Oggi ascoltiamo la bellissima e terribilmente seria parabola del ricco e del povero Lazzaro. Chi non ama Dio nel prossimo, specie se bisognoso, rischia la condanna definitiva, le fiamme dell’inferno, la separazione da ogni Redenzione e dal mondo dei Viventi. Questa parabola offre molte informazioni. Ma andiamo alla sua “punta”: i segni dall'aldilà - quando sono veri - servono a poco se uno non vuole ascoltare Mosè e i Profeti, cioè il messaggio della Scrittura.
Ma allora Lourdes, Fatima, Guadalupe e altri eventi riconosciuti dalla Chiesa? Accanto a un'infinità di false apparizioni, falsi veggenti, falsi mistici, nessuno può negare l’autenticità di alcuni interventi celesti che vanno accolti con gratitudine e riverenza. Sono segno della smisurata misericordia di Dio che non volendo perdere nessuno dei suoi figli va in cerca della pecora smarrita debole nella fede o con difficoltà a credere nella Scrittura e nella Chiesa. Volendo solo incoraggiare a vivere secondo il cuore di Dio, la verità è: 1. avere bisogno di questi segni dice che siamo ancora pagani; 2. chi vuole approfondire la fede nutrendosi della Parola di Dio in comunità ha tutto a disposizione. Non c'è bisogno cercare apparizioni, fenomeni nel cielo e nelle nuvole, sogni, immagini e luoghi speciali, ecc. Il problema è ascoltare, fare spazio al Signore che parla al cuore più che alla testa e prima.
Dio ci parla per metterci in cammino di conversione. Ma spesso resistiamo e ci perdiamo. Vedi Marco 4,1-9, la parabola del Seminatore. Le astuzie e le risorse del demonio sono tante. Nei tre primi capitoli precedenti, Marco racconta come Gesù si scontra tante volte con satana direttamente o per persone interposte:
“nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana” (Mc 1,13); “nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare” (Mc 1,23); “E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni” (Mc 1,39); “Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: "Perché costui parla così? Bestemmia!". (Mc 2,6-7); “I farisei gli dicevano: "Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?". Ed egli rispose loro: "Non avete mai letto (nella Scrittura)...?” (Mc 2,24-25); “e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo … E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire” (Mc 3,2.6); “uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: "È fuori di sé". "Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: "Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni"... “Poiché dicevano: "È posseduto da uno spirito impuro". (Mc 3,21-22.30). È impressionante rileggere questi tre primi capitoli di Marco pensandoli come un'introduzione alla parabola del Seminatore. Il terzo capitolo si chiude con l’affermazione che fa parte della famiglia di Gesù “chi fa la volontà di Dio”. E come farla se non conosco la Parola di Dio, non me ne nutro per metterla in pratica, lasciarla crescere in me?
Dopo la messa venne una persona che dimostrò dalla sua richiesta di non aver ascoltato nulla di questo Vangelo. È molto difficile ascoltare e cambiare.
Dal Vangelo secondo Luca Lc 16,19-31
In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C'era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: "Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma".
Ma Abramo rispose: "Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi".
E quello replicò: "Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento". Ma Abramo rispose: "Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro". E lui replicò: "No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno". Abramo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti"». Parola del Signore.

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