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mercoledì 18 marzo 2026

SAN FRANCESCO: FEDELE ALLA CHIESA O AL VANGELO ? / 01 Chi era san Francesco? 2026.



Il giubileo francescano è una grande occasione per comprendere e approfondire san Francesco e il suo carisma per ispirare il nostro cammino ecclesiale. Anche solo alcuni punti fermi possono illuminarci. Primo punto fermo: Francesco era un uomo fedele alla Chiesa? 

Alcuni santi, in principio, sono stati contrari alla Chiesa. Forse il più conosciuto è san Paolo! (1 Corinzi 15, 9 “Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio”). In Francesco non si trova nulla del genere. Anche quando ha sogni di gloria, sostenuto e spinto dalla sua famiglia, sceglie di guadagnarsi l'onore di diventare cavaliere combattendo in difesa degli interessi della Chiesa. Nulla lo allontanerà mai dall'appartenenza alla Chiesa, né i cattivi esempi che possono avergli dato preti o chierici, né le sirene dei movimenti ereticali come quello di Pietro Valdès (fondatore dei Valdesi) o altri che predicavano il ritorno al Vangelo contro la Chiesa istituzionale, le sue ricchezze, le sue caste. La fedeltà (forse a volte sofferta?) di Francesco alla Santa Chiesa Romana e l’obbedienza ai prelati è costante nella sua vita, ed è un pilastro della spiritualità francescana: “E questi e tutti gli altri voglio temere, amare e onorare come miei signori. E non voglio considerare in loro il peccato, poiché in essi io riconosco il Figlio di Dio e sono miei signori” (Testamento). Fino a prese di posizione molto rigorose lontanissime dall’immagine mielosa che spesso si ha di lui: “E se si trovassero dei frati che … non fossero cattolici, tutti i frati, ovunque sono, siano tenuti, per obbedienza, ovunque trovassero uno di essi, a consegnarlo al custode più vicino al luogo ove l'avranno trovato. E il custode sia fermamente tenuto, per obbedienza, a custodirlo severamente, come un uomo in prigione, giorno e notte, … (Testamento).

Anche oggi qualcuno pensa che solo uscendo dalla Chiesa si può lottare meglio per renderla fedele al Vangelo. Visti i frutti di san Francesco e quelli di altri che pur seguendo valori evangelici li hanno vissuti fuori dalla Chiesa, non ho dubbi che sia più fecondo e più sicuro vivere dentro la Chiesa fondata da Gesù affidando a lei il discernimento sull'autenticità del carisma che si crede aver ricevuto.

Questo non impedì a San Francesco di seguire le sue ispirazioni. Infatti, come quasi tutti i santi, se Francesco avesse aspettato che l’impulso gli fosse venuto dal vertice, probabilmente i Frati Minori non sarebbero mai esistiti. Invece riconosciamo in lui il metodo costante che usa il Signore per il nostro bene: Pietro conferma i suoi fratelli nella fede ma il Signore fa ringiovanire la Chiesa tramite i carismi che dona liberamente e la persona ispirata sottomette il suo carisma alla Chiesa. “1. La Chiesa ringiovanisce in forza del Vangelo e lo Spirito continuamente la rinnova, edificandola e guidandola «con diversi doni gerarchici e carismatici»” [ Lumen gentium, n. 4.] (Lettera Iuvenescit Ecclesia ai Vescovi della Chiesa cattolica, Congregazione per la Dottrina della Fede, .15 maggio 2016).

Nel dialogo tra il profeta e l’autorità ci può essere sofferenza ma non contraddizione. In questo risiede la fede: Gesù ci ha aperto la via della salvezza attraverso la croce e oggi, risorto, è costituito Signore, Alfa e Omega. Se l’autorità non accetta ciò che sento venire da Dio, è perché non è autentico, oppure perché è necessaria una maturazione, mia e/o della comunità ecclesiale. Francesco profeta tutto ecclesiale, con tutti i santi, ci aiuti a comprenderlo e accettarlo. Senza obbedienza non c'è cammino cristiano. 


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