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venerdì 31 luglio 2026

COME DIO TRATTA CAINO? / Essere cristiano riconoscibile 31 luglio 2026.

 


E Caino uccise Abele. Oggi per qualcuno sarebbe un eroe, per altri un criminale da chiudere in carcere e buttare le chiavi. Ma per Dio? È il primo omicida nella Bibbia e quindi quel racconto è il paradigma di ogni omicida/omicidio che vuole delineare i rapporti tra l’uomo e Dio e i rapporti tra gli uomini. 

Leggiamo il testo:  

Genesi 4

1 Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore". 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

giovedì 30 luglio 2026

COME ESSERE CRISTIANO RICONOSCIBILE A MARANO? / L'ispirazione che ci viene dalla Terra Santa. 30 -07 - 2026.

 

La parrocchia di Gaza 
colpita dalla guerra.

“In questa terra dove i confini identitari sono così fortemente marcati, il nostro essere cristiani deve diventare testimonianza di un modo particolare di vivere anche dentro la contesa e deve trovare espressione visibile e riconoscibile in ciò che diciamo e facciamo” Cardinale Pizzaballa - Tornarono a Gerusalemme con grande gioia. 25 aprile 2026.

Il Cardinale Pizzaballa si chiede: “come essere cristiani nella situazione attuale di conflitto?” 

Il suo testo merita di essere letto e meditato. È esemplare per la gravità del conflitto in Terra Santa, per la personalità dell’autore, per i riferimenti biblici nel testo. Ma già queste due frasi ci permettono una riflessione sulla nostra situazione. Come essere cristiani oggi nella nostra Italia, a Marano, nella diocesi di Napoli? Infatti da noi i conflitti e il sentimento di insicurezza stanno crescendo (le statistiche dicono che la violenza vera sta diminuendo da decenni, ma la sensibilità è cresciuta e quello che sente un popolo intero, ciò che predica la politica, ecc. diventa un fatto sociale reale. E d’altra parte la violenza gratuita, imprevedibile, l’aggressività personale assunta come diritto sono fenomeni in aumento). 

mercoledì 29 luglio 2026

FRANCESCO E LA CROCE: LA SECONDA FASE / 02. Il vero Francesco. 29 - 07 - 2026.

 


Nel post precedente abbiamo visto una prima fase della vita di san Francesco con la croce. Neanche in quella fase è stato tutto semplice: ha dovuto subire la rottura col padre e il fratello Angelo, e fisicamente anche dalla madre. Rottura con gli amici di un tempo, con il coraggio di ritornare sui suoi passi e mendicare presso un gruppo di loro che fanno festa, un'elemosina per ricostruire san Damiano. Avere un talento di giullare lo aiuta molto ma soprattutto gli dà forza l’umiliazione di Cristo. Deve subire lo sguardo di condanna della gente per bene e gli insulti dei loro bambini, anche perché appena avuto un primo gruppo di seguaci sceglie di chiamarli frati minori. Ci ricordiamo che la città che doveva essere un “Comune” era divisa in Maiores e Minores. Fratres minores poteva venire misticamente dal Vangelo come mi diceva un confratello, ma aveva un eco sociale non indifferente che colpiva tutti: “nam qui minor est inter omnes vos, hic maior est” “Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è grande" (Luca 9,48). Scegliendo di chiamarsi “Minor” Francesco tradiva il suo ceto sociale! Ma Francesco ha visto il suo prendere la croce dietro a Gesù e diventare discepolo del Vangelo sine glossa come una liberazione dalle sue contraddizioni. Assieme alla promessa del Signore nel sogno, l’entusiasmo e le energie della giovinezza gli rendono tutto più dolce e facile. E dopo un primo periodo di solitudine arrivano anche i primi compagni che Francesco ricorda come un dono essenziale e una grande gioia: “Quando il Signore mi dette dei fratelli…”.

Il film di Zeffirelli finisce con la conferma della sua forma di vita da parte di Papa Innocenzo III. In pratica comincia veramente in quel momento la vita di san Francesco, o per lo meno la sua vita come fondatore di una comunità, di un ordine che diventerà man mano triplice (frati, clarisse, terz’ordine). 

martedì 28 luglio 2026

NON SI È MAI SCORAGGIATO? FRANCESCO E LA CROCE / 01. Il vero Francesco. 28 - 07 - 2026.

 



Non si è mai scoraggiato? Qual è il rapporto di san Francesco con la croce?

La scena con il Papa del film Fratello Sole e sorella Luna di Zeffirelli è stata girata nel magnifico Duomo di Monreale, la diocesi dei Frati Minori Rinnovati di cui facevo parte. Un giorno il Vicario Generale fece questa battuta: “ho visto dipingere il fango sui piedi degli attori, ma voi è vero fango!”. Con quel ricordo voglio evocare un fatto: molti hanno di s. Francesco un’immagine incompleta, sentimentale, bucolica, alla “Fratello Sole e sorella Luna” con santa Chiara sua fidanzatina, ecc. Riguardo a santa Chiara leggere nelle fonti francescane il suo vero rapporto con Francesco. Per inciso aveva 11 anni meno di lui … 

domenica 26 luglio 2026

PERCHÉ VI AFFANNATE? NON AVETE TROVATO IL TESORO? / XVII Dom T.O.,A, 2026.

 



Salomone non chiede nulla per sé ma solo ciò che lo aiuterà a compiere la sua missione di giovane re. Questo piace al Signore che glielo concede con grandissima generosità. Gesù confermerà questa generosità di Dio: “Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura”. (Giovanni 3, 34). Ma subito il testo di 1 Re aggiunge: “Ti concedo anche quanto non hai domandato, cioè ricchezza e gloria come nessun re ebbe mai. Se poi camminerai nelle mie vie osservando i miei decreti e i miei comandi, come ha fatto Davide tuo padre, prolungherò anche la tua vita". (Re 3,13-14). Perché la Chiesa non ce lo fa ascoltare, ha paura che veniamo a Dio in modo troppo interessato? È vero che bisogna venire a Dio con intenzione pura come Salomone e perseverare in essa. Salomone ossia l’autore del libro della Sapienza riprende questo episodio dicendo: “Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto; non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l`oro al suo confronto è un pò di sabbia e come fango sarà valutato di fronte ad essa l`argento. L`amai più della salute e della bellezza, preferii il suo possesso alla stessa luce, perché non tramonta lo splendore che ne promana. Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile. Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida, ma ignoravo che di tutti essa è madre”. (Sapienza 7,7-12). È importante l’ultimo versetto: Dio è generosissimo ma i suoi doni separati dalla sapienza di Dio si ritorcono contro l’uomo. Mentre la Sapienza è madre della prosperità: “Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta.” (Luca 12,31).

Ma cosa è il Regno di Dio? Se chiedo a qualcuno forse non sa descriverlo. Cosa me ne dice il Vangelo? È un tesoro! È nascosto per cui si deve cercare. È talmente prezioso che vale infinitamente più di tutto ciò che possiedi! A questo punto si impongono domande: hai trovato questo tesoro? è vero oppure no? Se è vero ci credi? Se ci credi sei disposto a vendere tutto per procurarti questo Regno? Se no, perché?

Possiamo fermarci qui. Non scappare. Devi dare una risposta vitale per te.

San Paolo di fronte agli “alti e bassi della vita” ci consola e rafforza con una sua preziosa e potente esperienza: “tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno”


Dal primo libro dei Re  1Re 3,5.7-12

sabato 25 luglio 2026

LA DELINQUENZA È UN VERO PROBLEMA. GESÙ NON SI GIRA DALL'ALTRA PARTE / 25 - 05 - 2026.

 


Con l’enorme clamore suscitato dalla tragica vicenda del gioielliere e dei suoi rapinatori è emersa una verità riguardo ai cristiani anche praticanti che ci obbliga a riflettere molto seriamente: quando vengono toccati punti sensibili e importanti per il mondo, come i soldi, la proprietà, la salute, la giustizia, la sicurezza, la presenza di stranieri nel nostro paese, delle altre religioni, ecc. quasi tutti reagiscono di pancia senza far riferimento a Gesù Cristo né fermarsi a riflettere. 

Ora dovrebbe essere la caratteristica del cristiano di tutto riferire a Gesù e al suo Vangelo, di insegnare ai suoi figli a fare lo stesso, trasmettendo così la fede come ha promesso al loro battesimo. Ci sono due aspetti in questo. La maggior parte dei battezzati che frequentano le nostre parrocchie sono molto più informati su tanti argomenti mondani che hanno pure approfondito che sul pensiero del loro Signore e Salvatore come se la Salvezza fosse una cosa secondaria oppure  una bella favola e il Vangelo un ideale romantico ma irrealizzabile che per la gente comune non aiuta a vivere la vita quotidiana. Ricordo una catechista (non di questa parrocchia) che mi diceva: “possono essere cristiani solo i bambini e i vecchi. Dall’adolescenza all’età matura non si può essere cristiani!” E insegnava il Cristianesimo alle nuove generazioni nella sua parrocchia! È la stessa cosa quando, a tavola, in famiglia, un genitore dice: “io sto col gioielliere. Ha fatto bene ad agire così!” Insegna ai suoi figli che quando qualcuno ti crea troppo fastidio è giusto uccidere. E la parola dei genitori, la parola in famiglia è estremamente importante per un figlio. Può significare vita o morte per lui. 

venerdì 24 luglio 2026

QUANTI ANTI PAPI CI SONO NEL MONDO? / Sorridiamo un po'. 24 luglio 2026.

 

"Papa" Pietro III portato 
a spalle sulla sedia gestatoria.

Volete sorridere un po'? Sapete quanti sono gli antipapi attualmente, cioè persone che si ritengono essere il Papa della vera Chiesa Cattolica? Almeno 4 secondo il post del 2025 di cui metto il link (In attesa di conoscere il nuovo Papa nel mondo ci sono 4 antipapi viventi ). Leggete questo post. Dico solo che uno è successore del precedente eletto papa da solo 6 seguaci, di cui lui stesso! Si parla di un antipapa africano che raccoglie invece alcuni milioni di seguaci. Queste sette in Africa sono molto numerose ma normalmente, anche se prendono alcuni riti e vesti cattolici perché ritenuti molto significativi e belli, mescolandoli con elementi delle religioni tradizionali africane, si considerano chiese libere di tipo evangelico e non hanno bisogno di eleggere un papa.

giovedì 23 luglio 2026

È BIBLICO FESTEGGIARE L'ONOMASTICO ? / 23 luglio 2026

 


 "Ma festeggiare l’onomastico ha un fondamento biblico? Dove sta nella Bibbia? Non è forse una tradizione culturale senza valore sul piano cristiano?" Approfitto della domanda di un amico sul post di ieri per pubblicare la mia risposta.

Evidentemente non sta direttamente nella Bibbia. Come molte cose, come la morte di san Paolo o degli altri apostoli tranne san Giacomo. Ma nessuno dubita che siano tutti morti e in paradiso. Ce lo dice il buon senso, e la Tradizione (con la T) della Chiesa ci consegna vari particolari.

Ma ritorniamo all’onomastico. Dare a un bambino il nome di un santo è giusto? Che senso ha sul piano cristiano? Nel Nuovo Testamento sono chiamati santi tutti i membri delle comunità cristiane, perché santificati dal Battesimo attraverso la professione di fede. Anche nel caso del battesimo di un neonato che non può esprimere la sua fede, è la Chiesa stessa tutta, unita ai suoi genitori e i padrini, che gli presta la sua fede indefettibile. Dovremmo ricordarlo molto di più. La sorgente della santità, il solo santo, è il Signore Gesù come proclamiamo a Messa nel Gloria a Dio, e come lo afferma la Bibbia in tanti passi: Cf. Lc 1,35; Mc 1,24; Lc 4,34; Gv 6,69 (ho hagios tou Theou); At 3,14; 4,27.30; Eb 7,26; 1Gv 2,20; Ap 3,7.

mercoledì 22 luglio 2026

QUAL È L'IMPORTANZA DEL NOME? / Santa Maria Maddalena, 22 - 07 - 2026.


Maria!

Papa Francesco ha elevato la memoria di santa Maria Maddalena, “apostola degli apostoli”, la prima ad aver visto il Signore risorto. Perché invece io non vedo, non incontro il Signore? 

Una prima risposta ci viene dal Cantico dei Cantici : “ho cercato l’amore dell’anima mia”. Se cerchi l’amore infinito, se cerchi Dio lo troverai. La sposa del Cantico ripete due volte “l'ho cercato, ma non l'ho trovato”. Ma non desiste. Si alza, gira la città… Va oltre le guardie, va al largo e lo trova. Insisti, esci dai sentieri battuti, e lo troverai.

La 2 Corinzi ci dona un’altra risposta: Cristo risorto non si riconosce alla maniera umana, ma solo nello Spirito Santo, e quindi in modo diverso da come lo aspettavi. Anch'io quando cercavo la fede entravo nelle chiese e pregavo che mi apparisse un angelo, una luce celeste. Non è successo nulla di questo. Il Signore mi è venuto incontro attraverso la sua Parola, attraverso lo stare due o più riuniti nel suo nome e gli avvenimenti della mia storia. 

Il Vangelo ce lo conferma: innanzitutto Maria Maddalena insiste nel restare presso la tomba vuota. E Gesù le viene incontro ma lei non lo riconosce fin quando lo guarda in maniera umana ma solo quando Gesù le parla, chiamandola per nome, “Maria !”, dimostrando di conoscerla. "Maria" è il nome dell'amata. La voce è quella dell'amato.

In questo c'è un mistero enorme. Dio mi conosce e mi ama, mi chiama per nome, entra in relazione con me attraverso la sua Parola e il mio nome, la mia essenza. 

Quando fa alleanza con lui, Dio cambia il nome di Abram in Abraham (אַבְרָהָ֔ם ). Noi diciamo Abramo in italiano ma non è tanto giusto. Anche a Sarai viene aggiunto la Hé facendola diventare Sarah (שָׂרָ֖ה) perché la Hé fa parte del Nome di Dio (Genesi 17). Gesù cambia il nome di Simone in Pietro. Spesso il nome indica la grazia che è concessa al bambino e la sua missione, la vera essenza e il potere di una persona. Il nome stesso Gesù che significa “Egli (Dio) salva” viene indicato dall’angelo.

Non so quanto nelle preparazioni al battesimo dei bambini vengono spiegati i riti preparatori che sono i riti del catecumenato e che il bambino dovrà fare un catecumenato vero dopo il battesimo!? All'inizio si chiede: “Che nome date al vostro bambino?” Può sembrare superfluo perché il suo nome è già registrato all’anagrafe con tanto di codice fiscale. Invece è un rito del catecumenato. Quando un adulto dopo aver frequentato la comunità cristiana decide di essere battezzato “dà il nome” perché sia iscritto nel registro dei catecumeni e quindi “nel libro della vita dell’Agnello” (Apocalisse 13, 8; 17, 8; 20, 12; 20, 15; 21, 27) e sarà il suo nome di figlio di Dio. Il tuo nome di battesimo è molto importante. Qualche ragazzo/ragazza nella parrocchia, nato con un nome islamico ha scelto un nome cristiano per il suo battesimo. 

Ma c'è ancora un altro nome, il nostro vero nome che sarà svelato in paradiso: “Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese. Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi lo riceve". (Apocalisse 2, 17)


Dal Cantico dei Cantici  Ct 3,1-4a 

martedì 21 luglio 2026

INCOERENZE NELLA CONSACRAZIONE DEI VESCOVI A ÉCONE / 20 LUGLIO 2026.

 


Nella consacrazione di 4 nuovi vescovi della FSSPX non è mancato solo il mandato del Papa come ho scritto in un post. Anche se era essenziale. Infatti secondo il rito seguito dai lefebvriani - come anche in quello  attuale - senza il mandato del Papa tutto si deve fermare. 

Ma ci sono state altre incongruenze vistose. Innanzitutto la promessa di fedeltà e obbedienza a Papa Leone e ai suoi successori pronunciata dai nuovi vescovi, sapendo platealmente che stavano disobbedendo al Papa e avrebbero continuato a farlo. Come si fa a non comprendere la gravità della menzogna che stai dicendo e anche il suo aspetto ridicolo?

Ma c'è stato di più.

lunedì 20 luglio 2026

LA MADONNA DEL CARMINE E LO SCAPOLARE / Festa della Madonna del Carmelo 16 - 07 - 2026.

 

Festa della Madonna del Carmine

Giorni fa abbiamo celebrato con grande gioia la Madonna del Carmelo e volevo fare sul Blog una riflessione sull’importanza della Vergine Maria nella nostra vita ma ci sono state altre urgenze fino ad oggi. Volevo parlare di Lei anche perché avevo criticato poco prima la richiesta del Dogma di “Maria Mediatrice di tutte le grazie”. Alcuni pensano che io non dia importanza alla "Panaghia" alla Tutta Santa. 

Di recente la richiesta di questo Dogma è stata rifiutata da Papa Francesco e Papa Leone l’ha confermato. Alcuni circoli mariani insistono perché la Chiesa lo definisca. Un argomento usato è che questa definizione porterebbe pace al mondo intero. Come se una devozione, una proclamazione di Dogma, una particolare preghiera potesse risolvere tutti i problemi, dalla crisi nella Chiesa alle guerre! Solo la conversione sincera, profonda di ciascuno di noi, il fare non la mia, ma la volontà di Dio, porta beneficio all’umanità. 

sabato 18 luglio 2026

I SERVI NON DEVONO FARE PROPRIO NULLA? PARABOLA DELLA ZIZZANIA / XVI Dom del T.O.,A, 2026.

 


Nella parabola del buon grano e della zizzania ogni elemento della parabola trova un corrispondente nella spiegazione che ne dona il Signore, tranne uno: i servitori. Non sono menzionati in quella spiegazione. Nella parabola vorrebbero strappare la zizzania e il padrone glielo vieta. Devono lasciar correre e aspettare il giudizio finale. Saranno gli angeli a separare in modo sicuro la zizzania dal buon grano. Allora i servi non devono fare proprio niente? Ciò che devono fare è indicato nelle due parabole successive: crescere come il granello di senape che diventa utile agli uccelli che vi fanno il nido. Devono essere il lievito che fa lievitare tutta la pasta - cioè TUTTA LA SOCIETÀ! Gesù sottolinea la potenza che agisce nei figli del Regno.

Cosa devi fare dunque? Convèrtiti invece di puntare il dito e di sognare una Chiesa di puri. “Alcuni vogliono una Chiesa così pura che se tale fosse, i primi ad esserne esclusi sarebbero loro” diceva qualcuno. Ci sono sempre stati tentativi di "Chiesa pura" durante la Storia, capaci di sedurre molte persone anche vescovi, come nel caso dell’eresia donatista al tempo di sant’Agostino. Però la Storia ha sempre dimostrato che questi tentativi finivano miseramente. In politica la tentazione della razza pura, dell'autarchia, del governo dei migliori, ecc... è ancora più presente e seducente. Quanti salvatori di turno, quanti uomini della provvidenza, che hanno diviso i loro popoli: chi vota per me è buono, gli altri sono i cattivi! Danno sfogo alla collera e ai sogni di potenza delle masse ma sdoganano anche la violenza. Sappiamo come è andata a finire ogni volta che ci si è affidati a qualche Duce. Purtroppo anche oggi è presente questa tentazione. In questi ultimi decenni abbiamo visto nuove proposte radicalissime anche questi movimenti, così radicali a parole, appena arrivati al potere si sono spesso convertiti rapidamente alla politica tradizionale e ... ai suoi vizi. Ma trovano sempre chi li segue. In questi giorni la condanna definitiva del gioielliere ligure fa prendere coscienza della generale scristianizzazione dell'Italia per il numero di reazioni che non tengono minimamente in conto la Parola di Dio e i suoi Comandamenti.

Gesù che se ne intendeva di Dio Padre, di cuore dell’uomo, di società e di politica, propone un percorso diametralmente opposto. Non significa però che sia un percorso confuso, senza identità, senza slancio, meno radicale. È lui il vero assoluto. È lui l'unico salvatore.

Dobbiamo prendere coscienza che la nostra società e il mondo intero vivono una situazione che non è una crisi passeggera. Non basta fare una novena e sperare che tutto si aggiusti. Ma non si tratta neppure di essere persone rassegnate e demotivate, ripiegate su sé stesse o sul proprio gruppo, e di vivere quanti la pensano diversamente come nemici, persino “non degni di essere chiamati uomini” come mi scriveva qualcuno oggi. Bisogna fare innanzitutto un bagno di realismo su noi stessi, di riconoscere le illusioni passate e quelle che ci abitano ancora, le pulsioni che ci portano ad agire e reagire portandoci lontani da Dio. Dobbiamo prendere coscienza della nostra fragilità e debolezza. Ma bisogna anche riconoscere il tesoro che gratuitamente abbiamo ricevuto con la grazia del Battesimo e definire una nostra posizione che ci qualifichi chiaramente come comunità cristiana, scaturita dalla Buona Notizia di Gesù e dalla Speranza nella quale ci vantiamo. Si tratta di metterci davanti al Signore e alla sua Parola e chiedergli: “Signore non ci abbandoni e sicuramente vuoi che agiamo contro tutti questi mali. Cosa vuoi che facciamo per testimoniare il tuo Vangelo, per fermentare la pasta, per aiutare il buon grano a crescere e maturare?” Troppe volte reagiamo con risposte superficiali, prefabbricate - spesso restano solo parole - oppure aspettiamo che altri ci diano le risposte. Invece il Signore ci invita a camminare, a discernere nello Spirito, ciascuno e come comunità, qual è la sua volontà su di noi per oggi, a salvezza nostra e per il bene degli altri. 


Dal libro della Sapienza  Sap 12,13.16-19

venerdì 17 luglio 2026

L'ANTICO TESTAMENTO NELL'ESPRESSIONE "OCCHIO PER OCCHIO" CONDANNA PROPRIO IL ROGGERO / Cominciamo a pensare cristiano 03. 17 luglio 2026.

 

Scena dell'uccisione
 del ladro a Milano

Per integrare quanto scritto ieri sul caso Roggero, in questo post sottolineo l’insegnamento della Bibbia, metto un link su un articolo molto preciso sul piano giuridico e di applicazione della pena, ringrazio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, indico infine un articolo del 4 maggio 2026 che riporta la notizia della condanna a 17 anni di due cinesi titolari di un bar a Milano per aver ucciso un ladro, esasperati dalle ripetute rapine subite nel giro di pochi mesi. Una dinamica molto simile a quella del Roggero, ma nessuno è sceso in loro difesa. Come mai?


L’insegnamento dell’Antico Testamento.

giovedì 16 luglio 2026

SENTENZA INGIUSTA CONTRO IL GIOIELLIERE? / Cominciamo a pensare cristiano 02 . 16 luglio 2026.

 


Un gioielliere è stato condannato definitivamente a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due ladri in fuga col bottino preso dal suo negozio, sparandogli alle spalle con la sua pistola regolarmente detenuta, aver ferito il terzo, e dato calci in testa a uno dei ladri che aveva abbattuto. 

Molti, anche tra coloro che frequentano le parrocchie, si ribellano contro questa sentenza perché la trovano totalmente ingiusta. 

L'accusato, secondo quanto ho letto, si è sempre presentato come innocente per aver agito in legittima difesa, e non ha mai manifestato pentimento per quanto fatto.

Chi trova questa sentenza ingiusta, in genere accusa il governo che non protegge i cittadini e la magistratura corrotta che difende i ladri e non le vittime o le persone oneste, per cui ha ragione chi si fa giustizia da sé.

 

Cerchiamo di ragionare: 

mercoledì 15 luglio 2026

COSA HAI PROMESSO AL TUO BATTESIMO? / Cominciamo a pensare cristiano 01. 15 luglio 2026.

 


Chi è stato scelto come padrino o madrina fa un piccolo colloquio con me per avere l’Atto di Idoneità, in cui io certifico che è idoneo a compiere la missione di padrino o madrina. In quel colloquio io gli chiedo: cosa hai promesso al battesimo dei tuoi figli, o del figlioccio precedente? Finora non se lo è ricordato nessuno! Se ci pensiamo è sconvolgente. Hanno promesso davanti al celebrante e all’Assemblea di assumersi una missione fondamentale presso questo bambino ma non se lo ricordano! E allo stesso modo se chiedo a qualcuno: quali sono le promesse del tuo battesimo? dubito che le abbia presenti allo spirito. Eppure le rinnoviamo durante l’Eucaristia in alcune occasioni. E chi le ricorda, ne comprende il senso? 

Dalle catechesi mistagogiche di sant’Ambrogio vediamo che queste promesse erano pronunciate durante il Battesimo ricevuto con consapevolezza dagli adulti, dopo un serio catecumenato “cosicché rinnovati dal battesimo teneste quella condotta che si addice ai battezzati”.  …   

Sant’ Ambrogio prosegue: 

“Successivamente ti è stato spalancato il Santo dei Santi, sei entrato nel sacrario della rigenerazione. Ricorda ciò che ti è stato domandato, rifletti su ciò che hai risposto. Hai rinunziato al diavolo e alle sue opere, al mondo, alla sua dissolutezza e ai suoi piaceri. La tua parola è custodita non in una tomba di morti, bensì nel libro dei viventi. …    Entrato dunque per vedere il tuo avversario, al quale si suppone che tu abbia rinunziato con la bocca, ti volgi verso l’oriente: perché chi rinunzia al diavolo si rivolge verso Cristo, lo guarda diritto in faccia”.

lunedì 13 luglio 2026

LEFEBVRIANI: UNA LETTERA SURREALISTA A PAPA LEONE / 13-07-2026



In un cantiere il padrone diede agli operai le istruzioni per il lavoro. Un operaio pensò che il padrone sbagliava e fece a modo suo. Quando lo vide, il padrone gli chiese: “perché non hai fatto come ti avevo detto, perché non mi hai obbedito?” E l’operaio rispose: “no, padrone, io ti ho obbedito, io sono tuo devoto operaio, ho promesso nel mio cuore di obbedirti sempre ma siccome, evidentemente sbagliavi io ho obbedito al padrone che mi darà ragione quando si renderà conto di aver sbagliato. E siccome ci tengo molto a te, mi comporterò sempre così”.  

Come si concluderà questa storia? Immaginate voi la fine: licenziamento, visita psichiatrica all’operaio, crisi di nervi del padrone,... ?

La fine ve la dico io: l’operaio non ha più lavorato nella ditta. Dopo un po' un amico lo incontra e gli chiede: “allora ti sei licenziato?” - “Nooo. Io faccio sempre parte di questa ditta che è la migliore e lavoro per lei ogni giorno, a modo mio, dall’esterno. Volevo solo un po' di comprensione perché in fondo sono il più obbediente degli operai e sono molto devoto al padrone, ma lui, non so perché, mi ha detto di non venire più in cantiere e non ha voluto fare come dicevo io. Povero padrone che non ha capito che perdeva il suo migliore operaio”.

È in sostanza quello che dice Mons. Pagliarini, superiore generale della FSSPX nella sua lettera a Papa Leone XIV, mettendo il suo giudizio al di sopra di quello del Papa e travolgendo il senso del Vangelo. Leggi questa lettera e ti chiedi: ma come ragionano queste persone? Nessun santo in 20 secoli di Cristianesimo si è comportato così. 

I riferimenti evangelici che usa Mons. Pagliarini sono tratti dal paragone di Gesù riportato in Luca 11, 11 - 13: 

INTEGRAZIONI SUL POST DI IERI: PERCHÉ GESÙ NON DICE DI METTERE IN PRATICA LA SUA PAROLA? / 13 Luglio 2026.

 


Qualcuno avrà letto i commenti nel post di ieri ma mi sembra che siano importanti e voglio fare un post per metterli in evidenza e anche integrarli. Un amico scrive: 

Buongiorno Fra Sereno sembra semplicemente che il cristiano debba comprendere, ma deve anche coniugare un’ altra parabola “Siate il sale della terra”.

Credo che comprendere e testimoniare siano due momenti inseparabili del cammino cristiano. Se la Parola non viene prima accolta e compresa nel cuore, difficilmente potrà tradursi in una testimonianza autentica. E quando è davvero compresa, diventa vita, ci rende sale della terra e luce del mondo, capaci di annunciare il Vangelo più con i fatti che con le parole. Giuseppe


Ho risposto nei commenti del post di ieri ma adesso vorrei cercare di chiarire ancora meglio e integrare le mie risposte: 

Carissimo Giuseppe, grazie per questo commento. È vero che il Vangelo è un tutto e che le varie pagine si integrano tra loro. Ma Gesù non dice: "siate il sale della terra" ma "siete il sale della terra". Ὑμεῖς ἐστε τὸ ἅλας τῆς γῆς. “Siete già". Come mai? Essere sale della terra non dipende dal mio sforzo, dalle mie qualità personali; è sempre legato solo al messaggio che Gesù affida non soltanto al cerchio ristretto dei discepoli più vicini ma alle folle (Matteo 5,1): grandi e piccoli, uomini e donne, liberi e schiavi, colti e analfabeti. Tutti sono di per sé solo vasi di argilla senza valore ma che portano in sé un tesoro, una straordinaria potenza che viene da Dio e non da noi (2 Cor 4,7). Ci vuole solo il cuore integro e buono che custodisce (Luca 8,15) come la Vergine Maria per essere il buon terreno. Papa Benedetto sottolineava che i santi non sono persone straordinarie ma persone che si sono appoggiate al Vangelo meglio degli altri. Se comprendo che Dio mi ama personalmente, se comprendo che la vocazione alla quale egli mi chiama è la cosa più bella che potevo sognare, se comprendo che il Vangelo è la risposta ai miei interrogativi sul senso e il valore della vita, ... è chiaro che mi muoverò. Come quando un ragazzo comprende che quella ragazza è la donna della sua vita, egli si muoverà sicuramente. È sempre il primato della Parola, Parola creatrice, del seme che cresce da solo senza il concorso del contadino che l'ha seminato, addirittura senza che egli capisca come (Marco 4,27 ). 

domenica 12 luglio 2026

PERCHÉ GESÙ NON DICE DI METTERE IN PRATICA LA SUA PAROLA? / XV Dom del T.O., A, 2026.

 


Per parlare del cielo il Signore usa immagini della terra. Perché? Perché  chi ha creato il cielo ha anche creato la terra e il creato ci parla del suo Creatore e perché comprendiamo più facilmente le cose della terra. Ma sappiamo passare dalle realtà della terra a quelle spirituali?

Isaia propone ai suoi ascoltatori l’immagine della pioggia per spiegare la natura e potenza della Parola di Dio. Nel clima semi arido della Terra santa, senza veri fiumi, tutto dipende dalle piogge d’inverno. In arabo dialettale pioggia e inverno si dicono: sh’tay = pioggia (= l'inverno è la stagione delle piogge). Se non piove o nevica abbastanza d’inverno non ci sarà raccolto sufficiente quell’anno. Quindi l’uomo dipende totalmente dall’acqua che scende dal cielo, e questa però compie “automaticamente” la sua opera. Ma all’uomo sembra invece che le promesse di Dio ritardano o non si compiano. Ed ecco che il profeta mette in parallelo pioggia e neve con la potenza della Parola di Dio.

L’uomo però è libero. “Il Dio che ti ha creato senza di te non ti salverà senza di te”. Per questo Gesù usa ancora immagini che sono esperienza di tutti: il seme deve trovare un terreno idoneo per germogliare, crescere e portare frutto. Ma il significato spirituale di questa parabola rimane oscuro ai più. In un altro post spiegherò “l’ingiustizia” di Gesù verso le folle alle quali parla solo in parabole. 

Invece chiediamoci perché il Signore dice che basta comprendere la Parola. Mettiamo a confronto il modo come i tre evangelisti concludono la parabola del Seminatore. Per Matteo il terreno buono è “colui che ascolta la Parola e la comprende”; per cui automaticamente “questi dà frutto”. Non dice che bisogna sforzarsi di mettere in pratica la Parola. Per Marco il terreno buono “sono coloro che ascoltano la Parola, l'accolgono” e, senza che si parli di sforzo “portano frutto”. Per Luca infine il terreno buono “sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono” e anche loro “producono frutto”. Aggiunge però "con perseveranza”.

Vediamo come l’accento è sulla potenza della Parola di Dio e non sul fare dell’uomo. Non dobbiamo “cadere nell’eresia delle opere”. Mi fermo davanti alla Parola di Dio finché nella preghiera il Signore si degni di aprirla per me e io possa comprenderla? Oppure la sbrigo con le risposte che ho già in mente e penso che tutto il problema è di fare, mettere in pratica, senza rendermi conto che così non metto in pratica la Parola di Dio ma le idee che ho sulla Parola di Dio, riducendola alle mie forze, condizionandola alle mie ideologie, oppure decidendo che, siccome le mie forze non sono sufficienti, questa Parola non è per me, oppure è sbagliata?


Dal libro del profeta Isaìa  Is 55,10-11

sabato 11 luglio 2026

COSA CI DICE OGGI SAN BENEDETTO? / Festa di S. Benedetto, 11 luglio 2026.

 

Il Monastero benedettino
 di Paliandrai in Lituania

Quest'anno in particolare la festa di san Benedetto mi richiama alla Lituania, di nuovo sotto minaccia russa. Un mio amico d'infanzia è diventato monaco benedettino a Solesmes, una grande abbazia sulla Loira con vari monasteri "figli". Tra i più recenti, c'è Paliandrai. Dopo la caduta dell'URSS e la ritrovata libertà e sovranità per la Lituania, ci fu la chiamata per fondare (rifondare perché nel XIX secolo i russi hanno perseguitato e soppresso le comunità cattoliche) un monastero benedettino. Solesmes rispose positivamente e nel 1998 mandò una comunità di monaci tra cui due giovani monaci lituani venuti dopo la caduta dell'URSS e il mio amico. Ogni passo si è fatto con molta fatica, povertà, freddo e lavoro.  

Dalla festa di san Benedetto alcune frasi dell’Ufficio delle Letture continuano a colpirmi e mi sono di aiuto. 

Chiaramente c'è questa, conosciuta da tutti: 

“Nulla assolutamente anteponiamo a Cristo e così egli, in compenso, ci condurrà tutti alla vita eterna”. 

La Regola, i riti, le tradizioni devono essere solo mezzi che esprimono la nostra fede e non un assoluto. Il tradizionalismo è tradire il Vangelo. 

Nel responsorio c'è questa frase così elegante dalla quale possiamo imparare molto: 

V. Si ritirò dal mondo, con l’ignoranza di chi sa troppo bene, e con la sapienza di chi non vuol sapere.

Essendo uno dei grandi artefici della costruzione dell’Europa Cristiana, la sua scelta ci provoca ad andare più profondo nella fede e nella fiducia e obbedienza a Dio, sicuri di portare frutto solo in quel modo.

Infine il suo monito:  

Come vi è uno zelo cattivo e amaro che allontana da Dio e conduce all’inferno, così c’è uno zelo buono che allontana dai vizi e conduce a Dio e alla vita eterna.

C'è uno zelo amaro e dobbiamo essere vigilanti per non esserne vittime.


Ci farà bene leggere tutto il prologo della Regola di san Benedetto: 


Dalla «Regola» di san Benedetto, abate

venerdì 10 luglio 2026

PERCHÉ IL VANGELO NON È STOLTEZZA? / Venerdì XIV sett. T.O., 2026.

 



C'è un grande contrasto tra la prima lettura e la missione degli apostoli. 

Osea si rivolge a un popolo la cui vocazione è vivere l’Alleanza con Dio nel quotidiano, nella vita agricola e di famiglia. Una vita tutto sommato statica e pacifica che, strutturata dall’osservanza dei precetti è felice ma all’uomo comune può sembrare monotona. Pensando di ottenere di più, di varcare orizzonti nuovi ed inebrianti, l’uomo è portato a tradire il Signore e rivolgersi agli idoli che sembrano promettere di più. Molto spesso ci rendiamo conto del bene che avevamo solo dopo averlo perduto. Invece di impegnare tutte le sue energie nell’approfondire il rapporto con Dio e trovare lì una crescita infinita, l’uomo tenta di trovare l’infinito andando oltre ciò che l’Alleanza e la coscienza indicano come buono. Cerca l’avventura, le prodezze eroiche, ciò che fa uscire dall’anonimato. Fin quando sperimenta che tutto questo era illusorio o menzognero. Ed ecco l’invito del profeta che annuncia che Dio è sempre pronto ad usare misericordia. Nell’esperienza della misericordia non meritata l’uomo comincia a scoprire che Dio è veramente amore e che lì si trova la vera casa per lui e insieme la vera avventura.

Gesù si rivolge agli apostoli e apre loro orizzonti insospettati. Li invita ad andare oltre le sicurezze, “come pecore in mezzo ai lupi”. Quale forza, quale protezione divina può permettere a una pecora di avventurarsi in mezzo a un branco di lupi? Eppure per Gesù, fidandosi totalmente della Signoria assoluta dell’Unico Dio, questo è possibile. Anche i lupi sono nelle mani di Dio e non possono fare ciò che Dio non gli permette. Gli apostoli però devono camminare senza dimenticare la loro condizione di fragilità, senza esaltazione, senza provocazione, senza braccio di ferro di fronte alle resistenze: “siate prudenti come serpenti”, ma fiduciosi e perseveranti. Gesù sa che la sua proposta di fidarsi sempre e in ogni aspetto della vita di Dio sembrerà follia. Infatti  “l’'uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito”. (1 Corinzi 2, 14). Ma “ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini”. (1 Corinzi 1, 25). Però in un mondo così religioso quale era il mondo antico, uscire fuori dai canoni tradizionali suscita fortissime resistenze. La flagellazione nelle sinagoghe era una punizione comune. I discepoli non devono scandalizzarsi di essere minacciati di morte. Ma ecco che il loro consegnare totalmente la loro vita al Dio vivente gli farà sperimentare qualcosa di straordinario: lo Spirito Santo li ispirerà e parlerà per mezzo loro. Non saranno solo bei ragionamenti ma una presenza divina reale. Ecco l’avventura di chi si consegna a Dio. Ma la maggior parte delle persone non esce mai dalla propria "comfort zone", si accontenta di appoggiarsi sulle proprie forze umane.


Dal libro del profeta Osèa  Os 14,2-10 

martedì 7 luglio 2026

C'È CHI BUCA LA STORIA E RIMANE / S. Maria Goretti, 6 luglio, 2026.

 


In un’epoca in cui si pensava di poter rifondare il mondo dalla radice grazie al progresso tecnologico e al potere della ragione umana, le ideologie totalitarie hanno avuto molta libertà per plasmare le società cercando di superare le lentezze delle democrazie. La Storia ci ha insegnato che le conseguenze non sono state ottimali, ma piuttosto catastrofiche con la perdita delle libertà, le guerre, i campi di concentramento …. Il Ventennio fascista in Italia ne è un esempio molto chiaro. Tra le imprese del fascismo italiano c'è stato il progetto di drenaggio delle paludi in varie zone, la cosiddetta “Bonifica integrale”. In particolare ci fu la bonifica delle paludi pontine. Una famiglia di poveri contadini della provincia di Ancona venne a cercare una vita migliore come coloni in questo progetto. Il papà morì stroncato dalla malaria quando Maria, "Marietta", sua secondogenita, aveva solo 10 anni. Anche se la lotta contro la malaria che era un secondo aspetto di questi progetti di risanamento è certamente lodevole, molti aspetti oggi sarebbero visti diversamente riguardo all’importanza delle zone umide e della biodiversità. Sicuramente la Storia insegna che le ideologie (come sistemi globali e spesso accompagnati da metodi e visioni totalitarie e quindi violente) sono sempre un fenomeno negativo. La Storia insegna pure che gli individui sono quasi sempre obbligati a vivere in mezzo a fenomeni globali e progetti di potere che li sovrastano. Anche Gesù si è trovato in quelle condizioni.

domenica 5 luglio 2026

VOI TUTTI AFFATICATI ED OPPRESSI ... / XIV Dom T.O., A , 2026.

 


"Venite a me voi tutti... ". Gesù si rivolge a tutti perché ciascuno di noi è fragile di fronte alla vita e alle sue ferite. Ma soprattutto Gesù si rivolge a chi non ce la fa più, a chi è cosciente della propria stanchezza e oppressione, a chi si sente prigioniero di una dipendenza da alcool, droga, pornografia, prigioniero di una malattia fisica o psichica, di una situazione di peccato o di ingiustizia, a chi si sente indegno davanti a Dio o dubita della propria salvezza.

L’invito è di andare a Gesù così come siamo, di affidargli il mistero della nostra vita, il suo senso, i nostri successi e conquiste sempre insufficienti per dare felicità piena e duratura alla nostra vita, ma soprattutto i fallimenti e i vari sensi di colpa. 

La mitezza e umiltà di Gesù, la sua accoglienza totale, non significa meno radicalità: “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene!” 

Noi tutti abbiamo lo Spirito di Dio ricevuto nel battesimo e ancora di più nella cresima (chi non è cresimato chieda di ricevere questo sacramento indispensabile per essere cristiano). Ma qual è il posto dello Spirito nella tua vita quotidiana. A dieci anni un bambino di nome Karol serviva messa. Faceva tutti i gesti imparati ma si distraeva molto. Il suo papà notandolo non lo rimproverò ingiungendogli di non distrarsi, ma gli disse: tu rimani solo all’esterno di ciò che accade. Invoca lo Spirito Santo per farti entrare nel mistero della Messa. Fu lo stesso Karol diventato Papa Giovanni Paolo II a raccontare che questo fu l’inizio della sua conoscenza dello Spirito Santo.

Se non facciamo entrare lo Spirito Santo nella nostra vita quotidiana anche se compiamo molti atti religiosi e atti morali, andiamo verso la morte. Solo lui è Signore e datore di vita. La lotta contro le nostre pulsioni disordinate, la nostra mentalità vecchia e le nostre idee chiuse solo su ciò che comprendiamo a siamo capaci di fare, è una lotta dura,  persa in partenza se non interviene la grazia. Ma se ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo con il suo aiuto faremo morire queste opere dell’uomo vecchio e senza speranza e vivremo, anzi, lo Spirito ci farà risorgere, facendo crescere in tutto il nostro essere la risurrezione alla quale siamo chiamati. 


Dal libro del profeta Zaccarìa Zc 9,9-10

sabato 4 luglio 2026

SCISMA DI ECONE: UN PROBLEMA CULTURALE? / 02 di 02. 4 luglio 2026.



Lo scisma della FSSPX è dovuto ad un problema culturale? 

Prima di affrontare questo aspetto diciamo che coloro, semplici fedeli o giornalisti, che si chiedono se c'è stato realmente scisma ragionano a vuoto. Lo scisma c'è stato. Il decreto della Congregazione per la Fede cita correttamente i canoni del Diritto Canonico ed è tutto chiaro, purtroppo. E se i membri della FSSPX dicono che non sono scomunicati, che non sono scismatici, è solo un loro rifiuto di voler riconoscere la realtà e assumersi la responsabilità dei loro atti. Consacrare uno o più vescovi non in comunione con il vescovo di Roma e i vescovi uniti a lui, visto che ogni vescovo ha la pienezza del potere sacramentale essendo successore degli Apostoli, significa creare una nuova Chiesa non in comunione con la Chiesa fondata da Gesù. Non riconoscere l’autorità del Papa in fatti di maggiore importanza equivale a separarsi dalla Chiesa di Cristo. Proprio in questi giorni tramite la Congregazione per la Fede, il Papa ha decretato la riduzione allo stato laicale di un prete della Diocesi di Alicante perché non riconosceva - in modo pubblico - Papa Francesco e adesso Papa Leone come Successori di san Pietro (El Papa fulmina a un cura cismático de la diócesis de Orihuela-Alicante). Magari approfondiremo ulteriormente. 

Ma che rapporto c'è tra la cultura e lo strappo del 1 luglio ad Écone? Nel post precedente (La Gioia del Vangelo: QUALE RAPPORTO TRA FEDE E CULTURA / 01 di 02. 12 GIUGNO 2026.) abbiamo detto che la fede si esprime - come tutta la vita umana - nella cultura di chi crede e attraverso di essa. Non si tratta solo delle lingue usate per annunciare il contenuto della fede ma anche della visione del mondo, dei simboli usati per esprimere e approfondire verità che sono per natura più grandi del linguaggio e delle espressioni umane. Il contenuto della fede supera ogni cultura ma si esprime nelle culture. 

giovedì 2 luglio 2026

"AVETE IL MANDATO APOSTOLICO"? "BEH, NO, MA, PERÒ..." / Consacrazione illecita di nuovi vescovi e relativa scomunica. 02 - 07 - 2026.

 


“Se alcuni pastori o capi sono malvagi, non rifiutate la Chiesa, anche quando siamo feriti dagli scandali: è quella che Cristo ha fondato, e Lui non permetterà mai che perisca. È Cristo stesso che vuole che rimaniamo nell’unità”. (Sant’Agostino). 


Dopo la consacrazione illecita di 4 nuovi vescovi per la FSSPX ieri, vedo due livelli tra coloro che approvano, aderiscono allo scisma: 

Quello  delle persone più semplici che hanno trovato nelle chiese lefebvriane un senso del sacro che non trovavano più nelle loro parrocchie. Uno scrive: “non ci veniva trasmesso il senso del sacro. Andai a ricevere la mia Prima Comunione senza che nessuno mi facesse capire che in quel pezzetto di Ostia c’era la REALE, OGGETTIVA e DIVINA presenza di Cristo. Per me era solo un biscottino”. Non possiamo ignorare questa sofferenza e anche oggi è un richiamo molto serio ai parroci, ai catechisti e formatori nelle parrocchie. Ma chi ha letto e applicato il Concilio Vaticano II sa che nei Padri e nei documenti che hanno emanato c'era tutto il sacro della fede bimillenaria di cui è Autore e Perfezionatore il Signore Gesù, il senso pieno, biblico, conforme al Vangelo e al progetto di salvezza di Dio in Gesù Cristo. In ogni caso le imperfezioni e anche gli scandali non giustificano il lasciare la Chiesa, il disobbedire al Papa. Altrimenti si cade in un giudizio generale poggiandosi si fatti che sono comunque puntuali, particolari. Da una semplicità affermata ci si alza a un livello che non dovrebbe essere toccato per riconosciuta incompetenza. Si mette sul piano dei principi di fede qualche esperienza personale, più o meno affettiva. 

mercoledì 1 luglio 2026

PAPA LEONE E LO SCISMA DELLA FSSPX / 1 luglio 2026.

 


Con animo paterno e affetto cristiano, con invito a dialogare guidati dallo Spirito Santo, pronto a riconoscere gli aspetti positivi o persino i valori cercati anche se non raggiunti dalle persone legate alla FSSPX…  Questo è l’atteggiamento di Papa Leone XIV verso chi corre sulla via dello scisma. Dall'inizio è l’atteggiamento costante  della Chiesa per chi ha seguito Mons. Lefebvre  e che Papa Leone ricorda: “di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”. Ma la benevolenza e la pazienza, non escludono la fermezza nella verità. L’amore autentico esige questa doppia dimensione che in Gesù e nei suoi servi sono una cosa sola: benevolenza nella verità. Consacrare dei vescovi senza il mandato del Papa è un “peccato di estrema gravità”

Questo atteggiamento e questa lettera di Papa Leone sono un grande insegnamento per ciascuno di noi. L’amore che non si radica nelle ragioni ultime, non si radica nella Verità con la “V” e la fine è essere come “fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore” (Efesini 4, 14; vedi anche 1 Timòteo 1, 10; 4, 6; 6, 3; 2 Timòteo 4, 3: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci”; e anche Tito 1, 9; 2, 1.7.10)

Non è difficile dimostrare l’irrazionalità delle scelte della FSSPX e la loro inconsistenza sia a livello di fede che storico. Ma ci lega, oltre la coscienza della nostra propria fragilità e indegnità, anche la certezza dell’amore fedele di Cristo per tutti. In questo sant’Agostino è stato buon maestro che diceva agli eretici donatisti che avrebbe continuato a chiamarli fratelli e ad amarli come tali. Non sempre la Chiesa ha avuto questi toni. Questo approccio è proprio un frutto del Concilio Vaticano II. Non è sempre facile da comprendere come riconosceva Paolo VI già confrontato con la ribellione di Lefebvre, ma è ciò che deve guidare ciascuno di noi nella sua vita.  Assieme a Papa Leone il nostro animo è “addolorato, ma ancora pieno di speranza”. Siamo tristi ma preghiamo ancora e ancora.


LETTERA DEL SANTO PADRE LEONE XIV

AL SUPERIORE GENERALE DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X