Il film su Carlo Acutis è stato visto da moltissime persone e ha suscitato molte domande, anche a causa della giovanissima età di questo grande santo.
I Santi sono predestinati e per loro la via verso il paradiso è più facile?
Quando ero bambino mi lamentavo di questo. In particolare nei confronti della Vergine Maria, creata Immacolata, e verso gli angeli creati direttamente in paradiso. Per loro tutto facile, mentre io poveretto, ero nato nel peccato e anche cresciuto in una famiglia molto credente e con tanti valori ma un po' centrata sul senso di colpa e non sulla Buona Notizia, come si usava comunemente prima del Concilio. La mia educazione cristiana era più centrata sui No di Dio nei comandamenti che sui “vai!” sul “Vieni e seguimi, svilupperò i tuoi doni e ne aggiungerò altri” di Gesù. In pratica percepivo la grazia quasi solo come perdono nella confessione e come vita nell’aldilà, in paradiso, dopo una vita col freno a mano tirato per evitare gli errori e la rovina che ne poteva conseguire. La mia vita vissuta in famiglia aveva molti aspetti positivi ma la mia visione mentale del rapporto con Dio e della vita cristiana era quello che ho descritto sopra, con un’educazione mariana che faceva della Vergine Maria un rifugio sicuro, ma non un invito all’audacia.
Ma i santi sono predestinati ad esserlo e altri no?
Distinguiamo: l’unica predestinazione che troviamo nella Bibbia è quella alla salvezza e alla felicità per tutti gli uomini, cristiani e non, credenti e non ! San Paolo scrive a Timoteo: “Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità”. (1 Timoteo 2,3-4). San Paolo dice “tutti gli uomini” e pochi versetti prima invitava i cristiani a fare “domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini” senza dimenticare chi ha autorità nella società. (1 Timoteo 2,1). Quindi significa veramente “tutti gli uomini”.
Questa vita è “in abbondanza” per tutti (Giovanni 10, 10; vedi anche Matteo 13, 12 e 25, 29). Santa Teresina pensando a tutte le grazie che aveva ricevuto fin da bambina si chiedeva perché a lei tanto e ad altri molto meno. E si rispondeva con due immagini: la bellezza e l’armonia della natura con piante grandi e maestose e piante più piccole, ma soprattutto con l’immagine dei bicchieri di varie taglie ma tutti pieni fino all’orlo, fino a traboccare. Traboccheremo di felicità. I Padri della Chiesa parlavano in questo senso dello Spirito Santo come del sole e della pioggia che portano alla propria perfezione tutte le piante pur rispettando la loro natura. Possiamo aggiungere che in cielo non ci saranno barriere, le ricchezze di grazia di ciascun santo saranno aperte a tutti, conosceremo il cuore della Madonna nel suo abbraccio verso di noi figli, ma anche san Francesco e Carlo Acutis saranno fratelli festosi per noi, lo stesso Dio onnipotente ci onorerà (Giovanni 12,26), e Gesù passerà a servirci al banchetto della vita (Luca 12, 37). Fin da adesso le barriere sono state abbattute. Barriere tra ebrei e pagani, greci colti e barbari, tra uomini liberi e schiavi, uomini e donne, ma anche tra cielo e terra: “Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio”. (1 Corinzi 3,21-23). San Giovanni della Croce sviluppa questo pensiero dicendo che tutto è nostro, Cristo, la Vergine Maria, gli angeli, i santi…
Se tutti sono chiamati alla salvezza ognuno però ha una vocazione particolare.
Io non ho la vocazione ad essere san Francesco, e nemmeno quella di essere il fondatore di una riforma francescana come mi sono chiesto ad un certo momento. Ho la vocazione però ad essere santo, modello unico e non fotocopia. Il Signore che mi chiede per seguirlo di rinunciare a me stesso fino ad odiare la mia vita per fare non la mia volontà ma la volontà di Dio, non vuole che io sia estraniato a me stesso, ma liberato dalle mie alienazioni più profonde. Vuole che io sia finalmente me stesso nello splendore della vita, della sua gloria. Devo rinascere in Cristo. Per questo devo morire. Morire e risorgere. Morire all’uomo vecchio. “Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l`anima". (Luca 2, 34-35)
Anche i santi sono morti a sé stessi, affrontando la tentazione. Anche la Vergine Maria anche se il Vangelo non ne parla ha avuto tentazioni e ha deciso di servire Dio, di rimanere nella verità come suo figlio Gesù. Infatti il Verbo di Dio fatto uomo è stato tentato da Satana. Conosciamo il suo turbamento all’annuncio dell’angelo e il suo sì nella fede totale. Dal Vangelo comprendiamo che ha ripetuto questo sì ogni giorno successivo e siamo sicuri che ha detto molti sì prima dell'Annunciazione crescendo con l’amore di Dio fin da bambina. Non è possibile diversamente. Ognuno ha la sua strada, ma tutti camminano nello stesso Spirito fino alla piena maturità dell'Uomo nuovo, cioè “finché arriviamo tutti all`unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo”. (Efesini 4, 13). La differenza tra i santi e me, è che i santi hanno fatto più fiducia al Vangelo e quindi "non hanno perso tempo in cose che dispiacevano al Signore" (Carlo Acutis), sono andati più veloci, con più frutto, con più gioia.

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