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venerdì 5 ottobre 2018

E' LA FEDE CHE CAMBIA LA STORIA / memoria del Beato Bartolo Longo 5 ottobre

B. Bartolo Long, fondatore di Pompei.


Un pensiero ecologico. Anche se le occasioni di meravigliarci si sono moltiplicate con lo sviluppo della scienza, Dio non direbbe a Giobbe oggi “hai tu considerato quanto si estende la Terra?”, perché ormai conosciamo le misure della Terra. A noi invece dice: “visto che con l’intelligenza che vi ho dato avete moltiplicato le vostre conoscenze e i mezzi di azione, perché distruggete questo pianeta, perché le vostre dichiarazioni sulla preservazione dell’ambiente come singoli e come comunità, come capi di nazione, rimangono pericolosamente lettera morta? Convertitevi!”
Ma anche in senso più largo, l’appello alla conversione che risuona nel Vangelo è altrettanto radicale. San Francesco, forse commentando questi versi : “se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite”, diceva che se il più grande peccatore del mondo avesse ricevuto la metà delle grazie che aveva ricevuto lui, ebbene, questi sarebbe santo il doppio di lui!
In questo vediamo che il Vangelo non è una legge. Se lo fosse, san Francesco sarebbe perso e tutti noi con lui.
Oggi con intima gioia la Chiesa di Napoli ricorda il Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei. Entrato da giovane in una setta satanica ne uscì per la grazia che ebbe di continuare a

giovedì 4 ottobre 2018

ED IO, FRATE FRANCESCO, PICCOLINO, VOSTRO SERVO / 4 ottobre 2018

Transito di San Francesco - Giotto.

Dopo una notte difficile, in cui si temette per la sua vita, san Francesco, ormai prossimo alla morte e pressato dai suoi frati, dettò un testamento spirituale di pochi righi, detto Testamento di Siena. Poi, nei mesi successivi, compose il testo che troviamo sotto. San Francesco vi ricorda gli inizi del suo incontro con il Cristo Vivente e i pilastri della sua gioiosa e feconda esperienza. Ma non solo. Comprendiamo tra le righe che i tempi erano difficili per la Chiesa, con molti movimenti contestatari dentro e fuori da essa, spesso causati dagli scandali che dava. Anche la vitalità della Fraternità da lui ricevuta dal Signore non era senza episodi movimentati e persone agitate. Non deve quindi sorprendere la sua fermezza nel vigilare e far vigilare sulla fedeltà dei suoi frati non solo all’osservanza della Regola evangelica promessa ma anche alla Chiesa Cattolica, alla sua autorità e al suo insegnamento.
Forte del suo reale successo, Francesco poteva infatti far sentire la sua voce e cercare di imporre ai più alti livelli la sua presenza e le sue vedute. Ma sarebbe stato un altro tipo di clericalismo, un “clericalismo laicale”, peggiore del precedente. Se abbatti un cattivo Cesare e ti metti al suo posto non hai risolto nulla. Sei diventato tu Cesare e forse sarai peggiore del precedente. Non è la via di Cristo e della Madonna. Il Vangelo ce lo ripete continuamente in questi giorni a Messa: il più grande è colui che si fa l’ultimo e il più piccolo, colui che si fa servo obbediente.
San Francesco ci insegni la via. Anzi, ce la insegni Dio stesso, nostro Creatore che ci ha plasmati a sua immagine e che in Cristo Crocifisso e Risorto si è fatto Via Verità e Vita, unico Mediatore tra Dio e gli uomini e che ci chiama a conversione.
  
 TESTAMENTO DI SAN FRANCESCO (1226)

Il Signore concesse a me, frate Francesco, d’incominciare così a far penitenza, poiché, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo.

mercoledì 3 ottobre 2018

PADRI SINODALI, LA CHIESA VI GUARDA CON FIDUCIA E AMORE / 3 ottobre, apertura del Sinodo

Apertura del Sinodo - foto AgenSir.


Oggi papa Francesco ha aperto il XV° Sinodo dei vescovi che tratterà il tema: i giovani, la fede e il discernimento vocazionale.
I mesi precedenti sono stati turbolenti per la Chiesa e queste turbolenze o almeno le ferite, gli strascichi, dureranno a lungo. Dopo la pubblicazione del rapporto sulla pedofilia di consacrati e le negligenze o colpe di vescovi e superiori religiosi nello Stato di Pennsylvania, papa Francesco ha scritto a tutti i fedeli del mondo chiedendo una preghiera intensa associata al digiuno. Papa Francesco ha fiducia nell’unzione di Spirito Santo che è nel popolo fedele in forza del battesimo a condizione di viverlo con una fede viva, cioè in un processo continuo di conversione. Non odiare, non giudicare, ma amare di più, come Gesù ha amato. E quindi dalla penitenza trarre uno spirito nuovo per proteggere, per accompagnare, per accogliere, per vigilare,e  per distruggere il clericalismo che è alla radice di molti mali nella Chiesa, in particolare questo degli abusi sessuali, di coscienza e di potere.
Subito dopo c'è stato in Irlanda per l’Incontro Internazionale delle Famiglie, dove il tema degli abusi era doppiamente presente per le ombre di ciò era emerso alcuni anni prima sotto il pontificato di Papa Benedetto. L’ultimo giorno, un oscuro personaggio, ex membro della gerarchia vaticana, tramite stampa, ha chiesto le dimissioni di papa Francesco stesso, con tante accuse. Strano metodo da parte di uno che ha giurato fedeltà speciale al Papa, in quanto suo rappresentante. Ma sembra che lo spirito di fede sia ormai assente in più di uno. Un vescovo americano ha subito chiesto al Papa, sempre a mezzo stampa, di annullare il Sinodo perché i vescovi sarebbero ormai non credibili presso i giovani! Non esaudito, questo stesso vescovo sempre a mezzo stampa, ha pubblicato in questi giorni lo studio di un “noto e valido teologo americano” (senza dare il suo nome) che criticava severamente il testo preparatorio del Sinodo. Un gruppo di ricchissimi cattolici del “Center for Evangelical Catholicism”, ha cominciato a schedare ogni Cardinale elettore, assumendo anche poliziotti privati per spiarli. …   Cosa manca più?
A ragione papa Francesco ci ha chiesto di pregare specialmente per la difesa della Chiesa da Satana e metterla sotto il manto della Madonna.
A questo punto, inizia il Sinodo dei giovani. Cosa sarà? Un passaggio dello Spirito Santo. 
Voglio a breve raccontare alcuni episodi più forti della Storia della Chiesa, per incoraggiarci in questi tempi in cui le persone con fede debole, le persone con la tendenza a credere alle maldicenze e a ripeterle possono cadere nei lacci del demonio. Mai la Chiesa è scomparsa, malgrado crisi molto più gravi nel corso dei secoli. Come ha scritto un vescovo francese: il Vangelo sempre annunciato e sempre tradito. Ma non tutto è marcio e se ho incontrato Cristo risorto che ha offerto la sua vita sulla croce per l’umanità e in particolare per i suoi discepoli più stretti, so benissimo ciò che devo fare.

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Basilica Vaticana
Mercoledì, 3 ottobre 2018

«Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto» (Gv 14,26).
In questo modo così semplice, Gesù offre ai suoi discepoli la garanzia che accompagnerà tutta l’opera missionaria che sarà loro affidata: lo Spirito Santo sarà il primo a custodire e mantenere sempre viva e attuale la memoria del Maestro nel cuore dei discepoli. È Lui a far sì che la ricchezza e bellezza del Vangelo sia fonte di gioia e novità costanti.
All’inizio di questo momento di grazia per tutta la Chiesa, in sintonia con la Parola di Dio, chiediamo con insistenza al Paraclito che ci aiuti a fare memoria e a ravvivare le parole del Signore che facevano ardere il nostro cuore (cfr Lc 24,32). Ardore e passione evangelica che generano l’ardore e la passione per Gesù. Memoria che possa risvegliare e rinnovare in noi la capacità di sognare e sperare. Perché sappiamo che i nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore (cfr Gl 3,1).
Che lo Spirito ci dia la grazia di essere Padri sinodali unti col dono dei sogni e della speranza, perché possiamo, a nostra volta, ungere i nostri giovani col dono della profezia e della visione; ci dia la grazia di essere memoria operosa, viva, efficace, che di generazione in generazione non si lascia soffocare e schiacciare dai profeti di calamità e di sventura né dai nostri limiti, errori e peccati, ma è capace di trovare spazi per infiammare il cuore e discernere le vie dello Spirito. È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo. Oggi, per la prima volta, sono qui con noi anche due confratelli Vescovi dalla Cina Continentale. Diamo loro il nostro caloroso benvenuto: la comunione dell’intero Episcopato con il Successore di Pietro è ancora più visibile grazie alla loro presenza.
Unti nella speranza cominciamo un nuovo incontro ecclesiale capace di allargare orizzonti, dilatare il cuore e trasformare quelle strutture che oggi ci paralizzano, ci separano e ci allontanano dai giovani, lasciandoli esposti alle intemperie e orfani di una comunità di fede che li sostenga, di un orizzonte di senso e di vita (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 49).
La speranza ci interpella, ci smuove e rompe il conformismo del “si è sempre fatto così”, e ci chiede di alzarci per guardare direttamente il volto dei giovani e le situazioni in cui si trovano. La stessa speranza ci chiede di lavorare per rovesciare le situazioni di precarietà, di esclusione e di violenza, alle quali sono esposti i nostri ragazzi.
I giovani, frutto di molte delle decisioni prese nel passato, ci chiamano a farci carico insieme a loro del presente con maggior impegno e a lottare contro ciò che in ogni modo impedisce alla loro vita di svilupparsi con dignità. Essi ci chiedono ed esigono una dedizione creativa, una dinamica intelligente, entusiasta e piena di speranza, e che non li lasciamo soli nelle mani di tanti mercanti di morte che opprimono la loro vita e oscurano la loro visione.
Questa capacità di sognare insieme, che il Signore oggi regala a noi come Chiesa, esige – secondo quanto ci diceva San Paolo nella prima Lettura – di sviluppare tra di noi un atteggiamento ben preciso: «Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri» (Fil 2,4). E nel contempo punta più in alto chiedendo che con umiltà consideriamo gli altri superiori a noi stessi (cfr v. 3). Con questo spirito cercheremo di metterci in ascolto gli uni degli altri per discernere insieme quello che il Signore sta chiedendo alla sua Chiesa. E questo esige da noi che stiamo attenti e badiamo bene che non prevalga la logica dell’autopreservazione e dell’autoreferenzialità, che finisce per far diventare importante ciò che è secondario e secondario ciò che è importante. L’amore per il Vangelo e per il popolo che ci è stato affidato ci chiede di allargare lo sguardo e non perdere di vista la missione alla quale ci chiama per puntare a un bene più grande che gioverà a tutti noi. Senza questo atteggiamento, tutti i nostri sforzi saranno vani.
Il dono dell’ascolto sincero, orante e il più possibile privo di pregiudizi e condizioni ci permetterà di entrare in comunione con le diverse situazioni che vive il Popolo di Dio. Ascoltare Dio, per ascoltare con Lui il grido della gente; ascoltare la gente, per respirare con essa la volontà a cui Dio ci chiama (cfr Discorso nella veglia di preghiera in preparazione al Sinodo sulla famiglia, 4 ottobre 2014).
Questo atteggiamento ci difende dalla tentazione di cadere in posizioni eticistiche o elitarie, come pure dall’attrazione per ideologie astratte che non corrispondono mai alla realtà della nostra gente (cfr J.M. Bergoglio, Meditaciones para religiosos, 45-46).
Fratelli, sorelle, poniamo questo tempo sotto la materna protezione della Vergine Maria. Che lei, donna dell’ascolto e della memoria, ci accompagni a riconoscere le tracce dello Spirito affinché con premura (cfr Lc 1,39), tra i sogni e speranze, accompagniamo e stimoliamo i nostri giovani perché non smettano di profetizzare.
Padri sinodali,
molti di noi eravamo giovani o muovevamo i primi passi nella vita religiosa mentre terminava il Concilio Vaticano II. Ai giovani di allora venne indirizzato l’ultimo messaggio dei Padri conciliari. Ciò che abbiamo ascoltato da giovani ci farà bene ripassarlo di nuovo con il cuore ricordando le parole del poeta: «L’uomo mantenga quello che da bambino ha promesso» (F. Hölderlin).
Così ci parlarono i Padri conciliari:
«La Chiesa, durante quattro anni, ha lavorato per ringiovanire il proprio volto, per meglio corrispondere al disegno del proprio Fondatore, il grande Vivente, il Cristo eternamente giovane. E al termine di questa imponente “revisione di vita”, essa si volge a voi: è per voi giovani, per voi soprattutto, che essa con il suo Concilio ha acceso una luce, quella che rischiara l’avvenire, il vostro avvenire. La Chiesa è desiderosa che la società che voi vi accingete a costruire rispetti la dignità, la libertà, il diritto delle persone: e queste persone siete voi. […] Essa ha fiducia […] che voi saprete affermare la vostra fede nella vita e in quanto dà un senso alla vita: la certezza della esistenza di un Dio giusto e buono.
È a nome di questo Dio e del suo Figlio Gesù che noi vi esortiamo ad ampliare i vostri cuori secondo le dimensioni del mondo, ad intendere l’appello dei vostri fratelli, e a mettere arditamente le vostre giovani energie al loro servizio. Lottate contro ogni egoismo. Rifiutate di dare libero corso agli istinti della violenza e dell’odio, che generano le guerre e il loro triste corteo di miserie. Siate generosi, puri, rispettosi, sinceri. E costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!» (Paolo VI, Messaggio ai giovani al termine del Concilio Vaticano II, 8 dicembre 1965).
Padri sinodali, la Chiesa vi guarda con fiducia e amore.


LASCIA CHE I MORTI SEPPELLISCANO I LORO MORTI / mercoledì XXVI° sett. T.O.

Cimitero di Duma, Siria. 


Giobbe costata che Dio “fa cose tanto grandi da non potersi indagare”… Da allora l’uomo ha indagato, eccome, e la scienza (che non è Rivelazione ma solo un avanzare tra osservazione, ipotesi, verifica) ha camminato veloce. Ma il senso di meraviglia non è cessato. Sia che si vada verso il macrocosmo o verso il microcosmo, verso l’infinitamente grande o verso l’infinitamente piccolo, si scoprono sempre più meraviglie. Ho scritto l’altra estate un post sulla posizione eccezionale della nostra Terra nel sistema del nostro Sole nei confronti degli altri pianeti. Anche paragonata agli “eso-pianeti” (i pianeti che girano attorno ad altre stelle), simili come massa alla Terra, si vede che i vari equilibri di cui gode la nostra Terra nei confronti della sua stella, il Sole, e che hanno favorito la crescita della vita, sono eccezionali. Ma quest’estate con una monografia sulla Via Lattea ho scoperto che ci sono altri fattori necessari alla vita che ci caratterizzano: la forma a spirale della nostra Galassia che genera maggiore stabilità delle stelle, in particolare per il nostro Sole che situato quasi all’estremità di un braccio si trova come in un tranquillo e periferico quartiere residenziale di villette, quasi “in campagna” nei confronti del “caotico centro città”. Ma c'è di più: la nostra Galassia non ha avuto scontri maggiori con altre Galassie o gruppi di stelle da 11 miliardi di anni, sui quasi 14 miliardi di anni di esistenza dell’Universo. Calcolando il tempo necessario per la formazione delle prime stelle e galassie si può dire che la nostra è stata preservata fin da sempre (il prossimo scontro dovrebbe avvenire fra 45 miliardi di anni. Insomma, possiamo preoccuparci di altro!).

lunedì 1 ottobre 2018

LA VIA DELL'INFANZIA SPIRITUALE / 1° ottobre



Ho verificato due volte: queste letture sono quelle del giorno. Ho dubitato, tanto sembrano scelte apposta per santa Teresina. Il vero nome è santa Teresa del Bambino Gesù e del Santo Volto. Troppo lungo da dire oppure sentimentalismo? : Raramente si sente nominare con il suo nome intero. Lei non dimenticava di essersi consacrata non solo al Dio che “per me si è fatto così piccolo”: Ma sapeva che lo stesso Dio, "avendo amato i suoi li amò sino alla fine", si mostrava a lei col suo volto tumefatto e insanguinato, offerto alla umiliazione più grande, alla violenza più ingiusta, mite Agnello Redentore.

domenica 30 settembre 2018

RIBADISCO LA NECESSITA' DI UN CATECUMENATO PERMANENTE / XXVI° Domenica del T.O.



Tante volte la radice ultima delle problematiche … è da ricercare … soprattutto nella debolezza della fede cristiana e nel mancato accompagnamento ecclesiale (delle coppie di sposi).

Per questo ribadisco la necessità di un catecumenato permanente  (con catechesi e celebrazioni comunitarie) per il Sacramento del matrimonio che riguarda la sua preparazione, la celebrazione e i primi tempi successivi.  ….

IL POPOLO CREDENTE SI UNISCA NELLA LOTTA CONTRO IL MALIGNO / Papa Francesco 29 settembre



Certamente non con’è molto bisogno che io porti alla vostra conoscenza questa iniziativa e richiesta del Papa che è stata riecheggiata da tutti i Media. Anche per uno solo che la scoprirà per mezzo di questo blog, sono contento. Ma sopratutto vuole essere da parte mia un segno di adesione piena sia alla richiesta di papa Francesco che alle sue motivazioni. Credo che sia importante approfondire la comprensione delle motivazioni del Papa e della sua fiducia profonda nel popolo credente e nella sua “unzione”, nel suo “Senso di Fede”, nonché nella potenza dell’intercessione della Vergine Maria e dei Santi. Questo è la fede profonda della Chiesa che combatte contro il male, una sola Chiesa solidale nei suoi membri ancora sulla terra e nella prova, nel purgatorio o nella gloria del paradiso (“militante, purgante e trionfante” come si diceva una volta).

In questo mese di ottobre 2018 riempiamo il mondo (e il cielo) di rosari con l’antica invocazione “Sotto la tua protezione, santa Madre di Dio …” e la preghiera scritta da Papa Leone XIII all’Arcangelo Michele.


Comunicato della Sala Stampa della Santa Sede, 29.09.2018


Il Santo Padre ha deciso di invitare tutti i fedeli, di tutto il mondo, a pregare il Santo Rosario ogni giorno, durante l’intero mese mariano di ottobre; e a unirsi così in comunione e in penitenza, come popolo di Dio, nel chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi.