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venerdì 7 agosto 2026

UOMO-DONNA NELLLO SPIRITO SANTO / 22. UNA CARO. nn. 56-58.

 



56. Un’altra bella testimonianza si trova nelle parole che seguono, del filosofo e teologo russo Pavel Evdokimov: «L’unità consustanziale del matrimonio costituisce l’unità di due persone che si collocano in Dio […]. Quindi la struttura trinitaria iniziale è: uomo-donna nello Spirito Santo. La realizzazione effettiva della loro unità nel matrimonio (dove il marito, secondo Paolo, è immagine di Cristo e la moglie è immagine della chiesa) diventa equivalente coniugale dell’unità Cristo-Spirito»[56].

57. Infine, merita di essere citato un passaggio illuminato del teologo John Meyendorff: «Un cristiano è chiamato – già in questo mondo – a sperimentare una vita nuova, a diventare cittadino del Regno, e può farlo nel matrimonio […]. È una singolare unione di due esseri innamorati, due esseri che possono trascendere la propria umanità ed essere così uniti non solo “l’uno con l’altro”, ma anche “in Cristo”»[57].

58. Gli autori orientali del nostro tempo insistono pure sull’aspetto relazionale alla luce della Trinità. Il teologo greco, Ioannis Zizioulas, afferma che «la persona è alterità nella comunione e comunione nell’alterità. La Persona è un’identità che emerge attraverso la relazione (schesis, nella terminologia dei Padri greci); è un “io” che può esistere solo finché si relaziona ad un “tu” che afferma la sua esistenza e la sua alterità. […] [L’“io”] non può semplicemente essere senza l’altro. Si tratta di ciò che distingue la persona dall’individuo»[58]. Nel contesto di questa particolare valutazione orientale della relazione, che è in ultima analisi un riflesso della comunione trinitaria, un altro teologo e filosofo greco, Christos Yannaras, mostra come la vita coniugale debba essere compresa nel quadro più ampio delle relazioni nella comunità ecclesiale, che permette di intendere la sessualità come una relazione personale trasfigurata dalla grazia trinitaria: «La relazione e la conoscenza tra i coniugi diventano eventi ecclesiali, si attuano non solo per mezzo della natura ma anche per mezzo della Chiesa […] nell’ambito delle relazioni che tengono insieme la Chiesa come immagine del modello trinitario»[59]. E immediatamente spiega che «ciò non significa ‘spiritualizzazione’ del matrimonio e svalutazione della relazione naturale, ma trasformazione dinamica dell’impulso naturale in evento di comunione personale, secondo il modo nel quale la Chiesa attua la comunione, cioè come grazia-dono gratuito di alterità e libertà personali»[60].


[56] P.N. Evdokimov, Il matrimonio, sacramento dell’amore, tr. a cura di L. Marino, Spiritualità orientale, Magnano 2008, 165. (Ed. italiana di Id., Le mariage, sacrement de l’amour, Editions du Livre Français, Lyon 1944.)

[57] J. Meyendorff, Marriage, An Orthodox Perspective, St. Vladimir’s Seminary Press, Crestwood (NY) 20003, 16.

[58] I. Zizioulas, Comunione e alterità, tr. a cura di M. Campatelli – G. Cesareo, Lipi, Roma 2016, 11.

[59] C. Yannaras, La libertà dell’ethos, tr. a cura di B. Petrà, Sequela oggi, Qiqajon, Magnano (BI) 2015, 164ss.

[60] Ibid.


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