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mercoledì 1 luglio 2026

PAPA LEONE E LO SCISMA DELLA FSSPX / 1 luglio 2026.

 


Con animo paterno e affetto cristiano, con invito a dialogare guidati dallo Spirito Santo, pronto a riconoscere gli aspetti positivi o persino i valori cercati anche se non raggiunti dalle persone legate alla FSSPX…  Questo è l’atteggiamento di Papa Leone XIV verso chi corre sulla via dello scisma. Dall'inizio è l’atteggiamento costante  della Chiesa per chi ha seguito Mons. Lefebvre  e che Papa Leone ricorda: “di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”. Ma la benevolenza e la pazienza, non escludono la fermezza nella verità. L’amore autentico esige questa doppia dimensione che in Gesù e nei suoi servi sono una cosa sola: benevolenza nella verità. Consacrare dei vescovi senza il mandato del Papa è un “peccato di estrema gravità”

Questo atteggiamento e questa lettera di Papa Leone sono un grande insegnamento per ciascuno di noi. L’amore che non si radica nelle ragioni ultime, non si radica nella Verità con la “V” e la fine è essere come “fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore” (Efesini 4, 14; vedi anche 1 Timòteo 1, 10; 4, 6; 6, 3; 2 Timòteo 4, 3: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci”; e anche Tito 1, 9; 2, 1.7.10)

Non è difficile dimostrare l’irrazionalità delle scelte della FSSPX e la loro inconsistenza sia a livello di fede che storico. Ma ci lega, oltre la coscienza della nostra propria fragilità e indegnità, anche la certezza dell’amore fedele di Cristo per tutti. In questo sant’Agostino è stato buon maestro che diceva agli eretici donatisti che avrebbe continuato a chiamarli fratelli e ad amarli come tali. Non sempre la Chiesa ha avuto questi toni. Questo approccio è proprio un frutto del Concilio Vaticano II. Non è sempre facile da comprendere come riconosceva Paolo VI già confrontato con la ribellione di Lefebvre, ma è ciò che deve guidare ciascuno di noi nella sua vita.  Assieme a Papa Leone il nostro animo è “addolorato, ma ancora pieno di speranza”. Siamo tristi ma preghiamo ancora e ancora.


LETTERA DEL SANTO PADRE LEONE XIV

AL SUPERIORE GENERALE DELLA FRATERNITÀ SACERDOTALE SAN PIO X

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Al Reverendo

Don Davide Pagliarani

Superiore Generale

della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro.

La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato.

Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione.

La Chiesa è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo.

Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio.

Dal Vaticano, 29 giugno 2026

Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

 LEONE PP. XIV


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