7. Già in queste definizioni classiche vediamo che l’unità dei due coniugi, come dato oggettivo fondante e proprietà essenziale di ogni matrimonio, è chiamata a una costante espressione e sviluppo come “comunione di vita”, cioè come amicizia coniugale, aiuto reciproco, condivisione totale che, con l’aiuto della grazia, rappresenta sempre più un’altra unione che la trascende e la ingloba: l’unione tra Cristo e la sua sposa amata, la Chiesa, il Popolo di Dio per il quale Egli ha dato il proprio sangue (cf. Ef 5, 25-32).
8. San Giovanni Paolo II collega intimamente questi due aspetti. Infatti, se «in forza del patto d’amore coniugale, l’uomo e la donna “non sono più due, ma una carne sola” (Mt 19,6; cf. Gen 2,24)», allo stesso tempo «sono chiamati a crescere continuamente nella loro comunione […] affinché ogni giorno progrediscano verso una sempre più ricca unione tra loro a tutti i livelli»[10].
9. In questa Nota, pertanto, verranno approfondite sia l’unità come proprietà essenziale, realtà oggettiva e costitutiva del matrimonio, caratteristica prima e fondante di ogni sua manifestazione, sia le differenti espressioni di quella medesima unità che arricchiscono e rafforzano l’alleanza coniugale, rendendo così possibile allo stesso tempo la percezione di questa unità non come un riflesso monolitico dell’unità divina, ma come espressione dell’unico Dio che è comunione nelle relazioni trinitarie.
10. Ci si augura, infine, che questa Nota sul valore della monogamia, destinata anzitutto ai Vescovi, riferita a un tema così importante, e allo stesso tempo molto bello, possa essere di aiuto alle coppie già sposate, ai fidanzati e ai giovani che pensano a una futura unione al fine di cogliere ancora meglio la ricchezza della proposta cristiana sul matrimonio. È vero che, per molti, un tale messaggio potrà suonare strano o controcorrente, ma possiamo applicare ad esso le seguenti parole di Sant’Agostino: «Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico»[11]. Del resto, una vera e propria passione per la bellezza dell’amore coniugale ha trovato espressione nella dedizione di tanti credenti, uomini e donne, chierici e laici, singolarmente o in aggregazioni ecclesiali, che hanno accompagnato molte coppie nel loro cammino di vita e hanno anche sviluppato una spiritualità e una pastorale del matrimonio. Per tutti questi luminosi esempi non si può che esprimere un doveroso ringraziamento.
[10] Giovanni Paolo II, Esort. ap. Familiaris consortio (22 novembre 1981), n. 19: AAS 74 (1982) 101-102 (corsivo aggiunto).
[11] Agostino, In Ioannis Evangelium, tract. XXVI, 4 («Da amantem, et sentit quod dico»): PL 35, 1608.

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