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martedì 7 luglio 2026

C'È CHI BUCA LA STORIA E RIMANE / S. Maria Goretti, 6 luglio, 2026.

 


In un’epoca in cui si pensava di poter rifondare il mondo dalla radice grazie al progresso tecnologico e al potere della ragione umana, le ideologie totalitarie hanno avuto molta libertà per plasmare le società cercando di superare le lentezze delle democrazie. La Storia ci ha insegnato che le conseguenze non sono state ottimali, ma piuttosto catastrofiche con la perdita delle libertà, le guerre, i campi di concentramento …. Il Ventennio fascista in Italia ne è un esempio molto chiaro. Tra le imprese del fascismo italiano c'è stato il progetto di drenaggio delle paludi in varie zone, la cosiddetta “Bonifica integrale”. In particolare ci fu la bonifica delle paludi pontine. Una famiglia di poveri contadini della provincia di Ancona venne a cercare una vita migliore come coloni in questo progetto. Il papà morì stroncato dalla malaria quando Maria, "Marietta", sua secondogenita, aveva solo 10 anni. Anche se la lotta contro la malaria che era un secondo aspetto di questi progetti di risanamento è certamente lodevole, molti aspetti oggi sarebbero visti diversamente riguardo all’importanza delle zone umide e della biodiversità. Sicuramente la Storia insegna che le ideologie (come sistemi globali e spesso accompagnati da metodi e visioni totalitarie e quindi violente) sono sempre un fenomeno negativo. La Storia insegna pure che gli individui sono quasi sempre obbligati a vivere in mezzo a fenomeni globali e progetti di potere che li sovrastano. Anche Gesù si è trovato in quelle condizioni.

Gesù pure lui si è trovato a vivere in un mondo dominato da grandi potenze, da lotte per il potere, da grandi ingiustizie… Ma ha bucato la Storia in un modo unico, diverso e infinitamente più efficace e duraturo dei potenti e di coloro che governano le nazioni e di quanti li seguono. Lo ha fatto perché attingeva la sua dignità da Dio suo Padre e dalla conoscenza che aveva di lui. E ha insegnato a tutti che anche loro hanno una dignità unica, che non dipende dalla posizione sociale, dalla ricchezza o dall’intelligenza. Non so se è possibile farsi  un’idea della fede del papà di Maria Goretti. Ma, in una vita fatta di tanto lavoro e povertà, della semplicità di una vita di famiglie contadine con l’isolamento che rappresentava allora, una bambina di 12 anni, analfabeta, che credeva all’amore di Dio e alla sua dignità divina di figlia per il suo battesimo, ha anche lei bucato la Storia trasformando una tragedia morbosa in un faro di luce. 

Questo è la vittoria dei cristiani in questo mondo e nella pienezza della vita eterna. Per molti Dio è un solo Nome, un’eticchetta, una bandiera per lotte culturali o politiche, o una rassicurazione alla quale aggrapparsi nel momento del bisogno, e non un dono di amore e di comunione reale col quale si vive giorno dopo giorno. 

Santa Maria Goretti - Informazioni sul Santo del giorno - Vatican News


Non sarebbe opportuno riparlare tra noi e poi ai giovani di castità e purezza? 

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