Per difendere la vita che è attaccata da tante forze
e in tanti modi, i nostri vescovi hanno scelto la figura di Madre Teresa come punto
di riferimento.
Madre Teresa diceva di sé: “sono una suora cattolica”.
Per chi sentirà la chiamata alla “vita consacrata” Madre Teresa è un grande e
bel esempio da seguire. Ma tutti i battezzati sono dei consacrati a Dio. La via
di tutti è quella di amare Dio con tutto il cuore con tutta la mente e con tutte
le forze e il prossimo come se stessi. Ognuno ha percorsi e doveri personali per
esprimere il suo amore a Dio ma la via è unica: seguire Gesù.
Madre Teresa fondando un nuovo istituto ha seguito
una logica che ci infonde un ulteriore stimolo: quando ha cominciato a servire
i più poveri tra i poveri ha chiesto aiuto alle sue ex alunne. Erano tutte molto
buone e entusiaste. Rapidamente però Madre Teresa si è resa conto che una
decisione definitiva di dedicarsi al servizio del Regno di Dio dava maggiore forza.
Decidiamo oggi, o rinnoviamo la nostra decisione, di servire Dio in modo definitivo,
per la sua più grande Gloria e il bene del prossimo. Magari con dei voti
privati nelle mani del confessore, oppure senza voti. All’Arche di Jean Vanier non
si fanno voti appariscenti per non creare differenze tra gli assistenti e gli
handicappati mentali. Ci sono uomini e donne all’Arche che per amore di Dio decidono
di vivere “eunuchi per il Regno dei Cieli”. Talvolta questa decisione matura come
forma di condivisione con Cristo che prende il volto dell’handicappato mentale che
sogna il matrimonio che non gli è donato. Questo è il primo modo di servire e
difendere la vita sui passi di Madre Teresa.
Madre Teresa sentì la voce di Cristo nel gemito del povero
abbandonato sulla banchina della stazione che le diceva: “ho sete”. A Calcutta non
le mancava modo di trovare poveri abbandonati. Il modo di fare di Madre Teresa
mi fa riflettere su alcuni punti.
1. Fin
dai primi tempi della sua comunità le suore si resero conto che il compito era molto
duro e che aggiungere un altro tempo di preghiera il pomeriggio oltre quello della
mattina non era una perdita di tempo ma dava forza ed efficacia alla loro azione.
2. Madre
Teresa scrisse come regola che tutte le suore, comprese la Superiora Generale o
le suore impegnate in compiti interni, magari più tecnici, più “nobili”,
spendessero almeno alcune ore ogni giorno direttamente al servizio dei più poveri.
È una regola tanto saggia. Per non perdere di vista il carisma, per non rompere
la fraternità creando delle classi tra le suore, come c'erano un tempo nei
monasteri tra le suore coriste e le suore converse, per non creare una corsa
all’imboscamento che è una tentazione sempre presente nel cuore dell’uomo. Cerchiamo
anche noi di non perdere mai la concretezza nel nostro servizio dei poveri,
ponendoci dei punti fermi.
3. Madre
Teresa è una santa cristiana. E ha capito molto presto che la povertà più grande
non è quella di soldi ma è la povertà di amore, la mancanza di Dio. Ha capito che
ci sono dei ricchi che sono tra i più poveri. Quando un movimento cristiano si
è dedicato troppo esclusivamente a questo tipo di povertà, in genere si è
lasciato corrompere dalla ricchezza materiale. Ma Madre Teresa, come Gesù, non si
è mai lasciata chiudere in una ideologia di classe. Se faremo la scelta
preferenziale per i poveri materiali seguendo lo spirito del Vangelo, potremo vedere
tutte le povertà e suscitare fraternità a beneficio di tutti i figli di Dio.
4. Infine
Madre Teresa lottò tutta la sua vita contro l’aborto. Diceva che in una società
che accetta che si uccidano i più piccoli e più indifesi dei suoi membri, nessun
crimine potrebbe poi essere vietato. Ha lottato control'aborto in tutti i modi, in tutte le
sedi, incurante del “politicamente corretto” con quel suo cuore di Madre pieno
di Spirito Santo.
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58, 7-10
La tua luce sorgerà come l'aurora.
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