Nella consacrazione di 4 nuovi vescovi della FSSPX non è mancato solo il mandato del Papa come ho scritto in un post. Anche se era essenziale. Infatti secondo il rito seguito dai lefebvriani - come anche in quello attuale - senza il mandato del Papa tutto si deve fermare.
Ma ci sono state altre incongruenze vistose. Innanzitutto la promessa di fedeltà e obbedienza a Papa Leone e ai suoi successori pronunciata dai nuovi vescovi, sapendo platealmente che stavano disobbedendo al Papa e avrebbero continuato a farlo. Come si fa a non comprendere la gravità della menzogna che stai dicendo e anche il suo aspetto ridicolo?
Ma c'è stato di più.
La foto che ho trovato sul sito della UCCR non documenta solo il momento della promessa di fedeltà e obbedienza al Papa. Tra i partecipanti che difendono la Tradizione e serietà della fede e soprattutto della Liturgia, mentre accusano ogni giorno la Liturgia della "Chiesa modernista" del Concilio e i suoi abusi, si vede una ragazza che appena fatta la comunione, invece di essere assorta in contemplazione per la grandezza del Mistero ricevuto, fa i sorrisi al fotografo, fa il gesto del cuore con le mani. Un altro, in ginocchio come si deve, è anche lui rapito in contemplazione dopo aver ricevuto la comunione, ma del cellulare.
La conclusione è una sola. Non è un rito che ti rende santo, non è la forma, non è l’esterno. Ma è l’obbedienza a Dio, il ricambiare il suo amore, e questo si fa in Gesù Cristo, cioè nella sua Chiesa. I lefebvriani cureranno tanto le forme liturgiche ma i loro fedeli sono come gli altri. Ricordo quando ero studente universitario un ragazzo lefebvriano. Faceva molti discorsi moralistici. Si distendeva così tanto sul soggetto che dovette sposarsi in fretta perché la fidanzata rimase incinta. Non a caso Gesù ci parla continuamente del rischio dell’ipocrisia religiosa, attaccando in particolare i farisei che erano zelanti difensori delle tradizioni. Gesù metteva in guardia i suoi discepoli del “lievito dei farisei” (cf Matteo 16, 6), perché ci può ingannare o sedurre tutti.
La pomposità e lunghezza della cerimonia di consacrazione (6 ore!) pianificata nei minimi particolari sostiene l’ipotesi che fin dall’inizio era già tutto deciso e i vari incontri e scambi con la Santa Sede non avevano nessuna opportunità di cambiare questa decisione.
La FSSPX ha fatto appello della scomunica che ritiene invalida. Anche Minutella e tutti gli altri, essendo ormai superiori all’autorità papale, ritengono invalide le sanzioni della Chiesa a loro riguardo. Perché fare appello se ritieni invalida la sanzione? Minutella non ha fatto appello. Anche se qualcosa dentro di te ti rimorde, ti cuoce. Ho visto il video di un mio ex confratello, uscito prima dai FMR, poi diventato seguace di Minutella, “maledire con amore” e con grandi segni di croce, tutti quelli che lo hanno scomunicato, in primis il prefetto della Congregazione per la Fede! La FSSPX vuole da una parte mettere il suo giudizio sopra quello della Chiesa e dall'altra parte riconosce la Chiesa cattolica come unica Chiesa di Cristo. Una posizione a dir poco scomoda. Ma possono continuare ad ingannare i loro fedeli dicendo: "vedete, siamo stati umili, abbiamo tentato tutto il possibile".
La logica non è sempre di casa in noi anche se è un grande dono utile per il discernimento. Camminiamo con la Chiesa, con fiducia, convertendoci ogni giorno e guardandoci dal lievito dei farisei e dei sadducei!
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A me questa cerimonia è sembrata una carnevalata.
RispondiEliminaCi sono membri del clero che o non si rendono conto di ciò che dicono, oppure sono ingenui o in malafede. Tra questi c’è il cardinale Burke, che chiede di fermare la sinodalità e rivedere *Traditionis Custodes*. Mi chiedo, retoricamente, se questo cardinale ricordi che il Concilio Vaticano II aveva richiesto la riforma liturgica, cioè di modificare il rito di Pio V, senza prevedere la coesistenza di due forme del rito romano, ma anzi affinché il rito di Pio V fosse riformato e probabilmente abbandonato. Alla luce di ciò, come può il cardinale Burke chiedere la revisione di *Traditionis Custodes*? Questo documento della Chiesa ha semplicemente riportato a ciò che il Vaticano II e Papa Paolo VI avevano stabilito dopo la riforma liturgica post-concilio. L’uso del messale di Pio V preconciliare è un indulto, ossia un’eccezione concessa dal vescovo della diocesi, e non può essere la norma. Non possono esistere due messali con calendari liturgici diversi e visioni della Chiesa differenti. Ma i tradizionalisti, da questo orecchio, non vogliono proprio sentire.
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