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martedì 28 luglio 2026

NON SI È MAI SCORAGGIATO? FRANCESCO E LA CROCE / 01. Il vero Francesco. 28 - 07 - 2026.

 



Non si è mai scoraggiato? Qual è il rapporto di san Francesco con la croce?

La scena con il Papa del film Fratello Sole e sorella Luna di Zeffirelli è stata girata nel magnifico Duomo di Monreale, la diocesi dei Frati Minori Rinnovati di cui facevo parte. Un giorno il Vicario Generale fece questa battuta: “ho visto dipingere il fango sui piedi degli attori, ma voi è vero fango!”. Con quel ricordo voglio evocare un fatto: molti hanno di s. Francesco un’immagine incompleta, sentimentale, bucolica, alla “Fratello Sole e sorella Luna” con santa Chiara sua fidanzatina, ecc. Riguardo a santa Chiara leggere nelle fonti francescane il suo vero rapporto con Francesco. Per inciso aveva 11 anni meno di lui … 

Come tutti i santi, Francesco è accompagnato dalla grazia di Dio fin da bambino. Ha sempre avuto la convinzione che essere cristiano significa essere cattolico, fedele al Papa. Ma vuole realizzarsi. Gli ideali mondani lo attraggono e l’impeto della giovinezza lo spinge a superarvi la maggior parte dei suoi coetanei (vedi Gàlati 1, 14). È pronto ad impegnarsi a fondo per cause grandi, per esempio difendere gli interessi di Assisi, dove lui e la sua famiglia sono tra i Maiores, detti “boni homines”, la classe borghese e ricca che gestisce il potere comunale che si emancipa dalla tutela degli aristocratici. Perugia - un altro Comune - cerca di prevalere tra le città umbre e in particolare vuole soffocare Assisi, sua concorrente. E Francesco va in guerra contro Perugia. Fatto prigioniero alla battaglia di Collestrada nel 1202, sarà riscattato solo un anno dopo. Così Francesco sperimenta una dimensione della guerra che non aveva previsto: la miseria della prigione e la debolezza in sé e nei suoi compagni di sventura. Le armi lucenti, le bandiere, le grida e l’invito all’eroismo prima dell’assalto non sono tutto. 

Quell’esperienza gli lascia una traccia indelebile anche se non basta per trasformarlo. Egli riparte per la guerra, dietro ad un nobile, per difendere gli interessi del Papa e insieme spera che il suo buon comportamento gli otterrà di diventare cavaliere, il primo grado della nobiltà. È il momento in cui Dio sa di poter intervenire e gli suggerisce in sogno di cercare la vera nobiltà, la vera gloria, seguendo il Signore e non il servo. E promette di dargli in avvenire un castello e un esercito suo. Francesco ritorna ad Assisi e comincia a cercare come servirlo. Ha compreso che per chi dice di credere in Dio che è sopra tutti, solo ciò che è veramente legato a lui ha valore. Abbiamo pregato domenica: “O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo”. E gli abbiamo chiesto aiuto affinché “usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni”. Si rende conto che i cristiani in generale e anche il clero del suo tempo cercano troppo i beni terreni, il potere, la gloria mondani anche se rivestiti di religiosità. 

Gesù ha scelto la povertà: nato povero, è vissuto povero ed è morto nella più grande povertà. Ma essa è stata lasciata là, ai piedi della croce, dalla Chiesa del suo tempo. E Francesco vedendola “vedova” vuole “sposare Madonna povertà”. Si rende conto che i soldi hanno allontanato lui e la sua famiglia dal Vangelo, che per i soldi ci sono le guerre, a cominciare da quella tra Perugia ed Assisi alla quale ha partecipato, per i soldi l'ideale nuovo e intraprendente dei Comuni che sembra essere portatore di avvenire, divide le persone in Maiores e Minores. Le divide in proprietari, borghesi, veri cittadini dei Borghi affrancati dalla tutela dei Nobili e in proletari, poveri, nullatenenti. Ci sono altre ricchezze che dividono, come la salute. I lebbrosi sono emarginati mentre Gesù “ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie”. (Matteo 8, 17). Questo è la prima tappa di san Francesco: la croce è ideale che riempie il cuore, dona libertà, apre orizzonti infiniti, apre le Scritture. Con l’entusiasmo della giovinezza e le consolazioni della grazia, Francesco si butta a capofitto nella “Vita del Vangelo sine glossa”. Ma è solo una prima tappa. 



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