II, Mons. Lefebvre ha scoperto che questi documenti non erano buoni a causa degli abusi che si sono verificati nella loro applicazione: quando nella Storia un Concilio è stato immediatamente applicato in modo totale e perfetto? E su un piano di logica, la cattiva applicazione di un documento non può significare che questo documento sia sbagliato. Inoltre Lefebvre e la FSSPX invoca uno "stato di necessità" che non ha precedenti nella Chiesa e porta a ragionamenti surreali del genere: il Papa ci dice di non farlo ma siccome sbaglia, quando si accorgerà di aver sbagliato, sarà d'accordo con noi, quindi il Papa è già d'accordo con noi!
Chi coltiva questo tipo di ragionamenti può ravvedersi? La grazia può tutto, ma sostenere davanti a un gruppo e insieme ad esso, per decenni, questo tipo di ragionamenti e queste posizioni, umanamente non permette di cambiare. Preghiamo.
Dichiarazione di Sua Eminenza il Card. Víctor Manuel Fernández,
Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede
In merito alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, si ribadisce quanto già comunicato. Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X non hanno il corrispondente mandato pontificio. Questo gesto costituirà "un atto scismatico" (Giovanni Paolo II, Ecclesia Dei, n.3) e "l'adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa" (ivi, 5c; cfr. Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa, 24 agosto 1996).
Il Santo Padre continua nelle sue preghiere a chiedere allo Spirito Santo di illuminare i responsabili della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso.
Dal Vaticano, 13 maggio 2026

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