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mercoledì 4 marzo 2026

UN PROBLEMA CRUCIALE: CHE REGNO DI DIO ASPETTI? / Mercoledì II sett. di Quaresima, 2026.



Gesù sale a Gerusalemme per la Pasqua con un folto gruppo di seguaci. C'è anche la madre di Giacomo e Giovanni. Si aspettano la manifestazione imminente del Regno di Dio. Allora “Gesù prese in disparte i dodici discepoli”, e spiega soltanto a loro cosa avverrà: sarà condannato a morte, di una morte terribile, ma poi risorgerà. Hanno ascoltato?

I Dodici salgono a Gerusalemme con Gesù per inaugurare i tempi nuovi, il trionfo della giustizia sul male e la corruzione, per la purificazione del Tempio e del corpo sacerdotale. Già immaginano come sarà, anzi credono di sapere. Quello che dice Gesù non riesce ad entrare nel loro orecchio, nella loro mente. Sono certamente pronti a combattere se necessario, ma sono agli antipodi di ciò che dice loro Gesù. Si comprende allora la domanda della madre assieme ai suoi due figli. Gesù non li rimprovera per l'ambizione. Desidera che noi vogliamo crescere, realizzarci. Ma per questo chiunque deve bere il calice, seguirlo sulla via della croce. 

Confrontiamo la nostra idea di felicità e quella che ci propone il Signore. Siamo - anche nel piccolo - sulla scia dei governanti di questo mondo cercando potere, successo e prestigio, oppure seguiamo Gesù e la migliore politica? 

«Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 20,17-28 

martedì 3 marzo 2026

UN TERREMOTO NEL GIARDINO DEGLI ORRORI / Fondazione Oasis 02-03-2026.

 


Questa vignetta tratta da al-Arabi al-Jadid (quotidiano panarabo londinese finanziato dal Qatar) presenta  una ben riconoscibile "colomba della pace" pilotata dal Trump e Netanyahu sulla quale è scritto "Majlis El Salàm", ossia il famoso "Board of Peace" trumpiano. In basso a destra la Torre Azadi (Torre della Libertà, il monumento più iconico di Teheran), con la scritta "Iran", piange. 

lunedì 2 marzo 2026

UNITÀ DEL MATRIMONIO / 03 UNA CARO nn. 4-5



4. Come sancisce lo stesso Codice di Diritto Canonico: «le proprietà essenziali del matrimonio sono l’unità e l’indissolubilità»[4]. Altrove, lo stesso afferma che il matrimonio è «un vincolo di sua natura perpetuo ed esclusivo»[5]. È da rilevare l’esistenza di un’abbondante bibliografia sull’indissolubilità dell’unione coniugale nella letteratura cattolica: questo tema ha avuto molto più spazio nel Magistero, in particolare nel recente insegnamento di molti Vescovi di fronte alla legalizzazione del divorzio in vari Paesi. Sull’unità del matrimonio – il matrimonio inteso, cioè, come unione unica ed esclusiva tra un solo uomo e una sola donna – si trova, al contrario, uno sviluppo di riflessione meno ampio rispetto al tema dell’indissolubilità sia nel Magistero che nei manuali dedicati all’argomento.

LA MONOGAMIA È UN IDEALE UNIVERSALE / 02 UNA CARO nn. 1-3



I. Introduzione

1. [Una caro] “Una sola carne” è il modo in cui la Bibbia esprime l’unità matrimoniale. Nel linguaggio comune, invece, “noi due” è un’espressione che compare quando in un matrimonio c’è un forte sentimento di reciprocità, ovvero la percezione della bellezza di un amore esclusivo, di un’alleanza tra due che condividono la vita nella sua interezza, con tutte le sue lotte e le sue speranze. “Noi due” lo dice una persona quando si riferisce ai desideri, alle sofferenze, alle idee e ai sogni condivisi: in una parola, quando si riferisce alle storie che solo i coniugi hanno vissuto. Questa è una manifestazione verbale di qualcosa di più profondo: una convinzione e una decisione di appartenersi mutuamente, di essere “una sola carne”, di percorrere insieme il cammino della vita. Come ha detto Papa Francesco: «Anche gli sposi dovrebbero formare una prima persona plurale, un “noi”. Stare l’uno davanti all’altro come un “io” e un “tu”, e stare di fronte al resto del mondo, compresi i figli, come un “noi”»[1]. Questo accade perché, pur essendo due persone diverse, due individualità che conservano ciascuna una propria e intrasferibile identità, hanno forgiato con il loro libero consenso un’unione che le pone insieme di fronte al mondo. È un’unione che si apre generosamente agli altri, ma sempre a partire da quella realtà unica ed esclusiva del “noi” coniugale.

MOTIVI PER SCEGLIERE UNA UNIONE D'AMORE UNICA ED ESCLUSIVA / 01 UNA CARO presentazione.



Presentazione

Questo è un testo per la Chiesa universale, che può tuttavia essere preso in giusta considerazione in ogni luogo di fronte alle sfide culturali locali. Il documento, infatti, prende sul serio l’attuale contesto globale di sviluppo del potere tecnologico, nel quale l’essere umano è tentato di pensare a sé stesso come ad una creatura senza limiti, che può ottenere tutto ciò che immagina. In questo modo, viene facilmente offuscato il valore di un amore esclusivo, riservato a una sola persona, cosa che di per sé implica la rinuncia libera a molte altre possibilità.

In verità, l’intenzione di questa Nota è fondamentalmente propositiva: estrarre dalle Sacre Scritture, dalla storia del pensiero cristiano, dalla filosofia e persino dalla poesia, ragioni e motivazioni che spingano a scegliere un’unione d’amore unica ed esclusiva, un’appartenenza reciproca ricca e totalizzante.

UN'UNICA CARNE. ELOGIO DELLA MONOGAMIA / 00 UNA CARO. Dicastero per la Dottrina della Fede. 03-2026



Da tempo volevo leggere assieme a voi sul Blog il documento “UNA CARO Elogio della monogamia” della Congregazione per la Fede del 25 novembre 2025. Monogamia, un argomento molto attuale. Anche questo testo è un retaggio di Papa Francesco. Il progetto e la preparazione sono iniziati alla sua richiesta e sotto il suo impulso. A chi ne dubitasse ancora, spero che questo testo aiuterà a comprendere che il desiderio santo di accogliere tutti da parte di Papa Francesco non ha mai significato un abbandono della verità e dei valori del Vangelo, ma solo la correzione di impostazioni che, elevando steccati, tendono ad escludere dalla salvezza quelli che fanno più fatica a camminare nella vita. Gesù ci ha indicato i valori più alti mettendo al centro però la misericordia come ci ricorda proprio il Vangelo di oggi: "In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,36-38). Con “Per sempre sì a Sanremo, Sal Da Vinci ci dà una motivazione in più. 

Oggi  l’Indice. Da domani la presentazione del Documento da parte del Cardinale Fernandez che ne spiega lo scopo e le grandi linee e poi il corpo del testo. 


DICASTERIUM PRO DOCTRINA FIDEI

UNA CARO

Elogio della monogamia

Nota dottrinale sul valore del matrimonio come unione esclusiva e appartenenza reciproca 

PERCHÉ SOFFRIRE PER IL VANGELO? / 2a lettura II Dom di Quaresima, 2026.



“Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo”. La prima volta che ho incontrato questa frase, ero studente di teologia e iniziavo con un confratello un servizio all’Ospedale Cardarelli. Dopo un giro nelle corsie, animavamo la Messa domenicale. Per questo preparavamo uno striscione e questa frase tratta dalle letture ci sembrò audace ma quanto mai opportuna. Tutti vogliamo evitare la sofferenza e ci auguriamo la guarigione, ma sapere che la mia sofferenza è utile all’annuncio della Buona Notizia, è valorizzata dal Signore, è una consolazione e una motivazione molto profonda e vera. 

Paolo si rivolge a un suo collaboratore formato, l’episcopo Timoteo e quindi lo incoraggia ad accettare volontariamente la sofferenza che deriva dall’annuncio del Vangelo. “Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri … “. Annunciare il Vangelo può portare ad essere arrestati e in carcere. Per Timoteo che viene presentato come persona per bene e timida, sofferenza costante è già la derisione rivolta da molti al loro annuncio. Un annuncio che, come disse un giovane detenuto di Nisida al cappellano: ”è molto chiaro ma offende l’intelligenza”.