Pentecoste. Finisce il viaggio di ritorno dell’Umanità in esilio da Dio dal peccato di Adamo ed Eva, culminato con la Torre di Babele (Genesi 11,1-9): gli uomini si uniscono per costruire la propria vita mettendo Dio da parte. Il risultato è che l’unità senza Dio non regge e sfocia nella totale incomprensione reciproca (Babele ha il doppio senso di Bab El=porta del Dio e in ebraico di Balala=confondere … le lingue).
Questo ritorno parte dalla famiglia come al momento della creazione. L’umanità ormai sterile, per l’iniziativa di Dio e la fede di Abramo (e Sara) diventa capace di dare la vita, una vita che riceve promesse di durata, fecondità immensa e felicità piena. Il viaggio di ritorno passa attraverso una Pasqua di liberazione dalla schiavitù. Il Popolo di Dio non può essere schiavo! La Pasqua accompagnerà questo Popolo ogni anno sotto la forma di una celebrazione non solo festosa ma efficace, viva: per questo non si chiama memoria, ricordo, ma memoriale dove Dio agisce. Passa anche per una prima Pentecoste che rimane anch’essa come memoriale nel cammino del Popolo di Dio. Questa Pentecoste celebra il dono della Sapienza di Dio che rivela al Popolo la struttura della vita libera. Noi li chiamiamo dieci comandamenti e anche per gli ebrei sono comandamenti (mitzvot) ma soprattutto Parole di Vita. Cerchiamo di comprendere questo: quando due fidanzati si uniscono in matrimonio il celebrante non li interroga sui loro sentimenti, emozioni, ma sulle loro decisioni libere, sulla loro volontà. Quell’amore che li unisce ha una struttura senza la quale non sarebbe amore vero secondo il senso comune e la coscienza illuminata dalla fede. E scambiando i loro consensi gli sposi promettono di obbedire a dei comandamenti (unicità, fedeltà, apertura alla vita) ma li considerano Parole di vita, via per realizzare una pienezza, non come un peso imposto dall’esterno. È vero che il nostro rapporto con Dio non è per nulla idilliaco e anche il popolo eletto dovette elaborare l’esperienza di questi comandamenti per gustarne la bellezza. È così che gli ebrei hanno due feste della Torah: Pentecoste che ravviva il dono della Legge sul Sinai 50 giorni dopo l’uscita dall’Egitto, e Simchat Torah o Gioia della Legge qualche mese più tardi.
A 60 anni dal Concilio molti tra quelli che frequentano la Chiesa sanno che esiste una Pasqua ebraica sulla quale si innesta il “fate questo in memoria di me” di Gesù, cioè la Pasqua cristiana, la Pasqua compiuta. Ma è impressionante constatare che quasi tutti ignorano che la Pentecoste è innanzitutto una festa ebraica, anch’essa portata a compimento da Dio in Cristo col dono dello Spirito, la nuova legge scritta nei cuori. Come se la Storia della Salvezza, la coscienza di un cammino di salvezza, della necessità di una formazione, di una pedagogia di Dio fosse completamente ignorata.
Più desolante ancora è constatare che a pochi giorni dalla Cresima, dopo un corso di un anno, per molti la Cresima è solo confermare di voler essere cristiani! Cioè l’azione di Dio, il suo dono, il fatto che il battesimo senza la Cresima sia profondamente incompleto, rimane totalmente ignorato. È ovvio che così lo Spirito Santo, a meno di una grazia molto particolare, trova poco spazio.
Ora: “Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. … (invece) tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: "Abbà! Padre!". Lo Spirito stesso, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria”. (Romani 8,9.14-17).
Rallegrati. Il Sigillo dello Spirito che è in te non è scomparso. Il Signore ti ama e vuole ravvivare quel dono. Non rattristarlo con l’indifferenza o il peccato, apri il cuore e l'orecchio!
Dagli Atti degli Apostoli At 2,1-11
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». Parola di Dio.
Dalla 1° lettera di s. Paolo apostolo ai Corìnzi 1Cor 12,3b-7. 12-13
Fratelli, nessuno può dire: «Gesù è Signore!», se non sotto l'azione dello Spirito Santo.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune.
Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito. Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,19-23
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrerò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Parola del Signore.

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