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venerdì 12 ottobre 2018

ALLORA VA, PRENDE SETTE SPIRITI PEGGIORI DI LUI ... / venerdì XXVII° sett. T.O.

Padre Pio in Preghiera.

Alla Messa di questa mattina una fedele mi ha chiesto di spiegarle il fatto della "condizione peggiore di prima" della persona liberata dal demonio. Infatti ad un primo impatto questa frase di Gesù intimorisce e potrebbe scoraggiare.
Riprendiamo tutta la citazione:
“Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima”.

giovedì 11 ottobre 2018

LA RIVOLUZIONE DELL'OBBEDIENTE / 11 ottobre memoria di san Giovanni XXIII e anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II

cerimonia di apertura del Concilio in S. Pietro.

“Oboedientia et pax”. Dall’obbedienza viene la pace. Questo era il motto episcopale rivoluzionario di Papa Giovanni, figlio di contadini, prete bergamasco, Nunzio in zone periferiche poi nella Parigi del dopo guerra, Patriarca di Venezia e infine vescovo di Roma dal 1958 al 1963. Questa frase non sembra tanto rivoluzionaria, eppure lo è perché sorge dal profondo del Vangelo, dal profondo della Fede della Chiesa e tutto ciò che viene dallo Spirito Santo è una profonda e benefica rivoluzione per l’uomo.
Obbediente sempre, perciò rivoluzionario lo fu chi scelse questa frase. Pochi se ne resero conto finché non fu eletto Papa. Però, Nunzio in posti secondari come la Bulgaria poi la Turchia e la Grecia, viveva già il rinnovamento che avrebbe proposto poi a tutta la Chiesa perché seguiva il Vangelo senza i rivestimenti del potere.
Tutti riconoscono la sua bontà, la sua santità. Eppure ancora qualcuno non capisce la sua opera maestra: il Concilio Vaticano II. Com'è possibile però che un uomo così santo, una volta eletto da un Conclave legittimo alla missione di vescovo di Roma e quindi di Papa della Chiesa Cattolica non sia guidato dallo Spirito Santo per un’opera tanto importante? Che questo Concilio non venga da Dio? Dio forse può abbandonare la sua Chiesa?

mercoledì 10 ottobre 2018

LITI NELLA CHIESA: IL SINODO DEL CADAVERE E ALTRE AMENITA' TRA CARDINALI


Jean Paul Laurens - Sinodo del cadavere. Museo di Nantes.

Un amico mi ha chiesto preoccupato perché papa Francesco riscontrava tanta opposizione all’interno stesso della Chiesa. “Gli altri Papi erano amati…!”
Certo, una lettera pubblica che richiede le sue dimissioni da parte di un arcivescovo in pensione, dopo le minacce, sempre pubbliche, di “Correzione filiale” al Papa, non sono cose di tutti i giorni. Ma non è la prima volta e neppure il caso più increscioso.
Troviamo traccia di questo nella Scrittura. Non parlo dell’episodio che racconta san Paolo oggi nella prima lettura tratta dalla sua missiva ai Galati: “mi opposi a lui (Pietro) a viso aperto perché aveva torto”. Paolo è di parola franca ma non manca di rispetto, non si affida ai Media ma parla all’interno della comunità. Prima, aveva parlato privatamente a Gerusalemme alle persone più autorevoli – e in mezzo a loro c'era Pietro – per ottenerne l’approvazione sul suo modo di annunciare il Vangelo ai pagani. Proprio perché ha ottenuto l’approvazione di Pietro e delle altre “colonne della Chiesa”, si ribella quando vede che per debolezza umana, lo stesso Pietro non tiene fede nel suo comportamento alla parola che aveva data.

martedì 9 ottobre 2018

LA CONTEMPLAZIONE E' ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO / martedì XXVII° sett. T.O.

Diego Velasquez - Gesù in casa di Marta e Maria.

Il Samaritano del Vangelo di ieri viene lodato per il suo servizio. Marta nel Vangelo di oggi, padrona di casa compiuta che serve il Signore, viene prima lasciata indaffararsi poi viene “rimproverata” quando si lamenta di essere stata lasciata sola a servire. Perché questa differenza? Nel caso del Samaritano si tratta di salvare una persona in pericolo. Allora, come dice san Vincenzo de Paoli, il sacerdote e il levita, soccorrendo quell'uomo, avrebbero "lasciato Dio per Dio", forse arrivando in ritardo al Tempio, oppure dovendo sottomettersi ad una purificazione fastidiosa nel caso in cui avessero toccato un uomo già cadavere o il suo sangue. Marta invece “strafà”. Il Cristianesimo è semplice, come Gesù. Tante energie spese presso la statua del Santo Patrono, oppure per certe pomposità cerimoniali non sono necessariamente al servizio del Signore e comunque non prioritarie.

lunedì 8 ottobre 2018

LA FRAGILITA' BUONA CONTRO L'INDURIMENTO DEL CUORE E LA FRAGILITA' CATTIVA



L’uomo nasce costituzionalmente fragile, nasce “carne”.  Viene al mondo nella debolezza, si sviluppa vulnerabile, bisognoso degli altri e di tante protezioni, finisce nella debolezza. Ma questo non è un male. L’uomo è creato bello e chiamato alla crescita fino a raggiungere Dio attraverso un cammino – da solo, in coppia, come comunità – donandosi, fidandosi di Dio. Nella prima lettura dalla Genesi, Dio presenta in modo il dono del matrimonio e della famiglia. Dono perfetto ma non statico. L’uomo manca però il bersaglio, si affida non a Dio ma al diavolo e distrugge la sua vita molto profondamente.
Accerchiato dalla morte, diventato profondamente solo, l’uomo, invece di tornare sui suoi passi non vede più la via autentica e continua invece ad indurire il proprio cuore pensando così di proteggersi (il segno è che si giunge  all’assurdo che due fratelli si uccidono, Caino contro Abele). L’uomo continua il suo slancio vitale verso la crescita e la donazione, continua il matrimonio e la trasmissione della vita. Ma tutto è ormai inficiato dalla paura della morte, dall’egoismo e dalla durezza di cuore, tanto che questa durezza di cuore sembra normale, sembra far parte della natura dell’uomo. La contraddizione tra il desiderio di donarsi, la chiamata dell’amore vero, e la “necessità” dell’orgoglio, della diffidenza, dell’egoismo, crea tensioni enormi nell’uomo. Questa tensione potrebbe sciogliersi solo nella fiducia in Dio e nell’ascolto sincero e umile della sua Parola. La Parola ricevuta non come condanna ma come Pane che nutre e da forza, come misericordia data per illuminare i passi dell’uomo ormai nel buio. Invece l’uomo crede più alle sensazioni che gli comunicano le sue ferite, e ai suggerimenti del “principe del mondo” che ai suggerimenti dello Spirito di Dio. Tanto che in questa situazione Mosè si deve arrendere e permette il ripudio a condizione però di dare una certa protezione alla donna.
Con Gesù che assume la nostra fragilità in quanto bella (non si vergogna di chiamarci fratelli) l’uomo è ristabilito, anzi, sublimato nella sua condizione originaria. Ma solo a condizione che faccia fiducia a Dio. Non si nasce cristiani ma lo si diventa. Solo in un cammino di fiducia totale in Cristo e nella sua Parola c'è salvezza per l’uomo. Non a caso Marco colloca dopo il dialogo sul matrimonio con i farisei l’incontro di Gesù con i bambini: “chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso”.
C'è l’altra fragilità che proviene dalla perdita di Dio: depressione, insicurezza, perdita d’identità, instabilità psichica, mancanza di controllo delle emozioni e degli impulsi. Tutte queste cose sono la prima preoccupazione dei giovani interrogati in previsione del Sinodo dalle diocesi australiane. Il vescovo di Sidney ha confessato che non avrebbe mai pensato che questo fosse il problema numero uno dei giovani. Lo è perché le loro famiglie, la Chiesa e la Società non hanno dato loro Dio. L’unica via di guarigione è incontrare Gesù e camminare dietro a Lui e alla sua Parola. Fare un cammino e non vagare in un labirinto, come ha detto papa Francesco ai giovani Lituani.

Prima Lettura   Gn 2, 18-24
I due saranno un'unica carne. 
Dal libro della Genesi
Il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». 
Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno de­gli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. 
Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 
Allora l'uomo disse: 
«Questa volta è osso dalle mie ossa, 
carne dalla mia carne. 
La si chiamerà donna, 
perché dall'uomo è stata tolta». 
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne.

Salmo Responsoriale 
   Sal 127
Ci benedica il Signore tutti i giorni della nostra vita.
Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.
La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.
Ecco com'è benedetto
l'uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!
Possa tu vedere i figli dei tuoi figli!
Pace su Israele! 

Seconda Lettura 
  Eb 2, 9-11
Colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti. 
Conveniva infatti che Dio - per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria - rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza. 
Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli. 
Canto al Vangelo   1 Gv 4,12 
Alleluia, alleluia.
Se ci amiamo gli uni gli altri, 
Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.
Alleluia.
 Vangelo   Mc 10, 2-16, forma breve 10, 2-12
L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto. Dal vangelo secondo Marco
[In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall'inizio della creazione (Dio) li fece maschio e femmina; per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto». 
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
]
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.  

domenica 7 ottobre 2018

LE ACCUSE DI VIGANO' AL PAPA, RISPOSTA DEL CARDINALE OUELLET, PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DEI VESCOVI


A sinistra sulla foto, il Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i vescovi,
74 anni, originario del Quebec (Canada). 
Il Cardinale Marc Ouellet risponde oggi in modo chiaro e logico alle accuse contro il Papa lanciate dal Viganò, che attualmente si nasconde senza far sapere dove dimora e rifiuta il confronto, persino con i giornalisti.

Questa lettera aperta mi sembra una risposta comprensibile a tutti ed esauriente per quello che ci riguarda noi, popolo di Dio, ignari dei dettagli ma legittimamente preoccupati dell’andamento della Chiesa di Dio, della nostra Chiesa. Magari farò, faremo, ulteriori commenti e riflessioni in seguito se occorre. E' importante che tutti possano trovare pace in questa storia. Certo l'invito a non allarmarsi subito, a non lasciarsi destabilizzare da ogni opinione ascoltata oppure letta su internet prima di una verifica meticolosa è sempre valido! 
Inoltre, e per favore, nessuno partecipi alla diffusione di tali "notizie": oltre che imprudenza, il più delle volte questo modo di fare ci trasforma in "calunniatori oggettivi" e la calunnia è un peccato gravissimo, un peccato mortale. E molti sono coinvolti in questo tranello del demonio. 


DOMENICA 7 OTTOBRE 2018
Sala stampa della Santa Sede 
Caro confratello Carlo Maria Viganò,
Nel tuo ultimo messaggio ai media, in cui denunci Papa Francesco e la Curia romana, mi esorti a dire la verità su dei fatti che tu interpreti come un’endemica corruzione che ha invaso la gerarchia della Chiesa fino al suo più alto livello. Con il dovuto permesso pontificio, offro qui la mia personale testimonianza, come Prefetto della Congregazione per i Vescovi, sulle vicende riguardanti l’Arcivescovo emerito di Washington Theodore McCarrick e sui suoi presunti legami con Papa Francesco, che costituiscono l’oggetto della tua clamorosa pubblica denuncia così come della tua pretesa che il Santo Padre si dimetta. Scrivo questa mia testimonianza in base ai miei contatti personali e ai documenti degli archivi della suddetta Congregazione, che sono attualmente oggetto di uno studio per far luce su questo triste caso.

sabato 6 ottobre 2018

LA SANTA DEI QUARTIERI SPAGNOLI, S. MARIA FRANCESCA DELLE CINQUE PIAGHE / 6 ottobre.

Cappella e Statua di s. Maria Francesca con ex voto.

Il 6 ottobre la Chiesa ricorda san Bruno ma è memoria facoltativa. Invece a Napoli c'è santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, terziaria francescana, memoria obbligatoria. Chi è santa Maria Francesca? La conoscevo solo per i poteri di intercessione che le attribuisce la devozione popolare. 

Certamente infima tra i santi della Chiesa eppure quanto preziosa agli occhi di Dio e ricchezza del cammino della Chiesa napoletana, della Chiesa universale, ricchezza tanto grande sopratutto per i suoi contemporanei che hanno visto in lei la presenza amorevole di Dio in mezzo agli uomini, la Sua fedeltà, la Sua potenza, la Sua vittoria sulla morte. 

I carismi particolari  di Maria Francesca sono veramente straordinari ma è la sua carità crocifissa che la rende un esempio per tutti noi.

Ci conferma che Giobbe ha avuto ragione di non dubitare di Dio, che il Vangelo è veramente una buona notizia, che i demoni possono essere buttati a terra e non comandare più. Santa Maria Francesca ci conferma che Dio sceglie i piccoli e non chi si vanta; che Dio dona loro di contemplare il suo Volto e non solo di conoscerlo per sentito dire come troppi ai quali si dice che sono cristiani, chiudendo loro la porta del Regno dei Cieli, oppure si vantano di esserlo e non lo sono, non ne conoscono la ricchezza.


Prima Lettura  Gb 42,1-3.5-6.12-16
Ora i miei occhi ti hanno veduto. Perciò mi ricredo.