Le letture di oggi ci mostrano la profondità dei sentimenti che possiamo provare nel confronto con Dio e nella nostra esperienza di vita fino ad esserne sconvolti. Giobbe maledice il giorno della sua nascita: “Perché dare la luce a un infelice, e la vita a chi ha amarezza nel cuore?”. Ma in questo campo neppure Gesù è stato risparmiato! Egli deve prendere a due mani il suo coraggio per compiere fino in fondo la sua missione perché sa che l'opposizione dei sacerdoti sarà un muro che lo sfracellerà. Ma supera la disperazione con la fede: “Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”. Alla lettera il testo greco dice: “ed egli il volto indurì per andare verso Gerusalemme”. Cosa gli permette di farlo? Solo la fiducia nel Padre che egli conosce (Giovanni 8,55). Conoscere Dio per arrivare a vincere la morte, risorgere!
"1. « C’est la confiance et rien que la confiance qui doit nous conduire à l’Amour»: «È la fiducia e null’altro che la fiducia che deve condurci all’Amore!».
2. Queste parole così incisive di Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo dicono tutto, sintetizzano il genio della sua spiritualità … Soltanto la fiducia, “null’altro”, non c’è un’altra via da percorrere per essere condotti all’Amore che tutto dona. Con la fiducia, la sorgente della grazia trabocca nella nostra vita, il Vangelo si fa carne in noi e ci trasforma in canali di misericordia per i fratelli.
3. È la fiducia che ci sostiene ogni giorno e che ci manterrà in piedi davanti allo sguardo del Signore quando Egli ci chiamerà accanto a sé: «Alla sera di questa vita, comparirò davanti a te a mani vuote, perché non ti chiedo, Signore, di contare le mie opere. Ogni nostra giustizia è imperfetta ai tuoi occhi. Voglio dunque rivestirmi della tua propria Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso»". (“C’est la confiance” del 15 ottobre 2023 di Papa Francesco).
Molti, per interesse o per moralismo, pregano e si interrogano su cosa devono fare ma non si abbandonano a Dio. Chiedono a Dio di realizzare i loro piani, dimenticando che oltre ad essere onnipotente, il Signore vuole prendersi cura di loro, sa già ciò che vivono, ciò di cui hanno bisogno e la via migliore per realizzarlo. Per cui la loro preghiera è spesso un ostacolo alla misericordia di Dio piuttosto che un aiuto.
Teresina diceva: “quando desidero una cosa, la chiedo alla Vergine Maria. Magari due volte, ma non di più perché non è sorda e sa se ciò che chiedo è buono e quando metterlo in pratica!” Potessimo camminare nella via della fiducia credente.
Prima Lettura Perché dare la luce a un infelice?
Dal libro di Giobbe Gb 3,1-3.11-17.20-23





