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lunedì 21 settembre 2026

È NECESSARIO INCONTRARE GESÙ VIVO PER ESSERE CRISTIANO? / 21 settembre 2026.

 




Il cristiano è qualcuno che ha incontrato Gesù Cristo vivo e confessa che egli è il Signore. Chi non lo ha incontrato vivo non può avere una fede viva, ma ha una “fede” solo umana, per tradizione, per paura, confondendo il suo attaccamento a valori cristiani con la fede, o semplicemente come una ipotesi, Gesù come una figura che può ispirare come qualsiasi figura del passato. Quante persone mi hanno detto: io sono cristiano, ma se fossi nato in un paese islamico sarei musulmano! Una persona così non può essere un cristiano. 

Ma come si può incontrare Gesù vivo? Il punto centrale è che questo incontro è realissimo, pur non essendo come gli  incontri in questo mondo. Incontrarlo non significa averlo visto come vedo le persone per strada o i miei parenti ed amici. Infatti dice san Pietro: “Voi lo amate, pur senza averlo visto e ora, senza vederlo, credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre raggiungete la mèta della vostra fede: la salvezza delle anime”. (1 Pietro 1,8-9). Come si può dire di aver incontrato qualcuno senza averlo visto? Non è un inganno o un autoinganno?

San Pietro continua: “Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti, che preannunciavano la grazia a voi destinata; essi cercavano di sapere quale momento o quali circostanze indicasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che le avrebbero seguite. A loro fu rivelato che, non per se stessi, ma per voi erano servitori di quelle cose che ora vi sono annunciate per mezzo di coloro che vi hanno portato il Vangelo mediante lo Spirito Santo, mandato dal cielo”. (1 Pietro 1,10-12). 

Quindi incontrare Gesù è un’esperienza nello Spirito Santo. Non significa abbandonare ogni senso critico, spegnere l'intelligenza, contare solo sull'emozione. Dio si è realmente incarnato, è vissuto sotto il dominio romano, crocifisso e risorto sotto il governatore Ponzio Pilato. È quindi un personaggio della Storia. L’esistenza di Gesù è storicamente provata. Nessun personaggio inventato può avere, nella stessa generazione in cui sarebbe vissuto, 4 testimonianze articolate sulla sua vita, il suo insegnamento e i suoi miracoli, dice il prof Barbero, ateo. “La religione cristiana è una religione di storici” diceva un grandissimo storico francese, Marc Bloch, pur essendo non cristiano. Un’altra storica, forse cristiana, diceva che in quanto storica non poteva sapere ciò che hanno sperimentato gli apostoli il giorno di Pentecoste, ma, visto gli effetti, doveva dire che questa esperienza fu estremamente forte. 

Jean Guitton riassumeva la sua riflessione di credente in questo modo: Se Gesù fosse un mito (cioè non fosse esistito) ci sarebbe voluto molto più tempo, forse secoli prima di definirlo in modo preciso come vediamo nel Nuovo Testamento. E non poteva nemmeno essere un grande uomo divinizzato dai suoi discepoli perché l’idea della trascendenza di Dio era troppo radicata nella loro fede ebraica e in quella dei tanti ebrei, anche sacerdoti, che si convertivano alla fede in Gesù. Quindi solo l’esperienza della risurrezione e del potere del nome di Gesù poteva giustificare il loro accettarlo come Signore e Salvatore.

Ed ecco il secondo aspetto per incontrare Gesù. L’azione dello Spirito Santo nella vita concreta (i segni che accompagnano i credenti: vedi il finale di Marco - Marco 16, 17-20) e la trasformazione del cuore del credente, come Parola di Dio che opera: “Proprio per questo anche noi rendiamo continuamente grazie a Dio perché, ricevendo la parola di Dio che noi vi abbiamo fatto udire, l'avete accolta non come parola di uomini ma, qual è veramente, come parola di Dio, che opera in voi credenti” (1 Tessalonicesi 2, 13). Infatti il frutto dello Spirito è proprio: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé”. (Galati 5,22). Chiaramente questo frutto matura progressivamente. Ma chi si dice ispirato e non mostra dall’inizio i germi di questo frutto, non è mosso dallo Spirito Santo. 


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