| Fonte Vatican News. |
Il Patriarca ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I, figura molto ricca e importante è tra l’altro un pioniere della causa della Custodia del Creato e inventore del Tempo del Creato adottato in seguito da Papa Francesco e da altre confessioni cristiane. Nel suo messaggio per il 1° settembre 2026 egli chiama l’umanità ad interrompere il GEOCIDIO ossia lo sterminio della Terra (Gea in greco), quella guerra di tutti contro l’ambiente come diceva Papa Francesco, oltre alle varie guerre combattute tra gli uomini, e si apra allo sviluppo sostenibile, unica e necessaria via di sopravvivenza materiale ma anche spirituale perché la Terra ci è stata donata come riflesso della Sapienza del Creatore e come dono per tutta l’Umanità.
Di fronte alle risorse della Terra ci dovrebbe essere solidarietà per e tra tutti gli esseri umani, "Solidarietà come fonte di responsabilità condivisa, dialogo e sincera reciprocità, unitamente alla responsabilità collettiva per la tutela dell’ambiente naturale". Invece l’uomo è “il ricco stolto” del Vangelo (Luca, 12, 16-21) che demolisce la sua casa. L’uomo si crede “uomo-dio”, e la sua aspirazione all’infinito, iscritta da Dio nel suo essere, è ammalata, — ammalata di consumismo, accecata da bisogni insaziabili, che portano a cercare l’assoluto in ciò che, per definizione, è limitato, e conduce al “geocidio” alienandoci dalla “Fonte della Vita”. Per il Patriarca ecumenico “ogni azione contro l'ambiente è peccato grave”. Egli constata che c'è una crisi multidimensionale che ha contagiato la libertà umana, la nostra religione e filosofia, la nostra etica e cultura. Non sono parole al vento. Devono farci riflettere molto seriamente perché l'assenza di sensibilità ecologica nel nostro insegnamento e nei comportamenti di singoli e di comunità cristiani rivelano una “dannosa alterazione” della nostra fedeltà al messaggio di Cristo. Tutti sappiamo, e non facciamo il necessario per un cambiamento di rotta che è indispensabile.
Ieri festa dello sbarco di san Castrese e inizio dell'anno pastorale, abbiamo pregato così:
"Signore, tu hai preservato san Castrese dai pericoli del mare affinché ci porti la tua Salvezza. In questo primo giorno del Tempo del Creato ti affidiamo il mare che ci unisce, tutte le acque e la terra che ci sostiene. Ti offriamo i nostri cuori e le nostre volontà per diventare custodi del Creato e operatori, in ogni circostanza, di riconciliazione e di pace. Per questo preghiamo:"
(Bartolomeo I: l'umanità interrompa il geocidio e apra allo sviluppo sostenibile - Vatican News)
Tutto o quasi tutto quello che l’uomo può fare e’inginocchiarsi e pregare l’unico Signore del mondo.
RispondiEliminaUna figlia spirituale di S.Pio ,con gli stessi doni avuti da Dio di Natuzza (anche se lei aveva chiesto per sé l’anonimato),ora in cielo è n compagnia dei santi ,in una sua confidenza ,aveva detto che”anche se nessuno lo vede il sole si sta avvicinando alla terra”..La terra il mondo tutte le cose create un gran dono di Dio all’uomo ,ci siamo dimenticati di questo.Cosi come ci siamo dimenticati il Vangelo … probabile che siamo nel tempo dell’apocalisse.Buona giornata fra Sereno.
Non è molto evangelico come proposta. Anche Padre Pio che chiedeva a Dio le grazie implorate dalla gente ha poi fondato "Casa Sollievo della Sofferenza". Poi l'idea che il sole si stia avvicinando alla terra ... Caso mai il sole attirerebbe la terra a sé perché facciamo parte del sistema planetario di quella stella che chiamiamo sole. Comunque preghiamo. Tutto inizia dalla preghiera, la preghiera accompagna e perfeziona. Buona giornata.
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