C'è un grande contrasto tra la prima lettura e la missione degli apostoli.
Osea si rivolge a un popolo la cui vocazione è vivere l’Alleanza con Dio nel quotidiano, nella vita agricola e di famiglia. Una vita tutto sommato statica e pacifica che, strutturata dall’osservanza dei precetti è felice ma all’uomo comune può sembrare monotona. Pensando di ottenere di più, di varcare orizzonti nuovi ed inebrianti, l’uomo è portato a tradire il Signore e rivolgersi agli idoli che sembrano promettere di più. Molto spesso ci rendiamo conto del bene che avevamo solo dopo averlo perduto. Invece di impegnare tutte le sue energie nell’approfondire il rapporto con Dio e trovare lì una crescita infinita, l’uomo tenta di trovare l’infinito andando oltre ciò che l’Alleanza e la coscienza indicano come buono. Cerca l’avventura, le prodezze eroiche, ciò che fa uscire dall’anonimato. Fin quando sperimenta che tutto questo era illusorio o menzognero. Ed ecco l’invito del profeta che annuncia che Dio è sempre pronto ad usare misericordia. Nell’esperienza della misericordia non meritata l’uomo comincia a scoprire che Dio è veramente amore e che lì si trova la vera casa per lui e insieme la vera avventura.
Gesù si rivolge agli apostoli e apre loro orizzonti insospettati. Li invita ad andare oltre le sicurezze, “come pecore in mezzo ai lupi”. Quale forza, quale protezione divina può permettere a una pecora di avventurarsi in mezzo a un branco di lupi? Eppure per Gesù, fidandosi totalmente della Signoria assoluta dell’Unico Dio, questo è possibile. Anche i lupi sono nelle mani di Dio e non possono fare ciò che Dio non gli permette. Gli apostoli però devono camminare senza dimenticare la loro condizione di fragilità, senza esaltazione, senza provocazione, senza braccio di ferro di fronte alle resistenze: “siate prudenti come serpenti”, ma fiduciosi e perseveranti. Gesù sa che la sua proposta di fidarsi sempre e in ogni aspetto della vita di Dio sembrerà follia. Infatti “l’'uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito”. (1 Corinzi 2, 14). Ma “ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini”. (1 Corinzi 1, 25). Però in un mondo così religioso quale era il mondo antico, uscire fuori dai canoni tradizionali suscita fortissime resistenze. La flagellazione nelle sinagoghe era una punizione comune. I discepoli non devono scandalizzarsi di essere minacciati di morte. Ma ecco che il loro consegnare totalmente la loro vita al Dio vivente gli farà sperimentare qualcosa di straordinario: lo Spirito Santo li ispirerà e parlerà per mezzo loro. Non saranno solo bei ragionamenti ma una presenza divina reale. Ecco l’avventura di chi si consegna a Dio. Ma la maggior parte delle persone non esce mai dalla propria "comfort zone", si accontenta di appoggiarsi sulle proprie forze umane.
Dal libro del profeta Osèa Os 14,2-10
Torna dunque, Israele, al Signore, tuo Dio, poiché hai inciampato nella tua iniquità. Preparate le parole da dire e tornate al Signore; ditegli: «Togli ogni iniquità, accetta ciò che è bene: non offerta di tori immolati, ma la lode delle nostre labbra. Assur non ci salverà, non cavalcheremo più su cavalli, né chiameremo più "dio nostro" l'opera delle nostre mani, perché presso di te l'orfano trova misericordia». «Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente, poiché la mia ira si è allontanata da loro. Sarò come rugiada per Israele; fiorirà come un giglio e metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano. Ritorneranno a sedersi alla mia ombra, faranno rivivere il grano, fioriranno come le vigne, saranno famosi come il vino del Libano. Che ho ancora in comune con gli idoli, o Èfraim? Io l'esaudisco e veglio su di lui; io sono come un cipresso sempre verde, il tuo frutto è opera mia». Chi è saggio comprenda queste cose, chi ha intelligenza le comprenda; poiché rette sono le vie del Signore, i giusti camminano in esse, mentre i malvagi v'inciampano.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 10,16-23
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell'ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un'altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d'Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo».

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