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sabato 3 ottobre 2026

COSA CI INSEGNA LA VISITA DEL PAPA IN FRANCIA? È UN SEGNO PER LA NOSTRA FEDE? / 3 ottobre 2026.

 


C'è stato uno stupore generale per la risposta pacifica di più di un milione di francesi per la visita del Papa qualche giorno fa. Quattro giorni, folle immense, molta gioia, molta preghiera, nessun disordine, nessuna violenza. Fu la stessa constatazione alla Giornata Mondiale dei Giovani a Parigi nel 1997. L'anno dopo per la Coppa del Mondo di Calcio ci sono stati scontri e almeno un poliziotto è morto. Allo spettacolo dei raduni attorno al Papa qualcuno si è esclamato con toni trionfalistici e ingenui: “la Francia si è convertita, è tornata la Figlia Primogenita della Chiesa!” È proprio così? Appena andato via il Papa, la Francia ha conosciuto scioperi, disordini e violenze in particolare sulla questione dei licei. Ho letto pure commenti che accusano il Papa di aver calpestato la laicità e usurpato diritti di parola che non gli competono. Sarà forse necessario affrontare queste accuse che a prima vista sembrano fondate e non lo sono. Intanto chiediamoci cosa ci insegna la visita di Papa Leone in Francia: 

È ovvio che dopo ogni manifestazione festosa l’entusiasmo ricade in qualche modo. Ma, oltre bei ricordi, rimane rafforzato il cammino che ha portato a questa manifestazione e i semi che sono stati sparsi durante l’evento stesso. Specialmente se accompagnati, essi possono crescere fino a portare frutti maturi.


E vediamo che : 

Molta gente è pronta ad ascoltare un discorso contro corrente di verità e lo cerca perché il discorso generale nella società non soddisfa.

Nei raduni cristiani c'è uno spirito diverso di quello che si respira in altre manifestazioni e crea pace, unione, riconciliazione. 

Per noi cristiani è la presenza di Cristo risorto che produce questi effetti. Per gli altri questo può suscitare riflessione, fino ad arrivare alla speranza. Per tutti i cattolici è un’occasione di rafforzamento della fiducia nella propria identità, nella Chiesa. Ci rafforza nella certezza che la nostra lotta per la verità, il bene, la giustizia vale la pena. È anche un  invito ad approfondire le basi della fede. Se non ci formiamo come cristiani, lo spirito del mondo che non dona nessuna speranza , anzi, lo vediamo produrre liti, disordini e violenze, ci contagia inevitabilmente. 

Nel Vangelo di oggi il semplice annuncio della vicinanza del Regno di Dio da parte dei settantadue apostoli, suscitando speranza in Dio, fa cadere satana dal cielo dove si era innalzato ingannando l’umanità.

Non sarebbe l’ora di approfondire le basi della tua fede? 


Dal Vangelo secondo Luca Lc 10,17-24

 In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono». 


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