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lunedì 23 settembre 2019

COSA RIMANE DI P. PIO? / 23 settembre



Abbiamo il privilegio di aver avuto P. Pio tra noi! Un così grande segno di Cristo vivente che molti hanno conosciuto di persona, spesso sperimentandone la vicinanza. Anche questa mattina mi sono stati riportati episodi di prima mano che mi hanno commosso. Certo P. Pio rimane come figura di santo ricco di insegnamenti. Ma, anche se la devozione a P. Pio è ancora molto forte, cosa rimane veramente di lui per la massa? Cioè chi lo segue nel suo cammino cristiano? I gruppi di preghiera di P. Pio chi ne parla ancora? È vero che non sono la sua opera principale. Da parte sua è stata un’obbedienza a Papa Pio XII che ne ha lanciato l'idea e P. Pio l’ha messa in pratica con un certo successo. Questo ci fa comprendere che dove c'è la santità, tutto funziona. Casa Sollievo della Sofferenza invece è proprio una sua ispirazione personale e ancora oggi è un luogo di eccellenza riconosciuto nel mondo della Sanità. Rimane molto di P. Pio. 
Ma voglio partire da lui per una riflessione generale sul “logoramento rapido dei santi”. Per quante persone oggi P. Pio è soltanto un prodigio (le stimmate, la bilocazione, la speranza di sentire qualche profumo), un santino da avere in tasca, un rosario benedetto o una medaglia da mettere in macchina, un adesivo alla porta d’ingresso di casa come un talismano, un protettore al quale chiedere grazie, ma non un discepolo di Cristo che mi indica una via di conversione al Vangelo. Rischia di diventare soltanto un segnale di un Divino generico, del Sacro, ma non di Gesù Cristo, dell’Incarnazione. Spesso è peggio: in quanti rioni Statue di P. Pio sono state erette dalla camorra e sono perfino servite come nascondigli di armi o di droga, in quante case di camorristi ci sono immagini e statue di P. Pio e della Madonna dell’Arco? Questo è gravissimo, perché molte di queste persone credono o sono state convinte di avere fede, magari più del loro prete o del Papa! Facciamo dunque tutti attenzione a come preghiamo, a come ascoltiamo: “Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce… A chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere”.  
Quando i santi sono presi in questo modo c'è un altro rischio: svuotati dallo Spirito di Cristo, diventano ambasciatori di un determinato momento storico, creano nostalgie di forme culturali del passato che non torna (l'età d'oro), mentre il Cristianesimo è uno Spirito che trascende tutte le epoche e tutte le culture fermentandole in modo creativo.
Questo è il rischio della devozione popolare ai santi: da radice ispiratrice animata da un Soffio, sono trasformati in simboli rassicuranti che BLOCCANO L’EVANGELIZZAZIONE, CHE BLOCCANO L’OPERA DI SALVEZZA DI DIO.

Prima Lettura   Esd 1, 1-6
Chiunque appartiene al popolo del Signore, salga a Gerusalemme e costruisca il tempio del Signore.
Dal libro di Esdra
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola che il Signore aveva detto per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il suo Dio sia con lui e salga a Gerusalemme, che è in Giuda, e costruisca il tempio del Signore, Dio d’Israele: egli è il Dio che è a Gerusalemme. E a ogni superstite da tutti i luoghi dove aveva dimorato come straniero, gli abitanti del luogo forniranno argento e oro, beni e bestiame, con offerte spontanee per il tempio di Dio che è a Gerusalemme”».
Allora si levarono i capi di casato di Giuda e di Beniamino e i sacerdoti e i leviti. A tutti Dio aveva destato lo spirito, affinché salissero a costruire il tempio del Signore che è a Gerusalemme. Tutti i loro vicini li sostennero con oggetti d’argento, oro, beni, bestiame e oggetti preziosi, oltre a quello che ciascuno offrì spontaneamente.

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 125
Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.       

Canto al Vangelo 
  Mt 5,16 
Alleluia, alleluia.

Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone
e rendano gloria al Padre vostro.
Alleluia.

Vangelo   Lc 8, 16-18
La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. 
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».  

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