Questa domenica ascoltiamo il Vangelo della Samaritana: 38 versetti! Sicuramente qualche parrocchia userà la forma breve. In ogni caso, in previsione della lunghezza del Vangelo le due prime letture sono brevi: Esodo 17,3-7 (4 versetti) e Romani 5,1-2.5-8 (6 versetti). Mi sembra un vero peccato. Vale la pena conoscere in modo più esteso la Bibbia per conoscerla in modo più profondo.
Ecco Esodo 17,1-7
1 Tutta la comunità degli Israeliti levò le tende dal deserto di Sin, camminando di tappa in tappa, secondo l'ordine del Signore, e si accampò a Refidìm. Ma non c'era acqua da bere per il popolo. 2 Il popolo protestò contro Mosè: "Dateci acqua da bere!". Mosè disse loro: "Perché protestate con me? Perché mettete alla prova il Signore?". 3 In quel luogo il popolo soffriva la sete per mancanza di acqua; il popolo mormorò contro Mosè e disse: "Perché ci hai fatto salire dall'Egitto per far morire di sete noi, i nostri figli e il nostro bestiame?". 4 Allora Mosè gridò al Signore, dicendo: "Che cosa farò io per questo popolo? Ancora un poco e mi lapideranno!". 5 Il Signore disse a Mosè: "Passa davanti al popolo e prendi con te alcuni anziani d'Israele. Prendi in mano il bastone con cui hai percosso il Nilo, e va'! 6 Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia, sull'Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà". Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d'Israele. 7 E chiamò quel luogo Massa e Merìba, a causa della protesta degli Israeliti e perché misero alla prova il Signore, dicendo: "Il Signore è in mezzo a noi sì o no?".
Cosa ci dicono in più i versetti 1 e 2 ? La risposta di Mosè! Con una fede più matura e sapendo cosa il Signore ha già fatto “con braccio teso” per questo popolo, pensa che bisogna fidarsi della sua provvidenza. Dio conosce la fragilità del popolo e interverrà appena necessario. C'è quindi un confronto pastorale tra Mosè e il Signore nel senso della misericordia. Mosè che condivide la meta alla quale il Signore porta il suo popolo, una fede pura, impara da lui ad avere viscere di misericordia.
Ed ecco Romani 5,1-11
1 Giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. 2 Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l'accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. 3 E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, 4 la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. 5 La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
6 Infatti, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi. 7 Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 8 Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui. 10 Se infatti, quand'eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
I versetti 3 e 4 sono stati tagliati. Mi sembra un vero peccato. Il cristiano non cerca il dolore, come nemmeno Gesù stesso, ma sa il valore della sofferenza accettata come volontà di Dio. E tutti portiamo una croce, a volte anche molto pesante. Sapere che unita a Cristo non è inutile, non è assurda, inizia un processo, è una consolazione enorme, fonte di fortezza. Mi viene da chiedermi: la Chiesa ha paura di annunciare la verità, tutta la verità, quella che salva, quella che proclamiamo Buona Notizia, Vangelo? In ogni caso un pastore non deve aver paura di annunciare il Vangelo nella sua interezza e potenza.
I versetti dal 9 all’ 11 completano il kerigma: Siamo stati riconciliati per mezzo della morte di Cristo, siamo salvati dalla sua vita, cioè la sua risurrezione che lo manifesta come il Vivente.

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