“Se alcuni pastori o capi sono malvagi, non rifiutate la Chiesa, anche quando siamo feriti dagli scandali: è quella che Cristo ha fondato, e Lui non permetterà mai che perisca. È Cristo stesso che vuole che rimaniamo nell’unità”. (Sant’Agostino).
Dopo la consacrazione illecita di 4 nuovi vescovi per la FSSPX ieri, vedo due livelli tra coloro che approvano, aderiscono allo scisma:
Quello delle persone più semplici che hanno trovato nelle chiese lefebvriane un senso del sacro che non trovavano più nelle loro parrocchie. Uno scrive: “non ci veniva trasmesso il senso del sacro. Andai a ricevere la mia Prima Comunione senza che nessuno mi facesse capire che in quel pezzetto di Ostia c’era la REALE, OGGETTIVA e DIVINA presenza di Cristo. Per me era solo un biscottino”. Non possiamo ignorare questa sofferenza e anche oggi è un richiamo molto serio ai parroci, ai catechisti e formatori nelle parrocchie. Ma chi ha letto e applicato il Concilio Vaticano II sa che nei Padri e nei documenti che hanno emanato c'era tutto il sacro della fede bimillenaria di cui è Autore e Perfezionatore il Signore Gesù, il senso pieno, biblico, conforme al Vangelo e al progetto di salvezza di Dio in Gesù Cristo. In ogni caso le imperfezioni e anche gli scandali non giustificano il lasciare la Chiesa, il disobbedire al Papa. Altrimenti si cade in un giudizio generale poggiandosi si fatti che sono comunque puntuali, particolari. Da una semplicità affermata ci si alza a un livello che non dovrebbe essere toccato per riconosciuta incompetenza. Si mette sul piano dei principi di fede qualche esperienza personale, più o meno affettiva.
Il secondo livello è quello della FSSPX stessa (o altri) che si lanciano in discussioni teologiche dotte, complicate. Il risultato è per esempio la dichiarazione sostitutiva del mandato apostolico per la consacrazione dei nuovi vescovi. Il rito prevede che il Presidente chieda “avete il mandato apostolico (per poter consacrare questi nuovi vescovi)?”. E recita il sito di Écône: “il notaio del vescovo consacrante legge abitualmente il Mandato Apostolico. Durante le consacrazioni episcopali celebrate a Écône il 1º luglio 2026, don Foucauld Le Roux, Segretario Generale, ha dato lettura della dichiarazione con la quale la Fraternità Sacerdotale San Pio X espone le ragioni che giustificano tali consacrazioni nelle attuali circostanze della Chiesa”. Semplicità sarebbe dire: “il Papa, il santo Padre Leone XIV (come lo chiamano riconoscendolo come legittimo, ma alla fine ci si chiede: perché?) ha rifiutato di approvare queste consacrazioni, non abbiamo nessun mandato apostolico”. E si dovrebbe chiudere lì, tutti a casa, in attesa che "il Papa che sbaglia" possa ravvedersi e dare l’autorizzazione desiderata. Questo sarebbe fede in Gesù Cristo, Signore della Chiesa e dotato di ogni potere in cielo e in terra. Ma no!. Ci si lancia in ragionamenti arzigogolati.
Sono 50 anni che la Chiesa pazienta, cerca di comprendere, usa la misericordia, allarga quanto più possibile le maglie, come per esempio quella della legittimità canonica dei matrimoni tradizionalisti concessa da Papa Francesco. È possibile farlo nella misura in cui i ministri del matrimonio sono gli sposi stessi e quindi la Chiesa può delegare anche una persona in situazione irregolare a ricevere il loro consenso. Tutto questo fatto per amore delle pecore, delle persone sincere ma incapaci di comprendere che seguono una comunità sbagliata. Questo gesto di misericordia è stato usato però dai seguaci di Lefebve come argomento che la FSSPX non fosse fuori dalla Chiesa. Probabilmente è questo il motivo per il quale Papa Leone attraverso il Prefetto Fernandez ha tolto questo indulto affinché ci sia chiarezza.
È interessante leggere questa dichiarazione sostitutiva dal sito stesso della FSSPX. Serve anche leggere il decreto di scomunica e la nota esplicativa perché la scomunica può riguardare anche i fedeli laici.
Nota esplicativa del Dicastero per la Dottrina della Fede (2 luglio 2026)
Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede (2 luglio 2026)
Sono pronto a rispondere a tutte le domande di chiarificazione.
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