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domenica 23 agosto 2026

CI SONO SANTI FUORI DALLA CHIESA CATTOLICA? COME CONCILIARE FEDELTÀ ALLA VERITÀ E APERTURA A TUTTI? / XXI Dom del T.O.,A, 2026.

 


Ho scritto un post sulle comunità non cattoliche (La Gioia del Vangelo: LE COMUNITÀ CRISTIANE NON CATTOLICHE HANNO VALORE? VEDIAMOLO / 6 agosto 2026.). Ma chi non è cattolico non può essere gradito a Dio? Tutti conosciamo cristiani non cattolici che sono veri testimoni di Cristo. Tra quelli molto famosi, Martin Luther King (1929 - 1968), giovane pastore della chiesa battista che guidò un movimento non violento per i diritti civili degli afromaericani, premio Nobel, e assassinato per questa causa, è una di queste figure. Il vescovo anglicano Desmond Tutu del Sudafrica (1931 - 2021), anche lui Premio Nobel, lottò da cristiano non violento contro l’apartheid. Prima di loro Dietrich Bonhoeffer (1906–1945), pastore luterano, fu un grande teologo tedesco che si oppose ad Adolf Hitler, ucciso nel campo di concentramento di Flossenbürg pochi giorni prima della fine della guerra. Ci sono poi quelli che incontriamo o conosciamo personalmente. Ho partecipato per anni agli incontri del dialogo ecumenico e ricordo di aver invitato il parroco anglicano di Napoli a predicare nella parrocchia di San Vitale a Fuorigrotta. Fece una riflessione bellissima sulla Vergine Maria.  

Il problema delle comunità che si distaccano dalla Chiesa cattolica è che viene meno il riferimento provvidenziale alla Roccia, a Pietro sul quale Gesù afferma di voler costruire la sua Chiesa (Matteo 16,13-20; il vangelo di questa domenica) affinché i credenti grandi e piccoli, teologi o semplici, possano essere confermati nella fede (Luca 22, 32). Quindi ognuno, convinto di essere nel giusto, tende a seguire la propria strada e quindi avvengono le separazioni, le divisioni, fino alle cose più assurde. Anche nella Chiesa l’unità nella carità, ma anche nella fede stessa non è sempre facile. Ma proprio per questo avere Pietro e far parte della Chiesa che Gesù ha edificato su di lui è un grandissimo dono, che bisogna difendere con ferma convinzione. Nulla però di automatico, bisogna anche vivere questo dono con il desiderio sincero di crescere nella fede viva e nella comunione con il Signore. Spesso le chiavi del regno dei cieli che vengono date a Pietro sono “chiavi pesanti”, come si disse in modo particolare per Papa Paolo VI. Specialmente in questo nostro tempo. Il Cardinale Martini già negli anni ‘90 avvertiva del pericolo costituito dal soggettivismo “che cresce come metastasi cancerogene”! Da allora la situazione non è migliorata. Però abbiamo questo punto di riferimento: Pietro, che porta con sé tutta la ricchezza della Tradizione, di santità innanzitutto, ma anche di riflessione, di approfondimenti, di memoria degli errori e di come si possono correggere. 

Intanto però constatiamo che fuori dalla Chiesa ci sono persone buone, o addirittura sante, e non solo tra i cristiani non cattolici ma anche tra gli ebrei e nelle religioni non cristiane. Com'è possibile?  Come si concilia con la frase dei primi cristiani che dice “Extra Ecclesiam, nulla Salus”: “fuori dalla Chiesa non c'è salvezza”? aggiungendo: «Come nessuno può nascere senza un padre e una madre, così, nessuno può dire di avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa come Madre.» Questa affermazione on è forse un’esagerazione, anzi, un abuso? 

Gesù nel Vangelo di questa domenica afferma chiaramente che vuole creare una comunità, la sua Ekklesia (= Chiesa) e indica in Pietro, poi negli apostoli, le colonne di questa Chiesa. Sono depositari della sua missione e del potere di legare e sciogliere in modo particolare, anche se questi doni riguardano tutta la comunità cristiana come si evidenzia nelle lettere di san Paolo e degli altri. 

Ma Gesù nella sua vita obbediente e in particolare nella sua offerta sulla croce ha salvato tutta l’umanità. La Chiesa lo deve annunciare e manifestare come città sul monte, come lampada messa sul candelabro. Ma instancabilmente, comunque, lo Spirito Santo, Spirito di Verità, invita già ogni essere umano, ogni coscienza, ad andare verso Dio, verso la Verità piena, ad unirsi a lui, a camminare nella verità. E Gesù vuole che si salvino le persone, fatte ad immagine di Dio, non è venuto a salvare delle tessere, o dei certificati di battesimo. Egli dichiara ai più semplici, ai più ignoranti: “il Regno di Dio è fatto per te!”.

Quindi c'è una differenza grande tra un protestante che è nato nel protestantesimo e conosce del cattolicesimo solo alcune caricature (sono “papisti”, adorano le statue, hanno messo la Vergine Maria al  posto di Gesù, i preti e i religiosi sono tutti pedofili, ecc. …) oppure ha subito realmente scandalo, ecc. e vuole servire Il Signore Gesù con tutto il suo cuore, e un cattolico che conoscendo la verità se ne allontana. Ricordo un seminarista (non so di quale diocesi) con problemi piuttosto gravi e gli ho detto di vedere bene la sua vocazione. Mi rispose: “se non diventerò sacerdote, esco dalla Chiesa cattolica”. Non ho mai saputo nulla di lui all’infuori di questo incontro e Dio solo conosce fino in fondo i cuori, ma è evidente che questo atteggiamento è chiaramente contrario all'essere cristiano! Ognuno poi ha il suo percorso e Dio conosce i cuori.

Come conciliare quindi apertura di carità e di rispetto per ogni persona e fedeltà alla verità? Seguendo Gesù fino in fondo. Gesù non esita a dire alla samaritana che “Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei” (Giovanni 4, 22), ma le offre questa salvezza, rivelando a lei per prima che egli è il  Messia. Più tardi altri samaritani fraintendono questa sua apertura costante e intendono ripartire da lui escludendo Gerusalemme peccatrice e corrotta, ma lui non scende a compromessi: è Gerusalemme la città santa e la salvezza passa per essa . Nonostante questo Gesù non rinnega la sua apertura (vedi Luca 9,51 - 56). I genitori che hanno promesso di educare i figli nella fede devono essere fermi su questo, vivendo innanzitutto loro stessi una fede autentica, ma avendo anche il coraggio di affermare la loro appartenenza alla Chiesa fondata da Gesù senza nessun relativismo. L’essere umano, e in particolare i bambini, ha sete di assoluto. Solo in Gesù si trova un assoluto che non sia chiusura, un amore assoluto che permette di amare tutti senza cadere nel relativismo o la pura soggettività.  


Dal Vangelo secondo Matteo  Mt 16,13-20

 In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.  Parola del Signore.



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