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lunedì 13 luglio 2026

INTEGRAZIONI SUL POST DI IERI: PERCHÉ GESÙ NON DICE DI METTERE IN PRATICA LA SUA PAROLA? / 13 Luglio 2026.

 


Qualcuno avrà letto i commenti nel post di ieri ma mi sembra che siano importanti e voglio fare un post per metterli in evidenza e anche integrarli. Un amico scrive: 

Buongiorno Fra Sereno sembra semplicemente che il cristiano debba comprendere, ma deve anche coniugare un’ altra parabola “Siate il sale della terra”.

Credo che comprendere e testimoniare siano due momenti inseparabili del cammino cristiano. Se la Parola non viene prima accolta e compresa nel cuore, difficilmente potrà tradursi in una testimonianza autentica. E quando è davvero compresa, diventa vita, ci rende sale della terra e luce del mondo, capaci di annunciare il Vangelo più con i fatti che con le parole. Giuseppe


Ho risposto nei commenti del post di ieri ma adesso vorrei cercare di chiarire ancora meglio e integrare le mie risposte: 

Carissimo Giuseppe, grazie per questo commento. È vero che il Vangelo è un tutto e che le varie pagine si integrano tra loro. Ma Gesù non dice: "siate il sale della terra" ma "siete il sale della terra". Ὑμεῖς ἐστε τὸ ἅλας τῆς γῆς. “Siete già". Come mai? Essere sale della terra non dipende dal mio sforzo, dalle mie qualità personali; è sempre legato solo al messaggio che Gesù affida non soltanto al cerchio ristretto dei discepoli più vicini ma alle folle (Matteo 5,1): grandi e piccoli, uomini e donne, liberi e schiavi, colti e analfabeti. Tutti sono di per sé solo vasi di argilla senza valore ma che portano in sé un tesoro, una straordinaria potenza che viene da Dio e non da noi (2 Cor 4,7). Ci vuole solo il cuore integro e buono che custodisce (Luca 8,15) come la Vergine Maria per essere il buon terreno. Papa Benedetto sottolineava che i santi non sono persone straordinarie ma persone che si sono appoggiate al Vangelo meglio degli altri. Se comprendo che Dio mi ama personalmente, se comprendo che la vocazione alla quale egli mi chiama è la cosa più bella che potevo sognare, se comprendo che il Vangelo è la risposta ai miei interrogativi sul senso e il valore della vita, ... è chiaro che mi muoverò. Come quando un ragazzo comprende che quella ragazza è la donna della sua vita, egli si muoverà sicuramente. È sempre il primato della Parola, Parola creatrice, del seme che cresce da solo senza il concorso del contadino che l'ha seminato, addirittura senza che egli capisca come (Marco 4,27 ). 

È il primato della Verità. È per rendere testimonianza alla Verità che Gesù è nato e venuto al mondo (Giovanni 18,37). Gesù dona questa risposta a Pilato che è uno costruito attorno alla sua carriera, alla politica, al potere e come ce lo testimonia la storia, anche alla violenza e alla crudeltà. Pilato ha visto di tutto, ha voluto e dovuto fare di tutto. E quell’uomo già torturato e legato, che rischia il supplizio della croce, invece di supplicarlo, di protestare la sua innocenza, gli dice che quello che conta davvero è la verità, che la sua vita non sta nelle mani di Pilato o dei Romani ma nelle mani di Dio e gli chiede implicitamente in nome della verità di riconoscerlo come re, perché “Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce" (Giovanni 18,37). Comprendiamo la stizza di Pilato che prima gli risponde: io romano, governatore di voi ebrei, popolo strano e sempre in agitazione, dovrei sottomettermi a un re degli ebrei? Ma scherziamo... , e poi ancora, sulla verità: lo sai cosa ce ne facciamo della verità, caro mio profeta pazzo… Nella vita contano gli interessi, conta il potere, e chi ha potere gira la verità come vuole… 

Quando Paolo (Saulo) comprende la verità, il suo zelo, da amaro che lo portava alla violenza, alla rabbia, a perseguitare i cristiani, a essere strumento di Satana, si trasforma in zelo per conoscere meglio Cristo, rileggere tutta la Scrittura e gli insegnamenti ricevuti alla luce di Cristo: passa tre anni in Arabia e poi parecchi anni a Tarso finché, ormai pronto, il Signore lo manda a chiamare per mezzo di Barnaba per istruire i cristiani di Antiochia. Il suo diventa allora zelo per annunciare Cristo a tutti. 

Dici anche "annunciare il Vangelo più con i fatti che con le parole". Anche questo in fondo è una posizione ideologica. Quello  che conta è credere in Gesù Cristo ed essere animato da lui. Unito a Cristo e volendo servirlo, diventerò suo strumento, vivendo sempre con lui, testimoniando con i fatti quando conviene e con le parole quando conviene, come lo strumento che docile nelle tue mani fa quello che vuoi tu, quando vuoi tu. Anche diventando la scopa che la Vergine Maria, dopo aver pulito la sua casa butta in un angolo, come disse di sé santa Bernadetta, oppure essere la pallina con la quale il Bambino Gesù gioca, e dopo lascia correre sotto il mobile e la dimentica lì in mezzo alla polvere, come disse di sé santa Teresina. Ciò che salva me e salva il mondo è fare la volontà di Dio, non una regola. Faccio la volontà di Dio nella Chiesa e quindi in obbedienza alla Chiesa, ma devo acquistare discernimento per fare la volontà di Dio nella mia vita personale. Una volta il Signore me lo fece capire molto chiaramente. In convento parlavo molto, discutevo, ragionavo. Durante un periodo di vacanze in famiglia ho meditato su questo punto e avevo deciso di non parlare più, mai più. Appena tornato un fratello mi confida una cosa e ho capito che dovevo rompere la regola che mi ero data e parlare con il superiore generale.  C'è troppa ideologia nella Chiesa. Ne abbiamo purtroppo esempi recenti vicino a noi.


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