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| Monte Sinai all'alba. |
Ho tradotto l’inizio di questo articolo del Rav (rabbino) Moshe Pinchon perché riguarda i cristiani. Mette in luce il nostro debito verso Israele. Chiaramente il nostro debito è ancora maggiore di quello che dice perché Gesù è un ebreo in continuità con tutta la storia di Israele ed è venuto a portare a compimento le promesse. Qualcuno dirà: ma Gesù ha contestato l’ebraismo, opponendosi a farisei, dottori della legge e sacerdoti. Gesù non ha contestato l’ebraismo ma le sue distorsioni, chiusure e interpretazioni svianti. Riflettiamo: quale santo o soltanto cristiano sincero che vive piamente in Cristo ed è fedele alla Chiesa, non si opporrà di fatto a tutte le contraffazioni, annacquamenti, compromessi della fede che ci sono nella prassi comune e non sarà ritenuto segno di contraddizione nella sua parrocchia o comunità, solo perché propone o solo vive un cristianesimo più autentico? “Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati" (2 Tim 3, 12). Gli ebrei oggi non contano il debito che abbiamo in Gesù di Nazareth con loro, perché non lo riconoscono come il Messia atteso. È importante però che noi riconosciamo pienamente il debito che abbiamo con Israele.
Questo non ci impedisce di leggere in modo critico il resto dell’articolo del Rav Pinchon ( Comment Israël a changé le monde (à nouveau) - Ops & Blogs | The Times of Israël. Con Google translate si ha una buona traduzione italiana). Ma è un pensiero forte che fa riflettere e permette di comprendere le ragioni profonde - anche quando sono sbagliate - che sostengono certe posizioni degli ebrei oggi. Ecco l'inizio che sintetizza il retaggio ebraico comune alla nostra fede cristiana.
Come Israele ha cambiato il mondo (di nuovo)
1 marzo 2026, 18:10
La prima volta che il popolo ebraico cambiò il mondo, non lo fece con un esercito, né con uno stato, né con un territorio. Lo fece con un libro.
La Bibbia ebraica, il Tanakh, ha introdotto nella storia umana qualcosa che nessun impero aveva formulato con tanta chiarezza morale: una storia dotata di significato, un potere soggetto a giudizio, esseri umani dotati di dignità intrinseca perché creati b'tselem Elohim, a immagine di Dio, e una legge che non è un capriccio dei governanti, ma un patto.
I francesi produssero la Rivoluzione. Gli inglesi svilupparono la monarchia costituzionale. Gli americani strutturarono la democrazia liberale. Ma il testo ebraico produsse qualcosa di più profondo: la grammatica morale su cui queste civiltà costruirono in seguito le loro esperienze politiche.
Senza il Sinai, non esisterebbe alcun contratto sociale come lo intendiamo noi. Senza i profeti, non esisterebbe l'idea che i re possano essere giudicati. Senza l'Esodo, non esisterebbe una visione politica duratura di liberazione.
Quella fu la prima volta.
La seconda sta accadendo ora.
….
L'autore conclude in questo modo il suo articolo:
E ancora una volta, Israele si ritrova quasi quotidianamente sui titoli dei giornali, non perché lo cerchi, ma perché la storia continua a passare attraverso di lui.
Informazioni sull'autore: Moshe Pitchon è filosofo, scrittore e rabbino. Il suo lavoro si concentra sull'agenzia morale, sulla responsabilità e sull'impatto delle trasformazioni tecnologiche sulla dignità umana. Il suo libro di prossima uscita, *Judaism and Artificial Intelligence: Dignity and Moral Responsibility* (2026), esamina l'intelligenza artificiale attraverso la lente del pensiero morale ebraico, sostenendo che l'automazione minaccia non l'intelligenza in sé, ma la capacità stessa di rispondere moralmente. È anche autore di *Something New Is Happening: The Life and Times of Naftali Bennett* e *The Maccabean Playbook: Then and Now*. Pitchon scrive di etica, religione e cultura contemporanea.
L'autore parla nell'articolo di ciò che può nascere da una catastrofe, la shoah. Aggiungerei per gli ebrei e per noi che anche l'Esilio è stata una catastrofe nella quale Dio non ha tanto castigato l'infedeltà diffusa dei capi e del popolo all'Alleanza, ma ha purificato la loro fede avvicinandoli alla "adorazione in spirito e verità" di cui parla Gesù. Per noi cristiani, un'altra catastrofe, la crocifissione di Gesù, ha vinto ogni male e ogni morte.

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