Visualizzazioni totali

lunedì 2 marzo 2026

LA MONOGAMIA È UN IDEALE UNIVERSALE / 02 UNA CARO. 2026.



I. Introduzione

1. [Una caro] “Una sola carne” è il modo in cui la Bibbia esprime l’unità matrimoniale. Nel linguaggio comune, invece, “noi due” è un’espressione che compare quando in un matrimonio c’è un forte sentimento di reciprocità, ovvero la percezione della bellezza di un amore esclusivo, di un’alleanza tra due che condividono la vita nella sua interezza, con tutte le sue lotte e le sue speranze. “Noi due” lo dice una persona quando si riferisce ai desideri, alle sofferenze, alle idee e ai sogni condivisi: in una parola, quando si riferisce alle storie che solo i coniugi hanno vissuto. Questa è una manifestazione verbale di qualcosa di più profondo: una convinzione e una decisione di appartenersi mutuamente, di essere “una sola carne”, di percorrere insieme il cammino della vita. Come ha detto Papa Francesco: «Anche gli sposi dovrebbero formare una prima persona plurale, un “noi”. Stare l’uno davanti all’altro come un “io” e un “tu”, e stare di fronte al resto del mondo, compresi i figli, come un “noi”»[1]. Questo accade perché, pur essendo due persone diverse, due individualità che conservano ciascuna una propria e intrasferibile identità, hanno forgiato con il loro libero consenso un’unione che le pone insieme di fronte al mondo. È un’unione che si apre generosamente agli altri, ma sempre a partire da quella realtà unica ed esclusiva del “noi” coniugale.

2. San Giovanni Paolo II, parlando della monogamia, ha sostenuto che «merita di essere sempre più approfondita»[2]. Questa sua indicazione sulla necessità di una trattazione più ampia di questo tema è una delle motivazioni che hanno spinto il Dicastero per la Dottrina della Fede a predisporre la presente Nota dottrinale. Inoltre, all’origine di questo testo ci sono, da una parte, i vari dialoghi con i Vescovi dell’Africa e di altri continenti sulla questione della poligamia, nel contesto delle loro visite ad limina[3], e, dall’altra, la constatazione che diverse forme pubbliche di unione non monogama – a volte chiamate “poliamore” – stanno crescendo in Occidente, oltre a quelle più riservate o segrete che sono state comuni nel corso della storia.

3. Ma queste ragioni sono subordinate alla prima, perché, ben intesa, la monogamia non è semplicemente l’opposto della poligamia. È molto di più, e il suo approfondimento permette di concepire il matrimonio in tutta la sua ricchezza e fecondità. La questione è intimamente legata al fine unitivo della sessualità, che non si riduce a garantire la procreazione, ma aiuta l’arricchimento e il rafforzamento dell’unione unica ed esclusiva e del sentimento di appartenenza reciproca.


[1] Francesco, Udienza generale (23 ottobre 2024): L’Osservatore Romano (23 ottobre 2024), 2.

[2] Giovanni Paolo II, Omelia nella Messa per le famiglie a Kinshasa (3 maggio 1980), n. 2: AAS 72 (1980), 425.

[3] La «Symposium of Episcopal Conferences of Africa and Madagascar» (SECAM) ha assunto l’impegno di redigere un report per il Sinodo dei Vescovi sulle sfide della poligamia. Nell’attesa di tale documento, sembra opportuno rilevare che, secondo un’opinione comune, il matrimonio monogamo in Africa sarebbe da ritenere un dato eccezionale, data la diffusione della pratica della poligamia in tali regioni. Invece, studi approfonditi sulle culture africane mostrano che le diverse tradizioni attribuiscono un’importanza speciale al primo matrimonio tra un uomo e una donna e, soprattutto, al ruolo che la prima sposa è chiamata a svolgere nei confronti delle altre spose. Infatti, le ricerche indicano piuttosto che la poligamia sia una pratica tollerata a causa delle necessità della vita (assenza di prole, levirato, manodopera per la sopravvivenza, ecc.). Molte tradizioni promuovono infatti il modello monogamico come l’ideale del matrimonio che corrisponde ai disegni divini. La prima moglie, regolarmente sposata secondo i costumi tradizionali, è spesso presentata come quella data da Dio all’uomo, sebbene quest’ultimo possa accogliere altre donne. Nel caso della poligamia, alla prima moglie è riconosciuto un posto speciale nel compiere i riti sacri legati ai funerali o nell’occuparsi dell’educazione dei figli nati da altre donne nella famiglia. È interessante rilevare che, negli ultimi decenni, in alcuni Stati, il legislatore civile ha stabilito la monogamia quale regime matrimoniale ordinario (cf. Société Africaine de Culture, Les religions africaines comme source de valeurs de civilisation. Colloque de Cotonou, 16-22 août 1970, Présence Africaine, Paris 1972; Isidore de Souza, «Mariage et famille», in Revue de l’Institut Catholique de l’Afrique de l’Ouest 5-6 [1993], 164; Id., «Notion et réalité de la famille en Afrique et dans la Bible», in Savanes Forêts 30 [1984], 145-146).


Nessun commento:

Posta un commento