Grati a Papa Francesco e alle sue intuizioni di uomo fedele al Vangelo, ci stiamo abituando a celebrare la memoria di Maria Madre della Chiesa ogni lunedì di Pentecoste. Questo titolo di Madre della Chiesa era da tempo tradizionale nella Chiesa. Paolo VI lo ha proclamato ufficialmente alla fine del Concilio. È entrato nelle litanie lauretane alla fine del Rosario. Non c'era ancora nessuna memoria liturgica per questo titolo mariano. Papa Francesco, oltre a spiegare il valore di questo titolo e i suoi limiti in fedeltà alla tradizione dei Padri (Maria è più piccola della Chiesa: sant’Agostino) e al Vangelo, ha voluto una Memoria di Maria Madre della Chiesa come segno del “tempo dello Spirito” dopo la Pentecoste.
Maria era presente assieme agli apostoli e ai primi credenti in attesa del dono dello Spirito. Li incoraggiava nella preghiera, presenza di fede che rassicura di fronte al senso di indegnità e alle paure verso il progetto di Dio, troppo grande per quei poveri esseri umani che hanno sperimentato la loro inadeguatezza e fragilità in tante circostanze ma soprattutto al momento della Passione. Adesso sanno che toccherà a loro portare avanti questa missione che fino all’ultimo non comprendevano, spesso sgomenti e impauriti non osando fare domande (cf Marco 10,32). Maria sa cosa significa avere la vita totalmente sconvolta in ogni suo aspetto dall’annuncio che viene da Dio. Ma la fede l’ha resa beata e non solo pellegrina in essa (cf. Luca 1,45). E la risurrezione del suo Figlio ha dimostrato che Dio è fedele e potente. Lei ha avuto ragione di fidarsi e ancora oggi crede. Può esclamare meglio di Paolo “tutto posso in colui che mi da la forza” (Filippesi 4,13). Ed ecco che dopo la Pentecoste accompagna ancora questi discepoli anche se la sua presenza, già tanto discreta nei Vangeli quanto importante, si fa ancora più discreta: non si parla più di lei. Ma continua la missione ricevuta dall’alto della croce e accompagna anche “quelli che crederanno in me mediante la loro parola” (Giovanni 17, 20), cioè noi, discepoli amati da Gesù, ciascuno di noi “testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi” (1 Pietro 5, 1).
Prendiamo Maria con noi!
La Gioia del Vangelo: MARIA MADRE DELLA CHIESA, VISTA DA DON BOSCO / Lunedì di Pentecoste 2025
Vangelo
Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 19,25-34
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

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