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domenica 18 ottobre 2026

ETÀ DELL'ODIO? / Domenica 18 ottobre 2026.

 

Il Municipio di Limoges
"incendiato da un'orda selvaggia"
secondo le parole del Prefetto.

I disordini continuano in Francia. Ieri è stato incendiato e distrutto il Municipio di Limoges, il capoluogo del dipartimento dove sono nato. E la violenza fa adepti anche in Italia. Chi passa all’azione e chi invece approva soltanto rammaricandosi che gli italiani non siano così decisi come i francesi, e puntando il dito contro le istituzioni come responsabili di tutti i mali.  

Dalla Storia come la conosciamo, da duemila anni c'è stato un solo anno senza guerra, nel XVII secolo. Tanto che un criminologo francese ha pubblicato di recente un libro il cui titolo suona in italiano: “In principio c'era la guerra”, chiara allusione al “In principio” della Genesi e al  “In principio c'era il Verbo” del Vangelo di san Giovanni. 

La carneficina della prima guerra mondiale ha spinto a creare la Società delle Nazioni. I risultati furono deludenti e dopo la seconda guerra mondiale si ritentò con l’ONU affidando ai vincitori del nazifascismo di vegliare sull’ordine mondiale. Un’impostazione fondamentalmente occidentale, fondata sui valori giudeocristiani e i Diritti Universali dell’Uomo, anche se comprendeva l’Unione Sovietica e la Cina. Lo scopo, come disse il primo segretario generale “non era di portarci in paradiso ma di evitare il ritorno all’inferno”. Il confronto tra il cosiddetto mondo libero e il blocco marxista portò però subito alla creazione dell'Alleanza di difesa comune dell’Atlantico Nord (NATO = North Atlantic Treaty Organisation). L’equilibrio tra i due grandi blocchi assicurava una certa razionalità, non una vera pace. Molte guerre locali hanno coinvolti purtroppo “Stati cuscinetti” tra questi blocchi e spesso per conto loro. Nel frattempo le lotte per l’indipendenza delle ex colonie ridisegnava il panorama mondiale con la crescita di nuove nazioni, tra cui i “Paesi non allineati” (ai due grandi blocchi). Col crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 il campo occidentale si ritrovò unica superpotenza, in particolare gli USA. E nel grande sollievo della fine della guerra fredda, ci si illuse che fosse arrivata la pace definitiva, addirittura la fine della storia. Era veramente un’illusione. 

Se non si cambia il cuore dell’uomo, i soli interessi, la razionalità, non bastano a mantenere la pace. Giuliano Amato ex Presidente del Consiglio italiano vede nell’attentato dell’11 settembre l’inizio dell’età dell’odio. Infatti il terrorismo è diventato sistema contro gli stati, accompagnato da un movimento generale di radicalizzazione delle società, fino all’ascesa dell’hate speech e degli estremismi. Si respira un clima di legittimazione della violenza e di delegittimazione del Diritto e delle Istituzioni. Anche il Diritto è spesso ridotto alle leggi, e molte leggi vanno contro il Diritto Naturale fondato sui valori umani di base. Molti dei cosiddetti Nuovi Diritti calpestano i Diritti di altri e soprattutto chiudono l’uomo nel labirinto della sua soggettività: la base della vita non è quello che sono ma come mi sento, come mi voglio. 

Ci sono stati molti errori, anche di Stati che hanno cercato di imporre il Diritto del più forte con la violenza, suscitando rancori e reazioni violente. Ci sono strumentalizzazioni nelle democrazie da parte di partiti politici che sviluppano e giustificano discorsi divisivi e di odio per guadagnare voti. Ci ritroviamo di nuovo in quello che si chiamava “il sonno della ragione che genera mostri” secondo l’espressione del pittore Francisco Goya. Parlando di arte disse: «La fantasia abbandonata dalla ragione genera mostri impossibili: unita a lei è madre delle arti e origine delle meraviglie». Ma in tutti i campi anche la ragione non coperta da un cielo di valori forti è come una crosta terrestre fragile che cede sotto la pressione del magma delle pulsioni e passioni.  A maggior ragione quando si esalta il soggettivismo, le emozioni, le sensazioni, i sentimenti senza ancorare la vita nell’ascesi della verità e della fede. 

La proposta di Gesù esclude la violenza, non esclude l’analisi critica della realtà e la protesta, ma unisce alla protesta la proposta, il mettersi a disposizione per costruire, non solo distruggere. Il Vangelo non è irenismo ingenuo ma impegno profondo che richiede l’energia di tutta la vita: amare con tutto il cuore, tutta la mente, tutte le forze. Anche se sembra lenta, poco efficace, la Storia dimostra che la Via aperta da Gesù non è solo la più pacifica ma è anche la più efficace. Non si vince l’odio con altro odio. Non si vince la povertà con le distruzioni. Il problema è questo: molte persone sono sinceramente amanti della pace, ma poche sono disposte ad impegnarsi per costruirla. Ma anche questa amara constatazione, paradossalmente, ci rafforza nella scelta della Via di Gesù, perché è accessibile a qualunque persona di buona volontà, ai poveri e piccoli, a singoli e piccoli gruppi.  


1 commento:

  1. È vero. Insieme per costruire la pace, possiamo farcela, dobbiamo almeno provarci.

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