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lunedì 3 agosto 2026

GEREMIA LOTTA CONTRO IL FALSO PROFETA / Lunedì XVIII sett. T.O., pari. 2026.

 

Il profeta Geremia.

Gesù è nato per rendere testimonianza alla verità, ci dice Giovanni 18,37. Gesù è Via Verità e Vita. Verità e amore sono quindi legati indissolubilmente. Mai la verità senza amore, ma chi dice che conta l’amore e non tanto la verità oggettiva non è animato da amore autentico. Uno dei problemi maggiori del nostro tempo oggi è proprio l’attacco frontale alla verità in nome della soggettività di ciascuno, delle sue emozioni, delle sue percezioni, del suo punto di vista, della libertà di pensiero, ecc. La rovina dell’umanità inizia con una bugia del serpente e, da parte di Adamo ed Eva, la ricerca di stare bene a scapito della verità. Comprendiamo perché fin dall’inizio Mosè mette in guardia contro i falsi profeti. La sanzione nella lettura di oggi è terribile. Il falso profeta che insiste per annunciare in nome di Dio una parola falsa ma gradita alla gente sarà punito con la morte. Nel capitolo 13 del Deuteronomio c'è un lungo sviluppo sui falsi profeti, in cui si prospetta anche il caso in cui il falso profeta possa annunciare segni che si realizzano. I credenti devono comprendere che la loro fede può essere messa alla prova e non devono cedere alle lusinghe di coloro che li invitano a servire altri dèi, altri culti. Questa possibilità esiste sempre. Ce lo ricorda l’Apocalisse parlando della seconda bestia (Ap. 13,13-14  ss). Anche i demoni possono fare prodigi : “Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente” (Ap. 16,13-14). Ci sono moltissimi altri passi della Bibbia che mettono in guardia contro i falsi profeti.

Il castigo con la morte non solo è durissimo ma può portare a condannare persone innocenti. Per questo Deuteronomio 13 esige che prima bisogna fare un’indagine prudente e completa. La verità può essere complessa. Purtroppo sia sul piano cristiano che nella vita comune vediamo molte persone che si erigono a specialisti e giudici senza aver né fatto un’indagine seria, né avere la competenza per giudicare degli argomenti che trattano. E così, oltre alla disinformazione che è un peccato contro la verità, esiste anche molta “malinformazione” per superficialità, per “reazione di pancia”, perché condizionati da pregiudizio.

Questo non toglie che la verità sia riconoscibile. Difenderla e annunciarla in pienezza è un compito essenziale per la Chiesa e i suoi ministri. Anche oggi, molti abusano della religione e della stessa Parola di Dio per diffondere false dottrine e far smarrire le persone semplici. Per lottare contro questo serve la buona testimonianza, che si veda che Dio vive con te, che la tua vita è animata da lui. Ma è necessaria anche la "parresia" il coraggio della verità. Bisogna chiederla nella preghiera: “Ed ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare con tutta franchezza la tua parola". (Atti 4,29-31). La parresia poi va esercitata: Atti degli Apostoli 13, 46;  26, 26; 28, 31;  San Paolo scrive: “Forti di tale speranza, ci comportiamo con molta franchezza” (2 Corinzi 3, 12); “del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere” (Efesini 6, 20).


Dal libro del profeta Geremìa  Ger 28,1-17

In quell’anno, all’inizio del regno di Sedecìa, re di Giuda, nell’anno quarto, nel quinto mese, Ananìa, figlio di Azzur, il profeta di Gàbaon, mi riferì nel tempio del Signore sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo: «Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Io romperò il giogo del re di Babilonia! Entro due anni farò ritornare in questo luogo tutti gli arredi del tempio del Signore che Nabucodònosor, re di Babilonia, prese da questo luogo e portò in Babilonia. Farò ritornare in questo luogo – oracolo del Signore – Ieconìa, figlio di Ioiakìm, re di Giuda, con tutti i deportati di Giuda che andarono a Babilonia, poiché romperò il giogo del re di Babilonia».

Il profeta Geremìa rispose al profeta Ananìa, sotto gli occhi dei sacerdoti e di tutto il popolo, che stavano nel tempio del Signore. Il profeta Geremìa disse: «Così sia! Così faccia il Signore! Voglia il Signore realizzare le cose che hai profetizzato, facendo ritornare gli arredi nel tempio e da Babilonia tutti i deportati. Tuttavia ascolta ora la parola che sto per dire a te e a tutto il popolo. I profeti che furono prima di me e di te dai tempi antichissimi profetizzarono guerra, fame e peste contro molti paesi e regni potenti. Il profeta invece che profetizza la pace sarà riconosciuto come profeta mandato veramente dal Signore soltanto quando la sua parola si realizzerà».

Allora il profeta Ananìa strappò il giogo dal collo del profeta Geremìa, lo ruppe e disse a tutto il popolo: «Così dice il Signore: A questo modo io romperò il giogo di Nabucodònosor, re di Babilonia, entro due anni, sul collo di tutte le nazioni». Il profeta Geremìa se ne andò per la sua strada.

Dopo che il profeta Ananìa ebbe rotto il giogo che il profeta Geremìa portava sul collo, fu rivolta a Geremìa questa parola del Signore: «Va’ e riferisci ad Ananìa: Così dice il Signore: Tu hai rotto un giogo di legno, ma io, al suo posto, ne farò uno di ferro. Infatti, dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Pongo un giogo di ferro sul collo di tutte queste nazioni perché siano soggette a Nabucodònosor, re di Babilonia, e lo servano; persino le bestie selvatiche gli consegno».

Allora il profeta Geremìa disse al profeta Ananìa: «Ascolta, Ananìa! Il Signore non ti ha mandato e tu induci questo popolo a confidare nella menzogna; perciò dice il Signore: Ecco, ti faccio sparire dalla faccia della terra; quest’anno tu morirai, perché hai predicato la ribellione al Signore». In quello stesso anno, nel settimo mese, il profeta Ananìa morì.


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