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lunedì 4 maggio 2026

IL BENE DELLA MONOGAMIA NEI PADRI DELLA CHIESA / UNA CARO 15. nn. 33-35.

 


 

III. Echi della Scrittura nella storia

33. La Parola rivelata contenuta nelle Sacre Scritture ha prodotto, nei lunghi tempi della Chiesa, diversi echi che tenteremo di raccogliere almeno in parte.

Alcune riflessioni di teologi cristiani

34. È utile accogliere la ricchezza del pensiero cristiano lungo i secoli, a partire dai Padri della Chiesa, con la loro particolare importanza, fino a teologi di diverse scuole e orientamenti.

Primi sviluppi sull’unità e la comunione matrimoniale nei Padri della Chiesa

35. San Giovanni Crisostomo riconosce all’unità matrimoniale un valore particolare. A differenza di altri Padri, sostiene che «un tempo il matrimonio aveva due motivi, ora ne ha uno solo». Egli spiega, infatti, che San Paolo (cf. 1Cor 7, 2.5.9) «ordina di unirsi, non perché diventino padri di molti figli», ma perché ciò porta i coniugi a «l’abolizione della dissolutezza e del desiderio sfrenato»[23]. In definitiva, il santo Dottore considera che l’unità del matrimonio, con la scelta di una sola persona alla quale ci si unisce, porta a liberare le persone da uno sfogo sessuale sfrenato, senza amore né fedeltà, e orienta adeguatamente la sessualità. 

36. Sant’Agostino, pur sottolineando soprattutto l’importanza della procreazione, sottolinea innanzitutto il bene dell’unità che si esprime nella fedeltà: «La fedeltà esige di non aver rapporti sessuali con un altro o con un’altra»[24]. Agostino ha saputo anche esprimere la bellezza dell’unità coniugale come un bene in sé stesso, descritta dinamicamente come un camminare insieme, “fianco a fianco”: «Il primo naturale legame della società umana è quello fra uomo e donna. E Dio non produsse neppure ciascuno dei due separatamente, congiungendoli poi come stranieri, ma creò l’una dall’altro, e il fianco dell’uomo, da cui la donna è stata estratta e formata, sta ad indicare la forza della loro congiunzione. Fianco a fianco infatti si uniscono coloro che camminano insieme e che insieme guardano alla stessa meta»[25].


[23] Giovanni Crisostomo, De virginitate, 19: PG 48, 547.

[24] Agostino, De Genesi ad litteram, IX, cap. 7, n. 12: PL 34, 397.

[25] Id., De bono coniugali, 1, 1: PL 40, 373.


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