Con l’enorme clamore suscitato dalla tragica vicenda del gioielliere e dei suoi rapinatori è emersa una verità riguardo ai cristiani anche praticanti che ci obbliga a riflettere molto seriamente: quando vengono toccati punti sensibili e importanti per il mondo, come i soldi, la proprietà, la salute, la giustizia, la sicurezza, la presenza di stranieri nel nostro paese, delle altre religioni, ecc. quasi tutti reagiscono di pancia senza far riferimento a Gesù Cristo né fermarsi a riflettere.
Ora dovrebbe essere la caratteristica del cristiano di tutto riferire a Gesù e al suo Vangelo, di insegnare ai suoi figli a fare lo stesso, trasmettendo così la fede come ha promesso al loro battesimo. Ci sono due aspetti in questo. La maggior parte dei battezzati che frequentano le nostre parrocchie sono molto più informati su tanti argomenti mondani che hanno pure approfondito che sul pensiero del loro Signore e Salvatore come se la Salvezza fosse una cosa secondaria oppure una bella favola e il Vangelo un ideale romantico ma irrealizzabile che per la gente comune non aiuta a vivere la vita quotidiana. Ricordo una catechista (non di questa parrocchia) che mi diceva: “possono essere cristiani solo i bambini e i vecchi. Dall’adolescenza all’età matura non si può essere cristiani!” E insegnava il Cristianesimo alle nuove generazioni nella sua parrocchia! È la stessa cosa quando, a tavola, in famiglia, un genitore dice: “io sto col gioielliere. Ha fatto bene ad agire così!” Insegna ai suoi figli che quando qualcuno ti crea troppo fastidio è giusto uccidere. E la parola dei genitori, la parola in famiglia è estremamente importante per un figlio. Può significare vita o morte per lui.
Una cosa è certa. La delinquenza non è un problema di poco conto, posso comprendere il gioielliere, ma la sua risposta, nella sua situazione concreta, è stata completamente sbagliata: ha rovinato quattro famiglie, compresa la sua famiglia, e ha rovinato la sua vita. Da parte sua Gesù gli diceva: “Non uccidere!”. Vuoi vedere che Gesù era più concreto e saggio di lui e voleva, con il suo insegnamento, aiutarlo, salvarlo davvero? I santi (i cristiani) si rivolgono continuamente al Signore e gli dicono: “Signore sono in grave difficoltà. Al mio posto, cosa faresti?” E Gesù illumina con una risposta adatta alla persona, la sua età, la sua situazione umana e spirituale. Durante la guerra dei Balcani, il vescovo cattolico di Sarajevo, Puljic, ha girato le 40 parrocchie della sua piccola diocesi dicendo e ripetendo: “il cristiano non uccide, il cristiano non uccide”... Ha salvato moltissime vite, sia di cristiani che di soldati serbi. Si sa che, nei fatti, avere un’arma in casa causa moltissime morti sia in famiglia che fuori che potrebbero essere evitate se non ci fosse quell’arma. Il Cristianesimo dona il soccorso della grazia, ma non solo: è un cammino di salvezza perché insegna ad aprire gli occhi sui veri valori e su sé stessi e le proprie debolezze, la propria realtà. Un Cristianesimo che non sia un cammino di formazione integrale è incompleto, spesso persino ingannatore.
Bisogna parlarne in parrocchia.

Gentile Padre, si può vivere da cristiani solo con l'aiuto della Grazia. Non possiamo contare su noi stessi. E la Grazia dello Spirito Santo va mendicata con la preghiera. Gesù,molte volte ,ha invitato a pregare sempre. Ed Egli stesso l' ha fatto. È la preghiera che può salvare l'umanità.
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