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mercoledì 5 agosto 2026

IL MATRIMONIO, UNA REALTÀ CHE SUPERA GLI SPOSI / 20. UNA CARO, nn. 49-52

 



Lo sviluppo della visione teologale nei tempi recenti

49. Hans Urs von Balthasar assegna un’importanza particolare al consenso matrimoniale che crea quell’unità nuova che trascende i due individui: «Il convenire delle due persone così spossessate di sé è possibile solo in un terzo elemento, quello che […] è quel fattore oggettivo che si compone delle loro due libertà: il loro voto, la loro solenne promessa, in cui ciascuno dà l’assenso definitivo alla libertà dell’altro e al suo mistero e si consegna a questo mistero. È realtà che si deve chiamare oggettiva solo perché è più del giustapporsi delle loro due soggettività […] la loro volontà fattasi una (d’appartenersi l’un l’altro), che si pone al di sopra di loro e in mezzo a loro, perché nessuno dei due può rivendicare a sé l’unità che è sorta»[47].

50. Questo patto, dove ognuno dei due trascende sé stesso e si arrende di fronte alla nuova realtà che si crea, in nessun modo è una negazione di loro stessi come individui liberi: è, invece, una pienezza di libertà che si compie nel donarsi in modo totale a un’altra persona: «l’evento del donarsi in possesso reciproco, il quale si compie solo sotto la volta stesa su di loro dallo Spirito d’amore che li guida e li ispira, è tutto fuorché un’alienazione di sé da parte del singolo. Questi non attinge sé stesso se non in virtù dell’appello dell’altra libertà, che gli dà la capacità di risolvere, di decidere la propria, e questa risoluzione diviene matura, ‘maggiorenne’, proprio quando egli non continua a riprendersi con esitazione, ma concentra sé stesso, si raccoglie, per donarsi una volta per tutte»[48].

51. Questo Autore contempla in un modo particolare e teologicamente profondo come questa unità matrimoniale riflette l’unione tra Cristo e la sua Chiesa: «L’unità di misura dell’amore matrimoniale diventa l’amore fra Cristo e la sua Chiesa […]. L’unità originaria consiste in questo, che la Chiesa nasce da Cristo come Eva da Adamo: scaturita dal fianco squarciato del Signore dormiente in croce all’ombra della morte e degli inferi. Per questo essa è suo corpo, come Eva era carne della carne di Adamo. In questo sonno mortale della Passione egli “ha formato per sé la Chiesa, come sposa meravigliosa senza ruga e senza macchia” (Ef 5,24-27). Egli stesso si lascia come uomo cadere nel sonno della morte, in modo da potere, come Dio, prelevare misteriosamente dal morto quella fecondità dalla quale egli si creerà la sua sposa, la Chiesa. Così essa è lui stesso, e tuttavia non è lui stesso: è suo corpo e sua sposa. “Chi ama sua moglie, ama sé stesso. Nessuno ha mai odiato la sua propria carne; la si protegge e la si cura. Così fa anche Cristo con la sua Chiesa, poiché noi siamo membra del suo corpo” (Ef 5,28-30)»[49].

52. Una tale visione cristologica e pneumatologica ha delle conseguenze concrete sull’esperienza matrimoniale: «Se torniamo a gettare uno sguardo sulla dedizione reciproca degli sposi, ciò mostra chiaro ancora una volta che la legge comune del loro amore (in senso cristologico) scaturisce tanto dall’atteggiamento loro proprio di un volontario darsi in possesso, e quindi non è una legge imposta dall’esterno, come realmente s’eleva, superando entrambi, quale terza entità feconda, creativa (in senso pneumatologico) e li ispira agli atti della loro dedizione»[50].


[47] H.U. von Balthasar, «Pneuma e istituzione», in Spirito e istituzione. Saggi teologici IV, Jaca Book, Milano 2019, 232.

[48] Ibid., 236-237.

[49] H.U. von Balthasar, Gli stati di vita del Cristiano, Jaca Book, Milano 20173, 202-203.

[50] Id., «Pneuma e istituzione», op. cit., 234.


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