Un Concilio Pastorale, cosa significa? vale meno di un Concilio dogmatico?
I Concili ecumenici, cioè generali, sono sempre convocati per questioni di grande importanza e che toccano l’insieme della vita della Chiesa. Così fu per il primo Concilio ecumenico riunitosi a Nicea nel 325 dC. Doveva precisare un fatto di prima importanza : chi è veramente Gesù Cristo? Era una questione fondamentale e se ne parlava molto tra i cristiani anche semplici sull’onda in particolare della visione del prete Ario che spiegava che Gesù non era uguale al Padre, quindi era divino ma non Dio. Questo ha molte conseguenze pratiche per la vita di ciascun cristiano! Affermando la verità sulla persona di Gesù Cristo il Concilio condannò le opinioni contrari e in particolare Ario.
I Concili cosiddetti dogmatici facevano quindi due cose collegate: definivano una verità che tutti dovevano credere per essere nella vera fede e allo stesso tempo precisavano posizioni contrarie da condannare: se uno pensa che… “anathema sit”, che sia anatema. Nella Bibbia troviamo 6 volte questa parola anatema, 5 volte in san Paolo per il quale significa chiaramente essere escluso dalla salvezza e dalla comunione con Cristo. È la condanna più radicale che possa esistere. È famoso il suo grido del cuore per gli ebrei che aspettano la venuta del Messia ma non lo riconoscono in Gesù di Nazareth. “Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne…” (Romani 9, 3). Ma Paolo lo usa ancora come ammonimento verso i credenti:
“Perciò io vi dichiaro: nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire: "Gesù è anàtema!"; e nessuno può dire: "Gesù è Signore!", se non sotto l'azione dello Spirito Santo”. (1 Corinzi 12, 3)
“Se qualcuno non ama il Signore, sia anàtema! Maràna tha!” (1 Corinzi 16, 22). Questa frase dovrebbe farci riflettere molto!
“Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!” (Gàlati 1, 8-9).
Questa frase scagliata costantemente dai tradizionalisti contro la Chiesa, contro il Concilio Vaticano II e i cristiani di oggi merita un post a parte perché riguarda lo sviluppo della Tradizione, l’esplorazione sempre più profonda dell’unico Deposito della Fede e delle sue implicazioni. Per essere breve l’errore (madornale, tragico) dei tradizionalisti è che confondono il Vangelo, cioè la Buona Notizia, il cambiamento che Dio vuole operare nel mondo con le usanze che hanno ricevuto nella loro infanzia.
Il Concilio di Trento ha ribadito molti dogmi messi in dubbio dalla riforma protestante ma ha anche stabilito con un pronunciamento definitivo, formale, che la salvezza si ottiene per mezzo della fede e delle opere buone, il numero esatto dei sacramenti (sette: Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Unzione degli infermi, Ordine e Matrimonio), il canone (l’elenco) dei libri ispirati dell'Antico e del Nuovo Testamento e che la Chiesa è l'unica interprete legittima delle Sacre Scritture.E chi non credeva in questo era anàtema. Anche il Concilio Vaticano I ha definito il dogma della infallibilità del Papa e le sue condizioni. Chi non ci crede è anàtema.
Il Concilio Vaticano II, secondo l’indicazione di Papa Giovanni XXIII ha voluto mettere da parte le condanne e non ha usato la forma delle definizioni dogmatiche. Ha voluto essere un Concilio “pastorale”. Per questo motivo i tradizionalisti in particolari dicono che è un Concilio di secondo grado e non ha valore assoluto. Però anche il Concilio di Trento ha dato indicazioni pastorali e disciplinari, ha fatto una riforma della LIturgia, ha imposto la creazione dei seminari per la formazione dei preti … e per tutti queste decisioni avevano valore obbligatorio, perché erano emanate da un Concilio Ecumenico.
Il Concilio di Gerusalemme (verso l’anno 50; Atti degli Apostoli capitolo 15) non ha definito nessun dogma ma solo delle norme per accogliere i pagani nella comunione della Chiesa constatando l’azione dello Spirito Santo stesso in loro. In una lettera di accompagnamento gli apostoli scrivono: “È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo… “. Queste decisioni hanno avuto un valore obbligatorio e hanno cambiato completamente la realtà concreta della Chiesa.
Il Concilio Vaticano II ha voluto approfondire e spiegare al mondo intero, in un linguaggio insieme fedele alla Scrittura e alla cultura moderna, il mistero della salvezza e della Chiesa, aggiornando i suoi modi di vivere la fede. Non si tratta certamente di aspetti secondari ed è stato fatto da un Concilio che ha tutta l’autorità dei Concili ecumenici. Quindi il Magistero del Concilio Vaticano II è il più alto e solenne possibile. Come diceva Papa Francesco deve essere applicato tutto.
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