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| Costruire una nuova Babele oppure la Città di Dio con gli uomini? |
In questa “Magnifica Enciclica” Papa Leone ripercorre il Magistero sociale recente, radicato nella tradizione di sempre della Chiesa e quindi nella sua prassi e la sua riflessione. Di fatto però, dalla Rerum Novarum (1891) in poi è venuto a formarsi un “corpo di Documenti" che Pio XII ha chiamato per la prima volta “Dottrina sociale della Chiesa”. Papa Leone esamina innanzitutto quali sono i fondamenti di questa Dottrina sociale. "Il mistero di Dio-Amore è la sorgente della Dottrina sociale". Dio relazione eterna e totale d'Amore tra le tre persone divine. Creato ad immagine di Dio, l’uomo, maschio e femmina, famiglia e popolo, trae il suo comportamento retto ed armonioso proprio dalla sua somiglianza con Dio. In questa Domenica della Santissima Trinità è bellissimo leggere ciò che Papa Leone ha scritto al riguardo.
I fondamenti della Dottrina sociale
L’essere umano immagine del Dio trinitario
48. La Dottrina sociale della Chiesa ci riporta al cuore stesso della nostra fede: il mistero del Dio vivente, rivelato in Gesù Cristo come comunione di Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, amore in relazione, che si dona reciprocamente e si comunica al mondo. [51] Come ricorda il Concilio, la persona umana è chiamata alla comunione con Dio e «non può ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé»: [52] la sua vocazione più profonda è entrare nel movimento trinitario dell’amore ricevuto e condiviso.
49. Se il mistero di Dio-Amore è la sorgente della Dottrina sociale, il suo volto più concreto lo contempliamo in Gesù Cristo, Verbo incarnato. Facendosi uomo, il Figlio di Dio entra nella nostra storia e nella nostra carne, portandovi l’amore che lo unisce al Padre e allo Spirito Santo. In Lui «trova vera luce il mistero dell’uomo», [53] perché la sua umanità è pienamente libera, aperta agli altri, capace di costruire relazioni solidali e belle, consegnata al dono totale di sé. Chi crede in Lui è coinvolto nella grande opera di rinnovamento inaugurata dal mistero della sua passione, morte e risurrezione, e coopera all’edificazione del Regno di Dio, imparando ad accogliere ogni donna e uomo come sorella e fratello, figli di un solo Padre. Così, tanto l’annuncio quanto l’esperienza cristiana, guidati dall’azione dello Spirito Santo, tendono a generare nel mondo conseguenze sociali. [54]
50. Al centro della visione cristiana dell’essere umano sta la grande affermazione secondo cui uomo e donna sono creati a immagine e somiglianza del Dio trinitario (cfr Gen 1,26-27). Costitutivamente fatta per la relazione, ogni persona è pensata e voluta da Dio per entrare in una storia di comunione con Lui, con gli altri e con il creato. La sua dignità non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze o dal ruolo che ricopre, dalle scelte giuste o sbagliate che compie, ma è un dono che la precede e la eccede, posto da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno. Per questo, la persona umana rimane sempre «la via della Chiesa» [55] e il cuore di ogni autentico cammino di sviluppo umano integrale. [56]
L’uguale dignità di tutti gli esseri umani
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[51] Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della Dottrina sociale della Chiesa , Città del Vaticano 2004, 32.
[52] Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 24: AAS 58 (1966), 1045.
[53] Ibid ., 22: AAS 58 (1966), 1042.
[54] Cfr Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, 38.
[55] S. Giovanni Paolo II, Lett. enc. Redemptor hominis (4 marzo 1979), 14: AAS 71 (1979), 284.
[56] Cfr Benedetto XVI, Lett. enc. Caritas in veritate (29 giugno 2009), 11: AAS 101 (2009), 647-648.

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