
"Mi hai indicato la strada verso Ars
e io ti indicherò la strada verso il cielo"
(luogo detto "dell'incontro" quando nel 1818,
il curato arrivò a piedi ad Ars
e chiese la sua strada ad un pastorello)
Geremia dice che Dio castiga poi benedice. Come mai? Perché ama. Se deve castigare, purificare, nessuno lo può comprare, intimidire. Ma è sensibile ad ogni segno di pentimento, e comunque non rimane in collera per sempre perché è "Dio e non uomo", secondo l’espressione stupenda della Bibbia.
Dio ci vuole liberi. L’uomo ha tendenza a ridurre il suo rapporto con Dio a pratiche esterne, al minimo sindacale, oppure addirittura ad imprigionarsi in scrupoli, nevrosi. È il caso dei farisei nel Vangelo che ritengono essenziale lavarsi le mani prima di mangiare. Gesù nella sua risposta sposta l’attenzione sui cibi puri ed impuri osservati ancor oggi da ebrei ortodossi e musulmani: ciò che rende impuro l’uomo non è un cibo che entra nella bocca ma ciò che l'uomo esprime con la bocca volontariamente: giudizio, orgoglio, disprezzo, menzogna, ecc.
Quindi Gesù prende posizione in modo generale. Conta il cuore, il suo orientamento. Le tradizioni che lo esprimono sono un linguaggio, talvolta necessario per educare o unire più persone nella preghiera, dare punti di riferimento, ma non devono mai diventare l’essenziale. Al bambino insegno a fare il segno di croce e gli dico “fallo bene”, ma fin dal primo giorno gli dico che ciò che conta per Dio è il cuore.
Gesù esprime un giudizio fortissimo contro quei farisei che si sono scandalizzati della sua presa di posizione: vede in loro solo esteriorità e non l’azione dello Spirito Santo. “Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata”.
Il curato d’Ars (1786 - 1859) è stato un parroco molto attivo, senza inventare nessuna formula pastorale nuova, ed è stato terribilmente concreto nella sua mortificazione fisica, nella sua obbedienza alla Chiesa. Ma soprattutto è il suo amore per Dio e per le anime che ne hanno fatto quel santo e quel punto di riferimento eccezionale fino ad oggi. Digiuna ma non parla di digiuni, di sacrifici, parla di amore di Dio, di amore per Dio e per il prossimo. Meditiamo alcune sue parole:
« Se comprendessimo bene cosa significa essere figli di Dio, non potremmo fare il male... essere figli di Dio: oh, che grande dignità!»
« La misericordia di Dio è come un torrente in piena. Trascina i cuori al suo passaggio. »
« Non è il peccatore che torna a Dio per chiedergli perdono, ma è Dio che corre dietro al peccatore e lo riconduce a sé. »
« Diamo dunque questa gioia a questo buon Padre: torniamo a Lui... e saremo felici. »
« Il buon Dio è sempre disposto ad accoglierci. La sua pazienza ci attende! »
« C’è chi attribuisce al Padre Eterno un cuore duro. Oh, come si sbagliano! Il Padre Eterno, per disarmare la sua giustizia, ha dato al Figlio un cuore infinitamente buono: non si può dare ciò che non si possiede... »
« C’è chi dice: “Ho fatto troppo male, il buon Dio non può perdonarmi”. È una grave bestemmia. Significa porre un limite alla misericordia di Dio, che invece non ne ha alcuno: è infinita. »
« Le nostre colpe sono granelli di sabbia al cospetto della grande montagna della misericordia di Dio. »
Dal libro del profeta Geremìa Ger 30,1-2.12-15.18-22
Parola rivolta a Geremia da parte del Signore: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: Scriviti in un libro tutte le cose che ti ho detto. Così dice il Signore:
La tua ferita è incurabile, la tua piaga è molto grave. Nessuno ti fa giustizia; per un’ulcera vi sono rimedi, ma non c’è guarigione per te. Ti hanno dimenticato tutti i tuoi amanti, non ti cercano più; poiché ti ho colpito come colpisce un nemico, con un castigo spietato, per la tua grande iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati. Perché gridi per la tua ferita? Incurabile è la tua piaga. Ti ho trattato così per la tua grande iniquità, perché sono cresciuti i tuoi peccati. Così dice il Signore: Ecco, cambierò la sorte delle tende di Giacobbe e avrò compassione delle sue dimore. Sulle sue rovine sarà ricostruita la città e il palazzo sorgerà al suo giusto posto. Vi risuoneranno inni di lode, voci di gente in festa. Li farò crescere e non diminuiranno, li onorerò e non saranno disprezzati; i loro figli saranno come un tempo, la loro assemblea sarà stabile dinanzi a me, mentre punirò tutti i loro oppressori. Avranno come capo uno di loro, un sovrano uscito dal loro popolo; io lo farò avvicinare a me ed egli si accosterà. Altrimenti chi rischierebbe la vita per avvicinarsi a me? Oracolo del Signore.
Voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio». Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 15,1-2.10-14
In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!». Parola del Signore.
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