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domenica 4 ottobre 2026

QUALE VIA SEGUI? / S. Francesco - XXVII Dom. T.O.,A, 2026.


 

La prima lettura ci insegna che Dio può abbandonare l’uomo alla durezza del suo cuore, alle conseguenze del suo peccato. L’uomo nella sua dignità deve scegliere con chi stare, se dalla parte del Bene, dell’Amore, di Dio, assumersi la responsabilità della sua vita attraverso le sue scelte più intime.

Il Vangelo mostra dove porta il rifiuto dei profeti: l’uomo può arrivare a voler coscientemente usare la religione a suo uso e consumo. È la logica di Satana che intende sedersi sul trono di Dio. Essendo stato cacciato dal cielo dagli angeli buoni, egli cerca di prendere possesso dell’umanità. E ci riesce fin dalle origini con il sì di Adamo ed Eva alle sue menzogne. Ma vuole distruggere completamente la stirpe umana, i suoi valori. 

Un parallelismo mi colpisce: quando la potenza mondiale più grande passa dalla Repubblica all’Impero e divinizza l’Imperatore, Dio si incarna in un’oscura borgata di una provincia periferica di questo stesso Impero. Due immagini di Dio completamente contrapposte. L’uomo che pretende di essere dio attraverso la potenza e la guerra continua. Infatti i grandi di questo mondo opprimono i popoli e si fanno chiamare benefattori (vedi Luca 22,25). Il Dio vivente invece che non si fa servire ma serve e la sua maestà non ha bisogno di segni esterni. “Non i segni del potere ma il potere dei segni”.

 Nel 1200 per una Chiesa che stava cadendo in rovina per il suo troppo potere, Dio non crea un’altra Chiesa ma manda Francesco che sceglie la via della fraternità “proletaria” in senso evangelico (fratres minores). Il popolo nuovo che produce i frutti sono i discepoli di Cristo che è, per l'eternità, Capo della Chiesa e unico Mediatore. Però rimane il pericolo per ciascuno di noi, di chiuderci al progetto di salvezza che Dio aveva progettato e perderci.

Ringrazio San Francesco per mille cose, ma innanzitutto perché, prima ancora di amarla, mi ha fatto accettare la Chiesa che criticavo e nella quale non vedevo che una Istituzione e un popolo senza spirito.


Dal libro del profeta Isaìa  Is 5,1-7

Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto?

Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi  cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi.   Parola di Dio.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési  Fil 4,6-9

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.

E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.

Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!  Parola di Dio.


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 21,33-43

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

“La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».


Parola del Signore.

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