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venerdì 7 agosto 2026

MATRIMONIO: INTERVENTI MAGISTERIALI / 23. UNA CARO. nn. 59-60.



 Interventi magisteriali

Primi interventi

59. Fino a Leone XIII, gli interventi riferiti alla monogamia sono stati pochi ed essenziali. È da menzionare un intervento breve ma importante di Innocenzo III nell’anno 1201, nel quale si riferisce ai pagani che «dividono l’affetto coniugale con più donne nello stesso tempo», e con riferimento alla Genesi afferma che è contrario alla fede cristiana, «dato che dal principio una sola costola fu trasformata in una sola donna»[61]. Di seguito, si rifà alla Scrittura (cf. Ef 5,31; Gen 2,24; Mt 19,5) per sottolineare che si dice che «saranno due in una carne sola» (duo in carne una) e che l’uomo si unirà “alla moglie”, non “alle mogli”. Da ultimo, interpreta la proibizione dell’adulterio (cf. Mt 19,9; Mc 10,11) come riferita al matrimonio monogamico[62].

60. Il Secondo Concilio di Lione sostiene nuovamente che si «tiene per fermo che non è permesso a un uomo di avere contemporaneamente più mogli, né a una donna di avere più maschi»[63]. Il Concilio di Trento deriva il senso della monogamia dal fatto che Cristo Signore insegnò più apertamente che con questo vincolo due sole persone si vengono strettamente a congiungere, quando disse: “Non sono dunque più due, ma una sola carne”[64]. Nel secolo XVIII, Benedetto XIV, prendendo in considerazione la situazione dei matrimoni clandestini, ribadisce che «nessuno dei due può, finché l’altro sarà in vita, passare ad altre nozze»[65]. 


[61] Innocenzo III, Lett. Gaudemus in Domino (1201): DH 778.

[62] Cf. Ibid.: DH 779.

[63] Concilio di Lione II, Sessione IV (6 luglio 1274), Professione di fede dell’Imperatore Michele VIII Paleologo: DH 860.

[64] Cf. Concilio di Trento, Sessione XXIV (11 novembre 1563), Dottrina sul Sacramento del Matrimonio: DH 1798.

[65] Benedetto XIV, Dichiarazione Matrimonia quae in locis (4 novembre 1741), n. 2: DH 2517.


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