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domenica 3 maggio 2026

LA CHIESA AFFRONTA E TROVA SOLUZIONI: I DIACONI / V Domenica di Pasqua, 2026.

 


Le letture di questa domenica sono una miniera per la nostra formazione ecclesiale e spirituale. Il brano degli Atti (At 6,1-7) ci insegna molte cose sulla natura e la vita della Chiesa.

Pochi versetti prima (Atti 2,42-47) ci viene presentata la prima comunità cristiana in modo ideale: tutto armonioso, tutto gioia e condivisione. Ma questa comunione perfetta è il dono dello Spirito, quello  stesso dono che riceviamo anche noi. I primi cristiani erano gente come noi e quindi c'erano già anche i problemi dovuti alla fragilità e alla fatica della conversione, alle chiusure di ciascuno e quelle cristallizzate in "strutture di peccato”. Infatti tutte le vedove avevano bisogno ma “alcune erano più uguali delle altre”! E la reazione è banalmente la mormorazione. Ma la Chiesa non può fermarsi alla mormorazione o al ripiegamento fatalista su se stessa. Animata dallo Spirito essa cerca e trova una soluzione! Ho visto in una Caritas diocesana questa bella frase: “Se presenti un problema e non proponi una soluzione, sei tu stesso parte del problema”. La condivisione dei beni è una dimensione fondamentale della Comunione divina e della missione della Chiesa (Atti 2,44-45). Ma la Carità più grande è dare la vita eterna alle persone, la dignità di figli di Dio, un senso alla vita che oltrepassi l’orizzonte terreno, infondere in tutti le energie della Risurrezione.  Contrariamente a quanto professa qualche ignorante le mani che lavorano non sono più sante delle mani che pregano. Le due cose sono semplicemente inseparabili, ma tutto inizia sempre dalla preghiera e dal dono gratuito della salvezza.  

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi!”. Gesù aveva fatto agli Apostoli il dono totale di sé stesso, da diffondere a tutta l’umanità attraverso la stoltezza della predicazione e i sacramenti. E la predicazione, la trasformazione dei cuori e la formazione hanno la precedenza sui sacramenti e non il contrario: “Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo” (1 Cor 1,17; vedi vv 14-19). In quel caso gli Apostoli comunicano una parte della loro missione a uomini scelti, non con una semplice decisione amministrativa ma attraverso la preghiera e l’imposizione delle mani, con la partecipazione di tutta la comunità che sceglie i candidati tra i suoi membri. La Chiesa non è  una ditta, o una semplice organizzazione umana, ma un Sacramento di Dio che deve proclamare le opere mirabili di Dio. Si fa ancora così per l’ordinazione dei presbiteri e dei diaconi, in cui troviamo per esempio : “Reverendissimo Padre (ossia il vescovo), la Santa Madre Chiesa chiede che questi nostri fratelli siano ordinati presbiteri. - Sei sicuro che ne siano degni? - Dalle informazioni raccolte presso il popolo cristiano …. Con l’aiuto di Dio e di Gesù Cristo nostro Signore, noi scegliamo questi fratelli per l’ordine del presbiterato…”. 

Qualcuno sarà sorpreso: chi sono questi presbiteri? Sono quelli che, per errore, ancora a 60 anni dal Concilio Vaticano II continuiamo a chiamare sacerdoti ad esclusione degli altri battezzati. È una distorsione che viene dal modo sbagliato di vivere il modello clericale voluto dal Concilio di Trento mentre nel Nuovo Testamento esiste un solo Sacerdote , Gesù Cristo. Il suo corpo, i fedeli che come “pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale” costituiscono tutti insieme “un sacerdozio santo per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo”. Non diciamo forse nella Preghiera Eucaristica II “ti rendiamo grazie per averci resi degni di compiere il servizio sacerdotale”. Questa frase non riguarda solo il presidente dell’Assemblea, ma tutta l’Assemblea, tutta la Chiesa, tutta la Comunità! C'è  il sacerdozio comune per tutti, e nei carismi che ognuno può avere nella Chiesa c'è anche il sacerdozio ministeriale.

Prenderne coscienza a livello comunitario infonderebbe nuove energie. Ma forse  qualcuno si sentirà smarrito? Nulla di insormontabile. Gesù dice :” non sia turbato il vostro cuore!”


Dagli Atti degli Apostoli At 6,1-7

In quei giorni, aumentando il numero dei discepoli, quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica perché, nell'assistenza quotidiana, venivano trascurate le loro vedove.

Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola».

Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, un prosèlito di Antiòchia. Li presentarono agli apostoli e, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

E la parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente; anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede.  Parola di Dio.


Dalla prima lettera di san Pietro apostolo 1Pt 2,4-9 

Carissimi, avvicinandovi al Signore, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: «Ecco, io pongo in Sion una pietra d'angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso».

Onore dunque a voi che credete; ma per quelli che non credono la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata pietra d'angolo e sasso d'inciampo, pietra di scandalo.

Essi v'inciampano perché non obbediscono alla Parola. A questo erano destinati. Voi invece siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa. Parola di Dio.


Dal Vangelo secondo Giovanni  Gv 14,1-12 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando andrò e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».

Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi avete conosciuto, avete conosciuto anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».  Parola del Signore.


1 commento:

  1. Vangelo Bellissimo come Tanti ma questo è particolarissimo

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