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mercoledì 30 settembre 2026

EVVIVA LA PAROLA DI DIO VIVA E CREATRICE / San Girolamo, 30 settembre 2026.

 

Un'ora sola alla settimana,
il mercoledì mattina, oppure il sabato mattina

San Girolamo ha dedicato la sua vita alla Sacra Scrittura per sé stesso e per gli altri. Il risultato è che è diventato santo. E ha aiutato tantissimi a diventarlo permettendo a chi non conosceva le lingue bibliche di nutrirsi del pane della Parola di Dio in latino che all'epoca era diffuso e parlato ovunque.

Dal «Prologo al commento del Profeta Isaia» di san Girolamo, sacerdote (Nn. 1. 2; CCL 73, 1-3)

 L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo

    Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: «Scrutate le Scritture» (Gv 5, 39), e: «Cercate e troverete» (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio» (Mt 22, 29). Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo. 

lunedì 28 settembre 2026

PRESTO IL VINO NUOVO DELLA FESTA. MEMORIZZA LA DATA: 13 OTTOBRE 2026, ALLE ORE 20.00

 



In Francia, con sorpresa della Chiesa stessa e della Società, sta crescendo il numero delle persone adulte che chiedono il battesimo o semplicemente ritornano alla fede. 

La gioia di questi giorni durante la visita di papa Leone in Francia lo ha testimoniato: Gesù può cambiare la vita, dare risposte solide per questi tempi difficili, capaci di dare nutrimento e fermezza cosciente nelle tentazioni e le tempeste.

PENTIRSI PER CREDERE? A CHE SERVE? / Matteo 21,28-32. Lunedì 28 settembre 2026.

 


Gesù dice una parabola ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo. Comprendono bene e danno la risposta giusta. Ma non mettono in pratica il messaggio della parabola. Anche oggi capita a molti di noi, preti, diaconi, catechisti ma anche laici. Conosciamo la risposta e magari la spieghiamo ai bambini e agli altri in genere, ma non l’applichiamo alla nostra vita, non ci convertiamo. Siamo tanti buoni predicatori ma cattivi testimoni. Pensiamo di non dovere cambiare perché siamo già apposto o comunque meglio degli altri, oppure pensiamo di dover cambiare con i nostri pugni, sforzarci e questo ci lascia scoraggiati perché ci scopriamo deboli e poco motivati. 

Convertirsi significa credere a una notizia che obbliga a una scelta di campo fino a cambiare il comportamento esteriore. Qual è questa Notizia? "Razza di vipere! … Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile". 

I pubblicani e le prostitute si convertono perché credendo a questo annuncio, sanno di essere peccatori e temono di essere bruciati nel fuoco inestinguibile. I capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo non si convertono perché non credono che Giovanni Battista sia stato mandato da Dio. Conoscendo la legge trovano i cavilli per non credere in lui: “È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: "È indemoniato". (Luca 7,33). È solo un arguzia per difendersi dalla Parola di Dio perché trovano da ridire anche su Gesù che mangia e beve. Ciascuno di noi si faccia l’esame di coscienza per scoprire quali giustificazioni mette davanti alle esigenze della conversione per bloccare la grazia.  

Gesù però vuole aiutare quanti non si sentono peccatori e hanno in testa tanti argomenti per giustificarsi. Li mette davanti ad un fatto: voi condannate pubblicani e prostitute ma non avete fatto cambiare vita a nessuno di loro. Giovanni Battista invece, sì. Questo non vi interroga? Non vedete che Dio opera attraverso di lui? Secondo la vostra scienza, Dio dovrebbe manifestarsi in modo diverso, ma i fatti sono fatti. Allora fermatevi davanti al Dio delle sorprese e dite: Signore c'è sicuramente qualcosa che non va in me. Rivelami il mio peccato. Aiutami con la tua grazia ad avere un pentimento sincero che apra il mio cuore alla tua grazia. Trafiggi questo cuore che non comprende: “All'udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?". E Pietro disse loro: "Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo” (Atti 2,37-38).

Papa Francesco, da buon gesuita, conservava l’abitudine di confessarsi ogni 15 - 20 giorni. A volte non trovava nessuna mancanza volontaria da confessare e diceva: “Allora mi preoccupo, perché so di essere un peccatore, temo di essere superficiale nell'esaminarmi e prego per scoprire i miei peccati”. Questo è un bell’esempio di “pentirsi per credere”.

Al demonio che vuole tormentarmi con i sensi di colpa dirò: “statti fresco, il mio giudice è il Signore e mi ha perdonato”. Al Signore invece dirò: “Signore buono e misericordioso, abbracciami nel tuo amore e abbi pietà di me peccatore. Non permettere che si indurisca il mio cuore”. 


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 21,28-32

domenica 27 settembre 2026

SI PUÒ DIRE LA VERITÀ UN PO' ARRABBIATI? / XXVI Dom. T.O., A, 2026.

 



"La verità deve essere detta con amore, ma l'amore non può mai impedire che la verità sia detta"  Sant' Agostino.

Chiaramente dire la verità arrabbiati non attira, rischia di creare chiusure. San Vincenzo di Paola diceva: "la verità detta senza carità non viene da una carità vera". Il segreto è parlare nello Spirito Santo, di pregare prima, durante e dopo che abbiamo parlato. Si può essere bruschi e caritatevoli. P. Pio era brusco. Ho avuto la testimonianza di un uomo che da ragazzo si era visto rifiutare l'assoluzione da lui. Dopo tanti anni non aveva ancora capito perché. Ma in genere chi si vedeva rifiutare l'assoluzione da Padre Pio comprendeva che era il Signore stesso che lo invitava a un esame di coscienza più profondo, a un pentimento più autentico...

Invece, molte persone credenti attorno a noi si creano lo scrupolo di dire o aver detto la verità per paura di offendere o aver offeso la sensibilità di chi pensa il contrario o vuole imporre la sua verità. Qualcuno porta al collo un corniciello o altro talismano "perché me lo hanno regalato". Sant'Agostino, con la sua grande autorevolezza di santo Dottore della Chiesa, è estremamente liberante per tutti. Ma non dice nulla di nuovo: Gesù stesso riassume la sua missione davanti a Pilato: "Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce". (Giovanni 18, 37).

È impressionante questa centralità della verità. Troppo spesso crediamo o ci fanno credere che contano solo o soprattutto le opere. Eppure, se le opere rivelano l'autenticità della  nostra fede ( Giacomo 2, 14-26) non sono alla base della salvezza: "il giusto vivrà mediante la fede". Questa certezza spinge s. Pietro a delegare il compito sacro della giustizia nel servizio delle mense per  un altro servizio più essenziale:  "Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al servizio della Parola". (Atti degli Apostoli 6, 4).

Chiaramente questa fedeltà alla verità e il rivelare a tutti il progetto di amore di Dio per l'Umanità è costata cara a Gesù: ha incontrato resistenze, incredulità, opposizione sempre più dura. Però questa sua posizione gli ha dato in modo sovrabbondante grandi gioie e molti vantaggi: è stato innanzitutto una persona libera, che è stata stimata anche da molti suoi avversari e amata da tutti quelli che cercavano sinceramente Dio. Essendo libero ha potuto gioire di tutto il bene che incontrava, abbracciare con mitezza tutte le persone e situazioni, mentre spesso noi siamo schiavi tutta la vita, perché pieni di paura per le conseguenze e i rischi di una vita fuori dagli schemi della famiglia, degli amici e parenti, della società. Ma soprattutto ha sperimentato la protezione di Dio, del Padre, l'intimità con lui, sicuro che finché non sia compiuta la sua missione non poteva succedergli nulla malgrado tutta l'opposizione del mondo e di Satana stesso. Quando venne la sua ora questa fu di andare con sicurezza al Padre stesso per essere esaltato. Ricevette ogni potere in cielo e in terra e "reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono" (Ebrei 5, 9).

Se qualcuno vuole indottrinare te o i tuoi figli contro la fede, contro la Chiesa cattolica - o contro qualsiasi valore importante - puoi chiudergli la porta senza alcun rimorso. Rimarrà poi a te di cercare di conoscere e vivere meglio la verità biblica che custodisce la Chiesa fino a diventare, non solo sicuro delle basi della tua fede, ma anche capace di trasmettere questa verità a chi non la conosce o la combatte.

Non temere, Cristo è risorto, egli è  il Signore. 


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési  Fil 2,1-11

sabato 26 settembre 2026

LE COSE POSSONO MIGLIORARE, CAMBIARE? LA LEZIONE DEL QOELET E DI GESÙ / settembre 2026.

 


Il Qoelet, campione di pessimismo, ("quale guadagno viene all'uomo...?") constata che “non c’è niente di nuovo sotto il sole”. E aggiunge:  “C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»?” Qoelet però cerca il nuovo, cerca la salvezza che vada oltre un realismo che rischia di chiudersi in sola rassegnazione. 

Oggi, il progresso materiale e tecnologico ci propone sempre novità, eppure l’uomo sperimenta che nulla è cambiato, nulla lo soddisfa pienamente al punto di pacificare il cuore. In particolare le relazioni con gli altri incontrano sempre le stesse difficoltà, anzi, sono spesso aumentate: incomprensioni, divisioni, lotte tra gli uni e gli altri per affermare le proprie idee o gusti, egoismi…

Ma ecco che tutto cambierà:  “Colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio nuove tutte le cose".” (Apocalisse 21,5). L’Uomo nuovo è Gesù Cristo. E anche chi lo segue: “Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove”. (2 Corinzi 5, 17).

Solo Gesù è veramente nuovo. È nuovo (“vi do un comandamento nuovo” Giovanni 13, 34) e insieme antico perché ci fa ritornare al principio (vedi 1 Giovanni 2, 7). La novità sta nel portare a compimento il progetto di Dio, ma questo progetto è da sempre. E solo ritornando al principio, l’uomo può camminare nella verità. 

Per noi Cristo e i suoi comandamenti sono veramente nuovi perché siamo nati nella natura corrotta dal peccato. Non abbiamo mai conosciuto il vero bene, partiamo dal vecchio che ci sembra naturale, normale, autentico. Ogni generazione aspira ad essere “nuova”, ma la sua novità non parte “dal principio” di Dio, ma è solo un rifacimento aggiustato del vecchio precedente, un prolungamento di ciò che faceva la generazione di prima. Oppure è un antivecchio, cioè si riduce ad opporsi a ciò che si faceva prima, a fare il contrario, spesso conservando la vecchia struttura, senza creare nulla di veramente nuovo, perché la sua radice non è la verità: è il vecchio contro il quale reagisce. Quello che fa la nuova generazione non potrà mai essere nuovo.

Gesù è il nuovo. Quando comincia a  predicare, Erode e i suoi si chiedono chi è. L’opinione della gente lo ricollega al vecchio, pensa che sia Giovanni Battista risorto, oppure Elia, o ancora uno degli antichi profeti. Erode invece, che ha fatto decapitare Giovanni Battista è pronto a considerarlo una figura veramente nuova e cerca di vederlo. È sorprendente questa disponibilità di Erode al nuovo. Purtroppo non andrà fino in fondo in questa sua apertura. Anche lui ha un suo modo di giudicare ormai ben ancorato. Vedrà Gesù quando Pilato glielo manderà, legato, prigioniero, e lo deriderà, perché vedrà in lui un perdente. Malgrado i miracoli compiuti da Gesù, la forza di verità delle sue parole, per Erode non può essere un profeta di Dio uno che non trionfa come vuole il mondo. Per lui il modo di agire di Gesù e il suo presentarsi nella debolezza non può salvare. 

Dio ci parla continuamente, si presenta a noi nella sua Parola e nella Storia. È fondamentale comprendere che Dio si presenta nella Storia personale di ciascuno di noi. Ci invita: vieni, seguimi. Beato chi lascia tutto e segue Gesù, discerne i suoi inviti e si incammina verso il nuovo che egli offre, come Abramo che va verso la terra che Dio indicherà (vedi Genesi 12,1). Quel giorno comincia la tua storia di salvezza.


Dal libro del Qoèlet  Qo 1,2-11

venerdì 25 settembre 2026

PERCHÉ IL MONDO ABBIA LA VITA / Un grande avvenimento, il viaggio di Papa Leone in Francia, 25 - 28 settembre 2026

 


Dalla Francia arrivano notizie per il viaggio del Papa in quella nazione. Alcuni miei famigliari partecipano. Una mia sorella ha mandato la foto dei suoi pass. Mio fratello prete userà un'App speciale per i Vespri proposta dal mensile Magnificat. Una donna, membro della nostra parrocchia, partita con un treno di ammalati per Lourdes, provvidenzialmente si troverà felicemente lì assieme al Papa. Giuseppe Tronco, vocazione delle nostra parrocchia di san Castrese ma prete della diocesi di Orléans sulla Loira, si rallegra di accompagnare i suoi giovani francesi allo Stade de France per l’incontro del Papa. Ci saranno tante cose da raccontare e condividere! 

mercoledì 23 settembre 2026

COME P. PIO HA RICEVUTO LE STIGMATE / 23 - 09 - 2026.



Oggi è san Pio da Pietrelcina. Ho trovato nell’Ufficio una lettura finora sconosciuta. Infatti e.prex e il sito della CEI hanno la consueta lettera ad una sua devota che incoraggia ad apprezzare la croce. Invece la lettera sotto è indirizzata al padre spirituale che gli chiede di rivelargli le circostanze delle stigmate che ha ricevuto. Prima invisibili, poi visibili e sanguinanti. Credo che sia interessante leggere questa lettera con attenzione. Da una parte le Fonti Francescane non sono così dettagliate su ciò che sentito san Francesco e quindi impariamo qualcosa su questo fenomeno simile delle stigmate. D’altra parte, ogni santo è un “pezzo unico” che Dio lavora con amore, anche se con un unico Spirito. “Tutti nasciamo originali purtroppo molti muoiono fotocopie” diceva questo straordinario ragazzo, san Carlo Acutis. Padre Pio è nato originale, e vissuto e morto originale.


Innalzerò forte la mia voce a Lui e non desisterò

Dalle Lettere del B. Pio da Pietrelcina (Lett. 500; 510; Epist. I, 1065; 1093-1095, Ediz. 1992).

In forza di questa obbedienza mi induco a manifestarvi ciò che avvenne in me dal giorno cinque a sera, a tutto il sei del corrente mese di agosto 1918.

Io non valgo a dirvi ciò che avvenne in questo periodo di superlativo martirio. Me ne stavo confessando i nostri ragazzi la sera del cinque, quando tutto di un tratto fui riempito di un estremo terrore alla vista di un personaggio celeste che mi si presenta dinanzi all’occhio della intelligenza.

 Teneva in mano una specie di arnese, simile ad una lunghissima lamina di ferro con una punta bene affilata, e sembrava che da essa punta uscisse fuoco. Vedere tutto questo ed osservare detto personaggio scagliare con tutta violenza il suddetto arnese nell’anima, fu tutto una cosa sola. A stento emisi un lamento, mi sentivo morire. Dissi al ragazzo che si fosse ritirato, perché mi sentivo male e non sentivo più la forza di continuare.

martedì 22 settembre 2026

EUCARISTIA PER LA CUSTODIA DEL CREATO VENERDÌ 25 SETTEMBRE / settembre 2026.

 



Tra le guerre di questo tempo c'è una guerra totale di tutti contro la nostra Casa Comune, diceva Papa Francesco. Stiamo tutti commettendo un Geocidio - uccidiamo la Terra - , l’uomo deve imparare a vivere in modo sostenibile, dice il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli. Il problema dello sconvolgimento climatico, con tutte le sue conseguenze, fisiche, sociali, spirituali, è così grande che rischiamo di essere scoraggiati. Ma l’amore vincerà, il male non trionferà dice Papa Leone. Anzi, l’Amore ha già vinto, satana è già stato gettato fuori (Giovanni 12, 31). Ma sta a noi a introdurre questa vittoria nella vita concreta. Solo in Cristo, attraverso la preghiera possiamo attingere la grazia di questa vittoria ed essere guidati dalla Sapienza divina per attuare i cambiamenti necessari. 

lunedì 21 settembre 2026

È NECESSARIO INCONTRARE GESÙ VIVO PER ESSERE CRISTIANO? / 21 settembre 2026.

 




Il cristiano è qualcuno che ha incontrato Gesù Cristo vivo e confessa che egli è il Signore. Chi non lo ha incontrato vivo non può avere una fede viva, ma ha una “fede” solo umana, per tradizione, per paura, confondendo il suo attaccamento a valori cristiani con la fede, o semplicemente come una ipotesi, Gesù come una figura che può ispirare come qualsiasi figura del passato. Quante persone mi hanno detto: io sono cristiano, ma se fossi nato in un paese islamico sarei musulmano! Una persona così non può essere un cristiano. 

Ma come si può incontrare Gesù vivo? Il punto centrale è che questo incontro è realissimo, pur non essendo come gli  incontri in questo mondo. Incontrarlo non significa averlo visto come vedo le persone per strada o i miei parenti ed amici. Infatti dice san Pietro: “Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”. (1 Pietro 1,8-9). Come si può dire di aver incontrato qualcuno senza averlo visto? Non è un inganno o un autoinganno?

domenica 20 settembre 2026

RALLEGRATEVI NEL SIGNORE, VE LO RIPETO, RALLEGRATEVI ! / XXV Dom del T.O.,A, 2026.

 


Tutti aspiriamo ad una vita perfetta, almeno migliore. Gesù è venuto per questo: affinché “abbiano la vita e la vita in abbondanza” (Giovanni 10,10) a differenza dei falsi profeti, ladri e briganti. Ci presenta il Regno dei cieli in molti modi, in particolare con parabole. Oggi nella parabola degli operai nella vigna egli ci dice una cosa semplice e rivoluzionaria: il Regno dei Cieli che sogni, desideri per liberarti da questa tua vita insoddisfacente, è già qui, in te che porti il peso del giorno e del caldo, in te che vivi l’angoscia di aver trascorso la maggior parte della tua vita senza scopo o in attività che ti hanno rovinato e hanno danneggiato altri e arrivi alla vecchiaia - “alla fine della giornata”- e dici: “cosa ho costruito, cosa lascio?” È presente anche nelle persone che ti circondano e lavorano più o meno bene secondo il tuo giudizio nella vigna del Signore. Devi solo aprire gli occhi del cuore per vederlo. Adesso è l’ora di Dio, invocalo, chiedigli di convertirti, di entrare nella sua mentalità e nelle sue vie, così diverse dalle tue, di prenderti a lavorare nella sua vigna, di permetterti di seguirlo.

Assieme a tutta la Chiesa, tu sei il sogno d’amore di Dio, anche se non è ancora il tempo del riposo. Assieme a tutti i membri di questa assemblea domenicale, ai fratelli e sorelle della tua comunità, quelli che lavorano sodo e quelli che arrivano ancora inesperti, o sembrano non lavorare come conviene. Il Signore vuole insegnarti il senso della gratuità, a te che lavori dall’alba e a te che sei appena arrivato da una vita vuota, il senso della sua bontà e il senso della gratitudine. Il Signore vuole trasformarti come san Paolo che desidera ardentemente andare lontano dal corpo per incontrare finalmente a faccia a faccia il Cristo che gli è apparso sulla via di Damasco, ma sa che si incontra Dio nell’essere come lui, nel seguire le sue orme e quindi non rifiuta di ritardare questo premio se questo significa servire, amare come Cristo che avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine. Paolo sa che la sua vita è Cristo fin da adesso e per sempre. E dirà ancora più avanti in questa lettera ai cristiani di Filippi: “rallegratevi nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi” (Fil 4,4). Il Signore è vicino. Alleluja! 



Dal libro del profeta Isaìa  Is 55,6-9

sabato 19 settembre 2026

LA GIOIA DEI CREDENTI NEL NUOVO TESTAMENTO / 19 - 09 - 2026.

 


Spesso vediamo cristiani tristi nella vita, o mentre implorano grazie presso le statue o anche mentre partecipano alla Messa, qualcuno estremamente serio, per non parlare di molti funerali che esternamente assomigliano a quanto dice san Paolo della tristezza dei pagani che sono senza speranza (1 Tessalonicesi 4,13). Ho cercato il termine gioia nella Bibbia. Ci sono tante espressioni per esprimere la gioia che viene da Dio attraverso la sua salvezza potente che rigenera, ma già questa stessa parola è indicativa. La troviamo 278 volte nella Bibbia di cui 72 volte nel Nuovo Testamento (28 volte nei Vangeli, e 44 negli Atti e nelle lettere). È dunque una parola molto presente. Ma ci interessano quei passi dove la gioia è frutto dell’azione dello Spirito Santo in chi crede anche se le gioie umane sane sono anch’esse dono di Dio. E ho voluto tener conto solo della gioia nella fede dopo la Risurrezione. La Bibbia fa spazio a tutti i sentimenti e li troviamo in Gesù stesso. Ma la gioia del Signore risorto è ciò che caratterizza i credenti già su questa terra. 


Matteo 28, 8. Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli

Luca 24, 41. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: "Avete qui qualche cosa da mangiare?".

Luca 24, 52 Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia  

venerdì 18 settembre 2026

POVERTÀ DELLA CHIESA E DEL CLERO. COSA DICE SAN PAOLO? / In seguito allo stipendio dei Cardinali 18 - 09 - 2026

San Paolo tessitore di tende.

 La decisione di Papa Leone di annullare le restrizioni di stipendio al personale della Santa Sede volute da Papa Francesco a causa del Covid continua a suscitare emozione e reazioni negative. Alcune reazioni, come sempre, sono basate su una cattiva informazione o persino sul piacere di poter parlare male della Chiesa. Ma nel profondo anche molte persone semplici e impegnate con Cristo e la Chiesa sono rimaste a disagio. Considero una grazia enorme aver potuto vivere i 25 anni della mia vita religiosa senza soldi, sperimentando la vicinanza costante e premurosa del Signore. Ma cerchiamo di superare la disinformazione chiedendoci: quale era la posizione di Gesù? Qual è la posizione della Scrittura? Secondo la Scrittura gli apostoli e altri ministri del Vangelo possono ricevere uno stipendio, oppure la prassi comune della Chiesa da molti secoli rappresenta una infedeltà, un compromesso? 

giovedì 17 settembre 2026

PAPA LEONE AUMENTA GLI STIPENDI DEI CARDINALI MENTRE TANTA GENTE È POVERA? / 17 - 09 - 2026.

Detta così è una Fake News


 È uscita la notizia che “mentre molta gente sta in povertà, Papa Leone aumenta lo stipendio dei Cardinali. E poi la Chiesa predica il Vangelo!?...". Qualcuno fa il conto di tutti i Cardinali del mondo moltiplicando per 500 euro mensili per ottenere la somma totale dell'aumento mentre questa misura riguarda solo i Cardinali che lavorano in Curia.

Detta in quel modo è disinformazione. La verità è un po' diversa. Papa Francesco aveva imposto un taglio agli stipendi degli incarichi più alti del Vaticano in marzo del 2021 nel momento di crisi del Covid. Ossia 10% per i Cardinali (solo quelli che lavorano nella Curia), 8 % per i capi e segretari di dicastero, 3 % per il clero e religiosi che lavorano in Vaticano. Inoltre erano stati bloccati tutti gli aumenti automatici per anzianità che scattavano ogni 2 anni. 

mercoledì 16 settembre 2026

COSA HA DI SPECIALE QUESTA FOTO? / 16 - 09 - 2026.




La foto sopra mi ha ispirato una riflessione che dirò alla fine. Prima però situiamola: 

A Taiwan la comunità ebraica sta in forte crescita tanto da poter inaugurare luoghi tipici della vita ebraica: ultimamente si sono aperti nella Capitale Taipei una scuola ebraica, un ristorante casher (cioè che propone alimenti conformi alla Legge), una mikveh o bagno rituale, un centro culturale, e in questi giorni un cimitero ebraico, quello che vediamo nella foto. 

domenica 13 settembre 2026

MA QUALE DEBITO HO VERSO DI TE SIGNORE? / XXIV DOM. T.O., A. 2026.

 

Il servo malvagio
di Matteo 18, 21-35

Il libro del Siracide (Gesù Ben Sirach) è stato scritto verso il 180 prima di Cristo e 50 anni dopo tradotto dal nipote in greco, lingua più comprensibile per i tanti ebrei che vivevano fuori dalla Terra Santa. Quanto è attuale il suo insegnamento! Gesù non inventa nulla ma porta a perfezione la tradizione già secolare del suo popolo. “Rancore e ira sono cose orribili, … . Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, …” Leggiamo con attenzione ogni frase di questo testo. È Parola di Vita per noi. 

Gesù chiede a Pietro di perdonare settanta volte sette. Ci rimanda a Lamech, figlio di Caino, che dice alle mogli : “Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido. Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette". (Genesi 4, 23-24). Dove abbonda il peccato deve sovrabbondare la misericordia (vedi Romani 5,20) e Gesù trasforma il settantasette di Lamech in settanta volte sette. Perdonare di cuore: Matteo già insisteva su questo nel Discorso della Montagna (Matteo 6, 14-15) come sottolineatura del Padre Nostro in cui chiediamo “e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”.

Sono grato al Signore che ieri ha illuminato per me la parabola nel Vangelo di oggi. Infatti se è ovvio che ho avuto condonato un debito di diecimila talenti DEVO condonare il debito di chi mi deve solo cento denari. Però avevo da sempre un problema, non nella mente ma nel cuore : non riuscivo a vedere questo enorme mio debito verso il Signore. Lo immaginavo solo in termini di peccato. I peccati li ho fatti. Ma non riuscivo sinceramente a vedere questi miei peccati capaci di creare tale debito. “Qual è questo mio debito verso di te Signore?” - “Mi devi la tua vita che ho salvato” - “È vero. Se tu non mi avessi soccorso avrei fatto una brutta fine, già sul piano umano. E vegliando su di me hai rispettato la mia libertà senza mai abbandonarmi nelle mani di chi voleva  perdermi ma soprattutto senza abbandonarmi alla durezza del mio cuore. E per me la mia vita vale molto di più di diecimila talenti! Mantienimi in questa consapevolezza perché io possa perdonare di cuore ai miei fratelli e sorelle, non come sforzo di obbedienza ma volentieri come gratitudine che mi attraversa. La mia gioia sia di appartenerti totalmente Signore.”

Anche Matteo sa che Gesù gli ha salvato la vita.


Dal libro del Siràcide  27,33–28,9 (NV) [gr. 27,30 –28,7] 

venerdì 11 settembre 2026

L'ISLAM NON HA BASE STORICA SOLIDA? UNA BOMBA! / 11 - 09 - 2026.



L’Islam non ha base storica? Una bomba!

Ormai più di 30 anni fa ho studiato con i Padri Bianchi a Roma arabo e islamistica, leggendomi (una volta sola) tutto il Corano “bilughatihi” cioè nella sua propria lingua, in arabo.

Per spiegare il sorgere dell’Islam seguivamo la tradizione musulmana. Era sufficiente per vederne le falle. Per tanti motivi la religione di Maometto non è la vera religione, anche se l’Islam come pensiero e sistema religioso e sociale è molto più forte e ricco di quanto, superficialmente, potevo pensare. “L’Islam cosa sarà mai?” era il mio pensiero quando sono andato a lavorare in Africa del Nord. Ma il contatto quotidiano con credenti semplici e sinceri mi permise già allora di apprezzare aspetti della vita dei musulmani (e di scoprire la piccola Chiesa locale così evangelica!). Per me francese secolarizzato, il modo di vivere di molte famiglie musulmane è stato un richiamo enorme: se loro sono così quanto vale il tuo cristianesimo? Infatti dice Gesù: “se fate solo ciò che fanno anche i pagani, quale merito ne avrete?” (vedi Matteo 5, 46-47). Ma poi, da frate e prete, studiando direttamente nei testi ho scoperto ancora più ricchezze dell’Islam assieme a ancora più limiti. 

giovedì 10 settembre 2026

CHE RAPPORTO HAI CON LO SPIRITO SANTO? / Giovedì XXIII SETT. T.O., pari. 2026.

 


Prima del Concilio si diceva: “Lo Spirito Santo questo grande sconosciuto”. I santi sono sempre stati mossi dallo Spirito Santo ma se ne parlava molto poco nella formazione cattolica tranne che in rapporto ai sacramenti. A una donna delusa dalla semplicità del Curato d’Ars, il suo vescovo rispose: “Come dice lei, sarà "solo questo", ma se io, vescovo, so qualcosa dello Spirito Santo lo devo a questo umile prete”. E il Curato d’Ars aveva imparato dalla sua esperienza pastorale e nella preghiera, non in seminario. Cosa è cambiato da allora? 

Malgrado un Concilio Ecumenico accompagnato con carismi e Movimenti nuovi dati dal Signore, forse è cambiato molto poco nelle parrocchie. E anche tra coloro che invocano con formule di preghiera lo Spirito Santo spesso queste rimangono solo formule di preghiera. 

Infatti il rischio dell’Incarnazione del Verbo è di presentare un Dio con tratti umani di cui si possono fare statue e  immagini, fino a sostituire soltanto gli dèi pagani nel cuore delle persone. Senza nessun vantaggio? Gli dèi dell’antichità greco romana sono proiezioni delle pulsioni e passioni del cuore umano e le loro contese e contraddizioni permettono di spiegare fortuna e sfortuna dell’uomo. Invece la Vergine Maria e i santi protettori sono comunque figure e messaggi più elevati, misericordiosi e giusti. Ma rimane sempre il pericolo, per ciascuno di noi, di fermarsi, di credere di sapere tutto o abbastanza, tanto da non aver più bisogno di mettersi in discussione, di continuare a camminare, di essere pronti alle sorprese di Dio. Viviamo allora un paganesimo con etichette cristiane. 

Tra gli ebrei un pilastro di fede assoluto è che non si possono fare immagini o sculture di Dio e nemmeno si può pronunciare il suo Nome! Nella Bibbia ebraica  il Tetragramma “Iod Hé Waw Hé” che noi pronunciamo Iahveh, è scritto con le vocali di Adonai, Signore (da qui la pronuncia sbagliata “Geova” dei TdG). Gli ebrei non pronunciano il Nome di Dio ma leggono “Signore”. Perché Dio è aldilà, è “ineffabile” cioè: letteralmente "che non si può dire", ovvero qualcosa che non si riesce a esprimere o a descrivere con le parole a causa della sua grandezza, intensità o natura sacra (Treccani). Gli ebrei italiani scrivono D-o, per indicare questa ineffabilità del nome di Dio. 

San Paolo ci dice oggi: “Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto”. Non si possiede Dio ma ci si lascia possedere da Dio.

Infatti Paolo sa benissimo che “Dio, nessuno lo ha mai visto”  anche se Gesù, “il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato” (Giovanni 1,18). Ora “Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito” (Giovanni 3, 34) perché lo Spirito sceso come colomba RIMANE su di lui, ed egli rimane nel Padre a differenza dei profeti dell'Antico Testamento. Paolo sa che Dio cerca adoratori in Spirito e Verità perché “Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità" (Giovanni 4,24); Paolo sa che la Legge uccide mentre lo Spirito dà Vita e che le parole di Gesù sono Spirito e Vita; che lo Spirito porta alla Verità tutta intera i discepoli in un cammino di conversione continua. Durante la vita terrena di Gesù i discepoli non hanno lo Spirito. Sta solo accanto a loro ma non dentro di loro perché lo Spirito non c'era ancora: “Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato” (Giovanni 7, 39), cioè non era stato glorificato sulla croce dimostrando fin dove arriva l’amore e risorgendo poi nel suo vero corpo glorificato appunto. Inglobando la morte e il male nella sua vita di amore, Gesù dimostra che Dio è fedele e che la Via che apre è quella vera. La trasformazione degli apostoli, da terrorizzati, feriti e annichiliti dalla croce in apostoli della Buona Notizia, fa vedere cosa significa avere lo Spirito Santo e come può trasformare chi si abbandona in Lui. Questo non significa che lo Spirito non era all’opera già prima di Cristo: già aleggia sulle acque all’inizio della creazione. Significa che chi ha creduto nell’opera del Padre cioè ha creduto in Cristo e ricevuto il sigillo permanente dello Spirito Santo dovrebbe essere come il vento: “Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito". (Giovanni 3,6-8). “Se vuoi andare dove non sai, devi passare per dove non sai” cioè devi lasciarti guidare verso quello che non conosci, dice san Giovanni della Croce.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 8,1b-7.11-13

mercoledì 9 settembre 2026

SAN LUCA SHOCK / Mercoledì XXIII sett. T.O., PARI, 09 - 09 - 2026.



 Conosciamo il discorso delle Beatitudini secondo Matteo, come conosciamo e recitiamo il Padre Nostro secondo Matteo. Ma Luca offre un’altra versione del Padre Nostro (Luca 11,1-4), e anche un’altra versione delle Beatitudini che oggi la Chiesa ci proclama nel Vangelo della Messa. Più breve, ma anche con una novità: il mansueto Luca, quello  del Vangelo della gioia nello Spirito Santo, del tenero Vangelo dell'Annunciazione e del  presepe dopo i “Beati voi”, Luca dice senza riprendere fiato: “Ma guai a voi … ricchi, sazi, buontemponi, voi che cercate il consenso”. 

Da approfondire…


Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal Vangelo secondo Luca  Lc 6,20-26

martedì 8 settembre 2026

UN DIO CHE SI INCASINA CON L'UOMO / Natività di Maria. 08 - 09 - 2026.

 


Emmanuele = Imma Nu El = Con Noi El. Questo pomeriggio avevo appuntamento con una coppia per benedire la casa nuova. Mi sono totalmente dimenticato e mi telefona un amico: - Posso venire a parlarti questo pomeriggio? - Certo vieni. E mi do un po’ fretta. Mentre arrivo in parrocchia, richiama: - Non vengo questo pomeriggio, vengo domani. E io penso:  Benedetto uomo mi ha fatto fare in fretta per nulla! Però niente di grave. Appena giunto in parrocchia, telefonata: - Padre la stiamo aspettando!... Grazie Signore per questo amico che mi chiede un appuntamento poi lo disdice. Così posso benedire questa famiglia nella sua casa nuova!...

La vita non è fatta solo di queste piccole cose, e c'è bisogno della fede profonda nella croce per affrontare la vita con fiducia. Ma è fatta anche di queste mille piccole cose, provvidenze, Dio-incidenze. Beato chi ha da Dio la grazia di vederle. Benedicendo questa famiglia poi il Signore si è rivelato ancora una volta il Dio Emmanuele con la sua Parola che è venuta ad illuminare, confermare il discorso che stavamo facendo. 

 La genealogia di Gesù ci immerge in questa vicinanza, questa incarnazione delle promesse di Dio attraverso una storia umana, molto umana o forse anche troppo umana direbbe qualcuno. Ma è semplicemente la storia umana, questa Magnifica Humanitas creata e amata da Dio anche nel suo peccato, fino a riscattarla. Infatti dalla genealogia di Gesù vediamo che molte cose non sono come ci si aspetterebbe da un popolo testimone della santità di Dio: Giuda che ha figli con la nuora Tamar, Davide che, una volta scoppiato lo scandalo e “pagato il peccato”,  genera il grande Salomone dalla moglie di Uria, la bella Betsabea. Salomone dalle innumerevoli mogli che genera Roboamo lecitamente ma questo non basta. Infatti trasmette cattivi esempi e Roboamo educato male sarà la causa della rottura tra le tribù riunite dal nonno Davide… E così arriviamo a Maria, la tutta santa. Proprio perché è tutta santa e vicina al suo Creatore e Dio di Israele, condividerà il suo obbrobrio, la sua umiliazione, berrà l’amaro calice di trovarsi in una situazione completamente fuori dagli schemi e troverà pace, una pace profondissima appoggiata, generata però solo dalla sua fede nel Dio con noi, assieme al giusto Giuseppe. 

Rallegrati tu che hai la vita incasinata, Dio è con te! Segui il Signore Gesù e la tua morte, i tuoi fallimenti, si illumineranno.  


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani  Rm 8,28-30

domenica 6 settembre 2026

GRANDE, VERO E ONNIPOTENTE È L'AMORE DI DIO / XXIII DOM T.O. A, 2026.

 


“Amare, voce del verbo morire”. Così don Tonino Bello ci dava questa perla di Sapienza maturata nella preghiera. Infatti colui che ha amato è morto per me e per tutti, ha compiuto la Parola di Dio facendo vendetta dei suoi nemici, cioè trasformandoli in amici. Non dirà forse a Giuda: “ amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?” Questo verbo morire è associato ad altri verbi. Il primo è "risorgere". La felicità del cristiano è di sapersi amato da Dio, di scoprirlo in Gesù, crocifisso, morto, e risorto.

Non ho tempo di scrivere di più ma sono grato al Signore di aver potuto meditare e gustare assieme alle Assemblee domenicali e a qualche singolo la pedagogia che Gesù ci offre nelle letture della Messa per insegnarci passo passo ad amare. Alleluja! Lodate Dio!


Dal libro del profeta Ezechièle  Ez 33,1.7-9 

sabato 5 settembre 2026

SICUREZZA E LIBERTÀ NELLE NOSTRE SOCIETÀ. / 5 - 09 - 2026.

 




Il programma di “Futuro Nazionale” afferma, assieme ad altri argomenti provita, che “l’aborto non è un diritto”. Ho scoperto che la fonte è stata il programma del Movimento per la Vita, un programma solido frutto di riflessione e di esperienze di terreno. Sembra che l’abbiano scopiazzato.

Da cristiano può solo rallegrarmi che l’aborto ed altri argomenti simili ritornino in modo sensato nel dibattito politico mentre qualche nazione purtroppo ha inserito l’aborto nella propria Costituzione e, chiamandola “morte degna”, ha legalizzato l’eutanasia. Eppure, oltre che valori cristiani, il rispetto della vita e della famiglia fanno parte di ciò che la Chiesa chiama “diritto naturale”, cioè valori che possono essere condivisi anche da chi non professa una fede, ma usa soltanto la ragione per chiedersi cosa è giusto per l’uomo e la società.

Quindi tutto bene? Non ci sono rischi eventuali? Purtroppo ci sono.

giovedì 3 settembre 2026

UN NUOVO PECCATO: IL DEGRADO AMBIENTALE / Un documento della Santa Sede. 03 -09-2026



Papa Francesco già lo chiedeva ma l’abbiamo un po' tutti dimenticato: quando ti confessi, accùsati anche dei tuoi peccati contro l’ambiente. Nessuno li ricorda nella confessione, anche se esiste già nella società civile il reato ecologico. Alcuni sono reati maggiori come le discariche abusive o l'inquinamento da processi di produzione, ma anche a livello individuale, disperdere rifiuti nella natura, non fare la differenziata, sprecare il cibo, ecc. sono peccati. Papa Leone - che ha visto da vicino in Perù i crimini delle grandi compagnie minerarie contro la foresta amazzonica e i suoi abitanti e difensori - fin dai primi giorni del suo papato ha moltiplicato i discorsi e le iniziative per la responsabilità dell’uomo verso l’ambiente. Ieri la Commissione Teologica Internazionale (CTI) del Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato un documento approvato da Papa Leone XIV: “Prendersi cura della nostra Casa comune” “una risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario”.

mercoledì 2 settembre 2026

L'UOMO, "RICCO STOLTO" DISTRUGGE LA SUA CASA / 1° settembre, messaggio del Patriarca Bartolomeo. 09-2026.

 

Fonte Vatican News.

Il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, figura molto ricca e importante è tra l’altro un pioniere della causa della Custodia del Creato e inventore del Tempo del Creato adottato in seguito da Papa Francesco e da altre confessioni cristiane. Nel suo messaggio per il 1° settembre 2026 egli chiama l’umanità ad interrompere il GEOCIDIO ossia lo sterminio della Terra (Gea in greco), quella guerra di tutti contro l’ambiente come diceva Papa Francesco, oltre alle varie guerre combattute tra gli uomini, e si apra allo sviluppo sostenibile, unica e necessaria via di sopravvivenza materiale ma anche spirituale perché la Terra ci è stata donata come riflesso della Sapienza del Creatore e come dono per tutta l’Umanità.

martedì 1 settembre 2026

ANNUNCIARE IL VANGELO NELLA SUA INTEGRITÀ FUNZIONA? / riflessione su 1 Corinti 2,1-5.

 


San Paolo arriva a Corinto dopo la batosta di Atene in cui fondamentalmente il suo discorso ben articolato non ebbe frutto (Atti 18,1) e decide di cambiare metodo annunciando solo “gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi” (Luca 1,1) e precisamente Gesù Cristo crocifisso, scandalo (1 Cor 1,23) e soprattutto stoltezza (da 1 Cor 1,18 a 25 Paolo ripete 4 volte la parola stoltezza) basandosi “sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza”. 

Come posso annunciare Cristo basandomi solo “sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio”. Cosa mi/ci manca per farlo? Cosa ci dice san Paolo? 

Un primo punto è che san Paolo è stato umiliato, si è ritrovato debole e senza certezze umane, forse chiedendosi se non avrebbe subito un altro smacco come ad Atene. Certamente ha dovuto trovare nella fede il coraggio di annunciare Cristo crocifisso e risorto come dice ai cristiani di Tessalonica, anche lì, dopo che a Filippi dove predicava insieme a Sila “i magistrati, fatti strappare loro i vestiti, ordinarono di bastonarli e, dopo averli caricati di colpi, li gettarono in carcere" (Atti 16,22-23). Da  una parte, in carcere, “Verso mezzanotte Paolo e Sila, in preghiera, cantavano inni a Dio” con i ceppi ai piedi e tutti i lividi (Atti 16,25) e Dio li libera tramite un terremoto molto speciale che converte anche il capo carceriere. Perché allora Paolo scrive ai fratelli di Tessalonica che “dopo aver sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo trovato nel nostro Dio il coraggio di annunciarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte”? (1 Tessalonicesi 2, 2). Dovrebbe esultare per le meraviglie che ha operato il Signore proprio a Filippi. Come comprenderlo? Forse, semplicemente, c'è in noi la realtà nuova, le meraviglie del Signore, e c'è ancora l’uomo vecchio che ricorda le sofferenze e deve imparare a gestire le conseguenze della persecuzione, delle ferite ricevute. Questo uomo vecchio esiste e resiste. Altrimenti Gesù non avrebbe sofferto nella sua vita e nemmeno sulla croce. Ma l’amore di Dio permette di trionfare di tutto e dona lo Spirito, il coraggio di lodare Dio in tutte le circostanze, anche quando umanamente la situazione si presenta negativa. Meditiamo questo. San Paolo, salvato gratuitamente dall’amore di Gesù, e consapevole che solo in Gesù si trova la pienezza che lo giustifica e non nei suoi sforzi, non nella Legge e i suoi precetti, sa però che il Signore vuole che egli lo segua e che le prove che subisce sono efficaci e necessarie. Per annunciare il Signore bisogna seguirlo, vivere in comunione con lui prendendo la propria croce. 

Inoltre vivere con Cristo esige una preghiera costante ancorata nella Parola e nel servizio che per l’apostolo è l’annuncio della risurrezione e la formazione dei credenti. Il servizio della Parola è prioritario su quello delle mense (Atti 6,4). Questo servizio, questa missione diventa culto:“Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo” (Romani 1,9). La preghiera non formata diventa facilmente una preghiera come quella dei pagani condannata da Gesù (non significa che il Signore non ami i pagani, ma in un mondo così religioso come quello  antico, se “basta che si preghi”, cosa aveva da insegnare il Signore, dove sarebbe la Buona Notizia?)

Tiriamo due conclusioni: anche per Paolo il suo servizio è un cammino: “al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui, non con una mia giustizia derivante dalla legge, ma con quella che deriva dalla fede in Cristo, cioè con la giustizia che deriva da Dio, basata sulla fede. E questo perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte, con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti. Non però che io abbia già conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo". (Filippesi 3, 8-13).  Ancora dice: “Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte per imparare a non riporre fiducia in noi stessi, ma nel Dio che risuscita i morti”. (2 Corinzi 1, 9). Pur in tono minore, i compagni di evangelizzazione di Paolo hanno camminato e condiviso la stessa grazia. 

La seconda conclusione è la più importante: annunciare il Vangelo nella sua integrità ha funzionato!, ha portato frutti meravigliosi, anche in mezzo a persone che non sembravano pronte sia perché lontane (pagane) sia perché vicine (ebrei) e convinte di non avere nulla da cambiare nella loro impostazione di vita. Ma il cuore dell’uomo è fatto per Dio e il suo Spirito di Verità lo convince e lo libera.     

Puoi vedere anche il post del 2020 sulle stesse letture compreso il Vangelo:   La Gioia del Vangelo: NELLA DEBOLEZZA, CON MOLTO TIMORE E TREPIDAZIONE / Lunedì XXII sett. T.O.                     


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi  1Cor 2,1-5