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sabato 19 novembre 2022

SENSO DI COLPA E SENSO DELLA COLPA. 2/2 L'ESEMPIO DI ADAMO ED EVA, DI CAINO E DI DAVIDE.

 


Sentirsi in colpa dopo aver sbagliato è naturale. Dopo il peccato Adamo ed Eva sono sconvolti, scoprono con vergogna di essere nudi e cercano di rimediarvi come possono, ma soprattutto si nascondono dalla presenza di Dio. La gravità del loro peccato stravolge la vita che Dio aveva voluta per loro ma egli non li abbandona. Si prenderà sempre cura di loro: “Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì”. (Gen. 3,21). Anche Caino, che arriva al colmo di uccidere un altro uomo – suo fratello – viene protetto da Dio. Mentre egli sente che il peccato commesso lo perseguiterà tutta la vita, senza poter uscire dalla disperazione della condanna intima e dal timore costante della vendetta, Dio lo protegge con un segno: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono! Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere». Ma “Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato”. (Gen. 4,13-14).

Tutta la Bibbia, nella sua molteplice ricchezza, segue un filo conduttore: con Dio la vita dell’uomo si apre e progredisce. Ma l’uomo pecca ancora, anzi, spesso sceglie liberamente il peccato, e ne rimane prigioniero. Solo Dio lo può liberare, solo andando a Dio l’uomo può superare il suo senso di colpa e tutte le altre conseguenze del peccato.

venerdì 18 novembre 2022

SENSO DI COLPA E SENSO DELLA COLPA. 1/2 COME RICONOSCERLI, A CHE COSA SERVONO?

 


Qualcuno mi ha chiesto di parlare dei sensi di colpa. E' un argomento molto importante e ci voglio dedicare due post.

Cosa sono i sensi di colpa, che valore dare loro nella vita, e nella vita spirituale?

 Quando uno pensa di aver sbagliato si sente in colpa. È una sofferenza che può essere profonda. Anzi, spesso i sensi di colpa condizionano profondamente la vita delle persone. C'è gente che si sente perennemente in colpa. C'è chi, per liberarsi dal senso di colpa che lo attanaglia, sceglie di negare il valore morale che ha calpestato (: non è peccato, non è sbagliato) o di attribuire la sua colpa ad altri.

giovedì 17 novembre 2022

SANTITA' E COMUNITA', CARISMA E ISTITUZIONE / Santa Elisabetta di Ungheria, 17 ottobre.

 


Oggi la Chiesa tutta è grata a Dio per il dono di santa Elisabetta di Ungheria e in particolare lo è l’Ordine francescano Secolare per la sua Patrona. Una laica. Una figlia di re, sposata ad un piccolo sovrano, Luigi IV di Turingia che, da vedova si dedicò al servizio dei poveri del suo regno, fino ad essere cacciata perché metteva in pericolo il patrimonio della famiglia. Visse solo 24 anni tra il 1207 e il 1231. San Francesco era morto appena 5 anni prima, nel 1226! Il carisma e la figura di san Francesco ha generato vari santi tra le “teste coronate” (san Luigi re di Francia, l’altro patrono dell’O.F.S., è vissuto tra il 1214 e il 1270).

I santi lo sono perché hanno incontrato Cristo, hanno seguito Cristo e il suo Vangelo. Ma quasi sempre i santi hanno incontrato altri santi, hanno visto la Chiesa aprir loro un orizzonte generoso, proporre un ideale di vita grande. Hanno visto nella Chiesa la capacità e il coraggio di riformarsi. Non si comprenderebbe santa Elisabetta di Ungheria o san Luigi re di Francia senza san Francesco d’Assisi e il suo movimento. Non si comprenderebbe (e forse non esisterebbero) sant’Ignazio di Loyola, santa Teresa d’Avila, san Carlo Borromeo, ecc., senza il Concilio di Trento. Chi non mette in pratica il Concilio Vaticano II non cammina nella santità, e molti carismi attuali non avrebbero potuto sorgere senza di esso.

Ogni carisma nuovo è come una pietra gettata nello stagno: al luogo dell’impatto c'è un forte gettito di acqua che genera onde che si allargano in cerchi concentrici. Spesso un carisma nuovo segue in tutto questo schema e cioè si allarga ma perde anche forza come le onde sono sempre più larghe ma meno alte fino a scomparire. Ci sono comunità che perdono man mano lo spirito e danno spazio sempre di più alle strutture. Ma noi non siamo acqua mossa da una pietra, siamo vivi, anzi, liberi. Già l’albero dalle sue radici – che sono sempre le stesse – fa nascere nuovi germogli. Molto di più, l’uomo può sempre ripartire da Cristo. Ma non si può negare l’importanza del clima che si respira nella comunità, o di una buona formazione iniziale, ecc.

Il curato d’Ars diceva: “parroco santo, popolo fedele, parroco fedele, popolo mediocre, parroco mediocre, popolo pagano”. Si può dire lo stesso dei genitori per i loro figli, della comunità e dei suoi membri. Allora, criticare, mormorare? No, pregare gli uni per gli altri! Santa Teresa d’Avila diceva alle sue monache: “se, grazie alle vostre preghiere, divento santo, sarete ben guidate, e quindi sarà più facile per voi diventare sante!”

 

Prima Lettura   Ap 5, 1-10
L’Agnello è stato immolato e ci ha riscattato con il suo sangue, noi uomini di ogni nazione.

mercoledì 16 novembre 2022

08 DISCERNIMENTO : PERCHE' SIAMO DESOLATI? / PAPA FRANCESCO.

 


PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro Mercoledì, 16 novembre 2022

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Catechesi sul Discernimento. 8. Perché siamo desolati?

Cari fratelli e sorelle, buongiorno, benvenuti!

Riprendiamo oggi le catechesi sul tema del discernimento. Abbiamo visto come sia importante leggere ciò che si muove dentro di noi, per non prendere decisioni affrettate, sull’onda dell’emozione del momento, salvo poi pentircene quando ormai è troppo tardi. Cioè leggere cosa succede e poi prendere le decisioni.

In questo senso, anche lo stato spirituale che chiamiamo desolazione, quando nel cuore è tutto buio, è triste, questo stato della desolazione può essere occasione di crescita. Infatti, se non c’è un po’ di insoddisfazione, un po' di tristezza salutare, una sana capacità di abitare nella solitudine e di stare con noi stessi senza fuggire, rischiamo di rimanere sempre alla superficie delle cose e non prendere mai contatto con il centro della nostra esistenza. La desolazione provoca uno “scuotimento dell’anima”: quando uno è triste è come se l’anima si scuotesse; mantiene desti, favorisce la vigilanza e l’umiltà e ci protegge dal vento del capriccio. Sono condizioni indispensabili per il progresso nella vita, e quindi anche nella vita spirituale. Una serenità perfetta ma “asettica”, senza sentimenti, quando diventa il criterio di scelte e comportamenti, ci rende disumani. Noi non possiamo non fare caso ai sentimenti: siamo umani e il sentimento è una parte della nostra umanità; senza capire i sentimenti saremmo disumani, senza vivere i sentimenti saremmo anche indifferenti alla sofferenza degli altri e incapaci di accogliere la nostra. Senza considerare che tale “perfetta serenità” non la si raggiunge per questa via dell’indifferenza. Questa distanza asettica: “Io non mi mischio nelle cose, io prendo le distanze”: questo non è vita, questo è come se vivessimo in un laboratorio, chiusi, per non avere dei microbi, delle malattie. Per molti santi e sante, l’inquietudine è stata una spinta decisiva per dare una svolta alla propria vita. Questa serenità artificiale, non va, mentre è buona la sana inquietudine, il cuore inquieto, il cuore che cerca di cercare strada. È il caso, ad esempio, di Agostino di Ippona o di Edith Stein o di Giuseppe Benedetto Cottolengo o di Charles de Foucauld. Le scelte importanti hanno un prezzo che la vita presenta, un prezzo che è alla portata di tutti: ossia, le scelte importanti non vengono dalla lotteria, no; hanno un prezzo e tu devi pagare quel prezzo. È un prezzo che tu devi fare con il tuo cuore, è un prezzo della decisione, un prezzo di portare avanti un po' di sforzo. Non è gratis, ma è un prezzo alla portata di tutti. Noi tutti dobbiamo pagare questa decisione per uscire dallo stato di indifferenza, che ci butta giù, sempre.

martedì 15 novembre 2022

GIOIA, DOLORE, PREOCCUPAZIONE IN UCRAINA / Messaggio del Vescovo Shevchuk nel 264° giorno dell'invasione russa.

 

 Sul cartello: "Kerson accoglie le Forze Armate Ucraine (ZSU)"

"Stop, Mine!"

La gioia delle città e villaggi liberati, è sempre velata dalla scoperta di cadaveri di civili o soldati torturati, di zone minate, di infrastrutture vitali e quartieri civili distrutti, di disastri ambientali lasciati dall'invasore russo. Nel frattempo, in contraddizione con le stesse leggi ecclesiastiche, Putin spinge i preti ad imbracciare direttamente le armi per "difendere la Madre Patria minacciata"! e andare ad uccidere "il popolo fratello ucraino", creando la Compagnia Militare Privata "Croce di Sant'Andrea" (Orthodox PMC “St. Andrew's Cross” Is Being Created in Russia: Putin Is Pushing Even Priests to Kill - Сyprus Daily News. /  NEXTA su Twitter: "#Russia is creating an #Orthodox PMC with the name "St. Andrew's Cross". Representatives of the community of the #Kronstadt Naval Cathedral announced the creation of volunteer battalions to be sent to war. https://t.co/1dGr1FfqQr" / Twitter



Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle in Cristo, oggi è lunedì 14 novembre 2022 e in Ucraina è già il 264° giorno della grande e sanguinosa guerra che la Russia ha portato nella pacifica terra ucraina.
Anche ieri, persino di domenica, e durante la notte scorsa il nord, l’est e il sud dell'Ucraina sono stati in fiamme. Sono in corso pesanti combattimenti lungo tutta la linea del fronte. Il nemico sta nuovamente attaccando le pacifiche città e villaggi della nostra Patria. Da pesanti bombardamenti sono state colpite ieri le aree delle regioni di Chernihiv e Sumy. Inoltre, vari tipi di attacchi sono stati inflitti dalla Russia alla città di Kharkiv e alla sua indomabile regione. Ha di nuovo sofferto la nostra regione di Dnipropetrovsk, le forze di occupazione russe hanno inflitto un duro colpo al distretto di Nikopol. Possiamo dire che le battaglie più intense sono sempre concentrate nella nostra regione di Donetsk. Notizie inquietanti e tristi stanno arrivando anche dalla nostra regione liberata di Kherson. Ovunque, dove l'esercito ucraino ha scacciato l'occupante russo, si scoprono orribili prove di crimini brutali e disumani commessi nei confronti della popolazione civile dall'esercito russo. Ci sono altre stanze, altre camere di tortura e nuove fosse comuni su cui le autorità ucraine stanno ora indagando. Chiedo a tutti voi di ricordare nelle vostre preghiere questi innocenti ucraini assassinati.
Ma sono soprattutto i nostri ecologisti a dare l'allarme. Affermano che circa il 30% dei territori dell'Ucraina è oggi minato. Si tratta di quasi 200 000 chilometri quadrati. A quanto pare, ci vorranno molti anni per ripulire la terra ucraina dagli esplosivi, anche dopo la fine della guerra. Sono stati bruciati 23 mila ettari di foreste. Ma la cosa più dolorosa è la scomparsa delle specie rare di animali e uccelli. Secondo i nostri attivisti ambientali, 83 specie di animali e 120 specie di uccelli, riportate nel Libro rosso, sono a rischio di estinzione. Pertanto, soffrono non solo le persone, soffre tutta la terra ucraina. Tutti gli esseri viventi soffrono a causa di questa terribile guerra, una guerra che porta la morte a tutto ciò a cui il Signore Dio ha dato la vita. Dunque, diciamo che questa guerra è un grande crimine contro il Signore Dio, Datore di vita e Salvatore.
Ma l'Ucraina resiste! L'Ucraina combatte! L'Ucraina prega!

lunedì 14 novembre 2022

BEATO CHI SI RICONOSCE CIECO / lunedì XXXIII sett. T.O., pari.

 


 “Rivelazione (=apocalisse) di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò …”

Il Signore ci vuole illuminare. Più dei flagelli che colpiranno il mondo contano le comunità cristiane che devono essere luce per l’Umanità. Come cristiano, come comunità cristiana, siamo importantissimi e al primo posto nelle preoccupazioni del Signore. Le Chiese hanno tutte qualità ma Colui che le vuole “senza macchia né ruga” (Efesini 5,27) non si accontenta, come noi non dobbiamo accontentarci. Egli apprezza fatica e perseveranza (hupomonên), lotta per la verità, in particolare nello sbugiardare quanti si spacciano per apostoli e non lo sono. Ma Dio vuole amici, figli, in una relazione di amore. Se essere cristiano è servire, perché l’Amore serve, il Signore non ha bisogno di schiavi  e schiave obbedienti, o di devoti interessati che si sottomettono per ottenere in cambio una grazia. È venuto per amore e vuole il cuore di coloro che ha redenti. La verità è che molte volte il cuore diffida del Signore e sceglie di stare a distanza di sicurezza. Fino ad arrivare al contrario di tutto: “pregate molto altrimenti finirete nella discarica” ha detto in questi giorni Papa Francesco a un gruppo di preti e formatori di vocazioni.

È una grazia riconoscere che siamo ciechi,  non sopportare più questa condizione e gridare a Dio come il mendicante di Gerico del Vangelo. La sua gioia quando ha visto l’amore di Dio ci sostenga nel gridare a Dio e sperare che il nostro cuore buio e diffidente, ferito, si apra a chi ha dato gratuitamente la sua vita per noi.

 

Prima Lettura   Ap 1, 1-4; 2, 1-5
Ricorda da dove sei caduto e convèrtiti.

domenica 13 novembre 2022

ALZATE IL CAPO, LA VOSTRA LIBERAZIONE E' VICINA / XXXIII Dom T.O., C.

 


Viene il giudizio (prima lettura). Nessuno può evitarlo. Purtroppo molti vivono come se non ci fosse. La conseguenza è che non comprendono il senso della loro vita. Vivono forse emozioni forti. Ma quando arrivano emozioni molto negative sono smarriti: non sanno darvi senso. La desolazione li abbatte. Leggiamo con attenzione le catechesi di Papa Francesco sul discernimento. È tanto necessario oggi e manca tanto. Sant’Ignazio diceva (a parole mie): “se sei nella consolazione non appoggiarti ad essa perché passerà. Se sei nella desolazione, sappi che passerà”. A condizione però di camminare col Signore, in una cammino di integrazione. Allora il giudizio sarà una benedizione. C'è chi invece sceglie di ripiegarsi su se stesso, di lamentarsi: può entrare in una desolazione permanente.

Anche Gesù ci indica la speranza vittoriosa. Avrete prove. Non sempre di poco conto. Non vi attaccate però alle cose, alle sicurezze materiali che passano! (grosso problema, che solo una fede viva può risolvere in modo sano). Non siate pessimisti, nemmeno nel dolore. Tutto è occasione di crescita, persino la persecuzione che serve a rendere testimonianza! C'è dunque sempre un lato positivo. Questo non significa mancare di prudenza. I colpi fanno male e il cristiano non cerca il dolore. Ma ha una parola per affrontarlo. Purtroppo la nostra mentalità comune non è plasmata dalla fede. Se uno dice: “siamo nelle mani di Dio!” significa quasi sempre: “la situazione è disperata!” mentre stare nelle mani di Dio dovrebbe esprimere gioia e speranza. Per apocalisse si intende una catastrofe mentre “apocalypsis” significa “rivelazione” e l’Apocalisse è, a tutti gli effetti, un libro di consolazione: guardate, la vita è piena di difficoltà, questo si sa, ma Dio è fedele e vi renderà vittoriosi nella Chiesa!

“quando accadranno queste cose alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.” “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”(Vangelo), “abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi.” (seconda lettura). La lezione di concretezza di Paolo è perfettamente biblica, rabbinica, cristiana: rimboccati le maniche, fai la volontà di Dio lì dove sei, e Dio sarà al tuo fianco e ti salverà e tu fermenterai il mondo.

 

Prima Lettura  Ml 3, 19-20
Sorgerà per voi il sole di giustizia.